Via libera alla legge sulla disabilità. Toschi: “Una rivoluzione culturale”

FIRENZE - "Una rivoluzione culturale e di linguaggio". Così Massimo Toschi, consigliere per le politiche sulla disabilità del presidente della Toscana Enrico Rossi, accoglie il via libera del Consiglio Regionale alla legge sulla disabilità. "Per la  prima volta il Consiglio ha discusso a tutto tondo le politiche della disabilità che hanno il loro fondamento nella Costituzione e nella convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Ecco le parole chiave: persona, diritto alla vita indipendente, accessibilità".

La legge sui diritti e le politiche per le persone con disabilità è stata approvata due giorni fa dall'Assemblea regionale toscana e introduce importanti novità. I servizi, ad esempio, non si interromperanno più superati i 65 anni d'età e non si attiveranno più solo al compimento dei diciotto anni. "La pietra angolare – prosegue Toschi – è il lemma 'persona': i disabili sono persone e questa parola chiave apre scenari nuovi. Le persone disabili pongono la questione dei diritti sociali; le persone disabili domandano il progetto di vita indipendente".

"Il testo approvato in Consiglio – puntualizza il consigliere per le politiche sulla disabilità – poteva essere più coraggioso, soprattutto sulla questione delle barriere architettoniche ma la legge mantiene tutta la sua forza culturale di apertura e di innovazione". "Non guardiamo le singole parole – conclude Toschi – ma l'impianto della legge che per la prima volta affronta l'intera questione delle politiche della disabilita: i diritti alla salute, allo studio e al lavoro, ma anche alla cultura e allo sport. Un buon punto di partenza da cui si può solo migliorare".
 

Violenza di genere, un’intesa per sensibilizzare chi lavora nei media

FIRENZE - Contrastare gli stereotipi e contribuire ad un cambiamento culturale a partire da un'informazione corretta e un uso consapevole del linguaggio. Questo l'obiettivo dell'accordo per la prevenzione ed il contrasto della violenza di genere sottoscritto oggi da Regione Toscana, Ordine dei giornalisti della Toscana, Commissione regionale Pari Opportunità, Associazione della stampa Toscana. Al centro dell'intesa la promozione e l'organizzazione di incontri e seminari per sensibilizzare e formare i giornalisti e contribuire ad una corretta rappresentazione dell'immagine femminile.

"L'accordo - spiega la vicepresidente Monica Barni - nasce dalla necessità, condivisa da tutti i firmatari, di effettuare una serie di seminari di formazione per i giornalisti con l'obiettivo di promuovere una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali, giuridiche. Per questo saranno realizzate tre giornate di lavoro a Firenze, Livorno e Siena in cui si alterneranno giornaliste di testate regionali particolarmente sensibili al tema e  docenti universitari da tempo attivi su questo fronte".

Anche la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Rosanna Pugnalini, ha espresso il plauso per l'accordo sottoscritto: "Un lavoro - afferma - finalizzato a prevenire e contrastare la violenza di genere che colpisce la società con fenomeni di intolleranza e violenza che si trasformano , troppo spesso, in efferati femminicidi".

"Su questi temi - ha evidenziato il presidente dell'Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci - esistono ancora nella nostra società forti retaggi culturali. Basti pensare che Istituti come "il delitto d'onore" e "il matrimonio riparatore" sono stati presenti nella nostra legislazione  penale fino al 1981. Come giornalisti ci sentiamo impegnati in prima fila per conmtribuire a una trasformazione necessaria sul piano culturale affrontando così questa piaga gravissima della violenza di genere. Ringrazio la Regione per aver accolto questa nostra proposta: i corsi sono un primo seme, che, ne sono sicuro, produrrà frutti preziosi".

"Questo accordo - ha detto il consigliere dell'ordine dei giornalisti Domenico Guarino - è un'occasione per  impegnarci a fondo su due aspetti importanti: la formazione e la deontologia. La formazione per stimolarci a essere capaci di comprendere e  interpretare le istanze, sempre nuove, della società, la deontologia per far sì che l'informazione del giornalista venga fatta in maniera sempre più consapevole e responsabile.  Questo percorso di crescita può essere di aiuto per selezionare e raccontare nel modo più adeguato fatti così gravi come quelli legati alle violenze di genere". 

I seminari si terranno il 23 ottobre a Firenze, il 13 novembre a Livorno e il 21 novembre a Siena con la partecipazione delle giornaliste Chiara Brilli, Lucia Aterini e Ilaria Bonuccelli nonché di Cecilia Robustelli, professore di Linguistica Italiana presso l'Università di Modena e Reggio Emilia e Lucinda Spera, professore di Letteratura Italiana presso l'Università per Stranieri di Siena.

"La violenza di genere è una violazione dei diritti umani tra le più diffuse al mondo - dice ancora Monica Barni - e i recenti dati purtroppo lo confermano in ogni Paese, Italia e Toscana comprese. E' fondamentale far comprendere che la violenza di genere non è un problema delle donne e non solo alle donne spetta occuparsene, discuterne, trovare soluzioni, avviare un cambiamento culturale. Un uso corretto e consapevole del linguaggio nella narrazione dei fatti di cronaca, al di fuori di stereotipi e pregiudizi, è il primo passo per questo cambiamento".

"Espressioni irrispettose, denigratorie o lesive dell'identità e della dignità femminili, l'uso di termini fuorvianti come 'raptus', 'follia', 'gelosia', per suggerire attenuanti e giustificazioni all'omicida, anche involontariamente, mentre si tratta di crimini dettati dalla volontà di possesso e annientamento; l'uso di immagini e segni stereotipati o che riducano la donna a mero richiamo sessuale o oggetto del desiderio. Questi - sottolinea Barni - sono solo alcuni esempi di una narrazione sbagliata, che si pone dal punto di vista del colpevole. Nel racconto degli episodi di violenza ritengo invece si debba partire sempre dalla vittima, nel rispetto della sua persona e che si debbano mettere in risalto le storie positive di donne che hanno avuto il coraggio di sottrarsi alla violenza, dando  la parola anche a chi opera a loro sostegno".

In Toscana, come ha ricordato la vicepresidente, la Regione è da tempo impegnata, anche con risorse proprie, a sostenere la rete territoriale dei centri antiviolenza e nella prevenzione del fenomeno attraverso campagne di sensibilizzazione, sia dei cittadini in generale, sia dei più giovani, a partire dalle scuole e in collaborazione con l'ufficio scolastico regionale. E' stato lanciato un piano straordinario contro la violenza di genere che rafforza la rete dei centri e delle case rifugio ed è attiva una cabina di regia per il coordinamento istituzionale delle iniziative sul territorio.

Ogni anno sono ben più di 2000 le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza della Toscana. Sette su 10 sono italiane. La forma di violenza rilevata più frequentemente è quella psicologica (82,4%). Negli ultimi dodici mesi si rileva un aumento delle segnalazioni per violenza economica (passate dal 26,9% del 2014/15 al 30,1% del 2015/16); il fenomeno, rilevato anche per le italiane, è particolarmente significativo per le donne straniere, che più spesso convivono con il partner in una situazione di dipendenza economica. Tra le donne straniere sono in aumento anche le segnalazioni di violenza fisica, che risultano invece in lieve calo tra le italiane.

Le donne uccise per motivi legati al genere dal 2006 al 2015 sono state in tutto 88, di cui 7 solo nel corso del 2015. Questi alcuni dei risultati che emergono dal 7°rapporto sulla violenza di genere elaborato nel 2016 sui dati 2014-2015,.

Politiche giovanili, l’esperienza di Giovanisì alla conferenza campana

FIRENZE - Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l'autonomia dei giovani, partecipa alla conferenza sulle politiche giovanili della Regione Campania, momento di confronto delle iniziative promosse a favore dei giovani sul territorio nazionale.

Giovanisì porterà l'esperienza del modello di gestione e di comunicazione pubblica delle politiche giovanili in Toscana dopo la nascita del progetto che dal 2011 offre ai giovani opportunità legate al diritto allo studio e alla formazione, al sostegno a percorsi per l'inserimento nel mondo del lavoro, alla facilitazione per l'avvio di start up.

La conferenza regionale si svolge il 3 e 4 ottobre a Napoli, presso il centro congressi di Città della Scienza, nell'ambito del convegno "Youth Village - I giovani e il territorio".

All'evento prendono parte rappresentanti istituzionali, operatori giovanili, esponenti del terzo settore e giovani del territorio. Per Giovanisì interverrà la responsabile Chiara Criscuoli.

Per info e programma vai alla notizia su Giovanisì

Sicurezza, Confersercenti Toscana presenta il suo progetto. Bugli: “Bene azioni trasversali”

FIRENZE - Corsi di formazione, seminari e occasioni di rigenerazione urbana, ma anche cybersecurity, un'attenzione particolare alla terza età o ai mercati: con più interventi pilota. Confersercenti Toscana ha presentato stamani a Palazzo Strozzi Sacrati, sede a Firenze della presidenza della Regione, il proprio progetto per la sicurezza che ha un'ambizione subito dichiarata: quella di andare oltre la mera difesa del territorio e sperimentare invece formule anche innovative, mischiando azioni diverse tra loro ma che devono essere racchiuse all'interno di un unico contenitore strategico.

"Siamo sulla stessa lunghezza d'onda", commenta l'assessore alla sicurezza della Toscana Vittorio Bugli, a cui il presidente Rossi ha affidato una delega che fino al 2015 non esisteva. Almeno non così espressamente dichiarata. "Il nostro obiettivo è combattere le diverse forme di microcriminalità, ma anche contrastare le fragilità sociale. Abbiamo così cercato di accelerare sulla videosorveglianza: con il bando dello scorso dicembre e quello in corso abbiamo stanziato contributi per i Comuni pari a quasi due milioni e 400 mila euro". Oltre alla giunta ha contribuito anche il Consiglio regionale, destinando a questo parte dell'avanzo di amministrazione. "Ma sappiamo anche – aggiunge Bugli – che certi reati possano compiersi più facilmente in aree poco frequentate. Non basta solo la sorveglianza. Così abbiamo investito su cinque progetti speciali e pilota quasi  seicentomila euro: contro il degrado e per la rivitalizzazione di quartieri e aree urbane". 

Questi interventi riguardano al momento Firenze, Prato, Pisa, Lucca e Livorno e proprio in quest'ultima città il progetto, già partito nei mesi scorsi, è stato presentato da Confesercenti.

"Si tratta di azioni che già si stanno dimostrando salutari", dice Bugli. "L'incontro tra i cittadini che tornano ad uscire di casa e i commercianti che escono dai loro negozi è positivo". L'assessore annuncia anche che presto intende incontrare le associazioni degli anziani per coinvolgerle. "Sono una fascia di popolazione fragile ma anche in grado di fare comunità: il loro ruolo può diventare importante" commenta.

Il progetto di Confesercenti Toscana è stato illustrato stamani da Nico Gronchi, presidente toscano dell'associazione, e dall'esperto sulla sicurezza Carlo Corbinelli. "Pensiamo che anche gli imprenditori possano dare  un contributo attivo per avere città più sicure e riqualificate – sottolinea il presidente – Il ruolo dei controlli, della prevenzione e del contrasto dell'illegalità da parte della forze dell'ordine rimane un punto imprescindibile, ma Confersercenti ha scelto di fare la propria parte diffondendo cultura e conoscenza, riqualificando piazze, strade e mercati, intervenendo su startup, università e operatori del turismo per mettere in campo un modello innovativo".

"Si tratta di un progetto che ha trovato la strada giusta – conclude il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, anche lui presente alla presentazione stamani – La sicurezza oggi è  "il" problema o comunque un problema tra i più sentiti ed anche come Consiglio abbiamo deciso di dare il nostro contributo utilizzando parte delle risorse dell'avanzo di amministrazione". 

Sicurezza, Confesercenti Toscana presenta il suo progetto: venerdì 29 settembre alle ore 12

FIRENZE – Imprese e città più sicure. Confesercenti Toscana presenta  "Progetto Sicurezza". Lo farà nel corso di una conferenza stampa venerdì 29 settembre 2017 alle ore 12 a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo 10 a Firenze, sede della presidenza della Regione. Interverrà l'assessore alla sicurezza della Toscana, Vittorio Bugli. Sarà presente anche il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani.

E' sempre più sentita, tra le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi, così come tra i cittadini, l'esigenza di una maggiore sicurezza nella gestione quotidiana delle attività. E' fondamentale rafforzare e qualificare le attività messe in campo. L'obiettivo di Confesercenti Toscana è racchiudere in un unico progetto strategico i vari aspetti della sicurezza dal punto di vista delle imprese e dei luoghi in cui operano: dalla cybersecurity ad una cultura della sicurezza per le start up, dalla sicurezza nella terza età alla sicurezza nei mercati.

Il progetto sarà illustrato dal presidente di Confesercenti Toscana, Nico Gronchi, e dall'esperto di sicurezza Carlo Corbinelli.