Firenze, consegnati i cani guida ai non vedenti. Nell’ultima newsletter Toscana sociale

FIRENZE - Firenze, consegnati i cani guida ai non vedenti. L'assessore regionale alle politiche sociali, Stefania Saccardi, ha donato ai ciechi i cani che sono cresciuti grazie al lavoro della Scuola cani guida di Scandicci.

Lavoro, in Toscana protocollo per l'inserimento delle persone svantaggiate. L‘intesa conferma e rinnova un percorso già avviato nel 2010 con l'obiettivo di tutelare l'inclusione sociale dei soggetti svantaggiati. Ha una durata di 5 anni rinnovabili.

Toscana, 170 mila euro per promuovere la cittadinanza attiva tra i giovani. La Regione fa proprio il progetto elaborato dal Crescit che raggruppa i principali enti appartenenti all'Albo nazionale del servizio civile.

"Mangiamo quello che costa meno". Così i giovani scelgono il cibo. Indagine in occasione del Millennials Lab su 1.052 giovani tra i 16 e i 25 anni. Il prezzo è il fattore che incide di più nella scelta dei cibi, con il 91% degli intervistati che lo indica come molto o abbastanza importante.

Sono alcune news dell'ultima newsletter Toscana sociale, curata dalla redazione del Redattore Sociale per conto di Toscana Notizie.

La newsletter Speciale Toscana ha cadenza settimanale ed è consultabile da qui. Per contattare la redazione o farsi spedire la newsletter basta inviare una email a toscana@redattoresociale.it oppure telefonare al 800401301.

Nel 1992 l’attentato a Falcone e Borsellino. Bugli: “Facciamo dei beni confiscati uno strumento di riscatto”

FIRENZE -  Venticinque anni fa, il 23 maggio, la strage di Capaci, in cui assieme alla moglie e ai tre agenti di scorta morì il giudice Giovanni Falcone.  Due mesi dopo, il 19 luglio, l'assassinio con un'altra bomba del collega Paolo Borsellino.  Ventiquattro anno fa, sempre alla fine di maggio,  la strage dei Georgofili a Firenze.  E l'Italia si ferma a ricordare.

Il maxi-processo che si concluse nel 1987 con diciannove ergastoli e 2.665 anni di carcere fu la prima sconfitta della mafia. E quando il 30 gennaio 1992 la Corte di Cassazione  confermò la pena e sopratutto l'impianto di quel processo, la risposta furono quelle stragi.

"Sarebbe lungo l'elenco dei servitori dello Stato che hanno sacrificato la loro vita per combattere la mafia" sottolinea l'assessore Vittorio Bugli, che stamani, nell'anniversario della strage di Capaci, ha partecipato di buon mattina alla diretta di Rai Tre Toscana "Buongiorno Regione" per parlare di legalità  e poi nel pomeriggio è intervenuto in Consiglio regionale. "Celebrare però questa giornata - si sofferma - non significa solo ricordare questi servitori dello Stato, il loro lavoro e onorarne la memoria. Significa anche ribadire il primato dello sforzo per affermare la legalità. Un no alla mafia che serve anche a sottolineare l'attualità della lotta alla mafia". Che oggi si manifesta in modo diverso, ma continua ad esistere. 

392 beni confiscati: ancora pochi destinati
Lo dicono i sequestri e le confische di beni e aziende, anche in Toscana: 348 immobili e 44 aziende. E proprio sui beni confiscati si sofferma nel suo intervento in Consiglio regionale l'assessore.

"Solo 52 immobili e due aziende sono già destinati, gli altri aspettano e sono in gestione presso l'agenzia nazionale istituita nel 2010 – ricorda Bugli  -. C'è una legge, approvata nel 1996 a seguito di una petizione popolare, che consente l'uso per finalità sociali di questi beni. Segue ad un'altra legge altrettanto importante, del 1982, che aveva introdotto lo strumento della confisca. In questo modo si sono potute colpire al cuore le associazioni criminali. Ma l'attuale sistema mostra una serie di limiti piuttosto evidenti". E' in difficoltà l'agenzia nazionale, per mancanze di risorse e personale. Sono in difficoltà i comuni più piccoli.

Con il nuovo codice procedure più veloci
E allora? "Ci affidiamo al nuovo direttore dell'agenzia, il prefetto Sodano, per velocizzare le pratiche. E' anche essenziale – sottolinea l'assessore Bugli  – approvare velocemente il nuovo codice antimafia, che la Camera ha già licenziato ad ottobre del 2015 ed ora è in discussione in Senato". La nuova normativa permetterebbe infatti di rendere più efficace e tempestiva l'adozione di misure di prevenzione patrimoniale, di sequestro e di confisca ed anche l'assegnazione in via provvisoria dei beni confiscati, oltre alla riorganizzazione dell'agenzia nazionale e l'istituzione di tavoli provinciali permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate.  

Aiuterebbe, ad esempio,  anche il trasferimento della fattoria di Suvignano nei comuni di Monteroni d'Arbia e Murlo in provincia di Siena, tra i beni di maggior pregio tra quelli sequestrati in Toscana alla criminalità organizzata. Una questione da anni aperta, su cui la Regione ha firmato nel 2016 un protocollo d'intesa con il ministero delle politiche agricole per accelerare il passaggio alle amministrazioni locali e lo sviluppo poi di un progetto di sviluppo.

Affermare la cultura della legalità
"Vendere i beni confiscati – si sofferma l'assessore – dovrebbe essere solo un'ipotesi residuale e fortemente controllata. Un principio va ribadito con forza: i beni confiscati rappresentano una risorsa e la priorità resta il loro utilizzo per finalità di carattere sociale, come strumento di riscatto e per affermare in modo credibile e concreto la presenza dello Stato".  Lotta dunque all'illegalità, ma anche affermazione della cultura della legalità, che è fatta di memoria e di iniziative nelle scuole e che si costruisce anche attraverso i giovani che d'estate lavorano le terre confiscate alla mafia: tutte azioni su cui, assieme ad associazioni come Libera, Arci o la Fondazione Caponnetto, la Regione Toscana ha fortemente investito in questi anni. Lo ha fatto a partire dalla creazione nel 1994 di un centro di documentazione "Cultura per la legalità democratica", che tuttora è una struttura praticamente unica dalle Alpi alla Sicilia: un archivio sui misteri e i poteri occulti, le stragi, l'eversione, la mafia pure e la criminalità organizzata aperto a studiosi, curiosi ed addetti ai lavori, ma che lavora (tanto) anche con le scuole e con i giovani. Una 'casa della memoria' all'ultimo piano di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, con seimila libri, 871 volumi delle Commissioni parlamentari d'inchiesta, 161 tesi di laurea, 55 periodici, 237 film, documentari e audiovisivi, novemila documenti e 339 sentenze penali, quattro fondi d'archivio, banche dati e cataloghi informatizzati, dalle Brigate Rosse all'attentato Moro fino alla P2 di Licio Gelli.

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Intesa Regione-File, Saccardi: “Migliorare l’assistenza nell’ultima fase di vita per garantire più dignità”

FIRENZE - "Sostenere percorsi assistenziali di qualità per le persone malate fino alla fine della vita è uno degli obiettivi che la Regione Toscana si è data e che stiamo perseguendo nella convinzione che il miglioramento della qualità dell'assistenza sanitaria in una fase così delicata sia decisivo per una sanità pubblica che garantisca realmente diritti e dignità della persona. In questo percorso, che ha recepito gli accordi Stato-Regioni in materia di lotta al dolore, cure palliative e progetto "Ospedale-territorio senza dolore" si inserisce l'intesa con la Fondazione italiana di leniterapia (File) di cui abbiamo appena approvato i punti chiave  per il miglioramento del processo e degli strumenti di assistenza nella rete regionale delle cure palliative".

Lo ha affermato l'assessore a diritto alla salute, sociale e sport Stefania Saccardi, sottolineando "il contributo dato dalla Fondazione – che domani festeggia in Palazzo Vecchio i suoi primi 15 anni di attività - alla diffusione della cultura delle cure palliative e all'assistenza offerta alla persona nel difficile percorso della malattia e fino alla fine della vita. Alla base dell'intesa c'è la condivisione dei principi e delle finalità delle cure palliative, nonché degli standard di qualità previsti, base fondamentale delle attività di assistenza, formazione e sensibilizzazione svolte dal terzo settore a integrazione dei servizi pubblici e a tutto beneficio delle persone malate, dei loro familiari e di coloro che se ne prendono cura". 

File, "partner importante per la Regione", come afferma l'assessore Saccardi, è un ente no profit che opera dal 2002 nell'ambito delle cure palliative a Firenze e a Prato, sia autonomamente che a sostegno e in convenzione con la Asl Toscana Centro. L'ente svolge attività di assistenza ai malati gravi e di sostegno alle famiglie, un sostegno gratuito che comprende assistenza medica, infermieristica, fisioterapica e psicologica specialistica, sia a domicilio che in RSA e attualmente negli Hospice di Firenze (Convento delle Oblate, San Felice a Ema, San Giovanni di Dio) e di Prato (Fiore di Primavera). Garantisce la inoltre la presenza dei suoi medici esperti in cure palliative all'interno degli ospedali e dei day hospital oncologici dell'Asl Toscana Centro per assicurare la continuità assistenziale e la presa in carico precoce dei pazienti ancora in cure attive ma senza possibilità di guarigione.

Il protocollo con File, coerente con gli obiettivi e la strategia regionale in questo settore, si colloca peraltro nel più ampio quadro di strutturazione della rete regionale delle cure palliative e potenziamento dell'assistenza domiciliare.

"Un altro aspetto portante - ha detto ancora Saccardi - su cui fa leva il protocollo è il fatto che la Fondazione svolge, oltre a progetti speciali e in ambiti territoriali peculiari, una rilevante attività di formazione e aggiornamento del personale sanitario e degli operatori delle RSA, e sostiene iniziative finalizzate alla conoscenza e alla diffusione delle cure palliative, al supporto umano e psicologico ai care givers anche attraverso gruppi di auto e mutuo aiuto per il sostegno al lutto. E anche questo coincide con con l'investimento che la Regione sta facendo sulla formazione del personale che opera nella rete dei servizi per le cure palliative o che intende dedicarsi a questo tipo di cure".