Peretola, Di Giorgi (Pd): “Toninelli faccia il ministro, no il capopopolo”

Peretola, Di Giorgi (Pd): “Toninelli faccia il ministro, no il capopopolo”

“Conosciamo da tempo la contrarietà del Movimento 5 Stelle a qualsiasi cosa che anche lontanamente possa significare uno sviluppo infrastrutturale ed un ammodernamento del nostro Paese, ma non credevamo si potesse arrivare a cambiare le carte in tavola in corso d’opera.” dice la deputata del Partito Democratico Rosa Maria Di Giorgi, ommentando l’annuncio di analisi costi-benefici per l’aeroporto fiorentino di Peretola da parte del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

“Su Peretola è in corso una conferenza dei servizi in cui ogni Ente ha prodotto le proprie osservazioni in attesa di una decisione nel merito – aggiunge Di Giorgi -. Dire che bisogna attendere un piano strategico nazionale degli aeroporti significa solo rimandare tutto sine die, con motivazioni tutte politiche che nulla hanno a che fare con il merito della vicenda.”

“Quello di Toninelli è un attacco a tutto il territorio, ed anche ai Comuni che in quella conferenza hanno prodotto le loro obiezioni, perché svilisce il ruolo democratico delle istituzioni, a vantaggio di interessi di parte. Un fatto gravissimo che va denunciato con forza, perché segna un gravissimo precedente” conclude la deputata Di Giorgi.

“Un danno pretestuoso all’economia della Toscana. Segnali come questi rendono anche il paese inaffidabile e allontanano gli investimenti”. E’ quanto afferma Simona Bonafè, segretaria del Pd della Toscana.

“Dopo l’uscita di oggi del ministro Toninelli non vogliamo pensare che anche il rinvio della conferenza dei servizi, come qualcuno ipotizza, nasconda davvero un tentativo di prendere tempo per ostacolare la realizzazione della nuova pista dell’aeroporto di Firenze – spiega Bonafè -. Non si tratta solo di un danno per economia e posti di lavoro limitato alla realizzazione dell’aeroporto o, ad esempio, alla Tav.”

“E’ anche un problema complessivo, quello dei progetti per grandi opere che si trascinano da anni, con rinvii e ostacoli irragionevoli dovuti semplicemente agli umori di un ministro e alla rivalsa politica verso un territorio. E’ questa incertezza permanente che oltre a frenare le opere rende il nostro paese inaffidabile allontanando gli investimenti di terzi”, conclude la segretaria Bonafè.

“Sulla nuova pista dell’aeroporto di Firenze il Ministro Danilo Toninelli dimostra, per l’ennesima volta, la sua totale inadeguatezza: dopo essersi inventato tunnel che non ci sono e aree gioco su ponti autostradali, oggi si dimentica del fatto che un Piano nazionale aeroporti già esiste e che questo individua Firenze tra gli scali strategici a livello nazionale. È imbarazzante che un esponente del governo non conosca i temi del suo ministero”. Lo afferma la senatrice Pd Caterina Biti.

“L’attacco che il governo sta sferrando a Firenze e allo sviluppo del nostro territorio è senza precedenti – sottolinea Biti in una nota -: la nuova pista di Peretola è un’opera essenziale per il territorio, sia per le imprese che per i cittadini, e non è pensabile che venga sacrificata perché siamo governati da degli improvvisati che sanno soltanto dire ‘no'”, conclude Biti.

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Tav: Nardella a Toninelli, vieni a vedere il cantiere a Firenze

Tav: Nardella a Toninelli, vieni a vedere il cantiere a Firenze

Così oggi Nardella ha interpellato Toninelli sul cantiere Tav in via Circondaria a Firenze: “L’opera è già partita e va finita, valuteremo se intraprendere vie legali”

“Caro ministro Toninelli, vieni qui, vieni a vedere il paese reale: ti invito, ti invitiamo, vieni a vedere in che condizioni siamo, vieni a vedere con i tuoi occhi, a toccare con mano quanto questa situazione abbia raggiunto un livello non più accettabile”. Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, partecipando al sit-in organizzato dal gruppo consiliare Pd in Palazzo Vecchio a favore delle grandi opere infrastrutturali, davanti ai cantieri del sottoattraversamento Tav in via Circondaria.

“Il governo deve poter risolvere questa situazione – ha proseguito Nardella – perché questa opera pubblica non solo è già finanziata, non solo è già partita, ma oggi deve finire. Ci sono centinaia di persone che legano il loro destino di lavoratori a questo cantiere, non possono essere lasciati soli”.

Nardella ha aggiunto che: “Valuteremo qualsiasi strada per difendere Firenze, anche la strada legale”, e peraltro “il governo ha dovuto fare marcia indietro sulla Tap in Puglia perché si è reso conto che quando ti confronti con la realtà, coi posti di lavoro, coi soldi pubblici già impegnati, non si può scherzare, e siamo convinti più che mai che lo stesso valga per Firenze”.

Il sindaco ha spiegato che “il nostro primo pensiero va a tutti gli operai che non hanno lo stipendio da agosto: sono fermi a casa a causa della difficoltà delle ditte, anche se ci risulta che Rfi abbia già la soluzione per superare il concordato fallimentare, e che questa soluzione sia stata già consegnata al Ministero”.

Secondo Nardella “non ci sono più giustificazioni per tenere tutto fermo, ci sono 125mila tonnellate di cemento che sono state già posizionate, 800 mln di euro spesi e centinaia di posti di lavoro che ora sono in un limbo, senza un futuro. Si deve in tutti i modi andare avanti. Caro ministro Toninelli, vieni qui, ti accompagniamo a vedere questo cantiere che è tuo, è dello Stato, ma riguarda da vicino la nostra città e la nostra regione”. Il sindaco di Firenze ha anche ricordato la partita del potenziamento dell’aeroporto di Peretola: “La pista dell’aeroporto è stata finanziata e va realizzata, per motivi di sicurezza, per i nostri quartieri e per la nostra città, e per lo sviluppo della regione”.

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Tav: Nardella a Toninelli, vieni a vedere il cantiere a Firenze

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Così oggi Nardella ha interpellato Toninelli sul cantiere Tav in via Circondaria a Firenze: “L’opera è già partita e va finita, valuteremo se intraprendere vie legali”

“Caro ministro Toninelli, vieni qui, vieni a vedere il paese reale: ti invito, ti invitiamo, vieni a vedere in che condizioni siamo, vieni a vedere con i tuoi occhi, a toccare con mano quanto questa situazione abbia raggiunto un livello non più accettabile”. Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, partecipando al sit-in organizzato dal gruppo consiliare Pd in Palazzo Vecchio a favore delle grandi opere infrastrutturali, davanti ai cantieri del sottoattraversamento Tav in via Circondaria.

“Il governo deve poter risolvere questa situazione – ha proseguito Nardella – perché questa opera pubblica non solo è già finanziata, non solo è già partita, ma oggi deve finire. Ci sono centinaia di persone che legano il loro destino di lavoratori a questo cantiere, non possono essere lasciati soli”.

Nardella ha aggiunto che: “Valuteremo qualsiasi strada per difendere Firenze, anche la strada legale”, e peraltro “il governo ha dovuto fare marcia indietro sulla Tap in Puglia perché si è reso conto che quando ti confronti con la realtà, coi posti di lavoro, coi soldi pubblici già impegnati, non si può scherzare, e siamo convinti più che mai che lo stesso valga per Firenze”.

Il sindaco ha spiegato che “il nostro primo pensiero va a tutti gli operai che non hanno lo stipendio da agosto: sono fermi a casa a causa della difficoltà delle ditte, anche se ci risulta che Rfi abbia già la soluzione per superare il concordato fallimentare, e che questa soluzione sia stata già consegnata al Ministero”.

Secondo Nardella “non ci sono più giustificazioni per tenere tutto fermo, ci sono 125mila tonnellate di cemento che sono state già posizionate, 800 mln di euro spesi e centinaia di posti di lavoro che ora sono in un limbo, senza un futuro. Si deve in tutti i modi andare avanti. Caro ministro Toninelli, vieni qui, ti accompagniamo a vedere questo cantiere che è tuo, è dello Stato, ma riguarda da vicino la nostra città e la nostra regione”. Il sindaco di Firenze ha anche ricordato la partita del potenziamento dell’aeroporto di Peretola: “La pista dell’aeroporto è stata finanziata e va realizzata, per motivi di sicurezza, per i nostri quartieri e per la nostra città, e per lo sviluppo della regione”.

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Agenzia nazionale per la sicurezza, Rossi scrive al ministro Toninelli

Agenzia nazionale per la sicurezza, Rossi scrive al ministro Toninelli

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha inviato oggi una lettera a Danilo Toninelli, ministro delle infrastrutture e trasporti, sull’istituzione della nuova Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali ed autostradali (ANSFISA) e la contestuale soppressione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF) che ha sede a Firenze

A decorrere dal 1 gennaio 2019 verrà istituita l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali ed autostradali (ANSFISA), come previsto dal D.L. n.109 del 28 settembre 2018, secondo una procedura che sarà perfezionata da un successivo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che porterà alla contestuale soppressione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), con sede a Firenze.

A tal proposito Rossi esprime nella lettera una “forte preoccupazione della Regione Toscana per la soppressione di un ente che, dopo un lavoro di strutturazione durato anni, svolge oggi pienamente le sue funzioni  e si è dimostrato fondamentale per il corretto funzionamento del sistema ferroviario italiano. In particolare – continua il presidente- mi preme sottolineare la necessità di continuare a garantire la terzietà e l’indipendenza dell’Agenzia, un aspetto non scontato visti i contenuti del Decreto Legge oggi vigente”.

“Non posso inoltre -aggiunge Rossi- tacere forti perplessità sul fatto che l’attuale formulazione del Decreto prevede, nel periodo transitorio del passaggio dall’una all’altra Agenzia, la presenza e l’attività giuridica di entrambe. Una sovrapposizione che potrebbe incidere negativamente sulle funzionalità oggi svolte dall’ANSF, con gravi ripercussioni sul servizio ferroviario e, di conseguenza, sui cittadini”.

Rossi conclude la lettera affermando l’importanza di non interrompere il legame, da lui definito “storico”, con la tradizione ferroviaria della Toscana, rappresentato dal distretto tecnologico ferroviario toscano e ricordando che la collocazione a Firenze della sede dell’ANSF è simbolicamente legata al ricordo del tragico incidente ferroviario di Viareggio.

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Omicidio stradale Leonardo Ghali: Associazione Borgogni a fianco della famiglia

Omicidio stradale Leonardo Ghali: Associazione Borgogni a fianco della famiglia

L’Associazione Gabriele Borgogni Onlus sarà al fianco della famiglia di Leonardo Ghali nel processo di omicidio stradale, la cui udienza si terrà il prossimo 25 Settembre presso il Palazzo di Giustizia di Firenze.

Leonardo Ghali è stato ucciso a ventuno anni, da una donna che guidava l’auto parlando al cellulare, nel maggio 2017. L’Associazione Gabriele Borgogni Onlus si è costituita parte civile al fianco della famiglia di Leonardo, rappresentati entrambi dall’Avvocato Annalisa Parenti.

L’Associazione e la famiglia organizzano, in occasione dell’udienza, una manifestazione pacifica per chiedere giustizia, affinché i riflettori su questo ennesimo omicidio della strada restino bene accesi, e per far partire una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’uso dei cellulari alla guida.

La manifestazione, patrocinata anche dal Comune di Scandicci, si terrà Sabato 22 Settembre dalle ore 16:30 alle ore 19:00 circa, in Piazza della Resistenza a Scandicci. Il Sindaco Fallani ha già aderito sia alla nostra campagna che garantito la sua partecipazione alla manifestazione. All’evento parteciperanno gli amici di Leonardo e alcuni soci dell’Associazione.

“Chi uccide sulla strada non commette un reato minore di chi usa un’arma” dice Valentina Borgogni “Noi non siamo, e non vogliamo considerarci vittime di serie B. Il nostro dolore è uguale agli altri.Le morti sulle strade italiane sono in costante aumento. Le Istituzioni non possono e non devono abbassare la guardia. Servono ancora leggi appropriate e aggiornate, perchè anche sulla strada le modalità di circolazione e di comportamento cambiano. L’uso dei dispositivi telefonici ormai è entrato, purtroppo, nelle attività di guida ed il Governo deve intervenire, non solo con la repressione per strada ma anche e soprattutto con misure legislative molto severe, disincentivanti.”

”Siamo stati molto contenti di  conoscere l’intenzione del Ministro Toninelli di togliere la patente a chi usa il telefono alla guida. Ora peró dobbiamo dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Per questo chiediamo ai Ministri di essere presenti, di ascoltarci e di impegnarsi affinchè il tema delle morti sulle strade sia impegno primario per questo Governo. L’avevamo detto: la Legge sull’omicidio stradale non è un punto di arrivo, bensì di partenza.”- ha concluso Borgogni.

 

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