La Battaglia di Anghiari: un po’ di chiarezza sull’opera perduta di Leonardo

Il 1° aprile è giornata di scherzi. Abbiamo voluto cogliere quest’occasione per raccontare con ironia una storia che tutti giorni siamo soliti raccontare ai visitatori del Museo di Palazzo Vecchio. Il nostro modo di celebrare con un po’ di umorismo la giornata “dei pesci” e di ricordare uno dei più affascinanti e appassionati episodi della storia dell’arte.
Migliaia di turisti, arrivati nel Salone dei Cinquecento, si dimostrano stregati dalla querelle sulla presenza del capolavoro di Leonardo Da Vinci, La battaglia di Anghiari, “nascosto” sotto l’affresco di Vasari Vittoria di Cosimo I a Marciano in val di Chiana.
Il libro Inferno di Dan Brown e la successiva trasposizione cinematografica diretta da Ron Howard, negli ultimi anni hanno contribuito non poco a portare al grande pubblico questo dilemma. Che si tratti di un merito o di una colpa, come è nostro stile cogliamo l’occasione per approfondire e raccontare.

Leonardo da Vinci ha indubbiamente dipinto nei primi anni del Cinquecento in questa sala , che però non era come la vediamo oggi: il soffitto più basso, le pareti spoglie, le finestre più piccole. E due grandi artisti al lavoro, incaricati di celebrare due importanti vittorie fiorentine: da una parte Michelangelo, alle prese con la battaglia di Cascina, dall’altra Leonardo, alle prese con quella di Anghiari. Ma mentre Michelangelo, dopo avere preparato il cartone, interrompe il lavoro per andare in Vaticano, Leonardo dipinge la scena centrale, ovvero un “groppo di cavalli che combattono una bandiera”, cimentandosi con una tecnica simile all’encausto, secondo cui i colori vengono fissati con il calore del fuoco. L’esperimento però fallisce, il dipinto comincia a colare e l’artista abbandona il progetto.

Ancora non è certo fino a che punto Leonardo abbia dipinto, né se Giorgio Vasari, impegnato a trasformare la sala, abbia salvaguardato ciò che era sopravvissuto. Decenni di indagini e di ricerche si sono susseguiti fino a oggi nel tentativo di scoprire che cosa possa celarsi dietro gli affreschi vasariani, stimolati anche dall’enigmatico vessillo “cerca trova” che campeggia fra le milizie.

Se vuoi scoprire in prima persona i segreti di Palazzo Vecchio ti invitiamo a provare una delle nostre visite, come VISITA A PALAZZO o I SEGRETI DI INFERNO

 

I luoghi di “Inferno”

“Palazzo Vecchio assomiglia a una gigantesca torre degli scacchi. Con la sua solida facciata squadrata e gli spalti merlati, l’edificio è situato a guardia dell’angolo sudorientale di piazza della Signoria.”. Così scrive Dan Brown nel suo ultimo best-seller, Inferno, ambientato a Firenze e in larga parte in Palazzo Vecchio. Così, seguendo i passi del professor Robert Langdon, il pubblico potrà conoscerne la storia rivivendo le ambientazioni e le scene e del romanzo, grazie all’ associazione MUS.E Firenze che ha ideato il tour I luoghi di “Inferno”.

Le sale pubbliche – ma anche gli ambienti più segreti – diventano teatro di ricerche, inseguimenti e colpi di scena centrati su un’opera precisa:“Eccoci arrivati, finalmente… Si era aspettata di trovarsi davanti le sembianze di Dante defunto, invece tutto ciò che vide fu il rivestimento di raso rosso della teca e il sostegno a cui di solito era appesa la maschera mortuaria.”

Orari: lunedì, mercoledì, venerdì h15 – martedì, giovedì, sabato, domenica h10.00 Durata: 75′
Per informazioni : http://www.musefirenze.it/listaattivita/i-luoghi-di-inferno/