Amministrative Firenze: dopo il tè di Renzi, Nardella punta sugli inviti a pranzo

Amministrative Firenze: dopo il tè di Renzi, Nardella punta sugli inviti a pranzo

Mentre la Lega fiorentina lancia per le amministrative 2019 la “coalizione della brava gente” con l’obiettivo di andare oltre i confini dei partiti di centrodestra, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, praticamente gia’ in corsa per il bis a Palazzo Vecchio, lancia la sua prima vera iniziativa elettorale: ‘uscio e bottega”. “Voglio intensificare il rapporto con le persone'”, ha annunciato a ‘La pancia’  su Rtv38.

 

Che possa essere un ospite gradito o meno e trovarsi la tavola apparecchiata o da lavare i piatti, lo scopriremo. Intanto aspettatevi Nardella a pranzo a casa. E’ la strategia elettorale del primo cittadino di Firenze che per il suo secondo mandato punta su una campagna di vicinato. Non che sia un’idea originale e sempre fortunata in casa Pd, ma di certo urge recuperare il rapporto con l’elettorato e così la corsa per il bis a Palazzo Vecchio è stata fiorentinamente battezzata come campagna ‘Uscio e bottega’.

Dopo il tè delle 5 che Renzi annunciò con risposta caduta nel vuoto, per le ultime politiche, il tour di prossimità nardelliano andrà dal caffè del mattino, al pranzo, fino all’aperitivo e prenderà il via dal prossimo primo di ottobre. Naturalmente l’incursione elettorale sarà su invito del cittadino tramite un indirizzo mail che verrà attivato nei prossimi giorni, uscioebottega@comune.fi.it.

Per le amministrative del 2019 oltre al Pd Nardella lancerà anche una  lista che porterà il suo nome per quell’elettorato che vuol esprimere un voto che va al di là dei partiti, e che va alla persona. Fra le ipotesi al vaglio anche una coalizione larga, e più liste con una forte impronta civica. Il Sindaco non si dice impaurito ne’ dalla Lega ne’ dai 5 Stelle. Neppure delle primarie di coalizione, rimandando tuttavia la decisione alle varie realta’ politiche che lo sosterranno.

Nel frattempo proseguono i congressi regionali che hanno visto ieri in Toscana la favorita renziana Simona Bonafé, perdere a casa dell’ex segretario regionale Pd, Dario Parrini a Vinci. 500 circoli su 700 al momento e con il dato certo della scarsa partecipazione, la danno comunque al 70% rispetto allo sfidante orlandiano Valerio Fabiani. La corsa terminerà sabato, poi le primarie aperte il prossimo 14 ottobre.

Chiara Brilli

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Pd: Parrini, non è Aventino rifiutarsi di fare sgabello

Pd: Parrini, non è Aventino rifiutarsi di fare sgabello

Su Facebook, Dario Parrini, deputato uscente e neoeletto senatore del Pd, ha affermato che un rifiuto all’alleanza proposta da Di Maio e Salvini, non sarebbe Aventino, ma senso di responsabilità e tutela dei principi del Partito Democratico.

“Dico no all’Aventino, a quello vero però, non a quello inventato dai retroscena strumentali. Non è Aventino, e non è nemmeno bizza o ripicca o tatticismo, bensì è senso di responsabilità e tutela del Pd e della sua dignità e delle sue possibilità di ripresa, rifiutarsi di fare da sgabello a forze estremiste e demagogiche portatrici di programmi opposti ai nostri su euro, integrazione europea, dazi, diritti civili, equità fiscale, difesa del ruolo della scienza in sanità, rispetto della democrazia nella vita interna delle forze politiche.

Non è Aventino, ma chiarezza e senso di responsabilità – prosegue -, ricordare che per ora non siamo di fronte a proposte del Capo dello Stato bensì a ripetute prove di tracotanza di Di Maio e Salvini che ogni giorno ci spiegano che non vogliono alleanze ma sottomissioni. E che non vogliono negoziati ma imposizioni. Basta caricature, per favore”.

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Decisa la nuova direzione del PD Toscano

Decisa la nuova direzione del PD Toscano

Firenze, è formata da 3 renziani e da 2 esponenti minoranza, la reggenza del PD Toscano: il segretario metropolitano del Pd fiorentino Marco Recati (investito dalla funzione di portavoce), il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il capogruppo in Consiglio regionale toscano Leonardo Marras, Valerio Fabiani, Adalgisa Mazza (questi ultimi rappresentanti rispettivamente delle mozioni di minoranza che fa capo al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al governatore della Puglia Michele Emiliano).

Questo il quintetto nominato oggi dalla direzione del Pd toscano che costituisce la reggenza collegiale, saranno loro a guidare il partito regionale fino alla celebrazione del prossimo congresso regionale, che l’assemblea del Pd Toscana convocherà secondo le indicazioni del partito nazionale.

Contestualmente la direzione ha preso atto, ufficializzandole, delle dimissioni di  dalla carica di segretario del Pd toscano.

Ora l’assemblea, si apprende, dovrebbe dunque tenersi entro metà maggio, mentre il congresso probabilmente ci sarà in autunno.

Il documento, prodotto oggi dalla Direzione regionale del Pd riconosce che “i recenti risultati elettorali hanno dato un’indicazione chiara circa la necessità di aprire una stagione nuova”, e impegna la reggenza collegiale a elaborare una piattaforma politica da sottoporre alla prima assemblea regionale; promuovere momenti di analisi dei risultati elettorali anche in relazione ai cambiamenti socioeconomici dei nostri territori; individuare una commissione ‘Toscana 2030’, con il coinvolgimento dei territori e delle migliori esperienze del partito e della società toscana, che possa elaborare una proposta ideale e programmatica per il futuro della regione e favorire la ricostruzione di un campo largo e plurale di centrosinistra”.

Tra gli altri punti, anche “l’organizzazione, da effettuare urgentemente, di un momento di confronto nel partito sulle prossime elezioni amministrative, per condividere il percorso fatto ed esaminare le varie situazioni ritenendo prioritaria la formazione di coalizioni imperniate sull’unità del centrosinistra; sollecitare a un impegno straordinario le federazioni provinciali, le unioni comunali e i circoli, per promuovere a ogni livello il più ampio confronto possibile; operare in stretto e permanente raccordo con la conferenza dei segretari territoriali e con le singole federazioni”.

Abbiamo ristretto i nostri consensi, però in Toscana abbiamo ancora il risultato più alto a livello nazionale: dunque non ci sentiamo sconfitti; da questo bisogna ripartire. Nella reggenza siamo un gruppo di 5 che ‘ricompensa’ tutte le aree e le anime del partito. Credo che sia un buon viatico per fare un buon lavoro”.

Così il portavoce dell’organismo di reggenza che guiderà il Pd toscano al congresso, Marco Recati, parlando con i cronisti al termine della direzione di stamani a Firenze. “Non è mai facile rialzarsi, però non è neanche possibile mollare, perché crediamo in questo progetto – ha aggiunto – a sinistra del Pd non c’è stato sinceramente un gran risultato, ma comunque ci sono tante persone che fanno parte dalla nostra storia. Io credo che dobbiamo ripartire anche da lì”.

La prima e principale priorità che affronterà la reggenza del Pd toscano saranno le elezioni amministrative, “dove andremo al voto in primavera (i comuni maggiori dove si terranno sono Pisa e Siena): è il primo appuntamento importante, ed il lavoro che faremo al riguardo partirà già la settimana prossima”, ha anche detto oggi a Firenze il portavoce delle raggenza del Pd della Toscana Marco Recati.

Il tema, ha aggiunto, “verrà affrontato con i segretari provinciali, con le unioni comunali, con i circoli”. Un approccio, ha spiegato il portavoce, che è già utilizzato “su Firenze e, credo, in tutta la regione. Dobbiamo tranquillizzare la nostra base, i nostri iscritti, cercare di aprirsi ai mondi economici che sono presenti nel nostro territorio, perché ci attendono degli appuntamenti importanti e vogliamo farci trovare pronti”.

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Monni (PD): “aspettiamo dimissioni segretario e vice”

Monni (PD): “aspettiamo dimissioni segretario e vice”

Monia Monni, vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale: “se continuiamo con lo stesso metodo siamo destinati a commettere gli stessi errori”.

“Aspettiamo la direzione regionale di domani, e aspettiamo che si apra con le dimissioni del segretario e del vicesegretario, visto che la reggenza di questo partito è sempre stata una diarchia. Non è chiaro chiaro se ciò avverrà, valuteremo la nostra posizione e la nostra eventuale partecipazione a una reggenza sulla base di un’assunzione di responsabilità dell’attuale gruppo reggente”. Lo afferma Monia Monni, vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale, in vista della direzione regionale in programma domani pomeriggio che si riunisce dopo il risultato delle politiche per decidere la reggenza del partito toscano fino alla elezione del nuovo segretario che dovrebbe tenersi in autunno.
Monni rappresenta la parte del Pd toscano più critica rispetto alla gestione del partito da parte del segretario regionale Dario Parrini e del suo vice Antonio Mazzeo, e più dialogante con la sinistra interna ed esterna al partito. “Si è dimesso il segretario nazionale, assumendo su di sé ogni responsabilità, anche quelle che probabilmente non aveva – aggiunge -, e ci aspettiamo che anche in Toscana venga fatto. Se sarà così e si riparte da capo siamo disponibili a dare una mano a un processo di ricostruzione”. “Se invece non hanno sbagliato niente e non ci saranno dimissioni, allora possono continuare a guidare il partito come hanno fatto fino a ora”. Per Monni, “se continuiamo con lo stesso metodo siamo destinati a commettere gli stessi errori”.

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Parrini (PD): lascio incarico ad assemblea entro marzo

Parrini (PD): lascio incarico ad assemblea entro marzo

Dario Parrini, segretario Pd Toscana uscente, annuncia su facebook: “certezza che sapremo decidere tutti insieme come dare una guida efficace al partito in questi mesi di transizione”.

Dario Parrini annuncia su Facebook: “Il mio mandato quadriennale di segretario regionale del Pd è scaduto nello scorso febbraio. Avendo già annunciato nei mesi scorsi la mia intenzione di non ricandidarmi a segretario del partito, non sarò io a dirigere il Partito democratico verso il congresso regionale. Il mio incarico, com’è giusto che sia, si concluderà con la prossima assemblea regionale”.

Il segretario Pd Toscana uscente e appena risultato eletto al Senato continua: “Questo è il percorso che proporrò la settimana prossima alla direzione regionale – aggiunge Parrini nel post – nella certezza che sapremo decidere tutti insieme come dare una guida efficace al partito in questi mesi di transizione e come avviarci in modo serio, coerente e ordinato verso il congresso, in modo da essere pienamente all’altezza delle responsabilità e dei compiti che competono alla nostra comunità politica”. L’assemblea del Pd toscano, a quanto si apprende, dovrebbe tenersi nel giro di un paio di settimane.

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