Mediterraneo Downtown, tutto pronto. Il 26 aprile alle 13 conferenza stampa

FIRENZE - Settanta ospiti internazionali, cento volontari, trentacinque ore di programmazione tra talk show, incontri, presentazioni di libri e spettacoli: è tutto pronto per la prima edizione di "Mediterraneo Downtown", www.mediterraneodowntown.it,  il primo festival interamente dedicato alla scena contemporanea dell'area mediterranea che si terrà a Prato dal 5 al 7 maggio 2017 dopo l'assaggio dell'anteprima che c'è stata lo scorso novembre.

Governare l'immigrazione è questione di intelligenza. Il finale di novembre

Il festival, organizzato da Cospe e promosso da Regione Toscana e Comune di Prato assieme a Livera, Amnesty international e Legambiente, sarà presentato dai promotori e da alcuni dei partner della manifestazione mercoledì 26 aprile alle ore 13 a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo 10 a Firenze, sede della presidenza della Regione.

Interverranno Vittorio Bugli, assessore alla presidenza e all'immigrazione della Regione Toscana, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il direttore del festival Fabio Laurenzi, il presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza, Giulia Bartolini e don Andrea Bigalli  di Libera Toscana e un rappresentante di Fondazione Finanza Etica, il direttore artistico del concerto "Di Me di Terra Nostra" Francesco Magnelli e l'artista Silvio Palladino tra i protagonisti del progetto "Panillion". Con un messaggio sarà presente anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

25 aprile, Rossi sarà a Milano: “Non dimentichiamo chi ha combattuto e combatte per la libertà”

FIRENZE - "Domani sarò a Milano per coloro che combatterono e morirono per la nostra libertà. Non dobbiamo mai dimenticarli".

Lo sottolinea il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi annunciando la propria partecipazione alla manifestazione nazionale del 25 aprile a Milano che, come di consueto, prenderà il via alle 14 da corso Venezia e si concluderà in piazza del Duomo. Interverrano, tra gli altri, il presidente nazionale dell'Anpi, l'associazione dei partigiani, il vicepresidente dell'Aned, l'associazione degli ex deportati, e il presidente del Senato.

"La democrazia – prosegue Rossi – è una conquista che va difesa tutti i giorni. Oggi dobbiamo vigilare e rispondere di fronte al riemergere del razzismo, della xenofobia e dell'antisemitismo. Il progetto europeo, nato innanzitutto per portare la pace in un continente dilaniato dalla guerra, è fortemente minacciato dalla costruzione di nuovi muri e dal dilagare dei nazionalismi".

"La memoria – aggiunge il presidente – è una materia viva: quegli ideali di libertà, pace e giustizia sociale, che animarono la Resistenza e la lotta di Liberazione, sono oggi incarnati da una nuova generazione che si batte quotidianamente per un mondo migliore. Penso a Gabriele Del Grande che si è impegnato a dare voce a chi non ce l'ha, liberato stamani e che era stato fermato in Turchia da un regime che ha ormai tratti fortemente autoritari. Penso a Giulio Regeni che si occupava di diritti dei lavoratori in Egitto e che per questo è stato torturato e assassinato. E penso a tutti quei giovani, italiani ed europei, che guardano al mondo e che credono che la lotta per una società più giusta sia motivo di forte impegno per la loro vita. A queste persone, oggi, dobbiamo dare il nostro sostegno".

Del Grande libero, già in Italia. Rossi: “Lieto fine a cui ha contribuito la mobilitazione di tutti”

FIRENZE - "Una bellissima notizia". Commenta così il presidente della Toscana Enrico Rossi l'annuncio della liberazione di Gabriele Del Grande , il giovane trentaquattrenne giornalista, documentarista e  blogger di Lucca che era stato arrestato in Turchia il 9 aprile scorso. La svolta c'è stata nella notte: la notizia l'ha data di prima mattina il governo e poco prima delle undici Gabriele è atterrato a Bologna.

"Penso che in questa vicenda drammatica ma a lieto fine abbia molto contribuito la mobilitazione da parte di tutti nel Paese, che con insistenza hanno chiesto la liberazione di Del Grande - dice Rossi, che nei giorni scorsi si era tenuto in contatto i familiari, con i genitori e la sorella, aveva partecipato alla manifestazione di Lucca ed aveva offerto il suo aiuto - Naturalmente ha fatto la sua parte la Repubblica, a partire dal presidente, il governo e il corpo diplomatico". I quali hanno lavorato nel riserbo e silenzio in tutti questi giorni.

"Questa storia – sottolinea Rossi – mette in risalto l'impegno di un giovane che, a rischio della propria libertà e forse anche di più, si impegna per dare voce a chi quella libertà non ce l'ha, che fugge dalla guerra e dalle catastrofi. E questo è un impegno che non deve diminuire ma accrescersi". 

"La globalizzazione – conclude il presidente della Toscana – ha messo in campo una generazione di  ragazzi e ragazze impegnati fuori dall'Italia in situazioni difficili. Sono Gabriele (Del Grande) , Giulio (Regeni) e tanti altri, accomunati dal vivere e sentire il problema dei diritti umani in una dimensione mondiale: una generazione che dobbiamo aiutare nelle loro battaglie, stando al loro fianco".    

Mediterraneo Downtown, tutto pronto. Il 26 aprile conferenza stampa

FIRENZE - Settanta ospiti internazionali, cento volontari, trentacinque ore di programmazione tra talk show, incontri, presentazioni di libri e spettacoli: è tutto pronto per la prima edizione di "Mediterraneo Downtown", www.mediterraneodowntown.it,  il primo festival interamente dedicato alla scena contemporanea dell'area mediterranea che si terrà a Prato dal 5 al 7 maggio 2017 dopo l'assaggio dell'anteprima che c'è stata lo scorso novembre.

Governare l'immigrazione è questione di intelligenza. Il finale di novembre

Il festival, organizzato da Cospe e promosso da Regione Toscana e Comune di Prato assieme a Livera, Amnesty international e Legambiente, sarà presentato dai promotori e da alcuni dei partner della manifestazione mercoledì 26 aprile alle ore 13 a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo 10 a Firenze, sede della presidenza della Regione.

Interverranno Vittorio Bugli, assessore alla presidenza e all'immigrazione della Regione Toscana, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il direttore del festival Fabio Laurenzi, il presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza, Giulia Bartolini e don Andrea Bigalli  di Libera Toscana e un rappresentante di Fondazione Finanza Etica, il direttore artistico del concerto "Di Me di Terra Nostra" Francesco Magnelli e l'artista Silvio Palladino tra i protagonisti del progetto "Panillion". Con un messaggio sarà presente anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Il ricordo di Chelazzi e delle stragi del 1992 e 1993. Bugli: “Grande cuore e innovatore”

FIRENZE - Sette fatti di strage in appena undici mesi. Accadeva tra il 1992 e il 1993 e il 2 luglio 2002 Gabriele Chelazzi, insieme all'allora procuratore nazionale Piero Luigi Vigna, ricordava alla Commissione parlamentare l'anomalia di quelle stragi terroristiche. L'audizione fu rimandata e i due magistrati non furono mai più chiamati a deporre, con grande sconforto di Chelazzi che nove mesi più tardi, a 59 anni, morì a seguito di un infarto.

"Quella di Chelazzi è una lezione non solo di dedizione ma anche di grande professionalità e umanità. Gabriele Chelazzi è stato uno dei grandi magistrati del Paese a cui l'Italia deve molto" sottolinea l'assessore alla legalità della Toscana Vittorio Bugli, intervenuto oggi alla cerimonia nell'aula bunker di Santa Verdiana in ricordo del pubblico ministero. Un appuntamento che si ripete ogni anno, dal 2003. C'erano anche i ragazzi delle scuole. "E questo è importante – commenta Bugli –, perché memoria e conoscenza sono essenziali nella lotta alla mafia e alla criminalità e da iniziative come queste, che sono il giusto tributo a persone come Chelazzi, che ha interpretato la professione con grande sentimento ma anche innovazione e capacità di stare sui fatti, può scaturire la curiosità per approfondire e provare a capire quelli anni difficili e importanti (e non ancora del tutto chiari) nella storia del nostro paese".

Chelazzi fu il pubblico ministero che coordinò le indagini sulle autobombe del '93-‘94: l'attentato a Maurizio Costanzo (a Roma), la strage di via dei Georgofili a Firenze e quelle di via Palestro a Milano e le due di Roma, a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio al Velabro, oltre ai falliti attentati allo stadio Olimpico nel gennaio 1994 e al pentito Salvatore Contorno nell'aprile di quello stesso anno. Fu grazie al suo lavoro , assieme a quello dei colleghi Vigna, Fleury, Nicolosi e Crini, che boss e gregari di Cosa Nostra sono stati condannati definitivamente quali mandanti ed esecutori di quella stagione di terrore. Fu il pubblico ministero che indagò sulla mafia ma anche sul terrorismo.

Nei mesi successivi al 2002, dopo il primo incontro con la Commissione antimafia, Chelazzi si appellò alle istituzioni locali e al mondo della ricerca almeno per ricostruire in termini storici l'intrigo di quella stagione di sangue, vista la difficoltà di arrivare a provare la verità giudiziaria. La Regione Toscana raccolse la sollecitazione organizzando per il decennale della strage, il 26-27 maggio 2003, un importante convegno sul tema in cui furono coinvolti i massimi esperti del mondo della magistratura e accademico a livello nazionale. Il pubblico ministero morì un mese prima, ma quell'appuntamento annuale, affinchè il velo su quello che è accaduto non si richiuda, prosegue: ogni volta con un tema e una sfaccettatura diversa.

"La lotta contro l'illegalità si fa in tribunale – dice Bugli – ma la cultura della legalità si costruisce nella vita di tutti i giorni, tramandando determinati valori e le conquiste ottenute. Per questo è importante non dimenticare: parlandone sempre e ad alta voce".

E' quello che contribuisce a fare la "casa della memoria" che è il Centro di documentazione e legalità democratica che si trova all'ultimo piano di Palazzo Strozzi Sacrati, affacciato su piazza Duomo a Firenze: un archivio della Regione sui misteri e i poteri occulti, le stragi, l'eversione, la mafia e la criminalità organizzata in Italia, con le pareti tappezzate di manifesti che ricordano le tante iniziative organizzate, tesi e libri sulle Brigate Rosse, i 130 i volumi della commissione parlamentare sull'attentato Moro ed altri sulla P2, la loggia massonica di Licio Gelli. Uno spazio frequentato anche dalle scuole. "Venite a trovarci – dice Bugli ai ragazzi – le porte sono aperte".