Disco della settimana: Adia Victoria “A Southern Gothic”

Disco della settimana: Adia Victoria “A Southern Gothic”

Accanto ad artisti come Valerie June o Fantastic Negrito, Adia Victoria fa parte di un movimento che dalla musica delle radici, il blues, sta dando nuova vita alla musica del XXI secolo. Una riflessione sul Sud degli Stati Uniti fra echi della tradizione e consapevolezze contemporanee.

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Il nuovo album di Adia Victoria, A Southern Gothic, è uscito il 17 settembre per Canvasback Records. Il disco è stato prodotto da T Bone Burnett e include contributi di ospiti di Jason Isbell, Margo Price e Matt Berninger di The National. A Southern Gothic è il terzo album di Adia e segna il seguito dell’acclamato Silences del 2019, prodotto da Aaron Dessner. «Volevo evocare il lato etereo del Sud, l’umidità, il calore, il modo in cui cadiamo nelle profondità dell’inferno e saliamo in paradiso. Volevo incapsulare i lati estremi del Sud».

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L’album è stato anticipato dal brano “Magnolia Blues”, Jon Freeman di Rolling Stone ha descritto la canzone come “una melodia inquietante, guidata da una chitarra acustica, che si espande in un basso corposo e un’orchestra spettrale di archi e banjo“.

Victoria è nata nella South Carolina e vive a Nashville. Ha girato gli Stati Uniti e l’Europa durante il “Dope Queen Tour” che includeva un’esibizione su Live From Here con Chris Thile e al Prospect Park di Brooklyn, al Newport Folk Festival e un’esibizione al Mass MOCA e al Boston Calling. È anche apparsa in The Late Show With Stephen Colbert.

“A Southern Gothic” è il nostro Disco della settimana.

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Official Site: www.adiavictoria.com

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Disco della settimana: Amyl and The Sniffers “Confort to me”

Disco della settimana: Amyl and The Sniffers “Confort to me”

Comfort to Me è il secondo album degli australiani Amyl and the Sniffers. Look “Mod”, violenza punk, il suono di Detroit e testi influenzati dal rap. Un’operazione tutt’altro che revivalista ed un modo riuscitissimo di riportare l’attenzione su quello che si può fare con basso/chitarra/batteria e tanta, tanta attitudine.

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Comfort to Me è uscito il 10 settembre su Rough Trade, registrato nel 2020 con il produttore Dan Luscombe (già all’opera con Courtney Barnett). Il lavoro è nato durante il lungo anno di lockdown, con i quattro chiusi in un appartamento in affitto con 3 camere da letto nella loro città natale, Melbourne: «E’ stato difficile per i ragazzi  stare lontani dal pub e dai loro amici – ha dichiarato la frontwoman Amy Taylor nella nota stampa – Ma abbiamo avuto molto tempo per lavorare a questo disco… La cosa principale, volevamo solo che fossimo noi».

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Dal punto di vista musicale, le influenze sono chiaramente quelle del rock “deviante” dei tardi anni 70 (dal Detroit Sound al primo punk), dell’hardcore moderno (Warthog e Power Trip) e dal suono di alcuni miti conterranei (Radio Birdman o Cosmic Psychos). Dal punto di vista testuale, invece, risente molto degli idoli rap di Taylor e di innumerevoli garage band filtrati dalla nevrosi “pandemica”: «Avevo tutta questa energia dentro di me e nessun modo per sfogarla perché non potevo esibirmi. La cosa ha avuto un effetto frenetico sul mio cervello, che si è evoluto e deformato, tanto che il mio modo di pensare il mondo è completamente cambiato». In questi mesi Amy ha collaborato anche con i Sleaford Mods nel brano Nudge (dall’album “Spare Ribs”)

Mixato da Nick Launay (Nick Cave, IDLES, Yeah Yeah Yeahs) e masterizzato da Bernie Grundman (Michael Jackson, Prince, Dr. Dre), l’album è stato anticipato dai singoli Guided By Angels, Security e Hertz che avete già ascoltato sulle nostre frequenze. In questa settimana ascolteremo insieme gli altri brani di questo che è il nostro nuovo “Disco della settimana”.

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Disco della settimana: Little Simz “Sometimes i might be introvert”

Disco della settimana: Little Simz “Sometimes i might be introvert”

Little Simz è l’astro nascente dell’hip hop inglese. Con Sometimes I might be introvert, epico, sontuoso ed insieme assolutamente contemporaneo, la giovanissima e talentuosa rapper ha probabilmente scritto un nuovo classico del genere.

Simblatu “Simbi” Abisola Abiola Ajikawo, in arte Little Simz, è una ventisettenne rapper di genitori nigeriani e originaria di Islington, quartiere nella parte settentrionale di Londra. Simz sviluppa la sua passione per l’hip-hop da giovanissima: all’età di 7 anni scopre la rapper afroamericana Missy Elliott ed è affascinata dalle coreografie dei suoi video musicali. In seguito, influenzata da artisti come Lauryn Hill, 2Pac, Nas e Jay-Z, inizia a scrivere i suoi primi versi. Oggi per Kendrick Lamar è la migliore in circolazione, Lauryn Hill l’ha voluta al suo fianco, i Gorillaz l’hanno già scelta per il singolo “Green Palace”, il suo terzo album Grey Area del 2019 fu candidato ai Mercury Prize.

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Dopo i precedenti lavori, legati all’estetica dell’hip hop undrground della scena londinese, con Sometimes I might be introvert, album ambizioso e sontruosamente orchestrato  compie un evidente salto di qualità confrontandosi con i modelli assoluti come Nina Simone, Lauryn Hill (“è stata una mia grandissima ispirazione, il fatto che oggi che mi accostino a lei mi sembra pazzesco”), Etta James, Isaac Hayes o lo Smokey Robinson campionato nel pezzo Two worlds apart, nel tentativo di scrivere un classico. “Non ci ho riflettuto molto, è venuto fuori in modo naturale. Sentivo che con questo disco dovevo passare a un livello successivo. Ero molto orgogliosa di Grey area, il mio lavoro precedente, ma volevo andare oltre, mettere me stessa e la mia storia personale al servizio della musica”

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I 19 brani di Sometimes I might be introvert sono costruiti come un viaggio interiore guidato dalla voce narrante dell’attrice Emma Corrin (la Lady Diana nella serie The crown). Gran parte dei testi sono autobiografici; il brano I love you, I hate you parla del difficile rapporto tra Little Simz e il padre, Little Q racconta la storia di un cugino, scampato alla violenza delle baby gang londinesi (“È quasi morto dopo che l’hanno accoltellato, è stato in coma due settimane, poi è guarito. Stava per diventare l’ennesimo numero buono solo per le statistiche sulla violenza delle baby gang”) ma affrontano anche grandi temi come femminismo (Woman), razzismo e la cultura africana. In Point and kill Little Simz e il suo ospite Obongjayar cantano in pidgin, lingua creola a base inglese parlata in tutta la Nigeria “Obongjayar ha dato un contributo fondamentale al brano, ha aggiunto la sua magia. Per questo pezzo e per quello successivo, Fear no man, abbiamo portato in studio dei percussionisti nigeriani. Io sono rimasta nella sala di controllo a vederli suonare per ore, era una figata, sembravano guidati da uno spirito”.

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Il brano d’apertura, l’epico, imponente, Introvert, è uno dei più diretti e politici. Parla esplicitamente di guerre interiori, apartheid e politici corrotti. “Nella canzone dico che diverse parti del mondo vivono in apartheid, ma non è una novità. Volevo fare luce su alcune situazioni che sono sotto gli occhi di tutti, anche se tanti fingono di non vederle: quella del popolo palestinese, ma anche il Sudafrica, dove l’apartheid non è di certo finito. Il mio cuore è con loro”

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Riguardo all’aspetto strettamente musicale, Little Simz conferma di essersi guardata molto indietro, con il complice aiuto del produttore Inflo, (la mente del progetto Sault): “Le mie influenze sono tante. Negli ultimi anni ho ascoltato tanto Nina Simone, Etta James, Marvin Gaye. Io e Inflo lavoriamo insieme da anni, siamo amici. In studio passiamo un sacco di tempo a chiacchierare, oltre che a fare musica. Ci piace provare sempre cose nuove e non ci poniamo steccati tra i generi: non pensiamo che siccome sono una rapper devo fare solo pezzi a 90 bpm, boom bap o trap. Ci piace esplorare il jazz, il funk, l’elettronica o l’indie”.

 

Sometimes I might be introvert è il nostro Disco della settimana !

 

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Disco della settimana: Jungle “Loving In Stereo”

Disco della settimana: Jungle “Loving In Stereo”

Loving in Stereo è il terzo album in studio del duo di produttori inglesi Jungle (Josh Lloyd-Watson, Tom McFarland), appena uscito per AWAL Recordings. Il disco arriva a distanza di quattro anni dal precedente For Ever ed inaugura la nuova stagione dei nostri “Dischi della settimana”!

Registrato nel corso del 2020, Loving in Stereo è stato anticipato da una manciata di singoli che ci hanno accompagnato nel corso dell’estate ed è un album tutto da ballare quasi ad esorcizzare le misure di distanziamento sociale (“Il mondo era già pieno di problemi, e noi volevamo andare nella direzione opposta”, hanno dichiarato in un’intervista). Per la prima volta i Jungle hanno collaborato con altri cantanti come Tamil-Swiss Priya Ragu e il rapper Bas.
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“Keep Moving” , il primo singolo, registrato al The Church di Londra, è un brano che parla di accettazione, di accogliere positivamente tutto quello che la vita ci offre. Ne sono state inizialmente registrate diverse versioni, e alcune delle interpretazioni sonore posso essere colte verso la fine, quando il brano si lancia verso un ritornello dalle tinte western ispirate a Morricone. Nelle session infatti i due hanno proceduto attraverso “auto-campionamenti” successivi, ispirandosi alle tecnice tipiche dell’hip hop ma senza ricorrere a brani preesistenti
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Ma il focus del lavoro è decisamente orientato verso sonorità tardo soul / pre-disco di metà anni settanta, con riferimenti all’easy listening, ai disci di sonorizzazioni ed alla musica da crociera in stile “Love Boat”.

Per quanto riguarda la previsione di live i due hanno dichiarato di non voler “dare al nostro pubblico meno di ciò che si merita… adoriamo stare sul palco perché adoriamo entrare in connessione con il pubblico, emotivamente parlando. Quando non sarà possibile farlo, eviteremo del tutto di suonare, perché non ci piace fare le cose a metà.”

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Disco della settimana: Sleater-Kinney “Path of Wellness”

Disco della settimana: Sleater-Kinney “Path of Wellness”

“Path of Wellness” è il 10° album in studio delle Sleater-Kinney. Il disco è stato registrato a Portland, Oregon, durante l’estate del 2020, su uno sfondo di disordini sociali, incendi devastanti e una pandemia che aveva bloccato il mondo.

“Path of Wellness” è il decimo album in studio delle Sleater-Kinney. Uscito l’11 giugno, è il primo interamente auto-prodotto da Corin Tucker e Carrie Brownstein per Mom+Pop ma anche il primo senza la batterista Janet Weiss, uscita dal gruppo nel 2019 dopo 24 anni. L’ultimo lavoro delle Sleater-Kinney quando ancora erano un trio risale al 2019, The Center Won’t Hold, e vedeva la produzione (poco riuscita) di St. Vincent.

Il disco, che sancisce ancora una volta la perfetta sintonia degli intrecci chitarristici e vocali delle due, si scontra con una certa “classicità” (se per le Sleater-Kinney questo termine può avere un senso) e con un appeal virato verso il “pop” (idem come prima) inanellando una serie di brani che lasciano decisamente il segno. Evidente, a volteggiare sopra tutto, l’eco delle tracce lasciate da Patti Smith nella storia del rock alternativo.

Il video del singolo Worry With You, che ha anticipato l’album (e che ha stazionato non poco nelle classifiche dei brani più passati su Controradio) è diretto da Alberta Poon, regista e sceneggiatrice cino-americana.

Le Sleater-Kinney, band alternative rock statunitense, si formarono nel 1994 a Olympia, nello stato di Washington, traendo il  nome dall’omonima strada che attraversa un quartiere della città. ll gruppo nacque sulla scia del movimento delle cosiddette riot grrrl, che si rifaceva alle tematiche femministe e di liberazione dell’identità sessuale tipiche di quel movimento. Nella loro lunga carriera, nonostante abbiano ricevuto un limitato riscontro commerciale, si sono comunque conquistato lo status di band di culto della loro generazione.

Disponibile in edizione CD, LP Black Opaque e LP White Opaque Edition (in esclusiva la distribuzione italiana Audioglobe per i negozi indipendenti).

Questa è la tracklist di Path of Wellness:

01. Path of Wellness
02. High in the Grass
03. Worry With You
04. Method
05. Shadow Town
06. Favorite Neighbor
07. Tomorrow’s Grave
08. No Knives
09. Complex Female Characters
10. Down the Line
11. Bring Mercy

Official site: http://www.sleater-kinney.com/

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