Rock Contest: 30 anni…e non sentirli!

Rock Contest: 30 anni…e non sentirli!

Grande successo alla prima del documentario sul Rock Contest che si è tenuta ieri al Cinema la compagnia di via Cavour a Firenze. In apertura il ricordo di Silvano Sarti, il Partigiano Pillo, scomparso nella notte

Trent’anni di Rock Contest, il più importante e longevo concorso per gruppi emergenti in Italia, in un film. Il documentario, con la regia di Giangiacomo De Stefano, già autore di numerosi filmati a tema musicale per Sky e Rai 5,  è stato presentato in prima assoluta ieri  al Cinema La Compagnia.

Una gran bella serata, con un pubblico interessato e partecipe, che si è aperta con il ricordo di Silvano Sarti, il partigiano Pillo, simbolo della Resistenza a Firenze, scopraso in nottata. “Non so se Silvano ha mai partecipato al Rock Contest ma sicuramente gli sarebbe piaciuto” ha detto Domenico Guarino della redazione di Controradio. “Sarti infatti amava i giovani ed aveva fiducia in loro- ha spiegato- non in maniera formale o retorica, ma perché, come ricordava spesso, quando c’è stato da difendere la Costituzione i giovani hanno fatto la differenza”.

Pririma della proiezione anche il bel dibattito animato dall’ottima Giustina Terenzi, con il direttore del Rock Contest, Giuseppe Barone, il regista e Max Collini degli Offlaga Disco Pax e Francesco Mucè dei Loren.  “il Rock Contest ci ha fatto capire che potevamo farcela, che avevamo della carte da giocare” ha detto Collini, ripercorrendo il legame speciale che si è creato con la manifestazione e che ha intrecciato continuamente la storia della band con quella del Rock Contest e di Controradio. 

Prodotto da Controradio e Controradio Club con Sonne Film, in collaborazione con Regione Toscana – FSE / Giovanisì, Comune di Firenze e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il film ripercorre, in poco più di quaranta minuti, tre decenni di musica italiana che si intrecciano con la storia di Firenze, attraverso le testimonianze di big come Manuel Agnelli, Dario Brunori, Piero Pelù, Lodo Guenzi e i Subsonica. Dalla nascita della radio nel 1977 “con un budget di centomila lire”, come raccontano gli organizzatori, alla prima edizione del concorso nel 1984, gli anni del Banana Moon, del Tenax, della new wave e di una scena musicale fiorentina che vantava band che sarebbero diventate iconiche, come i Litfiba o i Diaframma.

Un racconto cinematografico trans-generazionale che, toccando le innumerevoli derivazioni del rock, culmina nella memorabile finale del 2018, con il concerto di una superband d’eccezione: lo scorso primo dicembre, infatti, Max Collini e Daniele Carretti, insieme a Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna, hanno fatto rivivere, sul palco di un Auditorium Flog tutto esaurito, la storia di una band di culto, gli Offlaga Disco Pax, vincitori del contest fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è stata dedicata l’intera edizione del concorso. Gli Offlaga rappresentano il paradigma perfetto del Rock Contest: da band sconosciuta, hanno conquistato pubblico e critica, aggiudicandosi il primo premio, un contratto e la realizzazione di “Socialismo tascabile”, esordio discografico di una formazione che ha scritto un pezzo di storia della musica italiana.

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Silvano, ti volevo eterno come i tuoi ideali

Silvano, ti volevo eterno come i tuoi ideali

Il telefono squillava, rispondevo e la tua inconfondibile voce risuonava potente: “Chiara c’è mica il Guarino?” e poi a prescindere dalla risposta, si ragionava di quello che stava succedendo: delle marce di Forza nuova annunciate a Roma, delle sedi di Casa Pound che spuntavano come funghi, del bisogno di esserci, dell’astensionismo, dell’importanza dell’informazione. Oggi più che mai.

Della scelta dell’Anpi di essersi aperta ai giovani. Un’associazione non solo di partigiani che prima o poi ci lasceranno come hai fatto tu stanotte, ma anche di giovani, donne e uomini che vogliono difendere i valori costituzionali e portare avanti quella resistenza contemporanea che oggi la politica, i partiti, la sinistra sembrano non sapere più rappresentare.

E questo tuo andare per scuole, irrefrenabile, instancabile. Magnetico difronte a migliaia e migliaia di studenti che solo con te improvvisamente ammutolivano. Riuscivi ad arrivare alle menti e al cuore di una generazione che è così difficile da intercettare e coinvolgere. Ma tu ci sei sempre riuscito. “Noi si va a tirare secchiate d’acqua, qualcuno tu vedrai si bagnerà” era la metafora che più mi è rimasta del perché tu andassi nelle scuole a raccontare la resistenza, la lotta di Liberazione, i pericoli dell’oggi. Gli anticorpi che non bastano mai perché la democrazia va difesa ogni giorno.

E poi le decine di presentazioni insieme. I Ribelli che con te abbiamo portato in giro, nei territori. Come Emma anche se piccola riconosceva in te il Partigiano. Il Sarti. Con quella imponenza e quella umanità che solo una bimba può sentire. Come quando te, Sugo e Saturno le feci quella foto a Borgo San Lorenzo e pensai che quando non ci sareste stati più tutti e tre, non avreste smesso di esserci dentro di lei e di noi.

“Se io sono nato nel 25 e l’affermazione del fascismo c’è stata nel ’22, noi siamo nati senza libertà e tu sapessi quanto ti manca addosso la libertà quando non ce l’hai”. Mi hai detto nell’ultima intervista due anni fa. Quella libertà e quei diritti che oggi sembrano così scontati. Sottovalutando pericoli, riflussi, e nuovi fascismi.

“Per essere fascisti bisogna prima essere sicuri di essere imbecilli e poi si diventa fascisti”, ripetevi sempre conquistandoti applausi e ovazioni ovunque tu andassi. Immancabile a San Niccolò per il 25 aprile con la tua Firenze resistente.

E allora caro Silvano, comandante Pillo: di imbecilli oggi ce ne sono tanti, troppi e in posti dove possono anche decidere. Di nuovo. E tu hai lasciato questo mondo sapendolo. Non te lo meritavi. Meritavi un Paese che ti desse dimostrazione di avere capito la vostra lotta, i vostri ideali. I nostri ideali.

Ma ribadivi anche sempre, fino all’ultimo la tua fiducia nei giovani. A noi il compito di mantenerla viva quella fiducia. Quell’acqua pulita, limpida con cui tu li hai bagnati con secchiate di umanità la dovremo adesso trovare anche in noi. Per onorare la tua memoria ma soprattutto mettere in pratica i valori che ci hai insegnato.

Ciao Silvano, chiamami ancora e non smettere di darci mano.

 

Chiara Brilli

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Cascina, 22 gennaio ore 18: presentazione “Eravamo tanto amati”, interverrà sindaco Ceccardi

Cascina, 22 gennaio ore 18: presentazione “Eravamo tanto amati”, interverrà sindaco Ceccardi

Mercoledì 23 gennaio ore 18 alla Gipsoteca della Biblioteca Comunale, Viale Comaschi 67, Cascina (Pisa) presentazione “Eravamo tanti amati”: oltre agli autori interverra la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi. 

Un’inchiesta giornalistica con testimonianze inedite e l’ultima intervista a Riccardo Conti Ventiquattro politici, intellettuali ed artisti raccontano il loro amore ‘rosso’
nel libro di Domenico Guarino e Andrea Marotta. Il progetto editoriale si articola anche in un video documentario a cura di  Andrea Lattanzi. 
Alle elezioni del marzo 2018, il PD ottiene circa 6 milioni di voti. Quasi gli stessi raggiunti dal PDS, nel 1992, al suo debutto dopo il sofferto scioglimento del PCI. A trent’anni dalla Bolognina, quando il più grande partito comunista d’Europa decise di cambiare nome, la Toscana rimane l’unica regione in cui gli eredi di quella tradizione, nata proprio a Livorno nel 1921, vincono e conservano una egemonia territoriale.
Cosa è accaduto in questi anni? La svolta lanciata nel 1989, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, ha tradito le aspettative? E’ possibile riconquistare quel consenso? Abbiamo cercato queste risposte proprio nella “rossa” Toscana, tra alcuni dei protagonisti di allora e di oggi. Ventiquattro interviste in tutto. Politici, docenti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e della cultura. Per capire dove stia andando oggi la sinistra in Italia.
“Eravamo tanto amati” non è una presa d’atto dell’esistente, ma un’analisi giornalistica a più voci per capire il futuro. La crisi del PD, e delle altre forze derivate dall’esplosione del PCI negli anni (da Rifondazione Comunista a SeL, da Sinistra Arcobaleno fino a LeU e Potere al Popolo), sancita dalle tornate elettorali degli ultimi dieci anni, diventa  lo specchio di una radicale trasformazione degli assetti politici nel nostro Paese.
Per questo, all’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, continuiamo a chiederci se sia possibile per una forza politica – una qualsiasi forza politica – raccogliere, anche in parte, quell’eredità del PCI, a cominciare non solo dalla parte forse più attuale del patrimonio ideologico (per esempio il sostegno alle fasce deboli, l’attenzione al mondo del lavoro, l’interclassismo, l’abilità di coniugare il governo delle cose concrete con una tensione ideale e, in qualche modo, utopica) ma soprattutto di un elemento che oggi, nel dibattito complessivo, latita a qualsiasi livello: la capacità di suscitare il rispetto. Quello che il PCI si vedeva riconosciuto, primi tra tutti, dai suoi avversari.
(Sinossi a cura degli autori)
Ulteriori info su pagine FB: Eravamo Tanto Amati

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‘Eravamo tanto amati’, sindaco Cascina: “Presentazione per non commettere loro stessi errori”

‘Eravamo tanto amati’, sindaco Cascina: “Presentazione per non commettere loro stessi errori”

Il sindaco di Cascina (Pisa) Susanna Ceccardi, coordinatrice della Lega in Toscana, ha voluto ospitare nella biblioteca comunale la presentazione del libro ‘Eravamo tanto amati’ dei giornalisti Domenico Guarino, Andrea Lattanzi ed Andrea Marotta, che racconta di 30 anni di crisi della sinistra italiana, il prossimo 23 gennaio.

Spiegando l’evento Ceccardi dice di vedere nel libro “la ricetta per la fine dell’egemonia rossa in Toscana che è tutta lì, nella storia di Pci, Pds e Pd”. “Adesso a Cascina, ma anche in gran parte d’Italia, siamo molto amati noi della Lega la presentazione di questo libro è anche occasione per spiegare che adesso che siamo al governo, sia cittadino che nazionale, non dobbiamo commettere gli stessi errori della sinistra”, dice Ceccardi che è consigliere per il programma di governo del vicepremier Matteo Salvini.

D’altronde, viene fatto notare, non è assolutamente un caso che il primo comune toscano governato dalla Lega ed ex roccaforte rossa, Cascina, ospiti la presentazione del volume, che racconta la sinistra italiana dalla ‘svolta’ della Bolognina fino alle ultime evoluzioni.

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Emittenza radio tv locale: da Toscana bando di 1,5 mln per informazione

Emittenza radio tv locale: da Toscana bando di 1,5 mln per informazione

È stato approvato nell’ultima seduta di giunta, così come preannunciato alla fine dell’anno, il bando della Regione Toscana che consentirà di mettere a disposizione circa un milione e 500 mila euro a sostegno del lavoro giornalistico e dell’informazione locale.

Il bando, presentato oggi in conferenza stampa dall’assessore alla presidenza Vittorio Bugli, accompagnato dal presidente dell’Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci e dal consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana Domenico Guarino in rappresentanza del presidente Carlo Bartoli, discende dalle previsioni della legge regionale 34/2013, “Disciplina del sostegno regionale alle imprese di informazione”: è la seconda volta che questa legge viene finanziata e permette di attivare questa opportunità. Già con il primo bando molte testate toscane riuscirono a scollinare una situazione di crisi particolarmente grave, in un periodo tra l’altro di forte contrazione del mercato pubblicitario.

Anche con questo secondo bando si punta a garantire il diritto al pluralismo dell’informazione e ad accrescere il livello di competitività ed innovazione delle imprese locali del settore, puntando a nuove produzioni, sviluppando la multimedialità e nello stesso tempo garantendo una più ampia e puntuale conoscenze delle attività istituzionali della Regione.

“Ci troviamo in una situazione – ha detto l’assessore Vittorio Bugli – in cui il sistema, a causa di fattori politici e sociali, è in forte cambiamento, con il rischio di arrivare ad una riduzione della qualità informativa o alla chiusura di alcune aziende. E’ perciò importante favorire e tutelare l’informazione di qualità, anche tramite il sostegno a lavoro giornalistico e alla formazione giornalistica: solo così è possibile garantire una maggior qualità del prodotto finale. E questi sono i cardini da cui ripartire. Oggi – ha proseguito l’assessore – ci troviamo di fronte a due diversi tipi di questioni. La prima riguarda la quantità di informazione, molto elevata ma anche deteriorata nella sua qualità; la seconda riguarda invece l’informazione a carattere locale. Essendo la Toscana una regione fortemente interessata alla tutela del lavoro giornalistico, è fondamenta le che sia promossa non solo un’informazione a livello nazionale ma che sia incentivata anche quella sul territorio”.

Ringraziando la Regione Toscana per un provvedimento fondamentale per l’emittenza locale e che dà il segnale di quella che è la informazione di qualità, il presidente dell’Ast Bennucci che ha garantito il pieno sostegno del sindacato, ha sottolineato l’importanza che assume questo bando nel contesto attuale “un momento – ha detto – che vede l’informazione libera sotto attacco, un Governo che taglia fondi e ministri che danno notizie tramite dirette Facebook che per loro natura non prevedono la possibilità di fare domande”.

Apprezzamento per la Regione anche da parte di Domenico Guarino, che ha ribadito il valore del bando sottolineando come l’informazione di qualità sia baluardo della democrazia e non è un caso che un atto del genere sia voluto e promosso dalla Toscana, fedele ancora alla sua tradizione di pluralismo e alti valori democratici”.

L’assessore Bugli e il presidente Bennucci ai microfoni di Chiara Brilli

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