Firenze: Dia sequestra beni per 2 milioni

Firenze: Dia sequestra beni per 2 milioni

Dia sequestra, a Firenze, beni per 2 milioni di euro a imprenditore calabrese già condannato, in esecuzione della sentenza.

La Dia di Firenze ha definitivamente confiscato beni per 2 milioni di euro a un imprenditore calabrese, Nicola Callea, attivo da molti anni a Firenze nel settore della ristorazione, e già condannato per traffico di cocaina e legami con appartenenti a cosche della ‘ndrangheta Arcoti di Reggio Calabria. 

Nel 2016, il tribunale di Firenze, su proposta della Dia, aveva disposto nei confronti dell’imprenditore il sequestro e la confisca di tre unità immobiliari nel centro storico fiorentino, un appartamento di pregio e due fondi commerciali dove sono ubicati altrettanti ristoranti. 

L’imprenditore aveva presentato ricorso contro il provvedimento, respinto dalla Corte di appello di Firenze nel febbraio 2017 e, nel mese scorso, anche dalla Cassazione. La Dia fiorentina ha pertanto dato esecuzione alla sentenza che dispone il definitivo passaggio dei beni al patrimonio dello Stato.

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Firenze, ‘Ndrangheta: Dia sequestra 1,5 mln beni a imprenditore 

Firenze, ‘Ndrangheta: Dia sequestra 1,5 mln beni a imprenditore 

I sequestri sono stati effettuati ai danni di Antonio Silipo, attualmente detenuto in carcere e considerato dagli investigatori esponente della ‘ndrangheta in Emilia Romagna.

La Dia di Firenze, in collaborazione con le sezioni operative di Bologna e Catanzaro, ha sequestrato beni per 1,5 milioni di euro riconducibili all’imprenditore calabrese Antonio Silipo, attualmente detenuto in carcere e considerato dagli investigatori esponente della ‘ndrangheta in Emilia Romagna. I sequestri, eseguiti in Calabria e in Emilia Romagna, riguardano 6 società, 9 immobili tra fabbricati e terreni, 23 beni mobili registrati e 18 rapporti bancari. Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Reggio Emilia su proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Dia.
Secondo quanto spiegato in una nota diffusa dalla Dia di Firenze, “le indagini economico finanziarie condotte sul conto dell’indagato e dei suoi familiari hanno dimostrato l’esistenza, a fronte di esigui redditi dichiarati nel corso degli anni, di un tenore di vita e di movimentazioni di capitali, nonché di investimenti immobiliari sproporzionati rispetto alle capacità reddituali dichiarate”. Antonio Silipo, 49 anni, originario di Cutro in provincia di Crotone ma residente da tempo a Castelbosco di Sopra (Reggio Emilia), è stato arrestato nel 2014 su ordinanza del tribunale di Reggio Emilia, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, ed è stato coinvolto, spiega sempre la Dia, nell’operazione ‘Aemilia’, nell’ambito della quale nel 2016 è stato giudicato con rito abbreviato e condannato a 14 anni di reclusione

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