Fine vita, Fondazione File a ministro: “serve registro Dat”

Fine vita, Fondazione File a ministro: “serve registro Dat”

“E’ passato oltre un anno dall’entrata in vigore della legge sul biotestamento, ma ancora manca un registro nazionale delle DAT, le disposizioni anticipate di trattamento nelle quali i cittadini dichiarano a quali cure vogliono (o non vogliono) essere sottoposti in caso di futura incapacità di decidere. E’ necessario e urgente rendere disponibile in tutte le regioni il fascicolo sanitario elettronico (FSE), lo strumento con il quale il cittadino può tracciare la propria vita sanitaria, condividendola con i medici”.

E’ l’appello lanciato da File, Fondazione Italiana di Leniterapia, al Ministro della salute e al Garante della Privacy per dare piena attuazione alla legge sul biotestamento.

“La legge c’è, ma è rimasta sulla carta. Un po’ di ritardo è comprensibile, un intero anno no a meno di pensare che dietro non ci sia una volontà di ostacolare una legge dello Stato”.

“Nella legge – spiega Donatella Carmi, Presidente di FILE – è scritto che entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore, e quindi entro la fine del marzo di un anno fa, le Regioni e il Ministero dovevano dare piena e completa attuazione alla normativa attraverso la formazione del personale sanitario assistenziale e l’informazione a tutti i cittadini. In realtà non tutte l’hanno fatto e, come purtroppo avviene per l’applicazione di altri diritti, ci troviamo di fronte a una situazione a macchia di leopardo con realtà che si sono mosse e si muovono bene, come la Regione Toscana, e altre che, invece, sono rimaste colpevolmente ferme”.

“In questo modo – aggiunge Carmi – l’unica garanzia che un cittadino ha per veder rispettato il proprio diritto al Fine Vita, è quello di portarsi sempre dietro quel foglio di carta dove ha espresso la propria volontà. Un foglio che in copia va lasciato anche alla persona a cui s’è delegata l’espressione di volontà (il fiduciario) e al proprio medico curante. E che sarebbe sempre meglio far inserire nella propria cartella clinica ogni volta che si va in ospedale. Un sistema insomma tanto barocco quanto poco rispettoso della dignità umana”.

La Fondazione File, nata nel 2002, assiste persone malate con patologie croniche in fase avanzata, tutelando la qualità della loro vita e la loro dignità. Le équipe, composte da medici, infermieri, psicologi e fisioterapisti e coadiuvate dagli oltre 80 volontari qualificati, operano in collaborazione con l’Usl Toscana Centro a domicilio e in 4 hospice, oltre a garantire consulenze presso le strutture sanitarie (ospedali e Rsa). File si prende cura anche dei familiari, sia durante la malattia, che per l’elaborazione del lutto, con il supporto degli psicologi e mediante 6 gruppi di auto mutuo aiuto.

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Firenze: al via recupero rampe Poggi

Firenze: al via recupero rampe Poggi

Le rampe e le vasche che da Porta San Niccolò salgono verso piazzale Michelangelo furono realizzate nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto Giuseppe Poggi. I lavori, secondo le previsioni, termineranno a fine aprile del prossimo anno.

Il progetto e la direzione dei lavori sono a cura del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio del Comune di Firenze. A finanziare interamente l’operazione, per un importo di quasi due milioni di euro, è la Fondazione Cr Firenze, che si è fatta carico del contratto di appalto ed alla fine dei lavori donerà l’opera al Comune in occasione dei suoi 25 anni.

Il progetto di restauro prevede un nuovo impianto idrico che riporterà l’acqua, ora stagnante, a zampillare come un tempo. E’ stato scelto di non attingere all’acqua dell’acquedotto, troppo costoso, ma direttamente alla falda acquifera tramite pozzi artesiani e un sistema di ricircolo con pompe che porteranno l’acqua fino al livello più alto, da dove cadrà nuovamente secondo il progetto del Poggi. Le piante originarie, così come descritte da Angiolo Pucci nel manoscritto ‘I giardini di Firenze’, saranno studiate e ripiantate e torneranno quindi, per quanto possibile, le ninfee, le begonie, l’iperico, l’edera. Tra gli altri interventi sono previsti il consolidamento delle parti in fase di distacco, la sigillatura delle fessure e delle lesioni, una nuova impermeabilizzazione delle vasche, la sostituzione dei materiali ossidati con altri elementi in acciaio inox o vetroresina.

La prima fase di cantiere si concentra al terzo livello del sistema della Rampe: si tratta della parte più alta dove si trovano le tre vasche e le cinque grotte. Sarà rimossa la vegetazione infestante anche nella parte posta a destra delle tre vasche, da tempo transennata a causa della caduta di elementi lapidei dal muro a retta del terreno. Si procederà poi con la chiusura dell’impianto idrico che alimenta attualmente le vasche e alla loro svuotatura, i pesci e le tartarughe acquatiche presenti nella vasca e nelle grotte saranno trasferiti in un altro luogo.

Alla consegna dell’area dei lavori all’impresa, questa mattina, sono intervenuti il vicesindaco di Firenze Cristina Giachi e Donatella Carmi, vicepresidente della Fondazione Cr Firenze.

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