Inchiesta Dda: Toscana verso abrogazione emendamento pro-concerie

Inchiesta Dda: Toscana verso abrogazione emendamento pro-concerie

 Via libera all’unanimità dalla commissione ambiente del Consiglio regionale della Toscana alla proposta di legge che cancella l’emendamento relativo alla depurazione industriale dei fanghi, finito all’attenzione della Dda di Firenze per reati ambientali emersi nelle inchieste sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta

L’emendamento, secondo le indagini, avrebbe dovuto sottrarre il consorzio Aquarno dall’obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione di integrazione ambientale (Aia). Ora la Regione vuole superarlo. Il provvedimento dalla Commissione passa questo punto all’esame dell’aula. La commissione ha licenziato il testo dopo una seduta di approfondimento alla quale hanno partecipato, spiega una nota, anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, l’assessore all’ambiente Monia Monni e l’avvocato generale della Regione Lucia Bora. “Come ci eravamo impegnati a fare con i colleghi della minoranza – afferma Lucia De Robertis (Pd), presidente della commissione – stamani abbiamo approfondito tutti quegli aspetti che da loro erano stati evidenziati. Molte le domande, molte le risposte chiarificatrici arrivate, che ci consentono di portare il provvedimento all’esame del Consiglio nella prossima seduta, come da impegni presi”.

Intervenendo in commissione il presidente della Toscana Eugenio Giani ha spiegato che l’emendamento sarà abrogato perché “superfluo alla luce delle valutazioni attuali, dell’esaustiva relazione resa dall’assessore Monni in aula ad aprile e anche dal fatto che non ha prodotto alcun effetto”. Nel corso della seduta, spiega una nota, è stata riproposta, dal vicepresidente della commissione Alessandro Capecchi (Fdi), dalla capogruppo della Lega Elisa Montemagni e dal portavoce dell’opposizione Marco Landi (Lega), la domanda inerente i motivi per cui la Regione ha deciso di difendersi contro l’impugnativa del Governo. E il motivo per cui, dopo alcuni mesi, si è invece deciso di abrogare la norma oggetto della stessa impugnativa. L’avvocato generale della Regione, Lucia Bora, ha spiegato come sia prassi costituirsi in giudizio. “Si difendono gli atti qualsiasi essi siano – ha precisato – e dopo si verifica la possibilità di un superamento dei motivi del contenzioso”. Bora ha anche fatto presente che l’impugnativa è arrivata ad agosto, e che i tempi previsti per la risposta regionale sono strettissimi. “Abbiamo scritto una memoria difensiva e basilare, non un parere – ha aggiunto -, perché la redazione dell’emendamento in questione non aveva coinvolto gli uffici della Giunta e perché c’era da difendere il sistema di depurazione misto molto diffuso in Toscana, potenzialmente messo a rischio dall’impugnativa”. “Non è mai accaduto – ha poi concluso – che la Regione non si sia difesa da una impugnativa”. Circa le richieste avanzate dai commissari di minoranza sulle domande di autorizzazione, presentate alla Regione, e basate sull’emendamento del 2020, che a detta del vicepresidente Capecchi “sarebbero almeno tre”, Monni ha chiarito: “Agli uffici non arrivano richieste di applicazione di una norma”

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“Le persone hanno paura a cucinare, a farsi la doccia: dove sono sepolti i rifiuti tossici?”, assemblea No Keu

“Le persone hanno paura a cucinare, a farsi la doccia: dove sono sepolti i rifiuti tossici?”, assemblea No Keu

“Vogliamo sapere dove sono stati sepolti i rifiuti tossici e che siano attuate analisi e bonifiche ambientali”: assemblea no Keu

Dopo l’inchiesta della Dda sul traffico illecito di rifiuti tossici nel conciario si è costituita l’assemblea permanente No Keu, formata da residenti e da comitati cittadini. “Siamo rimasti sconvolti dai risultati e dalle ricadute per chi vive vicino al famigerato V lotto della variante 429 perché alcuni di questi abitanti non hanno l’allaccio all’acquedotto quindi utilizzano i pozzi privati: l’allarme è doppio”, spiega Samuela Marconcini dell’assemblea permanente No Keu.
Ieri sono stati resi noti i risultati delle analisi Arpat sui primi 14 pozzi della zona che hanno dato esito positivo. Non risultano contaminazioni da keu in quanto non sono state rilevate tracce di cromo e antimonio. Arpat ha messo a disposizione un numero verde per i residenti che vogliono fare analizzare i propri pozzi: 800 800 400, attivo tutte le mattine dal lunedì al venerdì con orario 9,00 – 13,00 e il pomeriggio, dal lunedì al giovedì, con orario 14,00 – 18,00. “Ero con i residenti appena abbiamo ricevuto i risultati, c’è stato un respiro di sollievo brevissimo. Le persone hanno paura a cucinare, a farsi la doccia, ad annaffiare persino a comprare le verdure: non sappiamo dove sono stati sepolti i rifiuti tossici conteneneti anche cromo esavalente che è una sostanza tossica”, continua Marconcini dell’assemblea permanente no Keu. “Alcuni residenti stanno portando avanti delle analisi autonome dei pozzi ma i risultati ancora non sono disponibili”.
L’assemblea no Keu ha consegnato una lettera ai sindaci del territorio: “Chiediamo di sapere esattamente dove sono stati sepolti i rifiuti tossici, quale tipo di bonifica si intende effettuare, con quali tempi, quando sarà realizzato l’acquedotto e quindi l’allaccio per i residenti che ne sono sprovvisti ma soprattutto chiediamo di sapere quali controlli sono stati realizzati fino a questo momento nel distretto del cuoio”
Sentiamo Samuela Marconcini, assemblea No Keu ai microfoni di Monica Pelliccia

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Inchiesta Dda, vertici conciatori non rispondono a gip

Inchiesta Dda, vertici conciatori non rispondono a gip

Inquirenti visioneranno video seduta Consiglio regionale Toscana nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Firenze relativa a presunti reati ambientali nello smaltimento dei rifiuti delle concerie

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, gli arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Firenze relativa a presunti reati ambientali nello smaltimento dei rifiuti delle concerie. Tra questi, il direttore dell’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno Aldo Gliozzi, Piero Maccanti che lo ha preceduto nell’incarico e l’ex presidente Alessandro Francioni, tutti finiti ai domiciliari. Slittato al 29 aprile l’interrogatorio di Francesco Lerose, finito in carcere, titolare di un impianto di produzione di materiali riciclati di Pontedera (Pisa). Nell’inchiesta è indagato anche il consigliere regionale Pd Andrea Pieroni, accusato di aver presentato nel maggio-giugno del 2020, in accordo coi vertici dei conciatori, un emendamento alla legge regionale 20 del 2006 in realtà redatto e ideato dal consulente del consorzio Aquarno, avvocato Alberto Benedetti (anche lui fra gli indagati), per sottrarre il consorzio dall’obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione di integrazione ambientale”.

Il video della seduta nel corso della quale è stato approvato l’emendamento, presieduta dall’allora presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, è stato acquisito dai magistrati della Dda. In una conversazione intercettata nel corso delle indagini, Pieroni commenta con Gliozzi l’avvenuta approvazione e spiega di aver anticipato a Giani che non avrebbe presentato l’emendamento in aula prima della votazione. “Gli ho detto a Eugenio – afferma Pieroni – ‘vai liscio’ e di buttarlo lì”. Nel proseguo del dialogo, Gliozzi e Pieroni concordano sul fatto che evitare la presentazione abbia permesso di evitare intromissioni di altri consiglieri, velocizzando l’approvazione.

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