Scandicci, Giga Grandi Cucine: domani sciopero e presidio davanti fabbriche

Scandicci, Giga Grandi Cucine: domani sciopero e presidio davanti fabbriche

Domani, giovedì 22 novembre, sciopero-presidio (ore 10-12) con la Fiom Cgil davanti ai cancelli della fabbrica, Giga Grandi Cucine, in via Pisana, 336. Per i sindacati parteciperanno Daniele Calosi e Andrea Brunetti.

Si è interrotta la trattativa sindacale alla Giga Grandi Cucine, l’azienda di Scandicci (Firenze) acquisita nel 2008 dalla multinazionale statunitense Middleby. L’azienda è leader mondiale nella produzione di macchinari per la trasformazione alimentare e proprietaria di 45 marchi del settore con decine di migliaia di dipendenti sparsi negli stabilimenti in giro per il mondo.

Ad ottobre l’azienda aveva deciso di delocalizzare alcune produzioni in altri stabilimenti del gruppo – alcune delle quali sviluppate proprio a Scandicci – ed aveva aperto una procedura di mobilità con 20 esuberi sui 50 dipendenti totali. “Negli ultimi incontri abbiamo ottenuto la trasformazione della procedura con l’utilizzo del contratto di solidarietà per far fronte alla crisi in atto e aperto alle uscite su base volontaria. Accettiamo la sfida della riorganizzazione ma per rilanciare l’attività occorre uno sforzo di Middleby nel sostenere i costi dell’operazione e quelli relativi alle uscite, altrimenti questi due mesi di trattative sono stati inutili”, spiegano la Fiom e la Rsu Fiom.

Lo abbiamo detto con Bekaert, lo ripetiamo per Giga Grandi Cucine: una multinazionale, nel nostro Paese, non può decidere di fare quel che gli pare. L’azienda ci ha lanciato una sfida, l’abbiamo accettata nonostante la riorganizzazione avvenga soltanto con le briciole, in assenza di investimenti e con una ristrutturazione costosa in termini occupazionali. Però adesso basta: se alla sfida non ci crede neppure la dirigenza allora vendano l’attività prima di lasciare un deserto. Non vorremmo che questo smantellamento dell’impresa porti con sé altri licenziamenti”, aggiunge Daniele Calosi, Segretario Generale della Fiom Cgil di Firenze, che chiede alle istituzioni locali di far sentire il loro sostegno.

 

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Calosi (Fiom): “Su multiservice responsabilità Pd regionale”

Calosi (Fiom): “Su multiservice responsabilità Pd regionale”

“Un nuovo tavolo è stato convocato il 16 novembre in Regione”, lo afferma Daniele Ciollini della Fiom-Cgil sul caso dei lavoratori di multiservice.

“Se gli addetti Multiservice perderanno il lavoro la responsabilità è di un unico soggetto: il Pd a livello regionale”. Lo ha detto il segretario generale Fiom Cgil Daniele Calosi, a margine dell’incontro di oggi, a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati sulla Multiservice, l’azienda fiorentina che ha annunciato il licenziamento a fine mese di 15 addetti al controllo delle caldaie nel Comune di Firenze.

I lavoratori hanno organizzato un presidio e consegnato una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi. “Non ci sono stati passi in avanti – ha confermato Daniele Ciollini della Fiom Cgil, al termine dell’incontro -. Ad oggi non ci sono risposte, un nuovo tavolo è stato convocato il 16 novembre, in Regione”.

“A fine mese scade l’appalto con il Comune di Firenze, ma la Regione, ente a cui passa il servizio di controllo di efficienza energetica degli impianti termini, – ha continuato Ciollini – non ha trovato una soluzione alternativa. Abbiamo anche parlato di una proroga attuale del servizio, senza avere un riscontro positivo”. Per Calosi si tratta di “una situazione inaccettabile”.

La replica della Regione è affidata al consigliere per il lavoro del presidente della regione Toscana Enrico Rossi, Gianfranco Simoncini.

Il Consigliere ha precisato di voler “individuare soluzioni che consentano una ricollocazione di tutti i lavoratori”.

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Accordo Bekaert: si del 94% dei lavoratori

Accordo Bekaert: si del 94% dei lavoratori

Sono 280, ovvero il 94%, i si per l’accordo sindacale che ha evitato i licenziamenti e ha messo in campo reindustrializzazione e rioccupazione alla Bekaert di Figline Valdarno

280 sì, 17 no e una scheda bianca. Così i lavoratori Bekaert hanno accolto e confermato l’accordo siglato al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 2 ottobre per la gestione della chiusura dello stabilimento di Figline Valdarno e l’avvio del percorso di reindustrializzazione.

Il dato è stato reso noto, in un comunicato, di Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl. “Siamo particolarmente soddisfatti della valutazione positiva data dai lavoratori Bekaert all’accordo sindacale del 2 ottobre 2018 sottoscritto in sede ministeriale” , ha spiegato il sindacalista.

“Questo accordo sindacale è un accordo storico, ha evitato i 318 licenziamenti, ha messo in campo una serie di strumenti utili per dare risposte concrete e occupazionali ai lavoratori coinvolti da un processo di chiusura aziendale. La cassa integrazione per cessazione e reindustrializzazione per 12 mesi è uno dei tanti strumenti che abbiamo conquistato per accompagnare questo processo, ma non è l’unico”.

“L’accordo privilegia gli strumenti di reindustrializzazione e rioccupazione dei lavoratori Bekaert – ha concluso Uliano -. Questo è stato il nostro obiettivo principale e questo è il valore positivo di questo accordo, che comunque ha dovuto fare i conti con una gravissima decisione aziendale che abbiamo più volte condannato”.

“E’ un risultato da attribuire principalmente ai lavoratori e al sindacato, che hanno condotto la lotta e costruito l’accordo sindacale, ma è anche il frutto del contributo attivo e della solidarietà da parte di tutti, i tanti cittadini, le istituzioni e la politica locale, fino al ministero dello Sviluppo economico. L’accordo quindi è un passaggio molto positivo, ma potremo dirci completamente soddisfatti solo all’effettiva reindustrializzazione del sito e alla completa rioccupazione dei lavoratori”.

Per Daniele Calosi, Segretario generale della Fiom Cgil di Firenze “Un risultato stupendo che dimostra la compattezza dei lavoratori sulle posizioni del sindacato. Il consenso si esprime con il voto e i lavoratori ci hanno confermato la fiducia con il 94% di sì. Da subito cominceremo a lavorare per trovare una soluzione che dia continuità produttiva allo stabilimento e per mantenere l’occupazione sul territorio. Lo faremo con con il massimo impegno e la determinazione che ci ha portato sino a qui. Grazie a tutti i lavoratori!”

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Bekaert: Fiom-Cgil, accordo raggiunto

Bekaert: Fiom-Cgil, accordo raggiunto

Raggiunto in nottata l’accordo al Mise per la Bekaert di Figline Valdarno

“La determinazione del sindacato dei lavoratori e di un intera comunità ha pagato, la solidarietà ha vinto”. Lo ha affermato Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze, commentando l’accordo raggiunto in nottata al Mise per la Bekaert di Figline Valdarno.
“La proposta di ripristino l’abbiamo fatta noi come sindacati fiorentini – ha aggiunto -, al Governo bisogna riconoscere che non solo ha accettato la nostra proposta, ma il ministro Di Maio è venuto di fronte ai cancelli e ha mantenuto ciò che ha promesso”.
Calosi ha sottolineato che “abbiamo voluto mettere nell’accordo le quantità economiche che le imprese che reindustrializzeranno il sito di Figline metteranno come dote per chi assume: sono 40mila euro a lavoratore. Se assumeranno 100 lavoratori, saranno 4 milioni di euro che l’azienda darà come contributo. E’ come se lo stabilimento fosse regalato. Abbiamo voluto che lo stabilimento rimanesse al territorio: la multinazionale aveva fatto un grande danno, l’unico elemento di compensazione era che lo stabilimento restasse in mano al
territorio, questo è lo strumento che ci ha consentito di farlo”.
 “Abbiamo sempre rivendicato che ad un’ azione irresponsabile della azienda era necessario rispondere con una responsabilità sociale da parte di tutte le parti per evitare che a pagare il prezzo fossero unicamente i lavoratori”. Lo ha dichiarato Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, a proposito della vertenza Bekaert dopo la firma di una intesa al Mise stanotte. “L’accordo che abbiamo sottoscritto va in questa direzione”, ha aggiunto.
“Abbiamo sempre rivendicato – prosegue Uliano – che l’azienda dovesse pagare un prezzo, non solo in termini di incentivazione e di piano sociale, ma mettendo a disposizione le aree per la reindustrializzazione collegandolo alla rioccupazione dei lavoratori. Per questo motivo abbiamo inserito che Bekaert riconosca all’azienda che reindustrializza uno sconto di 40.000 euro per ogni dipendente assunto nell’area, che se rapportati all’attuale forza occupazionale, significa un esborso di vari milioni di euro. Queste iniziative di reindustrializzazione non impoveriscono territorio ma lo valorizzano economicamente”.
“Grazie al ruolo responsabile del sindacato ed alle lotte dei lavoratori evitati i licenziamenti alla Bekaert. E’ una buona notizia. Vigileremo sul rispetto dell’accordo. Fin da subito vanno messe in campo nuove soluzioni industriali che garantiscano la ricollocazione dei lavoratori con un impegno diretto del Governo e delle istituzioni locali”. Lo scrive su twitter la segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan, commentando l’accordo per evitare il licenziamento dei 318 lavoratori dell’azienda Bekaert di Figline ed Incisa Valdarno.

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Bekaert: salvi tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Figline

Bekaert: salvi tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Figline

E’ durato dieci ore l’incontro al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza Bekaert, iniziatoieri pomeriggio alle 14 e conclusosi a tarda notte con la buona notizia, ovvero la definizione dell’accordo che salva i 318 lavoratori dello stabilimento di Figline Valdarno, dopo 100 giorni di lotta, iniziative e tanta solidarietà.

Siglato nella notte a Roma, da Bekaert e sindacati, dopo un incontro al Mise iniziato ieri pomeriggio, l’accordo su piano sociale e nuovi ammortizzatori per i dipendenti dello stabilimento di Figline Valdarno (Firenze) della multinazionale belga per i quali a giugno scorso è stata attivata la procedura di licenziamento collettivo per cessazione. Secondo quanto spiegato dalla Bekaert, il piano “prevede una pluralità di strumenti, incentivi e attività finalizzati alla reindustrializzazione del sito e al ricollocamento dei lavoratori e vede la partecipazione attiva, nel rispetto delle reciproche competenze, di tutti i soggetti coinvolti”. “Siamo soddisfatti che l’impegno congiunto di azienda, sindacato e istituzioni abbia permesso di individuare una soluzione condivisa” ha dichiarato l’ad di Bekaert Italia, Roberto Secchi.

Il 3 ottobre era stata indicata dall’azienda come data limite per il raggiungimento di un’intesa.

Alle ore 23.59 del 2 ottobre possiamo dirlo:
SALVI TUTTI E 318 I POSTI DI LAVORO DELLO STABILIMENTO #BEKAERT DI FIGLINE! ++
lo ha scritto sul suo profilo Fb il segretario della Fiom di Firenze, Daniele Calosi. La determinazione dei lavoratori ha pagato, l’attività produttiva andrà avanti fino al 31/12 e dal 1/1/2019 partiranno 12 mesi di cassa integrazione. Sono veramente contento per i lavoratori per il territorio e sopratutto per la giustizia sociale. 
Questo dimostra che la determinazione del sindacato dei lavoratori e di un intera comunità ha pagato, la solidarietà ha vinto.  Ora la parola passa ai lavoratori che nei prossimi giorni saranno chiamati a votare il testo siglato!

In particolare le parti, spiega Bekaert, hanno concordato di promuovere “la reindustrializzazione del sito” con la ricerca e selezione di “soggetti aziendali che possano subentrare a condizioni incentivate negli impianti dismessi con un piano industriale solido, tempistiche accettabili e assorbendo il personale o parte di esso”. Il Governo “si è inoltre impegnato a fornire assistenza coinvolgendo partner istituzionali ad hoc per sostenere il progetto dell’eventuale investitore e per promuovere sinergie” con Regione Toscana, Città Metropolitana Firenze e Comune di Figline e Incisa Valdarno, così “da rendere disponibili tutti gli strumenti e gli incentivi possibili per la reindustrializzazione del sito e il ricollocamento del personale”.

L’accordo prevede poi di favorire il ricollocamento dei lavoratori attraverso un Programma di continuità occupazionale con la ricerca, nel territorio di Figline o limitrofo, di aziende interessate “ad assumere a condizioni incentivate e l’individuazione di percorsi di riqualificazione professionale” e anche di favorire “il ricollocamento presso altre società del Gruppo Bekaert, in Italia e all’estero”. Ancora le parti hanno concordato di mantenere in funzione lo stabilimento e proseguire le attività fino a dicembre prossimo. L’accordo prevede l’avvio delle procedure per l’attivazione dei nuovi ammortizzatori sociali per cessazione per la durata di dodici mesi, con sospensione dell”attività lavorativa a zero ore, a decorrere dal primo gennaio 2019. L”Azienda garantisce inoltre misure di incentivazione per coloro che sceglieranno l’esodo volontario. L’accordo dovrà essere ora approvato dai lavoratori.

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