CGIL: raccoglieremo firme contro reintroduzione voucher

CGIL: raccoglieremo firme contro reintroduzione voucher

“L’introduzione dei voucher in una regione come la nostra, dove turismo e agricoltura sono molto presenti, continuerà a precarizzare il lavoro”, e il sindacato è pronto a raccogliere firme contro la loro reintroduzione.

Lo ha affermato Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana, parlando del decreto Dignità a margine della presentazione del focus di Ires Toscana sull’economia regionale. “Nel decreto di dignitoso non c’è niente, questo ci preoccupa e siamo pronti a ripartire con le iniziative che abbiamo già fatto nel passato, a partire dalla raccolta delle firme”, ha spiegato Angelini, secondo cui “non escludiamo assolutamente” l’ipotesi di un referendum abrogativo: “Stiamo ragionando rispetto a questo tema – ha sottolineato – perché il giusto riconoscimento al valore del lavoro non si da attraverso i voucher”.

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Spari Vicofaro, M5S: non condannarli sarebbe vile

Spari Vicofaro, M5S: non condannarli sarebbe vile

 “La Toscana non deve permettere derive violente, che vanno condannate a prescindere. Non condannarle sarebbe vile e ci renderebbe complici di chi istiga all’odio, alimentando guerre tra poveri, non solo economici, ma soprattutto culturali. Gli atti xenofobi e razzisti sono l’espressione piu’ retriva di debolezza culturale dei terrestri, che cosi’ perdono completamente in umanita’”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Quartini, in merito ai fatti di Vicofaro.

“È pure vero che non c’e’, in questo momento, un picco di emergenza xenofoba e razzista- aggiunge-, ma semplicemente se ne parla di piu’ che in passato: perche’ fa piu’ notizia”. Detto questo, aggiunge il consigliere M5S , “deve rimanere imperativo nella nostra coscienza che anche un solo atto del genere, in ogni parte del mondo, e’ troppo. Ed e’ inaccettabile”.
Nel caso specifico, l’augurio “e’ che l’indagine avviata faccia piena luce sui fatti avvenuti senza lasciare dubbio alcuno”. A muoversi contro il governo pentaleghista e’, invece,
la capogruppo in Regione di Mdp, Serena Spinelli: “La caccia al nero, la caccia al diverso, caro ministro Salvini, in Toscana non l’accettiamo e non l’accetteremo- dichiara-. E alle forze dell’ordine, invece, di fare usare i manganelli quando dei manifestanti appendono uno striscione contro la sua forza politica, come e’ successo due giorni fa a Livorno, le doti di
strumenti adeguati per debellare il razzismo”. A reagire e’ anche Cgil che oltre a offrire solidarieta’ al migrante colpito e a don Biancalani con la segreteria generale della Toscana, Dalida Angelini, mette nel mirino l’esecutivo: “È insopportabile e inaccettabile il silenzio di governo e ministro dell’Interno sugli omicidi, gli attentati, i pestaggi e gli oltraggi nei
confronti degli stranieri”.

 

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Acquarius; Cgil Toscana: “azione che calpesta i principi della Costituzione”

Acquarius; Cgil Toscana: “azione che calpesta i principi della Costituzione”

Lo afferma il segretario della Cgil toscana Dalida Angelini, a commento della decisione di chiudere i porti italiani alla nave Acquarius con a bordo centinaia di migranti.

“Intollerabile, inaccettabile, gridiamolo forte. La Cgil non starà ferma. Due ministri della Repubblica, che solo qualche giorno fa hanno giurato sulla Costituzione italiana, hanno preso in giro gli italiani se, a distanza di qualche ora, si sono fatti promotori di un’azione che i principi della Carta calpesta”.
Angelini spiega, in una nota, che il sindacato è “al fianco del sindaco di Livorno Nogarin che ha manifestato la sua disponibilità a tenere aperto il porto labronico”. “Per confermare un diritto di civiltà – aggiunge il segretario -, contro la barbarie, per mettere in sicurezza i profughi imbarcati sulla Aquarius e i molti altri che lo saranno in altre navi nelle prossime settimane e mesi invito la categoria e i lavoratori dei porti toscani a fare sentire la loro voce”.
“Mi si dice – conclude Angelini -, che il governo spagnolo abbia dato la propria disponibilità ad accogliere la nave, grazie Spagna, è questa l’Europa che vogliamo, un’Europa solidale”.
“Nel momento in cui mi sono reso conto che oggettivamente questo poteva creare dei problemi al governo mi è sembrato corretto rimuovere il post. Quella rimane comunque la mia posizione e credo di interpretare quella di una città che, rispetto a queste tematiche, ha sempre avuto una grande sensibilità”. Commenta così il Sindaco di Livorno Nogarin dopo aver rimosso un post su Facebook in cui annunciava di voler accogliere la nave Acquarius.

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ERAVAMO TANTO AMATI La sinistra italiana ‘verso’  i trent’anni dalla Svolta della Bolognina

ERAVAMO TANTO AMATI La sinistra italiana ‘verso’  i trent’anni dalla Svolta della Bolognina

Di Domenico Guarino, Andrea Lattanzi, Andrea Marotta (Edizioni Effigi).  Prima presentazione in occasione della Giornata Mondiale del Libro – Lunedì 23 aprile 2018, ore 19, Caffé Letterario Le Murate, Firenze. interviene il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi coordina Paola Catani Gagliani, capo servizio Ansa Firenze

Alle elezioni del marzo 2018, il PD ottiene circa 8 milioni di voti. Quasi gli stessi raggiunti dal PDS, nel 1992, al suo debutto dopo il sofferto scioglimento del PCI. A trent’anni dalla Bolognina, quando il più grande partito comunista d’Europa decise di cambiare nome, la Toscana rimane l’unica regione in cui gli eredi di quella tradizione, nata proprio a Livorno nel 1921, vincono e conservano una egemonia territoriale.
Cosa è accaduto in questi anni? La svolta lanciata nel 1989, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, ha tradito le aspettative? E’ possibile riconquistare quel consenso? Abbiamo cercato queste risposte proprio nella “rossa” Toscana, tra alcuni dei protagonisti di allora e di oggi. Ventiquattro interviste in tutto. Politici, docenti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e della cultura. Per capire dove stia andando oggi la sinistra in Italia.

Eravamo tanto amati non è una presa d’atto dell’esistente, ma un’analisi giornalistica a più voci per capire il futuro. La crisi del PD, e delle altre forze derivate dall’esplosione del PCI negli anni (da Rifondazione Comunista a SeL, da Sinistra Arcobaleno fino a LeU e Potere al Popolo), sancita dalle tornate elettorali degli ultimi dieci anni, diventa  lo specchio di una radicale trasformazione degli assetti politici nel nostro Paese.


Per questo, all’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, continuiamo a chiederci se sia possibile per una forza politica – una qualsiasi forza politica – raccogliere, anche in parte, quell’eredità del PCI, a cominciare non solo dalla parte forse più attuale del patrimonio ideologico (per esempio il sostegno alle fasce deboli, l’attenzione al mondo del lavoro, l’interclassismo, l’abilità di coniugare il governo delle cose concrete con una tensione ideale e, in qualche modo, utopica) ma soprattutto di un elemento che oggi, nel dibattito complessivo, latita a qualsiasi livello: la capacità di suscitare il rispetto. Quello che il PCI si vedeva riconosciuto, primi tra tutti, dai suoi avversari. 
Il progetto editoriale vede anche la nascita di un videodocumentario a cura di  Andrea Lattanzi che sarà proiettato in anteprima Domenica 29 aprile 2018 ore 19.00 al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze (proiezione, a seguire presentazione del progetto e dibattito con gli autori) -ingresso gratuito – 
 
Info su pagine FB: Eravamo Tanto Amati
 
 
Domenico Guarino (Battipaglia, SA, 1968) è un giornalista professionista. Lavora (prevalentemente) a Controradio/Popolare Network. Nel 2008 si è aggiudicato il premio Passetti come ‘Cronista dell’Anno’ . Ha vinto il premio Viesseux (2007, con il racconto Una casa grande come un sogno) e il premio Terzani (2008, con il racconto Il mio nome è mai più). Ha pubblicato “Di Domenica si può anche Morire” (Poliastampa, 2008), Ordine Nuovo (Cult, 2009), Sono un Italiano Nero (Cult, 2009), Puttanopoli, (Cult, 2010), Ribelli (Infinito, 2011), Io, Raimondo Ricci (Sagep, 2013), Gli occhi dentro (le piagge, 2014) 

Andrea Lattanzi (Carrara, 1987), è un giornalista pubblicista e videomaker che lavora a Firenze. Laureato in Scienze della Politica e autore del saggio Librai: si salvi chi può (GoWare) ha lavorato per varie testate di informazione e attualmente collabora con il sito Repubblica.it. È tra i fondatori dell’associazione GvPress, che tutela il lavoro dei giornalisti videomaker in Italia.

Andrea Marotta (Cosenza, 1982) è un giornalista della Rai e vive a Firenze. Ha lavorato per Tam Tam e Segnali di Fumo, Il Quotidiano della Calabria, Il Mucchio Selvaggio, DNews e Doc Toscana. Con Domenico Guarino ha scritto Io Raimondo Ricci, memorie da un altro pianeta (Sagep, 2013).
 
 
CREDITS 
Titolo: “Eravamo tanto amati – La sinistra italiana verso i trent’anni dalla Bolognina”
Genere: Inchiesta giornalistica a sfondo storico
Durata: 60′
Soggetto, sceneggiatura e regia: Domenico Guarino, Andrea Marotta, Andrea Lattanzi
Fotografia e montaggio: Andrea Lattanzi
 
Con la partecipazione di: Sabatino Cerrato, Riccardo Conti, Mario Tredici, Maurizio Boldrini, Michele Ventura, Guelfo Guelfi, Dalida Angelini, Vannino Chiti, Giovanni Gozzini, Sergio Staino, Paolo Fontanelli, Rosa Maria Di Giorgi, Fabio Mussi, Fabio Picchi, Alessandro Benvenuti, Mario Ricci, Daniela Lastri, Graziano Cioni, Fabio Evangelisti, Gabriella Piccinni, Enrico Rossi, Monica Sgherri, Filippo Nogarin, Achille Occhetto

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Donne e lavoro: in Toscana cresce l’occupazione femminile ma peggiorano condizioni e prospettive

Donne e lavoro: in Toscana cresce l’occupazione femminile ma peggiorano condizioni e prospettive

Cresce il dato dell’occupazione femminile ma le donne risultano più precarie e meno retribuite degli uomini. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel rapporto (a cura di Ires Toscana) “Come un caleidoscopio: mercato del lavoro e differenziali retributivi fra donne e uomini in Toscana”. Lo studio, che analizza i vari settori e le varie tipologie professionali, è stato presentato oggi.

Cresce il dato dell’occupazione femminile ma le donne risultano più precarie e meno retribuite degli uomini. Donne che sono più istruite e dinamiche, anche se ciò non basta ad abbattere il cosiddetto gender gap. Sono solo alcuni dei dati del rapporto (a cura di Ires Toscana con Franco Bortolotti e la ricercatrice a contratto dell’Università di Pisa Sandra Burchi) “Come un caleidoscopio: mercato del lavoro e differenziali retributivi fra donne e uomini in Toscana”. Emerge che l’occupazione femminile in Toscana, come in Italia, è in lieve crescita (la cosa risente dell’alzamento dell’età della pensione con la legge Fornero). Nell’ultimo anno si riducono sia il numero di disoccupate (dal 10,8% al 9,4%), sia il numero di disoccupati (dal 8,3% al 7,8%), mentre il 39,9% delle donne che lavorano in Toscana ha un età compresa fra i 15 e i 35 anni e il 62,8% ha un età fra 35 e i 64. Le donne toscane occupate (e non) contano su un maggior livello di istruzione e la laurea. Ma oltre ai dati, vanno guardate le condizioni di lavoro. Le donne sono per lo più occupate nel settore dei servizi. In Toscana tra le donne il part time è sul 33%, mentre aumentano le dimissioni (dato nazionale): significa che è difficile organizzarsi la vita per via di un lavoro più precario e incerto, anche al di là dell’esigenza di armonizzare i tempi di lavoro e della famiglia. Il gap di genere comunque resiste: l’occupazione maschile è al 71,5%, quella femminile al 59,9% (generale 65,6%). E c’è anche nelle retribuzioni: il differenziale salariale generale è del 37%. Ciò è dovuto in parte alla maggior precarietà. Gli uomini poi, a differenza delle donne, hanno nella carriera lavorativa una dinamica ascendente (un operaio a 60 anni guadagna un terzo in più che a 20-25, le donne invece guadagnano il 18% in più; tra gli impiegati con l’età gli uomini guadagnano il 59% in più, le donne il 48% in più).

Anna Maria Romano (Coordinamento Donne Cgil Toscana) intervistata da Chiara Brilli

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