“Med Net” a S. Rossore, Rossi: “L’Europa deve guardare ai giovani e al sud”

SAN ROSSORE (PI) - "Il nostro obiettivo è di offrire ogni anno ai giovani degli Stati del Mediterraneo il parco di San Rossore perchè possano dialogare e scambiarsi esperienze. Abbiamo bisogno di un'Europa che guardi di più a sud. Abbiamo tutto l'interesse a farne un mare di pace, cooperazione e sviluppo che bandisca i fondamentalismi. In questo i giovani possono giocare un ruolo fondamentale e noi vogliamo dare un contributo nella giusta direzione".
 
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha spiegato così la nascita del primo meeting di San Rossore-Giovani che ha preso avvio questa mattina nella splendida cornice del parco. Il saluto di Rossi è andato ai 120 giovani provenienti da 11 Paesi del Mediterraneo, un gruppo composto da membri di associazioni giovanili, organizzazioni non governative e amministratori di età compresa tra i 18 e i 35 anni.
 
Nel suo saluto Rossi ha detto che occorre avere un'idea del futuro. "La nostra – ha precisato – è che dobbiamo fare del Mediterraneo un luogo di crescita e di scambio, superando divisioni e conflitti a partire dalle morti nel Canale di Sicilia che per decenni rappresenteranno per noi una
vergogna. Mettiamo a disposizione dei giovani una piattaforma informatica su cui dialogare perchè avete il diritto di far sentire la vostra voce e le istituzioni devono ascoltarvi".
 
Secondo il presidente i giovani hanno la possibilità di contare soprattutto laddove ci sono forze democratiche e per questo la Regione Toscana ha inteso dare avvio a questo appuntamento che vuole rendere un appuntamento stabile.
 
"I semi che gettiamo stamani – ha concluso Enrico Rossi rivolgendosi ai giovani presenti – ma soprattutto quelli che avete gettato e che getterete voi giovani possono crescere e dare i loro frutti grazie soprattutto alla vostra determinazione".

Domani a San Rossore i giovani del Mediterraneo fanno rete

FIRENZE – Si chiama "Med net" ed è una rete per l'inclusione dei giovani dei Paesi del Mediterraneo, ovvero una due giorni domani martedì 23 settembre si tiene a Pisa nel Parco di San Rossore, organizzata dalla Regione Toscana nell'ambito del semestre di presidenza italiana dell'unione Europea. Per la prima volta giovani provenienti dalla Palestina, dalla Francia, dalla Spagna, dal Portogallo, dal Marocco, dalla Tunisia, dall'Egitto, dal Libano si riniranno insieme alla ricerca di un dialogo comune.

L'idea è quella che per per promuovere il dialogo tra i giovani è necessario partire dal coinvolgimento della società civile e, in particolare, delle associazioni giovanili, degli enti locali, dei gruppi informali e delle ONG che da sempre rappresentano il settore della popolazione più aperto al cambiamento e in grado di stimolare il rinnovamento di un'intera società.

L'iniziativa comincia domani alle 9.00 con una tavola rotonda dal titolo "L'inclusione dei giovani per un nuovo Mediterraneo". Coordinata dal giornalista Umberto De Giovannangeli, sarà introdotta  dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Interverranno Vera Baboun, sindaco di Betlemme; Patrick Allemand, vice presidente della Regione Paca; Islam Mohamed, responsabile comunicazione della Fondazione Anna Lindh; Maher Bouzzi, sindaco di Kasserine (Tunisia) ; Giuseppe Cassini, vicepresidente dell'UNRWA; Amara Ben Romdhane, direttore del Social Development & Empowerment Center di Hammamet.

Nel pomeriggio di domani e nella mattinata di mercoledì spazio ai numerosi gruppi di lavoro prima della presentazione dei loro elaborati prevista per il pomeriggio e delle conclusioni, affidate alla vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi.

Partecipazione, su Open Toscana si parte con ventuno progetti

FIRENZE - La macchina della partecipazione toscana si rimette in moto. Dopo l'insediamento nei mesi scorsi delle nuova autorità regionale per la partecipazione, riprendono i processi partecipativi. Sono ventuno quelli già autorizzati e si concluderanno, come prevede la legge, entro sei mesi dal loro inizio. Casi classici ma anche esperienze innovative e poco consuete: consultazioni richieste da enti e scuole, ma anche associazioni e gruppi di cittadini. Ce n'è un po' per tutti i gusti e ogni processo avrà una sua 'stanza' accessibile da queste pagine: un fatto di praticità (un unico luogo di accesso) ma anche di risparmio, perché consentirà di spendere soldi per attivare di volta in volta un sito dedicato.
 
Qualche esempio? Ci sono casi di budget partecipativo: enti che mettono a disposizione una detta del proprio bilancio e chiedono ai cittadini come li vogliono impiegare. Ci sono esempi di scienze di partecipazione: un gruppo di cittadini chiede di discutere dell'installazione di una colonnina che rileva l'inquinamento a gestione comune. E poi ancora la scrittura partecipativa del regolamento edilizio, che dà forma al piano strutturale e al futuro urbanistico di una determinata area, il porto di Livorno, parchi agricoli, nuove scuole da progettare, piani di protezione civile, piani del traffico e anche una discussione aperta su un cimitero interreligioso, occasione di confronto e integrazione tra etnie e culture diverse. Casi diversi e per ciascuno una modalità di partecipazione da definire di volta in volta.
 

Open Toscana, a cosa serve

FIRENZE - Open Toscana è una multipiattaforma a più facce: uno spazio con più spazi al suo interno e, come dicono gli addetti ai lavori, interamente 'responsive', ovvero pienamente accessibile non solo dai pc ma anche da tablet e cellulari, capace di adattarsi automaticamente ai vari dispositivi. Servizi on line, dati aperti e partecipazione sono i tre bottoni già attivi. App, cloud e start up si aggiungeranno nelle prossime settimane. "Un ambiente sviluppato quasi interamente con dipendenti della Regione, dove lavora gente brava che basta motivare, e pochi apporti dall'esterno" sottolinea Bugli.
 
Da Open Toscana da subito si potrà così pagare il bollo auto e le tasse regionali di chi pesca e caccia. Con pochi click si potrà accedere al proprio fascicolo pagamenti e capire se si hanno debiti con la pubblica amministrazione non solo regionale. Si potrà consultare il proprio fascicolo sanitario, pagare il ticket. E poi ancora una porta aperta su musei, biblioteche, garanzia Giovani, il portale della fatturazione elettronica per le imprese, appalti, Durc, Suap. Il tutto in maniera semplice e sicura, mentre altri servizi si aggiungeranno nel tempo.
 
Da Open Toscana si potrà accedere agli open data toscani: statistiche, numeri e informazioni sulla Regione e il suo territorio, liberamente fruibili.
 
Open Toscana diventa infine la casa della partecipazione. "La Toscana non è nuova a laboratori partecipativi avanzati" ha ricordato stamani Ilaria Casillo, esperta e membro dell'Autorità per la partecipazione regionale. La Toscana è stata infatti la prima Regione in Italia, sette anni fa, a scrivere una legge per coinvolgere maggiormente i cittadini nelle decisioni delle istituzioni. La nuova sfida, con la legge rinnovata nel 2013, è la partecipazione (anche) in rete, che si aggiungerà a quella che si produce nello spazio fisico. Per ogni processo partecipativo sarà aperta una 'stanza', risparmiando sui costi per progettare e realizzare di volta in volta un sito. Dalla rete ognuno potrà dire la sua, condividere documenti, foto e video, far conoscere metodi e esperienze di partecipazione. Ventuno processi sono già pronti a partire.
 

Open Toscana, presentata la nuova piattaforma per servizi on line, dati e partecipazione

FIRENZE - Arriva Open Toscana, open.toscana.it, da stamani on line: uno spazio e un luogo virtuale unico da cui accedere ai servizi della Regione e domani, magari, all'universo più vasto della pubblica amministrazione. "Aspettiamo altri enti – spiega infatti l'assessore ai sistemi informativi e alla partecipazione, Vittorio Bugli - Il nostro è uno spazio aperto e da costruire assieme". E lo ripete dal palco dell'auditorium di Sant'Apollonia a Firenze dove stamani, davanti ad una folta platea, la nuova multipiattaforma è stata presentata.
 
Servizi on line ma anche molto di più: da subito open data e pagine della partecipazione, a breve, dal 10 ottobre, app da scaricare - tutte quelle utili a chi vive in Toscana e non solo quelle prodotte dalla Regione -, cloud (ovvero la 'nuvola' della Regione messa a disposizione di pubblico e privato) e un luogo per le start up che sia casa per tutte le imprese innovative.
 
Sei grandi bottoni, poche parole chiave e una grafica semplice ma intuitiva e parlante. Così si presenta Open Toscana,con cui la Regione prova a semplificare i rapporti con cittadini e imprese. Ma non si tratta solo di un'evoluzione tecnologica ma è anche un cambio di filosofia. Rapporti più fluidi ma anche rapporti in un verso e nell'altro. Dati da scambiare, esperienze da condividere. "Una nuova frontiera – dice ancora l'assessore Bugli – ma anche una sfida per una pubblica amministrazione aperta all'aiuto di chi lo vorrà dare. Spazi aperti che si facciano frequentare spontaneamente per dare il proprio contributo di idee, conoscenze e competenze e creare insieme nuove modalità di fornire servizi, nuove occasioni anche di fare economia, nuovi progetti".
 
L'obiettivo, per dirla ancora con le parole dell'assessore, è infatti riconquistare le tantissime persone che da mobile leggono i giornali, fanno bonifici oppure si incontrano su facebook e social media e dove anche Open Toscana ci sarà. Parlare con quel mondo ma anche "stare a stretto contatto con chi di innovazione vive, senza paura di contaminarsi". La parola chiave, spiegano i tecnici, è stata interattività. "Un cambio di mentalità – conferma il presidente della Toscana Enrico Rossi - Ora non resta che investire per promuoverlo e farlo conoscere".