Mediterraneo Downtown, conferenza stampa sulla seconda edizione venerdì 20 aprile alle 12

FIRENZE – Torna a Prato "Mediterraneo Downtown", il festival che vuole offrire il suo piccolo contributo a generare un racconto nuovo e condiviso del continente liquido e del Mediterraneo, osservando gli altri ma anche guardandosi allo specchio.

Ideato nel 2017 (ma con un prequel l'anno prima) da Regione Toscana assieme a Cospe onlus, Comune di Prato e partner come Libera, Amnesty international e Legambiente Italia, l'appuntamento è dal 3 al 6 maggio a Prato, un giorno in più rispetto alla prima edizione. Animerà come sempre il centro storico della città, i suoi palazzi e teatri,m le sue piazze e logge: per parlare ancora di libertà di stampa e periferie dell'informazione, di migrazioni, frontiere, leggi e accoglienza, di ambiente e nuove economie e di pace.

Il festival sarà presentato dai promotori e da alcuni dei partner della manifestazione venerdì 20 aprile alle ore 12 a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo a Firenze, sede della presidenza della Regione.

Ci saranno l'assessore regionale alla presidenza, con delega all'immigrazione, Vittorio Bugli, il sindaco di Prato Matteo Biffoni e il suo assessore alla cultura Simone Mangani, il direttore del festival Raffaele Palumbo, Anna Meli per Cospe onlus, don Andrea Bigalli di Libera Toscana, Simone Siliani per Fondazione Finanza Etica e Giuseppe Loti del dipartimento di design dell'università di Firenze.

Non saranno presenti, ma manderanno un loro messaggio, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international Italia, e Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.
 

Rossi a Panorama d’Italia, tra aeroporto e reddito di cittadinanza

FIRENZE – E' un'intervista a tutto campo quella concessa dal presidente della Regione, Enrico Rossi, questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, nell'ambito delle iniziative per la tappa toscana di Panorama d'Italia, il tour nazionale del settimanale.
L'evento che ha visto come protagonista Rossi aveva per titolo "Presidente mi spieghi". A condurlo il direttore di Panorama, Raffaele Leone, che ha rivolto le domande insieme alla giornalista Ilaria Ulivelli.

L'aeroporto e la decrescita felice
Parlando della necessità di realizzare l'aeroporto di Peretola, il presidente Rossi ha avuto modo di osservare che in tema di sviluppo "quando si parla della necessità di arrivare ad una decrescita felice, felice lo è soltanto per chi già sta bene, e non per chi invece è in difficoltà perché non ha lavoro". A suo giudizio è quindi necessario rendere compatibile lo sviluppo con l'ambiente e con la salute dei cittadini. E nel realizzare quello che è semplicemente lo spostamento della pista dell'aeroporto di Peretola, "il saldo ambientale della Piana sarà positivo, soprattutto se non verrà realizzato un impianto obsoleto come l'inceneritore di Case Passerini".

Immigrazione e sicurezza uguale lavoro e regolarizzazione
Rispondendo ad una domanda circa la divergenza d'opinione con il sindaco di Firenze circa l'immigrazione, il presidente Rossi si è detto d'accordo con Papa Francesco quando afferma che finché si può si deve accogliere. "Ed in Toscana – ha precisato – i  migranti accolti sono 13.700 su 3,7 milioni di abitanti, quindi non vedo tutto questo problema. Al tempo stesso non è però tollerabile che chi è accolto non lavori: li si faccia lavorare, anche per dar loro una dignità. Il problema non è quindi soltanto quanti ne accogliamo, ma anche come li accogliamo. Ed è stato un errore non coinvolgere le Regioni su questa materia. E' dimostrato che delinque chi è irregolare, mentre i regolari delinquono percentualmente un po' meno degli italiani. In Italia gli irregolari sono 490.000, ma molti di loro hanno un lavoro. E' necessario quindi regolarizzare chi un lavoro lo ha già. Così come sono favorevole allo ius soli che riguarda 1,8 milioni di cittadini. Perchè più li consideriamo diversi, più sconteremo i guasti prodotti da questa loro forzata diversità".

La tramvia e l'ambiente
Passando ad esaminare la questione tramvia e dopo aver ricordato come si sia rischiato di perdere i finanziamenti europei messi a disposizione dalla Regione per la sua realizzazione, Rossi ha detto che da presidente è per procedere come stabilito, ma che da cittadino comprende chi pone la questione dell'impatto dell'opera su un tessuto urbano delicato, eppure è convinto che comunque "qualche opera vada pur realizzata" e che il sindaco di Firenze sa bene valutare questioni di questo tipo. Ha invitato poi a considerare anche altri aspetti, citando il caso del Ponte all'Indiano "che si proietta nel vuoto e costringe chi vuol imboccare l'autostrada a fare un giro vizioso e a superare un semaforo", chiedendo di eliminare questa barriera e valutando anche quanto inquinamento produce il mancato accesso diretto, ha quindi sottolineando come occorra ragionare anche su come togliere il traffico "che ammorba Firenze".

Il reddito di cittadinanza è una presa in giro, di quello minimo occorre discutere
Un altro dei grandi temi affrontati dal presidente è stato quello del reddito. A suo giudizio quando si parla di reddito di cittadinanza "si prendono in giro i cittadini" perché l'idea di concedere a tutti, anche a chi come lui bisognoso non è, il minimo di 400 euro al mese, comporta una spesa di 300 miliardi all'anno, "che non sanno come fare a trovare". Per Enrico Rossi invece del reddito minimo discute tutta l'Europa ed "è di questo che dobbiamo parlare, chiamando le cose con il loro nome: il reddito minimo è ben diverso dal reddito di cittadinanza".  

Rossi a Panorama d’Italia, tra aeroporto e reddito di cittadinanza

FIRENZE – E' un'intervista a tutto campo quella concessa dal presidente della Regione, Enrico Rossi, questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, nell'ambito delle iniziative per la tappa toscana di Panorama d'Italia, il tour nazionale del settimanale.
L'evento che ha visto come protagonista Rossi aveva per titolo "Presidente mi spieghi". A condurlo il direttore di Panorama, Raffaele Leone, che ha rivolto le domande insieme alla giornalista Ilaria Ulivelli.

L'aeroporto e la decrescita felice
Parlando della necessità di realizzare l'aeroporto di Peretola, il presidente Rossi ha avuto modo di osservare che in tema di sviluppo "quando si parla della necessità di arrivare ad una decrescita felice, felice lo è soltanto per chi già sta bene, e non per chi invece è in difficoltà perché non ha lavoro". A suo giudizio è quindi necessario rendere compatibile lo sviluppo con l'ambiente e con la salute dei cittadini. E nel realizzare quello che è semplicemente lo spostamento della pista dell'aeroporto di Peretola, "il saldo ambientale della Piana sarà positivo, soprattutto se non verrà realizzato un impianto obsoleto come l'inceneritore di Case Passerini".

Immigrazione e sicurezza uguale lavoro e regolarizzazione
Rispondendo ad una domanda circa la divergenza d'opinione con il sindaco di Firenze circa l'immigrazione, il presidente Rossi si è detto d'accordo con Papa Francesco quando afferma che finché si può si deve accogliere. "Ed in Toscana – ha precisato – i  migranti accolti sono 13.700 su 3,7 milioni di abitanti, quindi non vedo tutto questo problema. Al tempo stesso non è però tollerabile che chi è accolto non lavori: li si faccia lavorare, anche per dar loro una dignità. Il problema non è quindi soltanto quanti ne accogliamo, ma anche come li accogliamo. Ed è stato un errore non coinvolgere le Regioni su questa materia. E' dimostrato che delinque chi è irregolare, mentre i regolari delinquono percentualmente un po' meno degli italiani. In Italia gli irregolari sono 490.000, ma molti di loro hanno un lavoro. E' necessario quindi regolarizzare chi un lavoro lo ha già. Così come sono favorevole allo ius soli che riguarda 1,8 milioni di cittadini. Perchè più li consideriamo diversi, più sconteremo i guasti prodotti da questa loro forzata diversità".

La tramvia e l'ambiente
Passando ad esaminare la questione tramvia e dopo aver ricordato come si sia rischiato di perdere i finanziamenti europei messi a disposizione dalla Regione per la sua realizzazione, Rossi ha detto che da presidente è per procedere come stabilito, ma che da cittadino comprende chi pone la questione dell'impatto dell'opera su un tessuto urbano delicato, eppure è convinto che comunque "qualche opera vada pur realizzata" e che il sindaco di Firenze sa bene valutare questioni di questo tipo. Ha invitato poi a considerare anche altri aspetti, citando il caso del Ponte all'Indiano "che si proietta nel vuoto e costringe chi vuol imboccare l'autostrada a fare un giro vizioso e a superare un semaforo", chiedendo di eliminare questa barriera e valutando anche quanto inquinamento produce il mancato accesso diretto, ha quindi sottolineando come occorra ragionare anche su come togliere il traffico "che ammorba Firenze".

Il reddito di cittadinanza è una presa in giro, di quello minimo occorre discutere.
Un altro dei grandi temi affrontati dal presidente è stato quello del reddito. A suo giudizio quando si parla di reddito di cittadinanza "si prendono in giro i cittadini" perché l'idea di concedere a tutti, anche a chi come lui bisognoso non è, il minimo di 400 euro al mese, comporta una spesa di 300 miliardi all'anno, "che non sanno come fare a trovare". Per Enrico Rossi invece del reddito minimo discute tutta l'Europa ed "è di questo che dobbiamo parlare, chiamando le cose con il loro nome: il reddito minimo è ben diverso dal reddito di cittadinanza".  

#ToscanaSicura, le politiche sulla sicurezza portate avanti dalla Regione

FIRENZE - La sicurezza è una partita complessa, che ha bisogno di politiche integrate per centrare l'obbiettivo, e la Regione Toscana, negli ultimi anni, si sta muovendo su tre linee di azione, che poi sono stati anche i temi di discussione ai tavoli dell'evento partecipativo di oggi. Serve la tecnologia, che poi si traduce in telecamere sempre più intelligenti e interconnesse tra di loro ma anche l'uso ad esempio di strumenti come whatasapp per creare gruppi di ‘sorveglianza passiva' tra vicini.. E' necessaria la rigenerazione urbana, ovvero lotta al degrado e quartieri più belli. E' necessario che quei paesi e quartieri siano anche vissuti, una sorta di sicurezza ‘dolce' e preventiva. Perché frequentare strade e giardini, ritirare su i bandoni di fondi sfitti, animare le piazze  può prevenire od essere l'antidoto ad un senso di insicurezza.

"Una porta blindata in più non può essere la soluzione – riassume l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli – Chiudersi indebolisce alla lunga, serve invece un'azione dal basso". Così è stato con i progetti speciali pop-up al Serraglio a Prato o al quartiere Garibaldi a Livorno. 

In tre anni la Regione ha distribuito contributi per quasi 3,5 mlioni per finanziare sistemi di videosorveglianza a livello locale. Ne hanno beneficiato 223 Comuni e 18 Unioni.
"Le telecamere  - dice – Bugli - aiutano le forza di polizia nelle indagini, aumentano la percezione di sicurezza. Il salto di qualità, rendendole ancora più intelligenti e interconnesse, è quello di farle diventare anche strumenti di prevenzione".  L'esperienza senese, con un unico soggetto pubblico che ha progettato un network che copre l'intera provincia, è sicuramente una buona pratica

Con i PIU, i progetti di innovazione urbana, la Regione ha finanziato con i fondi Fesr 2014-200 anche otto diversi interventi di riqualificazione urbana  per altrettanti Comuni, con un contributo di quasi 44 milioni.

Ci sono poi i progetti speciali sulla sicurezza: cinque finanziati con quasi seicentomila euro alla fine del 2016 (Livorno, Prato, Pisa, Firenze,Lucca) a cui si è aggiunto di recente Montecatini. Si tratta di esperienze vincenti di presidio e controllo di vicinato, di modalità per ‘aggredire' lo "sballo" notturno e rendere la movida vivibile, della rivitalizzazione di centri storici e di quartieri degradati, con una diversa progettazione urbanistica ma anche l'animazione culturale e artistica.

"Si capisce bene da tutto questo che la sicurezza è qualcosa di molto più complesso di quello che può apparire – chiosa l'assessore Bugli – ed anche per questo è necessario pensare anche alla formazione di specialistici, di cui le amministrazioni locali non possono fare a meno in futuro". 

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