Politiche giovanili, l’esperienza di Giovanisì alla conferenza campana

FIRENZE - Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l'autonomia dei giovani, partecipa alla conferenza sulle politiche giovanili della Regione Campania, momento di confronto delle iniziative promosse a favore dei giovani sul territorio nazionale.

Giovanisì porterà l'esperienza del modello di gestione e di comunicazione pubblica delle politiche giovanili in Toscana dopo la nascita del progetto che dal 2011 offre ai giovani opportunità legate al diritto allo studio e alla formazione, al sostegno a percorsi per l'inserimento nel mondo del lavoro, alla facilitazione per l'avvio di start up.

La conferenza regionale si svolge il 3 e 4 ottobre a Napoli, presso il centro congressi di Città della Scienza, nell'ambito del convegno "Youth Village - I giovani e il territorio".

All'evento prendono parte rappresentanti istituzionali, operatori giovanili, esponenti del terzo settore e giovani del territorio. Per Giovanisì interverrà la responsabile Chiara Criscuoli.

Per info e programma vai alla notizia su Giovanisì

Sicurezza, Confersercenti Toscana presenta il suo progetto. Bugli: “Bene azioni trasversali”

FIRENZE - Corsi di formazione, seminari e occasioni di rigenerazione urbana, ma anche cybersecurity, un'attenzione particolare alla terza età o ai mercati: con più interventi pilota. Confersercenti Toscana ha presentato stamani a Palazzo Strozzi Sacrati, sede a Firenze della presidenza della Regione, il proprio progetto per la sicurezza che ha un'ambizione subito dichiarata: quella di andare oltre la mera difesa del territorio e sperimentare invece formule anche innovative, mischiando azioni diverse tra loro ma che devono essere racchiuse all'interno di un unico contenitore strategico.

"Siamo sulla stessa lunghezza d'onda", commenta l'assessore alla sicurezza della Toscana Vittorio Bugli, a cui il presidente Rossi ha affidato una delega che fino al 2015 non esisteva. Almeno non così espressamente dichiarata. "Il nostro obiettivo è combattere le diverse forme di microcriminalità, ma anche contrastare le fragilità sociale. Abbiamo così cercato di accelerare sulla videosorveglianza: con il bando dello scorso dicembre e quello in corso abbiamo stanziato contributi per i Comuni pari a quasi due milioni e 400 mila euro". Oltre alla giunta ha contribuito anche il Consiglio regionale, destinando a questo parte dell'avanzo di amministrazione. "Ma sappiamo anche – aggiunge Bugli – che certi reati possano compiersi più facilmente in aree poco frequentate. Non basta solo la sorveglianza. Così abbiamo investito su cinque progetti speciali e pilota quasi  seicentomila euro: contro il degrado e per la rivitalizzazione di quartieri e aree urbane". 

Questi interventi riguardano al momento Firenze, Prato, Pisa, Lucca e Livorno e proprio in quest'ultima città il progetto, già partito nei mesi scorsi, è stato presentato da Confesercenti.

"Si tratta di azioni che già si stanno dimostrando salutari", dice Bugli. "L'incontro tra i cittadini che tornano ad uscire di casa e i commercianti che escono dai loro negozi è positivo". L'assessore annuncia anche che presto intende incontrare le associazioni degli anziani per coinvolgerle. "Sono una fascia di popolazione fragile ma anche in grado di fare comunità: il loro ruolo può diventare importante" commenta.

Il progetto di Confesercenti Toscana è stato illustrato stamani da Nico Gronchi, presidente toscano dell'associazione, e dall'esperto sulla sicurezza Carlo Corbinelli. "Pensiamo che anche gli imprenditori possano dare  un contributo attivo per avere città più sicure e riqualificate – sottolinea il presidente – Il ruolo dei controlli, della prevenzione e del contrasto dell'illegalità da parte della forze dell'ordine rimane un punto imprescindibile, ma Confersercenti ha scelto di fare la propria parte diffondendo cultura e conoscenza, riqualificando piazze, strade e mercati, intervenendo su startup, università e operatori del turismo per mettere in campo un modello innovativo".

"Si tratta di un progetto che ha trovato la strada giusta – conclude il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, anche lui presente alla presentazione stamani – La sicurezza oggi è  "il" problema o comunque un problema tra i più sentiti ed anche come Consiglio abbiamo deciso di dare il nostro contributo utilizzando parte delle risorse dell'avanzo di amministrazione". 

Sicurezza, Confesercenti Toscana presenta il suo progetto: venerdì 29 settembre alle ore 12

FIRENZE – Imprese e città più sicure. Confesercenti Toscana presenta  "Progetto Sicurezza". Lo farà nel corso di una conferenza stampa venerdì 29 settembre 2017 alle ore 12 a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo 10 a Firenze, sede della presidenza della Regione. Interverrà l'assessore alla sicurezza della Toscana, Vittorio Bugli. Sarà presente anche il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani.

E' sempre più sentita, tra le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi, così come tra i cittadini, l'esigenza di una maggiore sicurezza nella gestione quotidiana delle attività. E' fondamentale rafforzare e qualificare le attività messe in campo. L'obiettivo di Confesercenti Toscana è racchiudere in un unico progetto strategico i vari aspetti della sicurezza dal punto di vista delle imprese e dei luoghi in cui operano: dalla cybersecurity ad una cultura della sicurezza per le start up, dalla sicurezza nella terza età alla sicurezza nei mercati.

Il progetto sarà illustrato dal presidente di Confesercenti Toscana, Nico Gronchi, e dall'esperto di sicurezza Carlo Corbinelli. 

Contro degrado e per maggior sicurezza far rivivere il quartiere: arriva a Prato “Pop-up”

FIRENZE - Tornano ad aprirsi nel centro di Prato i fondi, a ridosso della stazione ferroviaria, che in via del Serraglio e via Muzzi, ma anche in via del Vergaio, in via della Sirena e via Guizzelmi, da tempo avevano tirato giù il bandone. Sono un ventina: un esperimento di tre mesi, con l'auspicio naturalmente che quelle attività rimangono poi in piedi anche dopo.

E' tutto pronto oramai per sabato 30 settembre, quando alle 18.30 prenderà il via ufficialmente "Pop Up Lab", il progetto voluto dall'amministrazione comunale e finanziato dalla Regione Toscana con l'obiettivo di innescare un processo di rigenerazione urbana. La ricetta e la considerazione da cui tutto parte è semplice: un luogo abbandonato e poco frequentato tende ad essere meno sicuro.

Così a Prato, contro il degrado che nel centro storico alimenta la devianza e poi problemi di ordine pubblico – e dove la prima urgenza è lo spaccio di droga - si è deciso di puntare su creatività, animazione e rivitalizzazione commerciale. Perché vanno bene i controlli, le telecamere e la presenza magari di un presidio permanente delle forze dell'ordine. Ma poi quelle zone , come via del Serraglio, vanno poi fatte tornare a vivere. Il "pop up lab", parte del progetto pratese sulla sicurezza – uno dei cinque progetti speciali, assieme a Livorno, Firenze, Pisa e Lucca, approvati e finanziati l'anno scorso dalla giunta regionale con seicentomila euro (di cui più di 143 mila destinati alla città laniera) – è uno strumento sperimentato con successo già in altri comuni della Toscana.

Ma Prato – assieme a Livorno, dove il progetto è stato presentato da Confesercenti - è una delle primissime città capoluogo a sperimentarlo. Si parte dai fondi commerciali sfitti che ormai costellano con le loro saracinesche abbassate molte vie di tanti centri storici: i proprietari, attraverso incentivi economici sui costi di pulizia, contratti, allacci e consumo utenze, vengono convinti ad offrire in comodato gratuito l'uso degli immobili, poi assegnati gratuitamente, per tre mesi, ai progetti imprenditoriali più meritevoli, selezionati attraverso un bando di idee scaduto lo scorso 22 giugno.

E le proposte non sono mancate, tant'è che si sono fatti avanti in quasi quarantina, tanto da costringere gli organizzatori ad allargare la ricerca di fondi nelle vie limitrofe, riuscendo alla fine ad offrire lo spazio ad un po' più della metà delle imprese che si erano fatte avanti. "Siamo convinti che è anche attraverso progetti di rivitalizzazione commerciale e degli spazi urbani che si contribuisce a promuovere sicurezza" sottolinea Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza e alla sicurezza, durante la presentazione stamani a Prato dell'iniziativa.

"Non basta – dice- la pur importante videosorveglianza, su cui comunque la Regione ha investito un milione mezzo di euro l'anno scorso, in tutta la Regione, ed altri 850 mila quest'anno. Una città è più sicura quando le sue strade, le sue piazze e gli spazi destinati alle attività sono frequentate dalle persone. La desolazione degli spazi urbani, l'assenza di occasioni di incontro, produzione e scambio, sono tutti elementi che contribuiscono a rendere una città meno ospitale e dunque più insicura: ce lo dice anche la storia millenaria delle nostre città. Per questo abbiamo deciso di finanziare con le risorse destinate alla sicurezza urbana anche la sperimentazione di un progetto come Pop Up Lab, credendo inoltre di dare un supporto a tutte quelle attività tradizionali e innovative che hanno da sempre segnato in positivo la vita e la produzione di ricchezza delle nostre città".

L'amministrazione ha inteso concentrare l'attenzione sulla ricerca di attività imprenditoriali già costituite, in modo da aumentare le probabilità di un insediamento stabile nei fondi riaperti, una volta terminata la sperimentazione che si concluderà il 14 Gennaio 2018. "Siamo soddisfatti per come la città e le attività del territorio stanno rispondendo a questo coraggioso progetto – affermano Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, e Daniela Toccafondi, assessora allo sviluppo economico – Siamo infatti riusciti ad ottenere la disponibilità di una ventina di fondi sfitti tra via del Serraglio, Guizzelmi, Muzzi, del Vergaio e della Sirena: un numero molto alto che testimonia la voglia anche dei proprietari di immobili di mettersi in gioco per il rilancio del centro storico.

Anche la risposta delle aziende del territorio è stata all'altezza delle aspettative: sono arrivate quasi quaranta proposte, per questo abbiamo dovuto estendere la ricerca di spazi a via Muzzi, originariamente non inserita nel progetto". Le proposte si distinguono tutte anche per un alto livello qualitativo delle produzioni e dei servizi offerti: questo fa ben sperare per il prosieguo dell'esperienza, una volta terminata la sperimentazione.

Ci sono negozi di abbigliamento e di scarpe, ma anche laboratori di artigiani e sartoriali, agenzie di viaggi (ma di viaggi particolari, quelli del turismo sostenibile), formaggerie, prodotti da mangiare a chilometro zero, gallerie d'arte e libri anche, progetti sociali, spazi co-working popolati da professionisti a trecentosessanta gradi e molto altro ancora.

Sono tutti da scoprire sulla pagina facebook dedicata all'iniziativa: www.facebook.com/PopUpLabPrato/ Appuntamento dunque per Sabato 30 alle 18.30 in via del Serraglio per il taglio del nastro e la festa per la riapertura delle attività.  

Contro il degrado e una maggior sicurezza far rivivere il quartiere, arriva a Prato “Pop-up”

FIRENZE - Tornano ad aprirsi nel centro di Prato i fondi, a ridosso della stazione ferroviaria, che in via del Serraglio e via Muzzi, ma anche in via del Vergaio, in via della Sirena e via Guizzelmi, da tempo avevano tirato giù il bandone. Sono un ventina: un esperimento di tre mesi, con l'auspicio naturalmente che quelle attività rimangono poi in piedi anche dopo.

E' tutto pronto oramai per sabato 30 settembre, quando alle 18.30 prenderà il via ufficialmente "Pop Up Lab", il progetto voluto dall'amministrazione comunale e finanziato dalla Regione Toscana con l'obiettivo di innescare un processo di rigenerazione urbana. La ricetta e la considerazione da cui tutto parte è semplice: un luogo abbandonato e poco frequentato tende ad essere meno sicuro.

Così a Prato, contro il degrado che nel centro storico alimenta la devianza e poi problemi di ordine pubblico – e dove la prima urgenza è lo spaccio di droga - si è deciso di puntare su creatività, animazione e rivitalizzazione commerciale. Perché vanno bene i controlli, le telecamere e la presenza magari di un presidio permanente delle forze dell'ordine. Ma poi quelle zone , come via del Serraglio, vanno poi fatte tornare a vivere. Il "pop up lab", parte del progetto pratese sulla sicurezza – uno dei cinque progetti speciali, assieme a Livorno, Firenze, Pisa e Lucca, approvati e finanziati l'anno scorso dalla giunta regionale con seicentomila euro (di cui più di 143 mila destinati alla città laniera) – è uno strumento sperimentato con successo già in altri comuni della Toscana.

Ma Prato – assieme a Livorno, dove il progetto è stato presentato da Confesercenti - è una delle primissime città capoluogo a sperimentarlo. Si parte dai fondi commerciali sfitti che ormai costellano con le loro saracinesche abbassate molte vie di tanti centri storici: i proprietari, attraverso incentivi economici sui costi di pulizia, contratti, allacci e consumo utenze, vengono convinti ad offrire in comodato gratuito l'uso degli immobili, poi assegnati gratuitamente, per tre mesi, ai progetti imprenditoriali più meritevoli, selezionati attraverso un bando di idee scaduto lo scorso 22 giugno.

E le proposte non sono mancate, tant'è che si sono fatti avanti in quasi quarantina, tanto da costringere gli organizzatori ad allargare la ricerca di fondi nelle vie limitrofe, riuscendo alla fine ad offrire lo spazio ad un po' più della metà delle imprese che si erano fatte avanti. "Siamo convinti che è anche attraverso progetti di rivitalizzazione commerciale e degli spazi urbani che si contribuisce a promuovere sicurezza" sottolinea Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza e alla sicurezza, durante la presentazione stamani a Prato dell'iniziativa.

"Non basta – dice- la pur importante videosorveglianza, su cui comunque la Regione ha investito un milione mezzo di euro l'anno scorso, in tutta la Regione, ed altri 850 mila quest'anno. Una città è più sicura quando le sue strade, le sue piazze e gli spazi destinati alle attività sono frequentate dalle persone. La desolazione degli spazi urbani, l'assenza di occasioni di incontro, produzione e scambio, sono tutti elementi che contribuiscono a rendere una città meno ospitale e dunque più insicura: ce lo dice anche la storia millenaria delle nostre città. Per questo abbiamo deciso di finanziare con le risorse destinate alla sicurezza urbana anche la sperimentazione di un progetto come Pop Up Lab, credendo inoltre di dare un supporto a tutte quelle attività tradizionali e innovative che hanno da sempre segnato in positivo la vita e la produzione di ricchezza delle nostre città".

L'amministrazione ha inteso concentrare l'attenzione sulla ricerca di attività imprenditoriali già costituite, in modo da aumentare le probabilità di un insediamento stabile nei fondi riaperti, una volta terminata la sperimentazione che si concluderà il 14 Gennaio 2018. "Siamo soddisfatti per come la città e le attività del territorio stanno rispondendo a questo coraggioso progetto – affermano Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, e Daniela Toccafondi, assessora allo sviluppo economico – Siamo infatti riusciti ad ottenere la disponibilità di una ventina di fondi sfitti tra via del Serraglio, Guizzelmi, Muzzi, del Vergaio e della Sirena: un numero molto alto che testimonia la voglia anche dei proprietari di immobili di mettersi in gioco per il rilancio del centro storico.

Anche la risposta delle aziende del territorio è stata all'altezza delle aspettative: sono arrivate quasi quaranta proposte, per questo abbiamo dovuto estendere la ricerca di spazi a via Muzzi, originariamente non inserita nel progetto". Le proposte si distinguono tutte anche per un alto livello qualitativo delle produzioni e dei servizi offerti: questo fa ben sperare per il prosieguo dell'esperienza, una volta terminata la sperimentazione.

Ci sono negozi di abbigliamento e di scarpe, ma anche laboratori di artigiani e sartoriali, agenzie di viaggi (ma di viaggi particolari, quelli del turismo sostenibile), formaggerie, prodotti da mangiare a chilometro zero, gallerie d'arte e libri anche, progetti sociali, spazi co-working popolati da professionisti a trecentosessanta gradi e molto altro ancora.

Sono tutti da scoprire sulla pagina facebook dedicata all'iniziativa: www.facebook.com/PopUpLabPrato/ Appuntamento dunque per Sabato 30 alle 18.30 in via del Serraglio per il taglio del nastro e la festa per la riapertura delle attività.