Disco della Settimana: The Fleshtones “Face of the Screaming Werewolf”

Disco della Settimana: The Fleshtones “Face of the Screaming Werewolf”

Posticipato più volte a causa delle ben note questioni pandemiche esce finalmente l’album di una delle ultime band ancora in attività nate in quell’incredibile calderone che era sul finire degli anni ’70 il CBGB’s di New York, e The Fleshtones, nonostante tutto, si dimostrano ancora una band incredibilmete vitale e potente.

The Fleshtones sono una della band di garage rock più attive negli Stati Uniti. Dal 1976, anno della loro fondazione, Keith Streng, Peter Zaremba, Bill Milhizer e, successivamente, Ken Fox, hanno pubblicato 20 album, l’ultimo nel 2016, “The band drinks for free” (Yeproc), celebrava il quarantesimo anno di attività.

I leggendari garage-rockers noti per i loro live straordinariamente coinvolgenti ed eccitanti (per anni uno degli appuntamenti fissi del  cartellone dell’Auditorium Flog di Firenze), hanno pubblicato un nuovo Lp, si intitola “Face Of The Screaming Werewolf” ed esce su Yep Roc Records. Il disco più volte annunciato e posticipato, era stato anticipato dal singolo “Alex Trebek”.

Il disco, preceduto dal Live at Yep Roc 15: The Fleshtones il ventitreesimo in quarantacinque anni di carriera, mostra una band in una forma smagliante nelle mani di una ottima produzione in grado di snocciolare brani che non sfigurano affatto in confronto alla produzione “classica” della band. Tra gli undici brani la band di Peter Zaremba affronta anche la cover di Child Of The Moon dei Rolling Stones.


Questa la tracklist:

1. Face Of The Screaming Werewolf
2. Alex Trebek
3. Spilling Blood (At The Rock & Roll Show)
4. Child Of The Moon
5. Manpower Debut
6. Swinging Planet X
7. You Gotta Love, Love
8. Violet Crumble, Cherry Ripe
9. Waiting On A Girl
10. The Show Is Over
11. Somerset Morning

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Disco della Settimana: The Fleshtones “Face of the Screaming Werewolf”

Disco della Settimana: The Fleshtones “Face of the Screaming Werewolf”

Posticipato più volte a causa delle ben note questioni pandemiche esce finalmente l’album di una delle ultime band ancora in attività nate in quell’incredibile calderone che era sul finire degli anni ’70 il CBGB’s di New York, e The Fleshtones, nonostante tutto, si dimostrano ancora una band incredibilmete vitale e potente.

The Fleshtones sono una della band di garage rock più attive negli Stati Uniti. Dal 1976, anno della loro fondazione, Keith Streng, Peter Zaremba, Bill Milhizer e, successivamente, Ken Fox, hanno pubblicato 20 album, l’ultimo nel 2016, “The band drinks for free” (Yeproc), celebrava il quarantesimo anno di attività.

I leggendari garage-rockers noti per i loro live straordinariamente coinvolgenti ed eccitanti (per anni uno degli appuntamenti fissi del  cartellone dell’Auditorium Flog di Firenze), hanno pubblicato un nuovo Lp, si intitola “Face Of The Screaming Werewolf” ed esce su Yep Roc Records. Il disco più volte annunciato e posticipato, era stato anticipato dal singolo “Alex Trebek”.

Il disco, preceduto dal Live at Yep Roc 15: The Fleshtones il ventitreesimo in quarantacinque anni di carriera, mostra una band in una forma smagliante nelle mani di una ottima produzione in grado di snocciolare brani che non sfigurano affatto in confronto alla produzione “classica” della band. Tra gli undici brani la band di Peter Zaremba affronta anche la cover di Child Of The Moon dei Rolling Stones.


Questa la tracklist:

1. Face Of The Screaming Werewolf
2. Alex Trebek
3. Spilling Blood (At The Rock & Roll Show)
4. Child Of The Moon
5. Manpower Debut
6. Swinging Planet X
7. You Gotta Love, Love
8. Violet Crumble, Cherry Ripe
9. Waiting On A Girl
10. The Show Is Over
11. Somerset Morning

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Disco della settimana: Death By Unga Bunga: “Heavy Male Insecurity”

Disco della settimana: Death By Unga Bunga: “Heavy Male Insecurity”

Continua la campagna di Controradio contro la musica che si prende troppo sul serio. Dopo i canadesi Kiwi Jr. è un altro gruppo di simpatici cazzoni a conquistare il podio del nostro Disco della settimana, i chitarrosissimi norvegesi Death By Unga Bunga!

Provengono da Moss, in Norvegia, sono sulla scena da oltre un decennio e hanno già pubblicato cinque album. Anticipato dal singolo “Egocentric”  è uscito il 12 febbraio via Jansen Records “Heavy Male Insecurity” , il nuovo lavoro dei Death By Unga Bunga.

La band, formata nel 2007 da Sebastian Ulstad Olsen (voce e tastiere) assieme a Stian S. Gulbrandsen (chitarra), Even Rolland Pettersen (basso) and Ole S. Nesset (batteria) trae il nome da un album della garage band The Mummies ed esordisce sul mercato discografico nel 2010 con il loro LP di debutto “Juvenile Jungle”. Da una impostazione punk, presto influenzata da modelli come 13th Floor Elevators o The Sonics giungono oggi mescolando Ramones e Thin Lizzy ad un divertentissimo Power Pop venato di glam e hair metal irresistibile e suonato con la giusta attitudine.

Un nuovo antidoto alla cupezza di questi giorni nella speranza di poterli vedere presto dal vivo!

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Kiwi Jr. “Cooler Returns”, Disco della Settimana

Kiwi Jr. “Cooler Returns”, Disco della Settimana

Disco scanzonato e solare, decisamente in controtendenza rispetto alle contingenze pandemiche, Cooler Returns, il secondo disco dei canadesi Kiwi Jr uscito per Sub Pop, ci riporta dalle parti del jingle-jungle in salsa indie dei Modern Lovers di Jonathan Ritchman, Go-Betweens, Feelies, Pavement, Strokes e, perchè no? anche un po’ degli Housemartins.

Appena pubblicato per la storica Sub Pop, Cooler Returns è il nuovo disco dei Kiwi Jr. e arriva a solo un anno di distanza da Football Money, buon esordio via Mint Records che aveva puntato i riflettori sulla band di Charlottesville

Originari di Charlotteville nell’Isola del Principe Edoardo, i Kiwi Jr. si sono trasferiti nella più popolosa Toronto all’epoca dell’album d’esordio. La band, formata da Jeremy Gaudet (voce e chitarra), Brohan Moore (batteria), Mike Walker (basso) e Brian Murphy (chitarra), presenta nel suo secondo fulminante disco 13 brani in 35 minuti scarsi senza alcun riempitivo o sbavatura e suona esattamente come deve suonate un disco di buon sano “indie rock” old style con una esibitissima attitudine “slacker”.

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Disco della settimana: Foo Fighters “Medicine At Midnight” 

Disco della settimana: Foo Fighters “Medicine At Midnight” 

“Medicine At Midnight” è il nuovo atteso disco dei Foo Fighters, il decimo in studio, disponibile in versione CD, vinile e digitale

Medicine At Midnight” è stato anticipato dal  singolo “Shame Shame” (presentato al Saturday Night Live), dal brano “No Son of Mine” (che termina con l’imprecazione “final f * ck you to 2020”), e dalla ballad “Waiting on a War”. 

Per celebrare l’uscita di “Medicine At Midnight”, i Foo Fighters pubblicheranno una serie radiofonica su Apple Music Hits divisa in sei parti: “Medicine At Midnight Radio”.

Ogni membro della band condurrà un episodio della durata di un’ora in cui parlerà delle proprie ispirazioni personali e rifletterà sul processo creativo legato all’album. I fan potranno sintonizzarsi ogni giorno a partire da lunedì 8 febbraio (dalle ore 16:00 PST / ore 01:00 di martedì), su Apple Music Hits (apple.co/FFRadio) e sul nuovo canale SiriusXM della band, “Foo Fighters Radio” (canale 105). Dave Grohl si è anche unito a Zane Lowe nel suo programma quotidiano “Apple Music 1” per parlare dell’album (ascolta QUI).

Parlando del disco in un’intervista Dave Grohl ha fatto sapere: “Anziché fare un altro album per adulti ho pensato ‘Fanculo, facciamo un album da festa. Molti dei nostri dischi preferiti sono caratterizzati da grandi riff e questo groove. Odio definirlo un disco funk o dance, ma è decisamente più energetico delle altre cose che abbiamo fatto finora ed è stato pensato per essere l’album della festa del sabato sera”.

Dichiarazione probabilmente esagerata, anche se effettivamente il disco (che già sta dividendo i fan) rappresenta un punto di svolta nelle produzioni della band, disco concepito prima del lockdown e per il quale si era preventivato un tour, come nelle parole della band, “festoso”.

Medicine At Midnight” è stato prodotto da Greg Kurstin e dai Foo Fighters, registrato da Darrell Thorp e mixato da Mark “Spike” Stent. I Foo Fighters oggi sono Dave Grohl, Taylor Hawkins, Nate Mendel, Chris Shiflett, Pat Smear e Rami Jaffee.

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