Coronavirus Firenze, da doman consegna buoni spesa. Vannucci “Presentarsi solo con l’appuntamento”

Coronavirus Firenze, da doman consegna buoni spesa. Vannucci “Presentarsi solo con l’appuntamento”

Sono 3023 le richieste per ricevere i buoni spesa che sono arrivate al Comune da ieri alle 14.30, momento in cui è partita la possibilità di richiedere il sostegno alimentare sul sito http://www.firenzebuonispesa.it, alle 18 di oggi. Delle oltre tremila richieste 921 (un terzo) sono state presentate utilizzando credenziali Spid, carta di identità elettronica o carta sanitaria dei servizi (tessera sanitaria regionale).

Le domande possono essere presentate h24 e da domani alle 14.30 chi ne ha diritto potrà ritirare i buoni spesa, per i quali sono a disposizione oltre due milioni di euro. La consegna avverrà nelle sedi dei Quartieri e alla Direzione Servizi sociali in viale De Amicis, 21.
“Oggi la piattaforma informatica non ha avuto problemi – ha detto l’assessore a Welfare Andrea Vannucci -. Ieri sono state riscontrate delle difficoltà, ma grazie al tempestivo intervento dei nostri Sistemi informativi e della componente amministrativa dei Servizi sociali, che stanno facendo un grande lavoro, sono state risolte in tempi rapidi e i fiorentini hanno potuto presentare le domande. Che numericamente sono in linea con le nostre aspettative”. “Vorrei ringraziare tutti i dipendenti comunali e i volontari che si stanno impegnando al massimo in questa importante operazione – continuato l’assessore-: gli operatori del Call center, gli amministrativi e gli assistenti sociali della Direzione Servizi sociali, i presidenti dei cinque Quartieri, ma anche le associazioni di volontariato e il Terzo settore per quanto stanno facendo per la consegna dei pacchi alimentari”.
A proposito della presentazione della domanda per ricevere i buoni spesa, l’assessore Vannucci rassicura i fiorentini: “Non serve fare le corse per fare richiesta perché non c’è scadenza per la richiesta. Quindi, chiedo ai fiorentini di mantenere la calma se trovano i numeri di telefono occupati o se non riescono a inviare subito la richiesta”.
Per il ritiro dei buoni spesa è vietato presentarsi nelle sedi dei Quartieri e alla Direzione dei Servizi sociali senza l’appuntamento, ovvero senza aver ricevuto la mail con l’indicazione del giorno e dell’orario in cui avverrà la consegna. Nell’occasione del ritiro saranno messe in atto da parte dei dipendenti del Comune dei Quartieri e della Direzione Servizi sociali le misure di sicurezza necessarie per evitare il contagio del Coronavirus; misure che dovranno essere messe in atto anche dai cittadini.
L’assessore Vannucci fa un appello ai fiorentini che hanno diritto ai buoni spesa: “Andate a ritirarli solo se avete ricevuto la mail con l’appuntamento. Evitate di fare viaggi a vuoto: senza appuntamento non saranno consegnati”.
I buoni spesa sono una delle due misure di solidarietà alimentare, che sono state messe a punto dall’assessorato al Welfare dopo lo stanziamento da parte del governo di 400 milioni di euro destinati al ‘soccorso alimentare’ degli italiani a causa della crisi per il Covid-19. Oltre ai buoni spesa ci sono infatti anche i pacchi alimentari con prodotti di prima necessità, distribuiti a partire da giovedì scorso grazie alla collaborazione di Caritas e Banco alimentare.
I cittadini che hanno diritto ai buoni spesa riceveranno buoni cartacei nominali del valore di 10 euro l’uno da spendere nei supermercati e nei negozi di vicinato convenzionati. I buoni spesa hanno un valore che va da un minimo di 150 euro per il nucleo monoparentale fino a 500 euro circa per le famiglie numerose. Il valore varierà in base al numero di figli del nucleo familiare, la presenza di minori e/o disabili e non autosufficienti. I buoni danno diritto ad acquistare beni alimentari negli esercizi commerciali, sia supermercati che piccoli negozi di generi alimentari convenzionati. Non sarà possibile, ad esempio, acquistare alcolici e superalcolici.
Coloro che hanno bisogno di informazioni sui buoni spesa possono chiamare dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 il Call center del Progetto #iorestoacasa del Comune (0553282200) oppure il Segretariato sociale del Comune (800508286).

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Coronavirus: Cospe, antenna su violazioni diritti nel mondo

Coronavirus: Cospe, antenna su violazioni diritti nel mondo

Stilare una mappa in vari paesi del mondo, ove presenti, della popolazione più esposta e vulnerabile agli effetti dell’epidemia del Coronavirus e al suo impatto sociale ed essere ‘antenna’ contro i casi di violazione dei diritti.

E’ l’obiettivo del Cospe, associazione di cooperazione internazionale che ha sede a Firenze ed opera in 25 Paesi tra Africa, America Latina, Mediterraneo e Balcani.
“Cospe, come ong che lavora da più 35 anni in tutto il mondo – sottolinea il presidente Giorgio Menchini – si sente oggi impegnata a fare la sua parte nello sforzo comune di dare una risposta all’emergenza determinata dal Covid19 e di preparare il terreno a una ripartenza che metta al centro i diritti e la giustizia”. La mappa, spiega Menchini, “ci aiuterà a identificare in modo preciso e tempestivo, in ogni paese in cui lavoriamo, la popolazione più esposta agli effetti dell’epidemia e più vulnerabile alla violazione dei diritti e al suo impatto sociale. E, naturalmente, a essere costantemente informati sui loro diritti violati, sui loro bisogni non soddisfatti”.
La mappa include oggi le donne, i minori e gli anziani, e spazia dalle comunità indigene amazzoniche, a quelle beduine, a migranti, rifugiati e profughi ed altre realtà storicamente
discriminate. Ma anche le comunità rurali più remote, oppure la popolazione della Striscia di Gaza e di Gerusalemme Est per le limitazioni ulteriori cui è sottoposta. “Questa vera e propria ‘antenna’ sulle violazioni dei diritti – aggiunge Menchini – ci servirà sia per fare controinformazione, e monitorare le violazioni dei diritti umani sia per andare incontro con iniziative concrete a bisogni urgenti delle popolazioni con cui
lavoriamo”.

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Coronavirus: Firenze, per buoni spesa 700 richieste in 2 ore

Coronavirus: Firenze, per buoni spesa 700 richieste in 2 ore

Sono 700 le richieste a Firenze, nelle prime due ore dall’attivazione del servizio, per ricevere i buoni spesa che il Governo ha stanziato per aiutare chi – a causa del Coronavirus – ha perso il lavoro o ha avuto un drastico calo dei guadagni. Le risorse disponibili sono oltre due milioni netti (400 mln in tutta Italia) e aiuteranno circa 7mila nuclei familiari, poco più di 20mila fiorentini.

Al momento i server del Comune – le richieste possono essere fatte online su www.comune.fi.it o www.firenzebuonispesa.it – stanno accogliendo tutte le domande anche se c’è stato qualche intoppo, a causa dell’elevato numero di utenti connessi.

I buoni spesa (del valore di dieci euro l’uno) hanno un valore che va da un minimo di 150 euro per il nucleo monoparentale fino a circa 500 euro per le famiglie numerose.
Da mercoledì (a causa di un ritardo nella consegna dei buoni) inizierà la distribuzione a chi ha fatto domanda e ne ha diritto presso le sedi dei quartieri e la direzione servizi sociali con l’avvertenza, come specificato dall’assessore al welfare di Palazzo Vecchio Andrea Vannucci “di non recarsi in questi luoghi senza prima aver ricevuto la mail di risposta con l’appuntamento”. A tutti si raccomanda “puntualità per evitare sovraffollamenti”. Nel frattempo prosegue anche la consegna dei pacchi alimentari, con prodotti di prima necessità.

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Rossi: “mascherine a tutti entro 7 giorni”

Rossi: “mascherine a tutti entro 7 giorni”

Il presidente su FB “sarà obbligatoria in tutti quegli ambienti pubblici o privati in cui è necessaria la distanza sociale di 1,8 metri come disposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”

Ecco il testo del postr di Rossi

Ho appena firmato l’ordinanza che rende obbligatorio entro 7 giorni a partire da oggi l’uso della mascherina in tutti quegli ambienti pubblici o privati in cui è necessaria la distanza sociale di 1,8 metri come disposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo dispositivo di protezione, che è in distribuzione a cura dei Comuni gratuitamente, consente una prevenzione primaria che in piena emergenza il sistema sanitario regionale deve garantire.

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