Genitori accusati di aver “venduto” figlia 4 anni a spacciatore pedofilo

Genitori accusati di aver “venduto” figlia 4 anni a spacciatore pedofilo

Avrebbero ”venduto” la figlia di 4 anni a un vicino di casa pedofilo in cambio di dosi di cocaina. E’ l’accusa contestata dalla Dda di Firenze a una giovane coppia residente nel Pisano e all’uomo che avrebbe commesso gli abusi sessuali secondo quanto riportato oggi dalla Nazione e da Repubblica. Riduzione in schiavitù e atti sessuali con minorenni i reati ipotizzati dal pm Eligio Paolini che al vicino contesta anche lo spaccio di droga.

I genitori negano le accuse: l’inchiesta è tra l’altro partita dalla denuncia presentata nel 2016 dalla mamma, poi rimasta coinvolta a sua volta nelle indagini per le quali la procura ha notificato, recentemente, l’avviso di conclusione. La bambina, che ora ha sei anni, non vive più con i genitori: è stata affidata a una famiglia così come un’altra sorella. Si trovano invece in strutture protette due fratelli.

Per l’accusa, riferiscono i due quotidiani, i genitori sarebbero stati consapevoli delle intenzioni del loro vicino di casa ma avrebbero mantenuto la figlia in uno stato di soggezione e avrebbero consapevolmente violato i doveri di protezione e garanzia derivanti dal loro ruolo di esercenti la responsabilità genitoriale.

Diversa la versione dei genitori: la madre avrebbe riferito che in un’occasione aveva portato la figlia dal vicino dopo che quest’ultimo aveva detto di avere dei regalini da darle. La bambina sarebbe così rimasta sola con l’uomo. Successivamente, tornata a casa, i genitori avrebbero notato che la piccola sarebbe stata atterrita e aveva le mutandine al contrario. Interrogati, madre e padre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

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Prato: costrette a prostituirsi e violentate, tre fermi

Prato: costrette a prostituirsi e violentate, tre fermi

Giovani di origine nigeriana, alcune minorenni, costrette a prostituirsi, vittime di violenze anche sessuali e di gruppo: è quanto avrebbero scoperto i carabinieri di Prato.

Sottoposte a fermo tre persone, due sorelle di 34 e 40 anni, e il marito della maggiore delle donne, 49, tutti di origine nigeriana.
Teatro delle violenze un’abitazione alla periferia di Prato. Tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale tra i reati contestati. Le indagini, coordinate dal pm della Dda di Firenze Angela Pietrojusti, sono scattate tre mesi fa, dopo che una delle giovani vittime sarebbe riuscita a fuggire.
Da quanto emerso, le ragazze venivano mandate a Prato dalle loro famiglie: 30mila euro è il costo del viaggio dalla Nigeria che le giovani avrebbero poi dovuto ripagare prostituendosi. Pare che molte delle famiglie, sembra anche condizionate per pratiche legate al voodoo, fossero a conoscenza della sorte delle loro figlie.
L’appartamento avrebbe ospitato, a seconda dei periodi, dalle 4 alle 6 ragazze.

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