Turismo: Federalberghi, in Toscana persi migliaia posti lavoro

Turismo: Federalberghi, in Toscana persi migliaia posti lavoro

‘Da dati Irpet entrate dimezzate, istituzioni intervengano”. Federalberghi: calo 45% presenze turistiche e circa meno 27.000 posti di lavoro tra gennaio e settembre

Nel 2020, a causa della crisi economica generata dalla pandemia, in Toscana si è registrato un calo di circa il 45% delle presenze turistiche – quello straniero segna meno 68% – e del 57% della spesa complessiva nel settore.

È quanto emerge da uno studio di Irpet – come riferisce Federalberghi Toscana – secondo la cui stima questo calo si traduce in una riduzione di circa 5,8 miliardi di spesa (cifra pari a oltre la metà del calo del Pil 2020 della Toscana) e in circa meno 27.000 posti di lavoro tra gennaio e settembre: oltre la metà sono nelle città d’arte, più di 8000 solo nell’area fiorentina. Sono mancate poi circa 6000 posizioni lavorative nelle destinazioni balneari, meno di 5000 in quelle collinari e 1.600 in quelle di montagna.

“Chiediamo con forza a tutte le Istituzioni di mettere in campo ristori ed aiuti commisurati alla reale perdita di fatturato – sottolinea il presidente di Federalberghi Toscana, Daniele Barbetti -. Il 2021 – aggiunge – si preannuncia un anno difficile quanto il 2020 per le attività ricettive e turistiche, con mercato estero che sarà quasi assente nei primi sei mesi e con un mercato interno la cui capacità di spesa sarà ridotta a causa dell’effetto sui redditi della crisi economica in atto. Per la ripresa sarà determinante l’efficacia e la tempistica del piano di vaccinazione. Quello turistico è un settore cruciale per l’economia della Toscana e dell’Italia. Ci auguriamo che la nascita del nuovo ministero del Turismo con portafoglio sia un segnale di attenzione verso l’industria del turismo, che merita più risorse e politiche di sviluppo adeguate”.

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Covid: Federalberghi, anche in Toscana hotel dimenticati

Covid: Federalberghi, anche in Toscana hotel dimenticati

Una nota Federalberghi Toscana denuncia che gli hotel sono stati un settore duramente colpito dalla pandemia, dimenticato dai decreti governativi

“Le ultime decisioni governative hanno stanziato 650 milioni di euro, giustamente, per tutelare il settore ristorativo, ma dimenticando completamente gli alberghi. Stessa situazione per la Regione Toscana, che ha stanziato 20 milioni unicamente per il settore della ristorazione. I decreti ristori, la legge di bilancio e il Recovery plan, tre strumenti di importanza strategica che hanno occupato l’agenda politica degli ultimi giorni, non dedicano al nostro settore l’attenzione dovuta in ragione del peso esercitato all’interno dell’economia nazionale e dei gravi danni subiti a causa della pandemia”. Così in una nota Federalberghi Toscana rilevando che “il crollo del settore turistico, anche nelle festività di fine anno, è stato certificato dai dati diffusi dal centro studi di Federalberghi e dalle ultime decisioni del Consiglio dei Ministri e della Regione Toscana. Un settore dimenticato, composto da strutture ricettive duramente colpite dalla pandemia che non sono state neppure considerate dai decreti governativi”.

“Le ultime normative nazionali obbligheranno gli italiani a stare a casa, una beffa clamorosa per gli imprenditori che avevano compiuto enormi sacrifici per mantenere aperti gli alberghi nonostante il divieto di spostamenti tra regioni e la chiusura di molti servizi. – commenta il presidente di Federalberghi Toscana, Daniele Barbetti -. Una situazione che continua ad aggravarsi, perché dopo il lockdown totale della primavera e un’estate senza turismo estero, abbiamo registrato un calo del 60,9% delle presenze nazionali a ottobre e un calo dell’80,9% a novembre. Per dicembre, si prevede addirittura un calo del 90% delle presenze”. “Di fronte a questa situazione le strutture ricettive hanno bisogno immediato di liquidità: non si parla neppure di ripartenza, ma di una più semplice e immediata sopravvivenza” conclude Barbetti secondo il quale inoltre “in un contesto del genere, il carico fiscale della Tari è inaccettabile e insostenibile, a fronte di ricavi pressoché azzerati per tutti gli alberghi e le strutture ricettive”.

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