Immagini e suoni dal mondo

Dopo la rassegna France Odeon,la 50 giorni di cinema internazionale a Firenze prosegue con Immagini e suoni dal mondo,FESTIVAL DEL FILM ETNOMUSICALE dal 3 al 5 novembre.

Il festival presenterà in prima visione italiana il film di fiction Amalia di Carlos Coelho da Silva, biopic sulla più grande cantante di fado di tutti i tempi: Amalia Rodrigues. In cartellone i migliori documentari etnomusicali prodotti negli ultimi anni: Mercedes Sosa: la voz de Latinoamerica di Rodrigo Vila, ritratto della celeberrima cantante argentina nota per la straordinaria interpretazione di “Gracias a la vida” di Violeta Parra; Song from the Forest di Michael Obert, sulla straordinaria vicenda dell’etnomusicologo Louis Sarno tra i Pigmei della foresta centrafricana; Sweet Dreams di Lisa e Rob Fruchtman, sulla vicende di un gruppo di donne ruandesi percussioniste ed imprenditrici; Woodstock in Timbuctu di Desirée von Throta, storia del festival musicale che si tiene ogni anno tra le dune del deserto del Sahara. Concluderà il festival, la proiezione del documentario Griot di Volker Goetze, ritratto del griot (cantastorie) e virtuoso di kora, Ablaye Sissoko, a cui seguirà la performance dal vivo del duo Goetze (tromba) e Sissoko (kora).

 

 

OPEN SESAME – THE STORY OF SEEDS

Giovedì 26 giugno (ore 20.30)  evento speciale al cinema  Odeon di Firenze, con la prima nazionale di OPEN SESAME – THE STORY OF SEEDS, il film del regista e scrittore Sean Kaminsky dedicato a uno dei problemi più scottanti riguardo al futuro del nostro pianeta, quello dei semi e degli OGM.

Una delle risorse più importanti per la sopravvivenza dell’umanità e dello stesso pianeta oggi è più che mai a rischio e gran parte della popolazione mondiale non è informata su ciò che sta accadendo. OPEN SESAME – THE STORY OF SEEDS ha l’obiettivo di colmare questa grave lacuna, spingendo tutti noi a una maggiore consapevolezza nella protezione di un bene centrale per l’alimentazione di tutta l’umanità, visto che i semi sono un anello importantissimo della catena alimentare e sono esseziali per l’intero ciclo della vita.

«L’impero degli Ogm è senza vestiti. Per creare cibo e sistemi agricoli liberi da agenti chimici dobbiamo ripartire dai semi – afferma da tempo l’attivista indiana Vandana Shiva – riguardo a un problema che è nato e cresciuto nell’ultimo secolo, parallelamente all’espansione di un sistema economico e produttivo globale votato allo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali e alimentari. Da bene comune, qual è stato per secoli, oggi il seme è diventata merce privilegiata delle multinazionali sementiere, come la Monsanto, che da anni causa danni irreparabili alle comunità agricole dell’India. «Il seme non è solo la fonte della vita – prosegue Vandana Shiva – E’ il fondamento stesso del nostro essere. Per milioni di anni, i semi si sono evoluti liberamente per darci la diversità e la ricchezza della vita sul nostro pianeta. Per migliaia di anni gli agricoltori, soprattutto donne, hanno fatto evolvere e riprodurre i semi liberamente in collaborazione tra loro e con la natura. Oggi questa libertà di evolversi della natura e della cultura è sotto una diretta e violenta minaccia. La minaccia alla libertà dei semi incide il tessuto stesso della vita umana e della vita del pianeta».

OPEN SESAME – THE STORY OF SEEDS propone agli spettatori alcune possibili soluzioni al problema, come l’auto-rafforzamento nei cittadini della consapevolezza del fatto che essi hanno il potere di liberare i semi e loro stessi o la spinta rivolta agli stessi cittadini per fare pressione sui governi e sulle istituzioni per convinerli a fare marcia indietro sui brevetti e sulle leggi che stanno sottraendo la libertà dei semi.

Il film documentario spiega molto bene quanto sia alta “la posta in gioco” quando si affronta il tema della libertà dei semi, visto che per le multinazionali il problema è rendere illegale la riproduzione dei semi da parte degli agricoltori tramite l’introduzione dei brevetti e dei diritti di proprietà intelletuale sui semi. Il film è il terzo e ultimo appuntamento della rassegna SERATE PER LA NOSTRA TERRA, organizzata da Odeon Firenze in collaborazione con Navdanya International.

SERATE PER LA NOSTRA TERRA

Apriti Sesamo (Open Sesame – The Story of Seeds) – Un film di Sean Kaminsky

Versione originale con sottotitoli in italiano | Original version with Italian subtitles

Giovedì 26 Giugno ore 20.30

Cinema Odeon Firenze

Centoquaranta La strage dimenticata

“La Moby Prince è una ferita ancora aperta, una tragedia che non può restare insoluta e che merita, almeno, sia fatta giustizia”. Così il consigliere del Pd Andrea Vannucci annuncia la presentazione della proiezione del documentario di Manfredi Lucibello “Centoquaranta La strage dimenticata” che si svolgerà sabato 22 marzo alle 11,30 (Sala della Miniatura).

“E’ molto bello – commenta Vannucci – e importante che Palazzo Vecchio, casa dei fiorentini, ospiti un prezioso documentario di un giovane regista, Manfredi Lucibello, che ci offre l’occasione di provare a far luce su una tragedia che si è consumata sulle coste toscane a neanche cento chilometri da Firenze, in circostanze tuttora non chiarite.” Nell’aprile del 1991, a poche miglia dal porto, il traghetto Moby Prince si scontra con la petroliera Agip Abruzzo. Un solo superstite, centoquaranta morti. La prima tesi, che rimarrà nella memoria collettiva, è quella dell’errore umano: l’equipaggio guardava la partita di calcio. Il caso è stato archiviato nel 2010, come nei precedenti processi, senza colpevoli. Il film che sarà proiettato sabato mattina ripercorre la storia del traghetto tramite le immagini d’archivio e la preziosa testimonianza di Loris Rispoli e Angelo Chessa, familiari delle vittime del Moby Prince. Seguirà il dibattito moderato dal consigliere comunale Andrea Vannucci con interventi di: Loris Rispoli, presidente associazione 140, familiari delle vittime, Angelo Chessa, presidente associazione 10 aprile, familiari delle vittime, e Valdo Spini, sottosegretario di Stato agli Interni ai tempi della strage.

Firenze Short Film Festival

La Limonaia di Villa Strozzi ospita quest’anno la prima edizione del Firenze Short Film Festival, rassegna di cortometraggi provenienti sia dal territorio nazionale che dall’estero, organizzata da Tuttafirenze, Arseniko ed Officine Creative. Gli occhi delle telecamere saranno puntati su Firenze: i lavori in concorso avranno in comune l’abilità di scoprire le molte anime della città, di catturarne aspetti insoliti, originali e suggestivi. Tra i principali intenti del Festival, quello di dare spazio alla creazione di qualità, con una speciale attenzion al mondo delle piccole produzioni.

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Il Firenze Short Film Festival vuole essere infine un catalizzatore e un laboratorio di idee, sollecitando accanto a realizzazioni di alto livello anche forme di creatività più “libera” ed estemporanea.Il Festival, alla sua prima edizione, si propone come punto d’incontro tra la città di Firenze e il cinema, con una speciale attenzione al mondo del cortometraggio e con il desiderio di favorire e stimolare la creatività in ogni sua forma. L’idea è quella di scoprire, assieme ad autori di ogni provenienza, le facce nascoste e inattese di Firenze, e i differenti punti di vista sulla città, restituiti attraverso la lente di una macchina da presa. Per prendere visione del bando di concorso andare alla pagina   http://www.firenzeshortfilm.it/regolamento.html#concorso .