Libri: la vertenza Bekaert diventa un romanzo corale

Libri: la vertenza Bekaert diventa un romanzo corale

Dal 19 novembre in libreria La Fabbrica che non volle chiudere” di Domenico Guarino e  Daniele Calosi. Edizioni Clichy

A giugno del 2018 la multinazionale Bekaert decide di chiudere lo stabilimento di Figline Valdarno (Fi) mandando a casa i 318 lavoratori.
Da quel momento ‘la Fabbrica’ diventa l’epicentro di una vera e propria epopea popolare che vede al centro la lotta degli operai e la solidarietà dell’intera comunità.
“La fabbrica che non volle chiudere” è il racconto di questa straordinaria storia di militanza, dignità ed impegno civile. 
Un romanzo che attraverso la cronaca e le riflessioni dei protagonisti, dà voce ai sentimenti, alle paure, alle speranze, ai pensieri di chi quella vicenda ha vissuto in prima persona.

“Una vicenda da ascoltare più che da leggere -dichiara Daniele Calosi, segretario  FIOM Firenze–  che mette in luce l’assenza di una politica industriale per il Paese, di una classe imprenditoriale degna di questo nome e soprattutto l’assenza di protezione sociale dei lavoratori che, abbandonati al loro destino, provano persino a costruirsi da soli una soluzione” .

Il libro si avvale della prefazione del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, e della postfazione della segretaria della Fiom nazionale, Francesca Re David.

“Quel che appariva, con forza, sullo sfondo del racconto giornalistico era che con  la Bekaert, insieme con i lavoratori della fabbrica, si era mossa un’intera comunità, la quale aveva assunto quella vicenda come simbolo di una Resistenza contemporanea ai meccanismi  perversi della globalizzazione.  Mi convinsi allora che la chiave fosse  in questo,  nel restituire cioé  quel senso di pluralità ed insieme di drammaticità (nel significato più propriamente teatrale del termine) quasi epica che quella vicenda  emanava. Il libro che avete tra le mani è  appunto  il tentativo di dare forma  concreta a questa intuizione” dall’introduzione di Domenico Guarino.

“In un momento in cui la nostra storia, la storia delle lotte sociali e delle conquiste sindacali, tende a essere emarginata, a non fare più parte della cultura e del sentire profondo del Paese, è importante che la nostra organizzazione, il sindacato, si dedichi a lasciarne traccia” dalla prefazione di Maurizio Landini.

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Bekaert: avvio procedura di licenziamento collettivo per oltre 200 lavoratori

Bekaert: avvio procedura di licenziamento collettivo per oltre 200 lavoratori

L’azienda di Figline ha avviato una nuova procedura di licenziamento collettivo per i lavoratori della fabbrica che sono in cassa integrazione straordinaria fino a fine anno. A renderlo noto è la stessa Bekaert.

La Bekaert ha spiegato di aver avviato entro i 75 giorni precedenti la scadenza della Cigs, la nuova procedura di licenziamento collettivo per il personale che sarà ancora in forze al 31 dicembre 2019. Nella nota l’azienda sottolinea che finora “sono stati raggiunti risultati positivi in termini di ricollocamenti, ma i contatti avviati con potenziali investitori non hanno ancora portato ad una proposta concreta o alla presentazione di un business plan in grado di assicurare l’occupazione dei lavoratori rimanenti”. Da qui deriva la decisione del licenziamento collettivo, “essendo prevedibile che Bekaert Figline si troverà ancora in una situazione di eccedenza occupazionale a fine 2019”.
Per Daniele Calosi, segretario generale della Fiom Cgil di Firenze, “si tratta dell’ennesimo atto di arroganza padronale di questa multinazionale”. Nel mese di agosto, come Segreteria della Fiom di Firenze avevamo richiesto a Confindustria un confronto sulla gestione delle crisi, incontro previsto per il 29 ottobre prossimo – fa sapere Calosi -. Stante i fatti, però, non c’è più motivo di vedersi: se per gli industriali le crisi si affrontano coi licenziamenti, per la Fiom non ci sono le condizioni per un dialogo”.
“Chiediamo fin d’ora il ritiro della procedura e la proroga della Cassa Integrazione per cessazione di attività. Questi lavoratori, il territorio, le istituzioni non possono accettare l’ennesimo ricatto. Come Fiom lavoreremo affinché il 24 ottobre, giorno in cui è convocato il tavolo di confronto al Ministero dello Sviluppo Economico, i lavoratori e le loro famiglie siano in presidio sotto la sede in Via Molise e auspichiamo che il tavolo sia presieduto dal Ministro Patuanelli in persona, conclude nella nota Calosi.

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Calosi (Fiom Cgil Firenze): “Chiediamo proroga della cassa integrazione per i lavoratori Bekaert”

Calosi (Fiom Cgil Firenze): “Chiediamo proroga della cassa integrazione per i lavoratori Bekaert”

“Chiediamo al Ministero del Lavoro la proroga della cassa integrazione”, ha detto Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze nel comunicato stampa. Sono a rischio 220 posti di lavoro, oltre che all’impoverimento economico e industriale del territorio. Restano solo tre mesi alla scadenza della cassa integrazione per cessazione di attività della Bekaert.

“Ora che il Governo si è insediato ci aspettiamo non solo la convocazione al tavolo ministeriale, ma risposte concrete circa gli interessamenti al progetto di reindustrializzazione del sito di Figline Valdarno, che erano stati palesati anche nell’ultimo incontro svoltosi a luglio scorso”, si legge nel comunicato.

Tre sono i mesi che mancano alla data di scadenza della cassa integrazione; tuttavia potrebbero non bastare ad affrontare un percorso che possa rendere di nuovo produttiva la Bekaert . A rischio ci sono oltre 200 posti di lavoro.

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Calosi (Fiom Cgil Firenze): “Chiediamo proroga della cassa integrazione per i lavoratori Bekaert”

Calosi (Fiom Cgil Firenze): “Chiediamo proroga della cassa integrazione per i lavoratori Bekaert”

“Chiediamo al Ministero del Lavoro la proroga della cassa integrazione”, ha detto Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze nel comunicato stampa. Sono a rischio 220 posti di lavoro, oltre che all’impoverimento economico e industriale del territorio. Restano solo tre mesi alla scadenza della cassa integrazione per cessazione di attività della Bekaert.

“Ora che il Governo si è insediato ci aspettiamo non solo la convocazione al tavolo ministeriale, ma risposte concrete circa gli interessamenti al progetto di reindustrializzazione del sito di Figline Valdarno, che erano stati palesati anche nell’ultimo incontro svoltosi a luglio scorso”, si legge nel comunicato.

Tre sono i mesi che mancano alla data di scadenza della cassa integrazione; tuttavia potrebbero non bastare ad affrontare un percorso che possa rendere di nuovo produttiva la Bekaert . A rischio ci sono oltre 200 posti di lavoro.

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