Festival ‘La Democrazia del Corpo’

Festival ‘La Democrazia del Corpo’

🔈Firenze, dal 25 settembre al 30 dicembre, ‘La Democrazia del Corpo’: performance, pratiche, residenze, incontri a CANGO e Cantieri Culturali Isolotto con la direzione artistica di Virgilio Sieni.

‘La Democrazia del Corpo’ propone un viaggio articolato nel corpo della danza che intende aprire degli spazi di riflessione e di vissuto sull’esperienza del corpo.

Le azioni che si diramano ricercano uno sguardo tattile sul gesto e gli artisti invitati sono chiamati a riflettere sulla capacità dell’uomo di mettersi in opera attraverso le pratiche e la visione.

Il modo avvolgente e cognitivo della danza, della consapevolezza rivolta al semplice gesto, così come all’ampiezza di uno sguardo partecipato, appare oggi come un atto fondamentale per ricamare nuovi modi di abitare.

Il programma assume dunque l’aspetto di un cammino dove lo spettatore, insieme agli artisti, intraprende un viaggio di sensibilizzazione.

Cango, lo spazio in via Santa Maria, accoglierà spettacoli, performance e pratiche che saranno messe in relazione con alcuni territori di Firenze che in questi ultimi anni hanno assunto una funzione di ricamo e di rigenerazione di energie creative: PIA Palazzina Indiano Arte, il nuovo spazio nel Parco delle Cascine dove continueremo a sviluppare percorsi ed esperienze sulla relazione tra l’uomo e la natura; Cantieri Culturali Isolotto, con la Galleria Isolotto/Spazio d’arte, dove proporremo esposizioni e modi “artigianali” di rigenerare i luoghi e il territorio; le Piagge dove lavoreremo con laboratori e tragitti adiacenti alla costruzione di “comunità del gesto” intorno alla rigenerazione del territorio.

Le residenze degli artisti rappresentano dunque quel tempo dell’abitare dove è possibile scambiare pratiche, spettacoli, luoghi e performance pensati appositamente per gli spazi del festival. Il festival è anche il territorio dove oggi praticare strategie di resistenza.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Virgilio Sieni:

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MEDIARC: al via 18esima edizione Festival Architettura in video

MEDIARC: al via 18esima edizione Festival Architettura in video

Il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, propone la diciottesima edizione di MEDIARC – FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA IN VIDEO che si terrà a Firenze dal 25 al 27 Settembre 2018, presso le Murate, lo IED, l’ex chiesa S.Verdiana.

MEDIARC rappresenta ormai un tradizionale appuntamento di visione e riflessione sulla rappresentazione dell’architettura, del design, della sostenibilità della proposta progettuale dell’ambiente costruito, ed è un significativo punto di riferimento sia per la comunità scientifica ed accademica che per un largo pubblico.

Quest’anno la manifestazione dal titolo:  musicarichitettura sarà dedicata alla ricerca della connessione tra l’arte della musica e realizzazione dell’architettura e sarà incentrata sulla riflessione – attraverso i documenti visivi e i momenti convegnistici e spettacolari – circa i vari sviluppi dell’evoluzione e dell’intreccio e contaminazione dei due ambiti creativi.

Fra i tanti eventi del Festival segnaliamo in particolare: l’evento inaugurale per la regia di Franco Rossi e con Marion D’Amburgo (già Magazzini Criminali) che presenteranno in anteprima assoluta il video “San Lorenzo-un Odissea di quartiere”; la Conferenza “Dialogo tra musicista e architetto, affinità compositive spazio luce ritmo e armonia” con il Maestro Federico Maria Sardelli e l’Architetto Marco Dezzi Bardeschi che saranno accompagnati dagli interventi musicali dell’Ensemble dell’Orchestra dell’Università di Firenze.

Inoltre l’evento speciale con la proiezione del video inedito “Intervista al Prof. Riccardo Morandi” realizzata dal Dip. di Tecnologia di UNIFI nel 1986, in cui l’Ing. Morandi illustra le ragioni scientifiche e culturali delle sue progettazioni innovative nel campo dei grandi ponti; la Mostra fotografica “La vertigine del teatro” di Silvia Lelli e Roberto Masotti, fotografi ufficiali del Teatro alla Scala e performing arts di fama internazionale; le proiezioni dei video premiati al 6° Arquiteturas Film Festival di Lisbona (festival gemellato con MEDIARC) che saranno presentati dall’Ospite d’onore Sofia Mourato, Direttrice del prestigioso festival portoghese.

Infine, la performance “Il Bolero, ovvero un’architettura musicale” di Luigi Dei, Rettore dell’Università di Firenze; la premiazione del Concorso per Progetti e per Tesi di Laurea in video e multimedia e la performance “Il canto dello spazio”, del Laboratorio di Teatro/Architettura del Dida a  cura di Carlo Terpolilli e per la regia di Giancarlo Cauteruccio (Compagnia Teatro Studio Krypton).

Per il programma completo del festival e altre informazioni si può visitare il nostro sito:

www.mediarc.unifi.it

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La ricerca dell’immortalità il docu-film su Salvador Dalì

La ricerca dell’immortalità il docu-film su Salvador Dalì

In occasione del 30° anniversario della sua morte, un film eccezionale su uno degli artisti più fantasiosi, irruenti e imprevedibili del ‘900, dalla folgorazione surrealista all’eccentrico divismo personale. Al cinema solo il 24-25-26 Settembre 2018.

Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità, in programma il 24, 25, 26 settembre. Il film evento restituisce agli spettatori l’opportunità di spingersi oltre al personaggio, quell’opera d’arte vivente che Dalí stesso fu in grado di costruire, per conoscere da vicino il pittore e l’uomo, così come gli spazi da lui ideati che hanno contribuito a plasmare la sua immortalità, l’immortalità di un genio.

Il regista David Pujol ci guida, assieme a Montse Aguer Teixidor, Direttrice del Museo Dalí, e Jordi Artigas, Coordinatore delle Case Museo Dalí, in un percorso che ha inizio nel 1929, anno cruciale per l’artista sia dal punto di vista professionale che personale, fino alla sua morte, nel 1989. È nel 1929, infatti, che l’artista si unisce al gruppo surrealista, suscitando le ire di un padre che non accetta un cambiamento così radicale e tenta di allontanarlo da Cadaqués, luogo dove Dalí trascorre le estati soleggiate con la famiglia prima della rottura. Nello stesso anno l’artista incontra Gala, l’amore intenso di una vita, una donna che comprende il suo talento e le sue ossessioni, una musa che lo ispira e con cui sperimenta piaceri e divertimenti, ma che allo stesso tempo sa riportarlo alla realtà e gli restituisce l’equilibrio necessario.

Si attraversano intere geografie vitali: l’adorata casa a Portlligat, l’officina casalinga che, dalle finestre che si ingrandiscono con i progressivi ampliamenti dell’edificio, accoglie tutti i colori della Catalogna e i paesaggi tipici delle opere di Dalí. In origine una cella di soli 22 metri quadri, proprietà di Lidia, una figura paesana che con la sua “follia plastica” e “cerebro paranoica” influenzò spiritualmente l’artista: un piccolo nido appena sufficiente per due e che negli anni si trasforma in un’enorme casa studio circondata da uliveti, frequentata da artisti, personaggi pubblici e giornalisti.  In questo viaggio tra luoghi, emozioni e arte, non può mancare Figueres, la città natale dove l’artista crea il museo-teatro Dalí, il suo testamento artistico. Proprio qui, nella Torre Galatea, Dalí decide di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una dimensione più intima con studi volti a comprendere il caos e a carpire l’agognato segreto dell’immortalità.  Púbol rimane luogo immacolato per Dalí, castello donato all’amata Gala, simbolo di un amor cortese pensato per restituirle una desiderata dimensione intima che a Portlligat si era persa, tornando a un corteggiamento quasi antico. Un luogo dove l’artista accede solo su invito scritto della stessa Gala. Ma sono anche la Parigi surrealista di Un Chien Andalou, prodotto e interpretato da Dalí e da Luis Buñuel, e la New York moderna e simbolo di speranza e risurrezione, ad essere protagoniste di Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità…

In programmazione in Toscana al Cinema Odeon e Portico, the Space di Firenze, La Perla di Empoli, Centrale di Lucca, Gran Guardia Livorno, Odeon Pisa, Centro Pecci Prato, Cinema Roma Pistoia

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Firenze: le ‘chiavi della città’ a Franca Valeri e Lina Wertmuller

Firenze: le  ‘chiavi della città’  a Franca Valeri e Lina Wertmuller

Le Chiavi della città di Firenze sono un’ onorificenza che consiste in una copia delle chiavi delle antiche porte della città. Entrambe vengono premiate al festival ‘l’Eredità delle donne’ in corso fino a domenica .

A Franca Valeri le Chiavi sono state consegnate questa mattina dal sindaco Dario Nardella in un evento  al Teatro della Compagnia. L’attrice è stata intervistata da Serena Dandini, poi è stato proiettato il film ‘Il segno di Venere’, interpretato insieme a Sofia Loren.
Franca Valeri, si legge nelle motivazioni, è “artista dalla raffinata intelligenza, capace di tessere un racconto garbatamente affilato del Belpaese. Con la sua comicità tagliente ha conquistato uno spazio di culto attraverso più generazioni per le quali ha rappresentato un punto di riferimento nel teatro, nel cinema, nella televisione e nell’opera lirica. Nessun’altra donna di spettacolo, prima di lei, ha saputo dare voce con tanta profondità e acume a una
femminilità capace di sorridere anche di se stessa. Fonte di ispirazione per tante attrici non solo comiche”.
Per il sindaco Dario Nardella, che le ha consegnato le chiavi, “stare al fianco di Franca Valeri è stata un’emozione perché con la sua lucidità di pensiero ci ha trasmesso un sentimento profondo, un amore verso la sua vita, il suo lavoro e anche verso la nostra città. Ci ha lasciato dei pensieri e delle frasi importanti sul suo rapporto con la vecchiaia, ma anche
sull’uso delle parole: in un mondo dove c’è uno sbrodolamento continuo di parole, basta usarne poche per farsi ascoltare. La presenza di Serena Dandini ha reso l’intervista speciale, una sorta di testamento culturale e umano che Franca Valeri lascia
alla città di Firenze che ha sempre amato tanto”.

A Lina Wertmüller, invece, le Chiavi della città saranno consegnate stasera alle 20.30 dal vice-sindaco Cristina Giachi nell’ambito dell’iniziativa dal titolo ‘Omaggio a Lina
Wertmüller’, dove la giornalista Elena Stancanelli la intervisterà. L’introduzione sarà a cura di di Maresa D’Arcangelo e Paola Paoli, direttrici del Festival internazionale Cinema e donne. A seguire ci sarà la proiezione  del film ‘Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti’,
diretto proprio dalla Wertmüller definita nelle motivazioni del conferimento “artista geniale, ironica, sempre originale, per tutto quello che ha dato al mondo del cinema e della cultura, in 90 anni di graffiante talento, in una carriera lunghissima (come i suoi celebri titoli-racconto), cominciata al fianco di Federico Fellini e vissuta sin qui con l’energia di una giovane e brillante donna di cinema e teatro al servizio della libertà e
dell’immaginazione”.

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In migliaia a Santa Croce, grande successo della seconda edizione di “Genius Loci”

In migliaia a Santa Croce, grande successo della seconda edizione di “Genius Loci”

Il concerto di Terry Riley all’alba ha salutato il pubblico. Genius Loci proseguirà fino al 14 ottobre: alcune visite speciali consentiranno di scoprire i segreti di Santa Croce.

Sono stati in migliaia (un sold out in accordo alle agibilità del luogo) a accorrere nello splendido e significativo complesso monumentale di Santa Croce a Firenze per “Genius Loci”, due notti e un’alba di concerti, incontri, di performance artistiche ispirate dallo “spirito del luogo”.

A chiudere l’iniziativa, organizzata dall’associazione Controradio Club, Controradio e Opera di Santa Croce, in collaborazione con La Nottola Di Minerva e con il contributo della Città Metropolitana e del Comune di Firenze per Estate Fiorentina 2018, sono state le note del compositore e musicista Terry Riley, tra i padri del minimalismo, che si è esibito in un excursus dei suoi capolavori. Riley ha avvolto il pubblico con un tappeto sonoro creato dal suo pianoforte, introducendo il pubblico nel suo universo sonoro morbido, arricchito da un mantra vocale su cui la chitarra del figlio Gyan si è inserito con improvvisazioni jazz e giochi di chiaroscuro armonici. Un concerto iniziato con il chiarore appena abbozzato dell’aurora ed entrato nel vivo quando l’alba con la sua luce in crescendo ha rischiarato le strutture del Chiostro del Brunelleschi.

In tanti, e di tutte le età, hanno affollato fin dal tramonto gli spazi architettonici del complesso monumentale di Santa Croce, quali il chiostro del Brunelleschi, il Cenacolo, il Chiostro di Arnolfo, la Cappella Pazzi, assistendo a più di 20 eventi. Tra le performance, quella di Marion D’Amburgo che ha interpretato nel Cenacolo la lettura scenica della corrispondenza tra Galileo Galilei e la figlia, dei quali il complesso di Santa Croce custodisce le spoglie, musicata da Stefano Albarello; il concerto degli Area che ritrovano la voce perduta di Demetrio Stratos con Claudia Tellini, guidati da Patrizio Fariselli, con Walter Paoli alla batteria e Marco Micheli al basso; gli strepitosi e molto applaudi Paolo Giordano e Manuel Agnelli; Cristina Donà con Saverio Lanza e il coro Vocazioni; Erica Mou; Debora Petrina con lo scrittore Tiziano Scarpa; lo statunitense Dan Kinzelman; il cantautore calabrese Peppe Voltarelli; Tiziana Ghiglioni in trio con Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin; la suite per vibrafono, percussioni, synth, campane tibetane e oggetti con Pasquale Mirra, il duo formato dalla cantante Maria Mazzotta con Redi Haza, violoncellista che ha suonato con Einaudi e Plant; le coreografie di Lucia Guarino, il manouche dei chitarristi Maurizio Geri e Jacopo Martini e del contrabbassista Nicola Vernuccio; l’approfondimento filosofico con Sergio Givone e il recital per chitarra sarda preparata di Paolo Angeli.

“ Come il genius loci degli spazi abbia influito sulle performance degli artisti, è risultato evidente ad esempio nei concerti all’interno della Cappella Pazzi, in cui i solo di artisti quali quelli dei sassofonisti Roberto Ottaviano, di Dan Kinzelman, del vibrafonista Pasquale Mirra, del duo della contrabbassista Silvia Bolognesi con il clarinetto basso di Marco Colonna, hanno utilizzato in maniera evidente gli echi naturali del luogo. Era un “genius loci” che si palesava, a conferma di una più ampia teoria. Tutto ciò che accadeva in quel luogo e in quel momento era parte della performance a cui attenti e per certi versi – increduli – spettatori assistevano”,  hanno concluso gli organizzatori.

Genius Loci proseguirà fino al 14 ottobre: alcune visite speciali consentiranno di scoprire i segreti di Santa Croce. Domenica 23 settembre (ore 14) si terrà ad esempio un’insolita caccia al tesoro tra le opere d’arte per bambini e famiglie (informazioni e prenotazioni: booking@santacroceopera.it).

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