Pelago: fermo ad un incrocio per bucarsi, denunciato

Pelago: fermo ad un incrocio per bucarsi, denunciato

Nella serata di ieri i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Pontassieve hanno denunciato a Pelago un uomo che si era fermato a bordo strada per iniettarsi una dose di eroina.

Verso le 19.00 di ieri sera una pattuglia si è fermata in prossimità di un veicolo parcheggiato all’altezza di un incrocio ad alta densità di circolazione per prestare soccorso all’automobilista al suo interno: solo che lo stesso non era in difficoltà per avaria del mezzo bensì, in preda a crisi di astinenza, si era fermato per iniettarsi una dose di eroina.

Il suo maldestro tentativo di occultare la siringa già pronta per l’uso non è infatti sfuggito ai militari che, anzi, eseguita una rapida perquisizione, hanno sequestrato anche un involucro contenente un’altra dose di eroina. Per l’uomo, poi sottoposto ad esami per accertarne le condizioni psico-fisiche, apparse da subito alterate, è scattata la denuncia per guida sotto l’influenza di stupefacenti, la segnalazione amministrativa per possesso di stupefacenti, il ritiro della patente ed il sequestro dell’auto.

Gli incrementati controlli su strada, finalizzati non solo alla prevenzione dei comportamenti di guida rischiosi per alterazione da alcool o stupefacenti, sono stati pianificati anche in aderenza al recente Decreto sicurezza ed in particolare alle disposizioni dell’articolo 93 comma 1bis: in relazione a tale fattispecie, da inizio anno sono stati sequestrati ben 5 veicoli con targa straniera, di diverse nazionalità, risultati in uso a persone residenti da lungo tempo in Italia; per i loro possessori sono scattate sanzioni amministrative per alcune migliaia di euro visto che, nella maggior parte dei casi, detti veicoli sono risultati anche privi di copertura assicurativa o non sottoposti a revisione.

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‘L’Italia che resiste’, anche il PD in piazza

‘L’Italia che resiste’, anche il PD in piazza

Domani anche il Pd in piazza per ‘L’Italia che resiste’, manifestazione in programma in tutta italia. A Firenze il raduno si terrà nel pomeriggio in piazza Santa Croce.

‘L’Italia che resiste’ è una manifestazione che si terrà in quasi trecento Comuni da Nord a Sud, con migliaia di partecipanti attesi, che si riuniranno domani nelle proprie città per protestare contro il Decreto sicurezza del governo e il razzismo.

“C’è un evidente tentativo politico, soprattutto leghista, ma sotto il silenzio degli alleati grillini, di nascondere i problemi veri irrisolti di questo paese – spiega Simona Bonafè, segretaria regionale del Pd, in una nota – e dirottare il malcontento amplificando le questioni dell’immigrazione, tenendo in ostaggio ad esempio qualche decina di persone sulle navi come fosse una medaglia da apporsi al petto. Siamo davanti al grande inganno di un ministro, Salvini, che sgombera i centri di accoglienza fingendo di risolvere un problema, ma trasformando le persone in fantasmi e abbandonandole a se stesse”.

Per la segretaria regionale, “è un fenomeno preoccupante sul quale non possiamo fare finta di niente. Anche il Pd vuole contribuire a questa manifestazione contro chi vorrebbe imbarbarire le coscienze”.

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Decreto Sicurezza incostituzionale: Toscana presenta ricorso

Decreto Sicurezza incostituzionale: Toscana presenta ricorso

La Regione Toscana ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Sicurezza. Lo stop al permesso di soggiorno umanitario ed il divieto di iscrizione all’anagrafe sarebbero incostituzionali.

La Toscana ha presentato ieri il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto sicurezza. A motivare il ricorso, spiega una nota, il fatto che il decreto Salvini, poi convertito in legge, “ha cancellato il permesso di soggiorno per motivi umanitari con l’impossibilità di rinnovo per chi già ce l’aveva, ma ha anche vietato l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo, oltre ad aver esteso il Daspo urbano a ospedali e presidi umanitari”. In particolare la Toscana ricorre contro l’articolo 1, decimo comma lettera B ed ottavo comma del decreto 113 del 2018, parlando a nome di oltre sessanta amministrazioni comunali.

Per il governatore Enrico Rossi, “è evidente come in questo modo si ostacoli il soddisfacimento di diritti fondamentali e universali che appartengono alla persona e già ribaditi da più sentenze”, e “c’è anche un problema di sicurezza, perché la cancellazione dei permessi umanitari creerà dei ‘fantasmi’ nella nostre città, visto che non si potranno certo espellere tutti poiché l’Italia non ha accordi di rimpatrio con i paesi di provenienza. Occorre integrare e garantire più diritti, altrimenti si creano tensioni. Facciamo una battaglia su un fondamento di civiltà e la facciamo a testa alta”.

Per l’assessore toscano alla presidenza, con delega all’immigrazione, Vittorio Bugli, con il Dl sicurezza “si ledono e si incide anche sulle competenze regionali e dei Comuni, limitando la possibilità di continuare ad erogare ad esempio servizi, che da questi enti dipendono, in materia sociale e sanitaria, di istruzione e formazione professionale in tutti questi anni erogati. Per questo ricorriamo”.

La Toscana, insieme ad altre Regioni come il Piemonte, l’Umbria e l’Emilia Romagna, aveva  già annunciato il ricorso poco tempo fa.

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Decreto Sicurezza incostituzionale secondo i sindaci dell’area fiorentina

Decreto Sicurezza incostituzionale secondo i sindaci dell’area fiorentina

I sindaci dell’area fiorentina sud-est appoggiano la Regione: ‘Bene il ricorso a Corte costituzionale’. Inviata lettera a Rossi.

Il decreto sicurezza? “Viola il principio di uguaglianza, introduce discriminazioni rispetto agli stranieri, crea incertezze per gli enti locali ed è chiaramente contraddittoria”. Ne sono convinti i sindaci dei 15 Comuni dell’area a sud-est di Firenze, firmatari di una lettera inviata al presidente della Toscana Enrico Rossi in cui chiedono che la Regione raccolga anche le loro istanze nel ricorso al decreto presentato nelle settimane scorse alla Corte costituzionale. La lettera è sottoscritta da Francesco Casini, sindaco di Bagno a Ripoli e presidente della Conferenza zonale dei sindaci e dai primi cittadini Giacomo Trentanovi (Barberino Valdelsa), Anna Ravoni (Fiesole), Giulia Mugnai (Figline Incisa Valdarno), Paolo Sottani (Greve in Chianti), Alessio Calamandrei (Impruneta), Aleandro Murras (Londa), Renzo Zucchini (Pelago), Monica Marini (Pontassieve), Cristiano Benucci (Reggello), Daniele Lorenzini (Rignano sull’Arno), Mauro Pinzani (Rufina), Massimiliano Pescini (San Casciano Val di Pesa), Alessandro Manni (San Godenzo) e David Baroncelli (Tavarnelle Val di Pesa).

Nel mirino dei primi cittadini, in particolare, l’articolo 13 del decreto sicurezza, che abroga l’iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo. La norma, secondo i sindaci, “crea incertezze per gli enti locali”, impedisce agli amministratori “di conoscere con certezza il numero delle persone presenti sul proprio territorio e di determinare i servizi pubblici e sociali che i Comuni hanno l’obbligo di garantire e rischia di riaprire il contenzioso giudiziario per stabilire quale debba ritenersi la dimora abituale del richiedente”.

L’abrogazione dell’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo, sostengono, appare inoltre “contraddittoria”, dal momento che il permesso di soggiorno rilasciato per la richiesta di asilo è “l’unico documento di riconoscimento che può essere chiesto allo straniero che ha chiesto protezione internazionale per l’accesso ai diritti riconosciuti dalla legge”.

“In sostanza – spiega Casini – con le nuove norme introdotte dal Governo non solo non si risolvono i problemi ma si aggravano, creando più clandestini e senza dare una risposta reale al vero tema sicurezza”.

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Pisa, sanzioni ad auto con targa straniera

Pisa, sanzioni ad auto con targa straniera

A Pisa i primi effetti del Decreto Sicurezza, due multe ad auto con targa straniera. 

Sulla base della nuova norma contenuta nel Decreto sicurezza la Polizia Municipale ha contestato a Pisa due verbali nei confronti di veicoli trovati in circolazione con targa straniera. La norma in questione prevede che il conducente di auto, se è residente in Italia da oltre 60 giorni, non possa circolare con auto targata straniera.

Nel primo caso gli agenti della Municipale di Pisa hanno fermato un cittadino greco che ha provveduto a pagare la sanzione immediatamente, usufruendo della riduzione del 30% e versando così agli agenti la somma di 498 euro, con l’obbligo di provvedere all’immatricolazione del mezzo entro 180 giorni.

Nel secondo caso invece la Municipale ha fermato un cittadino rumeno che, avendo rifiutato il pagamento immediato, è andato incontro alla confisca del mezzo fino a che non avrà provveduto al pagamento della sanzione per intero, che ammonta a 712 euro, e comunque all’immatricolazione dell’auto.

“Invitiamo i cittadini stranieri in possesso di veicoli con targa straniera – dichiara il comandante Michele Stefanelli – a regolarizzare immediatamente la situazione del proprio mezzo, rivolgendosi all’Ufficio provinciale del Dipartimento Trasporti Terrestri (ex Motorizzazione) per provvedere all’immatricolazione dell’auto con targa italiana, per evitare di incorrere nella sanzioni previste con l’introduzione dell’art.93 del Codice della Strada, per effetto del Decreto Sicurezza.”

“Le sanzioni applicate nel fine settimana dalla Polizia Municipale – dichiara l’assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno – sono le prime sanzioni applicate a Pisa sulla base della nuova norma introdotta dal Decreto Sicurezza. Si tratta di una norma efficace – ribadisce Bonanno –  pensata dal governo per contrastare l’evasione delle sanzioni, dovuta alla difficoltà di rintracciare l’esatto domicilio estero del proprietario dell’auto, e in generale per evitare la circolazione incontrollata di veicoli con targa straniera che si sottraggono più facilmente agli accertamenti amministrativi”.

 

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