Internet festival, conferenza stampa lunedì 3 ottobre con i robot del Sant’Anna

FIRENZE - A tre giorni dall'inaugurazione della kermesse pisana, giunta alla quinta edizione e diventata oramai uno tra gli eventi europei più importanti sull'innovazione e la Rete, l'Internet Festival 2016 si presenta lunedì 3 ottobre alle ore 13 a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.

 

Interverranno l'assessore ai sistemi informativi e alla partecipazione della Regione Toscana, Vittorio Bugli, l'assessore alla mobilità urbana del comune di Pisa Giuseppe Forti, il direttore di IIT-Cnr Domenico Laforenza, Gianluigi Ferrari per l'università di Pisa e il direttore dell'Internet Festival Claudio Giua.

 

Durante la conferenza stampa saranno illustrate in anteprima alcune realtà tra i protagonisti dei quattro giorni pisani. La Scuola Sant'Anna presenterà per la prima volta in pubblico i robot indossabili della prima palestra mondiale che nascerà a Pisa per aiutare i pazienti colpiti da ictus a riabilitare in modo più efficace e con esercizi su misura gli arti superiori. Si tratta del progetto Ronda e a rappresentare il gruppo di ricerca saranno Silvestro Micera e Antonio Frisoli.

Si parlerà di immigrati, convivenza e in particolare di odio in rete, con Alessia Giannoni della onlus Cospe, associazione impegnata per lo sviluppo equo e sostenibile e il rispetto dei diritti umani nel mondo, che presenterà i punti più importanti dello europeo #SilenceHate condotto in Italia, Germania, Belgio e Repubblica Ceca. Francesco Bernabei, produttore digitale, parlerà di Gomorra 360, progetto nato a Firenze in collaborazione con Sky e Caattleya: un'esperienza di realtà virtuale nei luoghi più suggestivi in cui è stata ambientata la seconda serie di Gomorra. L'ultimo ospite è Enrico Dini, fondatore di D-Shape, che racconterà come le sue stampanti 3D prodotte in Toscana, già famose per aver ricostruito la barriera corallina, abbiamo contribuito al progetto di ricostruzione dei monumenti del sito archeologico di Palmira, distrutti dall'Isis.

 

La Regione Toscana promuove l'Internet Festival fin dal suo esordio, assieme a Comune di Pisa, Registro.it, istituto di informatica telematica del Cnr, Università di Pisa, Scuola superiore Sant'Anna, Scuola Normale, Camera di Commercio, Provincia e associazione Festival della Scienza.

 

E’ online Accènti, il nuovo blog di storytelling di Giovanisì

FIRENZE - Una nuova veste grafica e tante sezioni in più da consultare. Da oggi è online la nuova versione di Accènti (http://accenti.giovanisi.it/), il blog che raccoglie le storie di  giovani che hanno usufruito delle opportunità promosse da Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l'autonomia dei giovani.

"Quando ho realizzato di essere assegnataria del voucher di alta formazione all'estero ho pianto e gridato tutta la gioia possibile: una vocazione poteva liberarsi dall'impossibile e il complicato e avere un'occasione", racconta Giorgia.

"Senti la gioia vera e hai la certezza di fare  la cosa giusta", scrive Chiara per raccontare la sua esperienza di Servizio civile.

"Il tuo capo è la natura, i tuoi attrezzi sono le mani e le tue pause caffè sono i silenzi": lo dice Fabio, che ha beneficiato del bando per giovani imprenditori agricoli.

"Ricordatevi una cosa: il difficile è iniziare, ok. Ma dopodiché, vietato fermarsi!", scrive Melissa, per raccontare la sua esperienza di tirocinio.

Sono solo alcune delle testimonianze che Accènti raccoglie: nel blog i giovani raccontano in prima persona le esperienze vissute durante il servizio civile regionale o nei mesi del tirocinio, le  competenze acquisite nel periodo di studi all'estero, il progetto musicale o l'attività d'impresa avviata, cioè le opportunità offerte da Giovanisì a migliaia di giovani toscani (tirocini, casa, servizio civile, fare impresa, lavoro, studio e formazione, Giovanisì+).

Per dare voce a queste esperienze, Accènti ha scelto negli anni varie forme: un blog, un libro, dei video e degli eventi. Tutto è iniziato nel 2013, quando Accènti è nato con la supervisione artistica di un testimonial di eccezione, Niccolò Fabi. La sua creatività ha guidato e accompagnato la realizzazione del libro (qui la sua prefazione) e gli eventi di presentazione del percorso di storytelling che hanno attraversato la Toscana.

Ma Accènti non ha smesso di esplorare, e presto ci saranno altre novità. Canali nuovi e diversi, come le storie dei giovani che hanno deciso di raccontarsi: a dimostrazione che dietro i bandi e le misure di Giovanisì c'è il vissuto della persona che decide di cogliere quell'opportunità. E di trasformarla nella sua storia.

 

Criminalità e sicurezza in Italia, cicli e anticicli: meno omicidi e scippi, più furti e lesioni

FIRENZE – Ci sono reati che crescono e altri in diminuzione in Italia. Lo racconta il Fisu, ovvero il Forum italiano per la sicurezza urbana, associazione che riunisce più di quaranta soci tra Comuni e Regioni e a cui anche la Toscana dal 2000 aderisce. Omicidi e scippi, ad esempio, sono in calo, mentre in crescita appaiono le lesioni personali dolose (il picco si è registrato nel 2012, il doppio che nel 1955 e cinque volte di più che nel 1985). In aumento sono anche le denunce di violenze sessuali. Altri crimini seguono invece cicli fluttuanti: i furti in appartamento, con picco alla fine degli anni Novanta, calo successivo e ripresa dopo il 2008, ma anche borseggi, rapine e furti nei negozi. Quel che appare chiaro è che il declino della criminalità, come fenomeno persistente, diffuso e duraturo, non è avvenuto in Italia.

Il rapporto del Fisu è stato una delle delle due relazioni al centro del seminario che si è svolto stamani a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze: un'analisi ampia su fonti non comunemente analizzate, un'analisi con lo sguardo all'indietro lungo, che parte dagli anni Cinquanta, raffronta l'Italia con altri paesi per poi sintetizzare in una mappa, per il biennio 2012-2013 e come media dal 2007 al 2013, lo 'stato di salute' provincia per provincia, considerando reati predatori e reati violenti, ovvero sia furti, borseggi, scippi e rapine sia omicidi, lesioni e percosse e violenze sessuali. Con una considerazione di fondo: al di là delle 'specializzazioni' per provenienza prevale alla fine la demografia sulla componente etnica, par contare più l'età rispetto ad altre variabili e alla componente demografica (e al rilancio ad esempio di politiche giovanili e di prevenzione) gli autori della ricerca invitano a prestare attenzione per contrastare la criminalità, assieme ad azioni mirate – per quanto riguarda le vittime – legate ai diversi stili di vita.

Dai furti alle violenze: chi li commette e chi li subisce
Ma ecco i dati, quelli presentati stamani. Si comincia con i furti. Quelli denunciati nel centro-nord sono una volta e mezzo in più di quelli del sud e delle isole, più comuni nelle grandi metropoli che nei piccoli paesi. Tra le vittime non c'è differenza di genere fino a 24 anni (al sud il divario si manifesta un po' prima), ma poi la situazione cambia e i più esposti – o comunque i più tra chi li denuncia - diventano al crescere dell'età i maschi. Anche gli autori dei furti sono più uomini che donne, con qualche eccezione: al centro-nord e soprattutto tra i giovani le donne 'criminali' sono infatti tre volte di più che al Sud e nelle isole. Al centro-nord gli autori dei furti sono soprattutto giovani e più spesso stranieri, al sud più frequentemente giovani e adulti italiani.

Dal 2007 al 2013 sono stati denunciati in media in Italia 137.508 borseggi l'anno, di cui solo 16 mila al Sud e nelle isole. Il che non significa che ce ne siano stati in assoluti di meno: influisce non poco in questo caso la propensione alla denuncia, più alta al nord. Gli scippi rimangono diffusi al sud e nelle isole, più numerosi nelle metropoli, e le vittime sono per lo più donne: ogni 18 maschi che li hanno subiti ci sono infatti 48 donne vittime al centro-nord e 60 al sud. Gli autori sono quasi esclusivamente maschi giovani e giovanissimi, più italiani che stranieri. Per quanto riguarda le rapine, quelle contro le persone prevalgono al sud e nelle isole, quelle in abitazione (vittime più frequenti gli anziani) al centro-nord, come anche quelle in banca dove gli autori sono per lo più italiani, mentre la proporzione si ribalta per i furti in casa.

Dal 2007 al 2013 ci sono stati anche, ogni anno, in media 600 omicidi. Che pure sono in calo, con tassi tra i più bassi in Europa. Tra le vittime prevalgono gli uomini (quasi il doppio al centro-nord nella fascia tra 18 e 24 anni, divario ancora più ampio al sud) e uomini sono per lo più anche chi gli omicidi li commette, soprattutto tra i giovani. Prevalgono gli italiani: nel centro-nord sono però numerosi anche gli stranieri, sia tra le vittime e sia tra i carnefici.

Anche per lesioni e percosse i maschi sono le vittime più comuni, il numero delle femmine è comunque elevato. Gli autori, di nuovo, sono prevalentemente giovani e maschi, italiani sette su dieci con una percentuale pressoché identica tra chi le subisce.

Il rapporto si chiude con le violenze sessuali: 4.753 denunce di media ogni anno registrate tra il 2007 e il 2013, la maggioranza (3.428) al centro-nord dove gli autori sono soprattutto giovanissimi e giovani, mentre al Sud non mancano anche gli adulti. Le donne sono in questo caso la maggioranza tra le vittime: solo tra i giovanissimi ci sono otto maschi che subiscono violenza ogni 100 mila abitanti, che certo non è una percentuale irrisoria, ma sono ben settanta donne. Su cento denunce di violenza sessuale, sessanta indicano un autore italiano e quasi quaranta uno straniero. Le vittime sono per il 68 per cento italiane e per il 31,4 per cento straniere.       

Criminalità: reati in calo, i toscani denunciano di più e si sentono più sicuri

FIRENZE – Crimini e sicurezza: se ne è parlato stamani nel corso di un seminario a Palazzo Strozzi Sacrati promosso dalla Regione, con due report al centro dei lavori. Numeri e riflessioni. E a guardare i numeri, la Toscana parrebbe meno sicura di altre parti d'Italia: del sud ad esempio. Ma la conclusione rischia di essere azzardata. Il rapporto dell'Osservatorio sociale della Regione in effetti dice semplicemente che le denunce in Toscana sono più numerose che in molte altre parti, ma non è detto alla fine che i crimini siano in assoluto davvero di più. Non ovunque infatti c'è la stessa propensione a denunciare un reato subito e ce ne sono alcuni che non vengono scoperti.

 

Chiarito questo si può comunque dire che, in Italia come in Toscana, gli ultimi venticinque anni hanno visto una lenta ma progressiva diminuzione dei reati registrati: solo quelli contro il patrimonio, dagli anni Novanta, sono aumentati. I numeri sono quelli dei crimini denunciati dalle forze dell'ordine alla magistratura. Dopo il picco del 1991, la Toscana ha registrato tre momenti critici, con altrettanti picchi: il primo nella seconda metà degli anni Novanta, il secondo nel 2007 e l'ultimo, più di recente, nel 2012. Da allora i delitti denunciati in Toscana sono andati calando ogni anno.

 

Più crimini contro il patrimonio
Negli anni Novanta il tasso di delitti in Toscana è rimasto costantemente più basso della media italiana. Poi nel 2002 la situazione si è invertita e da allora la delittuosità della regione è risultata sempre superiore. Nel 2014 si sono contati 5.057 delitti ogni centomila abitanti (in Italia erano 4.627). Nel 2015 sono scesi a 4.884, che in numeri assoluti fanno 182.870 reati denunciati nel corso di tutto l'anno nella regione. La diffusione dei reati sembra seguire la stessa geografia dello sviluppo economico e sociale: più sviluppo corrisponde ad un maggior numero di reati. L'assioma vale in particolare per i reati contro il patrimonio, ovvero furti e rapine, borseggi o truffe, più numerosi dove i redditi sono più alti.

 

Meno omicidi
Il report racconta anche che in Toscana sono diminuiti gli omicidi, in calo nella regione come in tutta la penisola. Dal 1991 ad oggi il livello rispetto alla media italiana è sempre rimasto più basso: nel 2015 ne sono stati contati 18 (volontari) e 54 tentati. Sono invece più frequenti in Toscana che in Italia e costantemente in crescita nel tempo le lesioni dolose: 120,5 (sempre nel 2015) per centomila abitanti, quintuplicato rispetto agli anni Novanta. Ma questo può esser letto anche come un dato positivo, frutto dei soprusi subiti tra le mure domestiche che prima non venivano denunciati ed oggi invece sì. Il numero delle violenze sessuali è stabile: 284 ancora nel 2015.

 

Rispetto al 2014 meno furti
Checché se ne dica, pare essersi fermati negli ultimi anni anche la crescita dei furti: nel 2015 sono stati 2.783 per centomila abitanti (erano 2.908 l'anno prima). La Toscana pare comunque meno 'protetta' al riguardo a confronto con l'Italia nel suo complesso: la situazione si inverte per le rapine.

 

Firenze, Prato e Lucca le maggiori denunce
L'ultima curiosità riguarda le differenze tra i territori: il tasso di delitti si riduce passando dal nord al sud della Toscana. Le province con i valori più alti, sia pur con differenze e diverse incidenze nella tipologia di reati, sono Firenze, Prato e Lucca, seguono Livorno e Pisa. Un po' più indietro si piazzano Massa-Carrara e Pistoia. Le province più 'protette' sono Grosseto, Arezzo e Siena.

 

Ma le famiglie si sentono più sicure
C'è poi la percezione della sicurezza e del rischio criminalità, che è qualcosa di soggettivo non per forza proporzionalmente legato al numero di reati denunciati. Da questo punto di vista la percezione delle famiglie toscane nella zona in cui vivono è in miglioramento. Nel 2014 un quarto (il 23,6%) avverte molto o abbastanza disagio rispetto al rischio di criminalità: un dato più basso rispetto alla media italiana, che sale al 30 per cento.

 

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Lotta alla criminalità: Bugli annuncia progetti speciali per le città toscane

FIRENZE – Una serie di progetti speciali e sperimentali per accrescere la sicurezza in alcune delle realtà toscane più a rischio. E' quanto ha annunciato stamani l'assessore regionale alle politiche per la sicurezza dei cittadini e la cultura della legalità, Vittorio Bugli, nel corso di un convegno organizzato a Firenze dalla Regione Toscana presso la sede della presidenza e dedicato a "Criminalità e sicurezza in Italia e in Toscana". La Giunta regionale pensa di destinare a questo scopo circa 500.000 euro.

 

"Anche se non abbiamo competenze dirette in materia di sicurezza – ha detto Bugli – intendiamo concentrare le risorse in alcune situazioni campione dando priorità a chi presenta maggiori problemi e diversificando gli interventi. Ecco quindi che a Prato interverremo nell'area della stazione del Serraglio, a Pisa in quella della stazione centrale, a Livorno nei quartieri più a rischio e a Firenze sulla movida, così da testare l'efficacia dei progetti, per poi replicarli in altre realtà".

Queste ulteriori risorse si aggiungeranno al milione di euro che la Regione ha recentemente messo a disposizione degli enti locali per l'acquisto di sistemi di videosorveglianza ed informatici per segnalare in tempo reale reati, situazioni di pericolo o di degrado.

 

"In entrambi i casi – aggiunge Vittorio Bugli - partiamo dall'analisi dei fenomeni, per dare il via ai primi interventi, così come pensiamo di stilare linee guida regionali in materia di sicurezza, rivolte ai Comuni. Il nostro intento però non è solo volto alla repressione o alla difesa: la sicurezza la si raggiunge non rimanendo chiusi in casa, ma scendendo in strada, per rendere i quartieri più vissuti e pieni di attività. Per questo favoriremo sia la riapertura dei locali chiusi, sia l'avvio di nuove attività".

Una nuova modalità di approccio ai temi della sicurezza che il sindaco di Prato e presidente dell'Anci Toscana, Matteo Biffoni, nel suo intervento di saluto ha detto di condividere, aggiungendo che gli enti locali cercheranno di reperire ulteriori risorse da destinare a questo scopo.

 

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