DIDA: valutare ricadute della ‘Variante al Regolamento Urbanistico’

DIDA: valutare ricadute della ‘Variante al Regolamento Urbanistico’

Firenze, l’Unità di Ricerca “Paesaggio, Patrimonio culturale, Progetto (PPcP) del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze (DIDA) ha presentato oggi ‘Osservazione’ al Comune di Firenze in merito alla “Variante al Regolamento Urbanistico  per l’aggiornamento della definizione del limite di intervento da applicare al patrimonio edilizio esistente di interesse storico-architettonico e documentale rispetto all’innovato quadro normativo”.

In particolare, i docenti, i ricercatori e studiosi dell’Unità di Ricerca del DIDA, hanno posto alla base della Osservazione, la necessità in primis di valutare con la massima attenzione le ricadute e l’impatto che si potrebbe avere sul corpus edilizio patrimoniale della città, non prima di avere monitorato il progressivo degrado urbanistico nel quale sta scivolando il Centro Storico, sito UNESCO – Patrimonio Mondiale dell’Umanità (dal 1982).

Si legge in un comunicato del DIDA dell’Università di Firenze: “Pur prendendo atto che la ragione fondamentale della norma che si vuole introdurre è dovuta alla risoluzione del problema sollevato dalle sentenza della Cassazione, ravvisiamo che l’Amministrazione debba innanzi tutto fornire una risposta articolata e complessiva, non tanto ai soggetti interessati al cambiamento quanto piuttosto alla collettività, unica depositaria dei valori culturali, storico-architettonici e documentali della città, ovvero che occorra lavorare per trovare le più idonee soluzioni, partendo dall’esigenza irrinunciabile di trovare sempre le migliori condizioni operative. Gli osservanti, richiedono dunque una risposta fatta di strategie e non solo di norme, risultanti assai deboli nel dettato applicativo. Si tratta di requisiti sostanziali al fine di garantire il diritto costituzionale (art. 9) ‘alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico’.  E, in assenza di un’analisi puntuale del sistema urbano ed edilizio storico della città, l’unica possibilità è escludere la possibilità di un’applicazione indifferenziata della norma, specie per le parti che si considerano a maggior rischio, giudicando inopportuna e inutile la scelta di spostare il baricentro della classificazione dal restauro alla ristrutturazione, ancorché definita leggera, assoggettata a limitazione massima ammissibile”.

In pratica con questa ‘Osservazione’ viene chiesto all’amministrazione Comunale che: “Venga attuata un’attenta analisi preventiva del compendio urbano storico della città in tutti i suoi aspetti materici e ambientali, non solo  costruttivi e tipologici,  per garantire, insieme ad un’efficace salvaguardia dei valori culturali, quegli obiettivi strategici di funzionalità che si richiedono nei processi di rigenerazione del patrimonio edilizio”.

E, per realizzare i suddetti obiettivi viene proposto che: “Si proceda preventivamente da parte dell’Amministrazione comunale alla perimetrazione delle aree d’intervento, eventualmente da sottoporre a distinti piani attuativi”.

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