LABORATORIO NOVECENTO

Didattica del contemporaneo tra le collezioni degli Uffizi

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Torna alle Reali Poste degli Uffizi Laboratorio Novecento, la mostra-laboratorio dedicata alla didattica del contemporaneo. L’appuntamento è dal 29 ottobre al 30 novembre sotto la direzione di Antonio Natali, il coordinamento scientifico di Giovanna Giusti, l’ideazione di Federica Chezzi, Claudia Tognaccini, Chiara Toti; la mostra, i laboratori e il catalogo sono a cura di Federica Chezzi e Claudia Tognaccini.
Anche in questo secondo appuntamento “Laboratorio Novecento” – che ha come sottotitolo “Incarnazioni” – proporrà a scuole e famiglie l’incontro con opere meno note della Galleria, provenienti dalle riserve degli Uffizi, stavolta riunite attorno al tema del corpo: la sua percezione, la sua interpretazione, il camuffamento e la trasfigurazione nella rappresentazione di sé da parte degli artisti contemporanei.
Tanto per fare qualche esempio, gli studenti che parteciperanno al laboratorio si troveranno di fronte al volto scavato e inciso di Käthe Kollwitz così come alle geometrie morfologiche di Fernand Léger, dalla scomposizione in frammenti del corpo di Elisa Montessori alla deformazione materica di Berlinde de Bruyckere, dalla maschera ‘funebre’ pop di Yoko Tadanori alle orecchie d’asino di Jan Fabre, fino alla trasposizione fumettistica e grafica di Andy Warhol e alle lucide geometrie di Francesca Woodman.
Alle correnti artistiche in mostra, raccontate in maniera chiara e dialogica agli alunni, si ispirerà il laboratorio manuale, efficace momento di rielaborazione cognitiva, durante il quale i partecipanti saranno invitati a realizzare una interpretazione del loro stesso corpo, creando così autoritratti davvero speciali, in “stile” Pop Art.

I giorni di attività del “Laboratorio Novecento” dedicati alle scuole andranno dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12; quelli per le attività delle famiglie (con apertura gratuita anche al pubblico adulto): sabato 2, 16, 23, 30 novembre ore 10-12; sabato 9 novembre ore 15-17.
Gli artisti presenti nella mostra – per la quale è stato approntato il catalogo edito da Maschietto Editore – sono: Jiří Anderle, Alessandra Capodacqua, Berlinde de Bruyckere, Daniela De Lorenzo, Ignaz Epper, Jan Fabre, Mario Fallani, Tsugouharu Foujita, Enrique Grau, Alex Katz, Jeff Koons, Käthe Kollwitz, Fernand Léger, Urs Lüthi, Michel Macréau, Elisa Montessori, Meret Oppenheim, Michelangelo Pistoletto, Arnulf Rainer, Man Ray, Yokoo Tadanori, Andy Warhol, Francesca Woodman.    h

Alla scoperta della Biblioteca Nazionale

Dal  15 ottobre al 14 dicembre 2013 : Visite guidate alla sezione manoscritti, al laboratorio di restauro e alla mostra su Machiavelli.
Firenze - Biblioteca Nazionale Centrale
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze rappresenta l’identità culturale dell’Italia e conserva milioni di documenti manoscritti e a stampa che ne fanno uno scrigno unico per chiunque voglia avvicinarsi alla storia e alla cultura nazionale. Il programma di visite guidate organizzato dall’Associazione Bibliografia e Informazione è finalizzato a far conoscere questo monumento culturale non solo agli addetti ai lavori, ma anche ad un più ampio pubblico. Le visite permetteranno di scoprire il luogo ed i suoi tesori, nonché le attività del laboratorio di restauro. Per l’occasione del 5° centenario della nascita di Niccolò Machiavelli sarà allestita una mostra documentaria ed organizzati una serie di eventi per ricordare l’autore del Principe. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Bibliografia e Informazione e dal personale della BNCF, vuole contribuire a sensibilizzare i visitatori sul ruolo dell’istituzione sottolineandone anche le difficoltà economiche che da vari anni rendono critica la sua stessa sopravvivenza.

Prossimi appuntamenti Martedì 29 Ottobre 14,30 Visita al laboratorio di restauro,Giovedì 31 Ottobre ore 16,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Biblioteca del Galluzzo

Il Punto lettura del Galluzzo, in via Senese poco lontano dalla piazza Acciaiuoli nei locali dell’ex anagrafe, si amplia e si rinnova e diventa una vera e propria biblioteca di quartiere. La struttura nasce nel 1998 per accogliere una parte dei libri dopo il trasferimento della Biblioteca del Quartiere 3 da Piazza Elia della Costa a Villa Bandini. Grazie all’attenzione e all’interesse dei cittadini che hanno mantenuto vivo questo luogo, il Comune ha così deciso di ristrutturare e riorganizzare gli spazi con un restyling architettonico e un arredamento adeguato a una vera e propria biblioteca, forte di circa 5.500 volumi e 3 periodici per una superficie complessiva di 125 metri quadrati. Tra i servizi disponibili, prestito, internet, sala lettura, emeroteca, servizi riservati a bambini e ragazzi con una zona riservata anche alla lettura ad alta voce. Il patrimonio librario si suddivide principalmente in narrativa italiana e straniera per adulti e narrativa per bambini e ragazzi. I lavori sono durati 10 mesi, per un costo di 25 mila euro. Gli arredi sono stati ‘riciclati’ dalle aule del vecchio tribunale.
Oggi c’è stata l’inaugurazione, alla presenza del sindaco Matteo Renzi, dell’assessore alla cultura Sergio Givone, del presidente del quartiere 3 Andrea Ceccarelli, e di Monica Pierleoni, figlia di Paolo, scomparso nel 2012, che ha donato circa 460 volumi proprio al punto lettura del Galluzzo in vista della riapertura. In totale la famiglia Pierleoni ha destinato oltre 1200 volumi alle biblioteche fiorentine.
“Ringraziamo Monica Pierleoni – ha detto Renzi – che ha regalato i libri alla biblioteca in un momento in cui per i Comuni è difficile acquistare nuovi volumi, ma anche l’associazione di volontari ‘La scatola’ che darà una mano nella gestione. Qui al Galluzzo ci sono ancora tanti problemi aperti, dal bypass all’Esselunga, ma oggi è anche la dimostrazione che piano piano l’amministrazione le cose le fa anche in periferia, non solo in centro”.
Orario: lunedì: 14.00-19.00; martedì e giovedì: 9.00-19.00; mercoledì e venerdì: 9.00-13.00; sabato chiusa. Info: 055 2321765 – 055 2321759;

Museo Stefano Bardini

Il museo a cui si accede da via dei Renai 37 nei pressi di Ponte alle Grazie, costituisce il lascito testamentario dell’antiquario Stefano Bardini al Comune di Firenze.Bardini acquistò il palazzo, sede del museo, nel 1880 e lo  ristrutturò  per svolgere la propria attività di antiquario.Il vecchio edificio, un tempo chiesa e convento di San Gregorio della Pace, venne trasformato in un suggestivo palazzo neorinascimentaleutilizzando per la costruzione materiali di spoglio: pietre medievali e rinascimentali, architravi  scolpite, camini e scalinate, nonché soffitti a cassettoni dipinti: le mostre delle finestre al primo piano della facciata, per esempio, provengono della vecchia chiesa di San Lorenzo a Pistoia.La proprietà Bardini comprendeva anche il duecentesco Palazzo Mozzi e il parco storico che si estende per quattro ettari sulle pendici del colle di Belvedere,recentemente restaurato, con una magnifica vista, nel quale si trovavano una villetta  con una loggia panoramica, rimesse, laboratori, alloggi di servizio, sale di esposizione e depositi.

Panorama di Firenze da Villa Bardini. Panoramic view over Florence(from Villa Bardini).

Alla sua morte,nel 21922,Bardini lasciò il suo museo al Comune di Firenze, che lo trasformò nel museo civico della città, modificando le sale e la distribuzione delle opere.È stato chiuso per restauri per quasi un decennio ed è stato riaperto nel 2009.

Il museo Bardini raccoglie oltre 2000 pezzi tra sculture, dipinti e oggetti di arti applicate dall’arte antica al XVIII secolo, con maggiori presenze di opere del Medioevo e del Rinascimento. Tra le opere più significative si possono ricordare la Carità di Tino da Camaino, la Madonna della Mela di Donatello, la Madonna dei Cordai di Donatello, il San Michele Arcangelo di Antonio del Pollaiolo, l’Atlante del Guercino, le preziose raccolte di, medaglie, bronzetti, tappeti orientali, gli splendidi cassoni quattrocenteschi e la piccola ma importantissima armeria.

Festival Internazionale di Cinema e Donne

Il Festival Internazionale di Cinema e Donne,giunto alla trentacinquesima edizione, presenterà, in sei giornate dal 25 al 30 ottobre al cinema Odeon, circa 50 film, tra medi, corti e lungometraggi; divisi in 8 sezioni tematiche, incontri con le registe ed eventi legati ai film selezionati; quattro Premi; due Focus su “Appunti per una storia del cinema delle donne” e “Confini invisibili: Polonia e Repubblica Ceca”. Per festeggiare i 35 anni, è stato scelto il titolo/tema Volver, nessuna nostalgia, ma una ottima occasione da cogliere per raccontare la storia della relazione tra cinema e donne negli ultimi trent’anni. Ricostruire l’atmosfera degli inizi e capire quali siano le tappe e i luoghi dell’innovazione femminile. Si tratta di entrare nella densità di movimenti e teorie, in anni di grandi cambiamenti: quelli che stiamo attraversando oggi. Volver verso un momento decisivo della nostra storia recente. Ciò che era o poteva sembrare l’utopia solo di un momento storico e di una sola generazione, diventa la concretissima richiesta di parità e libertà creativa delle giovani registe di tutto il mondo. Una storia che continua oggi, in modo diverso, in tutto il pianeta.

Per il programma completo vi rimandiamo al sito http://www.laboratorioimmaginedonna.it.