L’ex premier Conte torna in cattedra a Firenze con una lezione in streaming

L’ex premier Conte torna in cattedra a Firenze con una lezione in streaming

Giuseppe Conte è tornato a Firenze, dove l’ex-premier è docente di diritto privato. Dopo il saluto con il rettore Dei alle 15.30 ha tenuto una lezione in streaming sui canali dell’ateneo

L’ex premier Giuseppe Conte è tornato oggi a Firenze dopo l’esperienza di Governo per incontrare Luigi Dei, il rettore dell’Ateneo dove l’ex premier è docente di diritto privato. Conte, che alle 15:30 ha tenuto una lezione in streaming, è arrivato nella sede del rettorato in piazza San Marco intorno alle 14:30 entrando in auto nel cortile interno dell’ateneo.

Nella zona numerose camionette di polizia presidiavano Piazza San Marco, blindata per l’arrivo dell’ex premier.

Alle 15.30 è iniziata la lezione in streaming ‘Tutela della salute e salvaguardia della economia: lezioni dalla pandemia’ che è svolta in diretta sui canali dall’Ateneo di Firenze.

“Questa giornata segna il mio ritorno nella comunità accademica fiorentina nella quale ho trascorso lunghi anni. Esperienza che mi ha arricchito enormemente, anche dal punto di vista umano. Ho accolto con gioia e emozione l’invito a tenere questa lezione. E’ una lezione che dedico a tutti gli studenti con l’auspicio che possiate affinare le vostre idee e progetti di vita”. Oltre 8mila le persone si sono collegate sulla pagina Youtube dell’Ateneo fiorentino per seguire la lezione di Conte.

Durante la lezione l’ex-premier ha parlato della sua esperienza per gli studenti e le studentesse della Scuola di Giurisprudenza. “Già dalle prime valutazioni empiriche appare chiaro che la tutela prioritaria della salute ha consentito di difendere meglio anche il tessuto produttivo del paese e che le economie più resilienti si stanno dimostrando quello in cui sono state introdotte adeguate misure contenitive del contagio accompagnati da interventi di sostegno alle famiglie e alle imprese”.

“Le economie più resilienti – ha aggiunto – si stanno dimostrando quelle in cui sono state introdotte adeguate misure contenitive del contagio, accompagnate da interventi di sostegno alle famiglie e alle imprese”. Conte ha ricordato che, “ipotizzato che il mancato contenimento del contagio potesse conciliarsi con uno svolgimento a pieno regime delle attività produttive e dei servizi, in realtà questo scenario è risultato assolutamente inverosimile, e lo abbiamo constatato anche qui in Italia quando, pur rimanendo le fabbriche formalmente aperte in tutto il Paese, sono iniziati i primi scioperi, le prime massicce proteste dei lavoratori che si rifiutavano di entrare nei luoghi di lavoro per la paura di rimanere contagiati”.

Ha continuato parlando della gestione del Covid “abbiamo dosato l’applicazione graduale delle misure, che sono diventate via via sempre più restrittive in considerazione della maggiore gravità e pervasività dell’epidemia. Il principio di precauzione è stato da noi assunto come strumento politico di gestione del rischio, basato su evidenze scientifiche, adeguato a tutelare il valore primario della salute dei cittadini”.

Il sindaco Dario Nardella su twitter ha salutato il ritorno di Conte. “Dopo l’onorevole servizio al Paese in uno dei momenti più difficili della storia italiana, siamo felici che Giuseppe Conte torni a insegnare nella prestigiosa Università della nostra città. Bentornato a Firenze”. Lo ha scritto, su Twitter, il sindaco di Firenze Dario Nardella.

Mentre era in corso la lezione dell’ex-premier in Piazza San Marco si è svolto un presidio organizzato dal collettivo studentesco di Scienze Politiche a cui ha partecipato anche il movimento Priorità alla Scuola “Non vogliamo Conte all’università, vogliamo l’università aperta” si legge in un comunicato diffuso dal Collettivo.

L'articolo L’ex premier Conte torna in cattedra a Firenze con una lezione in streaming proviene da www.controradio.it.

Anci, Nardella su recovery: per appalti solo norme Ue o rischio flop

Anci, Nardella su recovery:  per appalti solo norme Ue o rischio flop

“Il governo immediatamente deve mettere mano al codice degli appalti: dobbiamo utilizzare solo le norme essenziali previste dall’Unione europea, le norme comunitarie, perché se ci mettiamo sopra tutta quella sovrastruttura burocratica e normativa italiana noi rischiamo di non realizzare neanche un miliardo dei 209 miliardi di opere pubbliche che sono fattibili nel nostro Paese”. Lo ha affermato Dario Nardella, sindaco di Firenze, parlando del Recovery Fund a margine dell’assemblea di Anci Toscana.

“Le regole sono troppo pesanti e complicate, e rischiamo di perdere un’occasione storica”, ha proseguito Nardella, osservando che “l’Agenzia del territorio ci dice che un’opera pubblica di circa 25 milioni di euro, quindi una taglia media per i progetti del Recovery Fund, richiede in Italia con queste regole, con queste norme, più di 10 anni tra progettazione preliminare, progettazione definitiva, progettazione esecutiva, bandi, ricorsi, ricorso al Tar e poi si va in Consiglio di Stato, poi magari l’azienda fallisce e allora bisogna rifare il progetto, ecco più di 10 anni. L’Unione Europea è stata molto chiara e ha detto a tutti i Paesi: cari Paesi, i soldi che vi arrivano col Recovery Fund li dovete utilizzare con tempi precisi, entro il 2023 dovete appaltare le opere. Ora siamo a marzo 2021, abbiamo meno di 24 mesi, mi dovete dire voi come facciamo”.
“I sindaci della Toscana sono pronti come tutti gli altri sindaci in Italia a dare una mano per uscire dal delirio che stiamo vivendo per accompagnare il Paese fuori dalla fase dell’emergenza sanitaria e per stare vicini alla ripartenza economica. Le tensioni ci saranno, e’ inutile fare finta di nulla, pensare che non ci siano conseguenze economiche sarebbe stolto. Siamo pronti a collaborare per cercare le ricette giuste”. Lo dichiara il sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana, Matteo Biffoni, a margine dei lavori dell’assemblea, in merito al ruolo delle amministrazioni comunali nei prossimi tempi.

L'articolo Anci, Nardella su recovery: per appalti solo norme Ue o rischio flop proviene da www.controradio.it.

Pietro Bartolo in Consiglio Comunale, disumanità del campo di Lipa

Pietro Bartolo in Consiglio Comunale, disumanità del campo di Lipa

La testimonianza dell’europarlamentare Pietro Bartolo sulla recente ispezione che ha effettuato insieme ad altri europarlamentari al confine tra la Croazia e la Bosnia

“Vedere una radura piena di neve, un recinto con filo spinato insormontabile e dentro delle misere tende coperte di neve, con persone in fila al freddo, molti senza scarpe che camminavano tremolanti per entrare in un capannone dove gli veniva dato un tozzo di pane e una scatoletta”.

La disumanità del campo di Lipa che sorge a 20 km dalla città di Bihac in Bosnia raccontata dall’europarlamentare Pietro Bartolo che è stato in missione sulla rotta balcanica a fine gennaio.

Oggi pomeriggio Pietro Bartolo ha condiviso la sua testimonianza durante il consiglio comunale raccontando le storie dei giovani migranti in Bosnia: picchiati, massacrati, fatti inseguire dai cani della polizia croata, come denunciano i report del Violence Border Monitoring Network e quelle delle famiglie che vivono nella foresta adicente al campo di Lipa.

“Per quanto succede ancora nel Mediterraneo ed in Libia io credo che la più grande responsabilità di tutto questo sia dell’Europa”, lo ha affermato Bartolo, “Quando parlo dell’Europa – ha detto – io parlo degli Stati membri e parlo anche della Commissione che non fa quello che dovrebbe fare, cioè dire di rispettare gli accordi, i diritti umani che vengono violati sistematicamente in tutta l’Europa, devo dire, compreso da noi”. Il fenomeno migratorio, secondo Bartolo, “non può essere affrontato come lo abbiamo affrontato fino a oggi, che è un fallimento. Abbiamo certificato, abbiamo appurato che Dublino 3, quella attuale è stato un fallimento. Sono stato anche relatore ombra per trattare il dossier sull’implementazione di Dublino 3, e abbiamo concluso il dossier dicendo che è un fallimento accettato dal Parlamento Europeo. E’ un patto che parla di rimpatri, che parla di rinforzare le frontiere, di creare una fortezza Europa, e questo non va bene. Parla di prescreening, parla di caricare ulteriormente il peso sulle spalle dei paesi di primo ingresso e di primo approdo fra cui la Grecia, l’Italia, Malta, Cipro, la Spagna e ci metto anche la Croazia. Dobbiamo quindi fare in modo che questa solidarietà di cui parla l’articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’Europa sia messa in atto”.

“E’ cialtroneria e non politica quella che si basa sulla cultura dell’odio, del rancore: questo penso che sia qualcosa di sbagliato, un crimine addirittura, perché l’istigazione all’odio va perseguita”, continua Bartolo, europarlamentare Pd. “Penso invece che la politica debba dare le risposte”, ha detto Bartolo, perché “è la politica che deve decidere se chiudere i porti o aprirli, se far morire questa gente in mezzo al Mediterraneo, o a Lipa, o salvarli. E’ la politica che deve decidere se pagare, assoldare la Libia o la Turchia oppure no, è la politica che deve decidere se stare dalla parte del bene o dalla parte del male. E’ soprattutto la politica europea che deve dare quelle risposte perché il fenomeno della migrazione, e potremmo parlare per ore, è nato con l’uomo, ci sarà sempre, nessuno lo potrà fermare”. Il fenomeno, secondo l’eurodeputato, dunque “va affrontato diversamente, non con il contrasto, con il rimpatrio, con il filo spinato, con i muri, con i muri mentali che sono più difficile da abbattere perché queste persone non li possiamo fermare in questo modo, tant’è che dopo 30 anni parliamo ancora di immigrazione, del problema dell’immigrazione. Allora io credo che le risposte devono essere quelle giuste basate su quei valori che ci appartengono che sono la solidarietà che sono il rispetto dei diritti umani, il rispetto del diritto alla vita”.

Lo scorso 1° febbraio, insieme ad altri eurodeputati, l’onorevole Pietro Bartolo è stato respinto al confine ed è poi riuscito ad entrare per effettuare un’ispezione al campo profughi di Lipa, in Bosnia.

“Pietro Bartolo – spiega il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – è un medico che è stato responsabile, dal 1992 al 2019, delle prime visite e cure ai migranti che sbarcano a Lampedusa. Il suo impegno civile in favore dei diritti e in aiuto ai più bisognosi gli è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica con il conferimento dell’Ordine al merito della Repubblica nel 2016.

 

 

 

Ascoltiamo un estratto a cura di Monica Pelliccia

 

L'articolo Pietro Bartolo in Consiglio Comunale, disumanità del campo di Lipa proviene da www.controradio.it.

Pd, Nardella: partito scollato da Paese, fronte sindaci-governatori fatto politico nuovo

Pd, Nardella: partito scollato da Paese, fronte sindaci-governatori fatto politico nuovo

“Con Decaro e Gori c’e’ totale sintonia. Comincio a vedere prese di posizioni coraggiose e chiare. C’e’ un fatto politico nuovo e rilevante che sta accadendo nel campo democratico: sta emergendo un fronte compatto, da nord a sud, di amministratori locali”. Quelli che “hanno vinto le ultime elezioni”, portando “al Pd consenso e popolarita'”.

Non e’ una corrente, come dice da settimane, anche se Dario Nardella a ‘Controradio’ descrive le fattezze di questa ‘cosa’. Per il sindaco di Firenze, infatti, “i sindaci, gli amministratori locali, ma anche i presidenti di Regione, cominciano a parlare lo stesso linguaggio. Un linguaggio molto chiaro e diretto, perché vedono lo scollamento preoccupante, grave, che c’e’ tra il Paese reale,con i suoi problemi, e un partito arroccato dentro i palazzi romani, schiacciato dalla logica di potere delle correnti”, torna a pungere.

E se le correnti un tempo lontano erano “piattaforme di idee”, oggi “il rischio e’ che il Pd ripieghi su se stesso in una battaglia per i posti, senza contenuti”. Che fare, allora? “Prima di tutto, mettere da parte le formule. Anche questa discussione vuota sulle alleanze e’ tutta tattica.

Costruirle per la paura di perdere e’ la cosa piu’ sbagliata che si possa fare: si fanno su un grande progetto politico fatto di idee, per questo ho richiamato lo spirito dell’Ulivo”. Prima di allearsi con i 5 Stelle, quindi, il Pd deve trovare “un proprio profilo. E coinvolgere i territorio”, perche’ ora il partito “e’ una piramide rovesciata. Tutto si decide a Roma: alleanze, schemi, sistemi elettorali, nomi”. Terzo “tornare a parlare con la societa’ civile, dagli operai agli intellettuali”.

Nardella torna a premere sulla necessita’ di un ampio dibattito aperto, e su questo ribadisce: “La questione del segretario non e’ il primo punto, ma viene alla fine, dopo aver ritrovato una strada, una dimensione di valori e di contenuti”. Solo dopo questa fase “arriveremo a discutere del gruppo dirigente”, quello che potra’ “guidare al meglio un partito cosi’ ripensato”.

E i temi? Il lavoro, ripensando il reddito di cittadinanza e spostando risorse sulle politiche attive, e dove “le tasse sono troppo alte”. Si sta creando “un grande patto sociale tra i sindacati e le imprese, e noi stiamo a guardare? Continuiamo a parlare di formule, alleanze, congresso si’ o no, di correnti? Ma stiamo scherzando?”. Lo stesso vale “per l’ambiente: ma possibile che dobbiamo lasciare a Grillo la bandiera dell’ambiente?”.

 

L'articolo Pd, Nardella: partito scollato da Paese, fronte sindaci-governatori fatto politico nuovo proviene da www.controradio.it.

Nardella: “Giusti provvedimenti restrittivi ma farli in modo intelligente”

Nardella: “Giusti provvedimenti restrittivi ma farli in modo intelligente”

Firenze, il sindaco Dario Nardella si è collegato con gli studi Controradio da Palazzo Vecchio per parlare dei principali temi di attualità, il primo argomento trattato dal sindaco nell’intervista di Raffaele Palumbo, è stato quello dello stato della pandemia in città ed in regione.


“Ho fatto proprio un punto Ieri sera con il presidente Giani e la situazione va tenuta assolutamente sotto controllo – ha detto il sindaco Nardella a proposito della pandemia in Toscana – Ci sono davvero situazioni molto differenti, se guardiamo la Toscana centrale per esempio in questi ultimi giorni. Firenze ha un livello di contagio abbastanza importante ma non così come Prato. Quindi ci sono differenze tra provincia e provincia, la cosa importante è quindi quella di avere misure specifiche, senza andare a colpire in modo generalizzato”.

“Il mondo dell’economia è in sofferenza “Penso ai ristoranti prima di tutto, ma a tutto il settore dei servizi, è molto alta – dice Nardella – Ogni giorno a Firenze chiudono alberghi, e ormai si contano sulle dita delle mani gli alberghi aperti in questa città. È il segno terribile delle conseguenze economiche e sociali di questa pandemia, per questo è giusto mettere in campo provvedimenti restrittivi ma bisogna farlo in modo intelligente mirato, e usarli là dove servono per davvero, quindi vedremo come andrà”.

“Per fortuna la stagione migliora e possiamo ad esempio cominciare a favorire tutte le attività all’aperto come bar ristoranti che hanno spazi all’aperto e che dovrebbero già poter rimanere aperti a mio avvis, con le temperature che migliorano. Lo abbiamo sperimentato l’anno scorso a Firenze all’aperto si può star seduti si può mangiare si può consumare senza particolari problemi, ecco ci vuole intelligenza, se si affronta il virus con l’ideologia non risolviamo niente Finiamo per mettere in ginocchio ancora di più la nostra economia è la nostra comunità”.

“C’è stata una fuga di notizie sul fatto che la Toscana sicuramente vada in zona rossa -aggiunge precisando Nardella – non è così perché bisogna essere prudenti, realistici ma anche non allarmistici, ci sono molte probabilità che rimanga in zona arancione. Certo il meccanismo di circoscrivere zone particolarmente esposte classificandoli come zone rosse può essere una buona alternativa a quella di trasformare l’intera regione in zona rossa”.

“Trovo condivisibile la manifestazione dei Lavoratori dello spettacolo, stiamo parlando, come ci hanno detto appunto loro stessi, del rischio di 4000 posti di lavoro che possano andare perduti nella nostra regione, è un numero gigantesco lo spettacolo è un industria, non dimentichiamolo, che ha un indotto molto importante, allora io ho raccolto la disponibilità di molti di loro affinché si possano riaprire i teatri anticipando gli orari in modo da poter rispettare anche il rientro prima del coprifuoco”.

“C’è poi fortissima collaborazione tra regione e Comune di Firenze, tra me e Gianni, e questo è un fatto positivo non solo per i fiorentini ma per tutti i toscani. Io non ho mai trovato un momento così nella mia esperienza di vicesindaco prima, e di sindaco dopo, un periodo così positivo e collaborativo nel rapporto tra la regione è il capoluogo Firenze. Ho sempre sostenuto che se Firenze va bene, va bene la Toscana, e viceversa, se la Toscana va bene, va bene anche Firenze. Con Gianni stiamo lavorando su tanti fronti: il Recovery Fund e la promozione economica del territorio”.

 

 

L'articolo Nardella: “Giusti provvedimenti restrittivi ma farli in modo intelligente” proviene da www.controradio.it.