Libera presenta Liberaidee, conferenza stampa il 19 ottobre alle 11

FIRENZE – Una settimana di eventi a giro per la Toscana, incontri e dibattiti sulle mafie e i poteri finanziari oscuri, sulla giustizia sociale, il lavoro in crisi e il caporalato, sull'ambiente, il giornalismo d'inchiesta sempre più raro e difficile o il contrasto alle massonerie deviate e la corruzione da parte della Chiesa cattolica. Un confronto di idee ma anche idee che viaggiano nella musica, attraverso il teatro e laboratori creativi.

L'associazione Libera, con il patrocinio tra gli altri della Regione Toscana, presenta "Liberaidee", il viaggio itinerante per conoscere e allargare la rete e rinnovare l'impegno civile contro mafie e corruzione.

L'iniziativa è nazionale. Nel corso di una conferenza stampa venerdì 19 ottobre alle ore 11 a  Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo 10 a Firenze, sede della presidenza della giunta regionale, saranno presentate le sette tappe toscane. Assieme all'assessore alla legalità Vittorio Bugli interverranno Andrea Bigalli, referente di Libera in Toscana, e Giulia Bartolini, coordinatrice regionale.

Migranti, Rossi: “Invito la prefettura di Firenze a rivedere le circolari”

FIRENZE – «Rivolgo un invito a rivedere le circolari emesse in questi giorni dalla Prefettura di Firenze. Contenuti e forma mi paiono inopportuni sul piano costituzionale. È un terreno molto delicato che riguarda le libertà fondamentali di uomini e donne presenti sul territorio nazionale. In gioco ci sono la libertà personale, quella di circolazione, quella della segretezza della corrispondenza che possono essere oggetto di limitazioni solo attraverso provvedimenti da parte dei magistrati».

Così il presidente della Regione Toscana in merito alle circolari della Prefettura di Firenze sull'orario di rientro degli ospiti nei centri di accoglienza e sulla vigilanza sulle capacità economiche dei richiedenti asilo.

«L'anticipo alle ore 20 del rientro nei centri – prosegue il presidente – mi sembra una bizzarria. Si introduce un fuso orario speciale per i migranti, anticipando l'arrivo della notte alle otto della sera. Mi chiedo se in primavera sarà necessaria un'altra circolare per adeguarla all'ora legale».

«Ancor più strana – continua Rossi – appare la misura che dispone l'apertura della corrispondenza destinata ai richiedenti asilo alla presenza degli operatori dei centri. Una disposizione che non trova alcun fondamento normativo. Non mi risulta che nel nostro ordinamento siano presenti 'leggi santuarie', quelle che regolavano i consumi e i costumi in epoca romana per impedire che venissero abbattute le barriere fra i diversi gruppi sociali e quindi la contaminazione tra i vari ceti».

«Dalle circolari – aggiunge Rossi – emerge una tendenza ad affrontare la questione dei flussi migratori come problema di decoro e ordine pubblico, trascurando una concreta gestione dell'immigrazione: insegnamento della lingua italiana, conoscenza dei principi della Costituzione, politiche di integrazione, opportunità di lavoro».

«Siamo – afferma il presidente – in un tempo triste in cui, in più province italiane, enti locali e organi di governo conducono esperimenti di biopolitica, che alludono più alla nostra cattiva coscienza che al rapporto con le leggi. Non potendo operare apertamente una discriminazione degli stranieri e delle nuove minoranze, escogitiamo provvedimenti al limite della costituzionalità e dei diritti universali, iniziative che in modo subliminale esprimono la ricerca del 'capro espiatorio'».

«Come presidente della Regione Toscana – conclude Rossi – resto convinto che una maggiore integrazione e un maggior controllo sociale possa avvenire esclusivamente attraverso piccoli centri di accoglienza, il potenziamento dei programmi di insegnamento della lingua italiana, l'impiego degli ospiti dei centri in forme di lavoro socialmente utile alla comunità e il superamento del sistema di accoglienza straordinaria a favore di un maggior coinvolgimento dei Comuni e degli enti locali».

Cybersecurity, inaugurato a Pisa il centro di competenza regionale

PISA. Taglio del nastro oggi a Pisa per la sede del Centro di competenza per la cybersecurity, primo e unico al momento in Italia. Le stanze che occuperà sono quelle all'interno di una palazzina nel parco dei vecchi macelli, che condividerà con un incubatore di spinoff e startup già attivo da qualche tempo e il Museo degli strumenti del calcolo, che ospita tra l'altro il primo calcolatore italiano nato negli anni Cinquanta del Novecento con il contributo del pubblico: un computer – o meglio una calcolatrice elettronica, la Cep - che allora occupava un'intera stanza e la cui potenza di calcolo era inferiore a quella che oggi sta nelle nostre tasche, in un cellulare, o negli apparecchi di domotica. Passato, presente e futuro dunque in un unico luogo.

A Pisa, nei Vecchi Macelli, ci sono gli spazi anche per ospitare iniziative di formazione. Un'altra sede del centro sarà a Firenze, presso il Tix della Regione e si occuperà nello specifico della sicurezza nella pubblica amministrazione. L'inaugurazione si è svolta nell'ambito di IF2018, l'Internet Festival che da giovedì fino a domenica, per quattro giorni, sta animando in modo diffuso la città in dieci diversi luoghi.

"La cybersecurity è un tema che diventerà importantissimo nei prossimi anni e che oggi in troppi sottovalutano – spiega l'assessore all'innovazione della Toscana, Vittorio Bugli -. In un momento in cui i dati della pubblica amministrazione stanno sempre più on line e quelli delle aziende con l'industria 4.0  pure, e sono destinati ad aumentare con l'incremento del rapporto con il pubblico, si rischia in pochi secondi di perdere un patrimonio costruito nei decenni: patrimonio aziendale e di conoscenze, dei cittadini e della pubblica amministrazione".

"Avere una squadra formata da tutte le università toscane, dal Cnr e dalla Regione all'interno di un centro di competenza che noi abbiamo finanziato nella parte iniziale - aggiunge –  credo che sia fondamentale. È la prima esperienza in Italia, proviamo volentieri a fare da modello". Plaude anche GIovanni Legnini, vicepresidente uscente del Consiglio superiore della magistratura, presente all'iniziativa. "L'istituzione di questo centro regionale  - dice - è la maggiore iniziativa nel panorama nazionale".

Il centro sarà una sorta di think tank, luogo di progettazione delle strategie della coalizione fra Regione, Università di Firenze, Pisa e Siena, Imt di Luca e Cnr. Ma sarà anche un luogo a cui imprese e pubbliche amministrazioni potranno rivolgersi e presso il quale potranno essere formate le professionalità adeguate.

La cybersecurity e' un asset fondamentale della nostra società. Spesso non siamo consapevoli dell'enorme scambio di dati e di informazioni che avvengono sulla rete attraverso gli oggetti che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni, attraverso i servizi on line e gli applicativi che girano sul cloud. E si moltiplicheranno nel futuro. Il centro regionale nasce per proteggere questi dati e queste informazioni. "Mettersi in sicurezza  - sottolinea Bugli - non è solo una necessità tecnologica, ma un tassello fondamentale per garantire i dati personali, la piena operatività aziendale e la vita sociale. Gli attacchi informatici riguardano tutti oramai. Le contromisure ci sono, ma scarsa è la percezione del rischio".

Università toscane e Cnr, sotto l'ombrello della Regione, metteranno in comune le loro esperienze scientifiche e capacità tecnologiche, i loro laboratori, metodi, strumenti e capitale umano a vantaggio dell'intero sistema toscano, pubblico e privato. Sarà un luogo di studio ma anche di elaborazione di strategie.

All'inaugurazione oggi sono intervenuti, oltre all'assessore Vittorio Bugli, i rettori dell'Università di Pisa Paolo Maria Mancarella e dell'Università di Siena Francesco Frati, Rosario Pugliese su delega del rettore dell'Università di Firenze, il direttore della Scuola Imt di Lucca Pietro Pietrini e il direttore Iit-Cnr Domenico Laforenza, ovvero i firmatari del protocollo che ha dato il via, a febbraio, alla creazione del centro regionale. La Regione garantirà  500 mila euro l'anno per la fase di avvio.