Nuove norme antisismiche, maggior parte edifici non a norma

Nuove norme antisismiche, maggior parte edifici non a norma

🔈Sono state approvate con decreto ministeriale del 17 gennaio e pubblicate il 20 febbraio le nuove norme tecniche per le costruzioni in zona sismica, a dieci anni di distanza dalle precedenti, risalenti al 2008.

L’entrata in vigore delle norme è prevista per il prossimo 22 marzo, e tra le novità introdotte dalle nuove norme tecniche, per il miglioramento sismico viene introdotto un livello di sicurezza minimo che prima non c’era e che, nel caso ad esempio degli edifici pubblici scolastici o di quelli con funzioni pubbliche strategiche, deve essere di almeno il 60% rispetto a quello per le nuove costruzioni, mentre edifici come quelli residenziali devono raggiungere un livello di sicurezza maggiore di almeno il 10% rispetto a quello attuale.

“Tutta la Toscana è interessata dalle nuove norme tecniche, che contengono le regole di riferimento per la realizzazione di nuove costruzioni e infrastrutture e per l’adeguamento delle costruzioni esistenti”, evidenzia Duilio Senesi, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze. “Effettuare interventi efficaci per la sicurezza sismica di costruzioni antiche o comunque costruite prima della dichiarazione di sismicità delle varie zone è operazione assai complessa ma indispensabile – continua – la scarsa adesione agli incentivi del Sismabous, come il recente caso dei coefficienti di sicurezza della scuola di Ribolla, ci richiamano a non perdere il contatto con la realtà, a fare i conti con le risorse, a scegliere delle priorità, a rimuovere gli ostacoli. Confidiamo che le nuove norme tecniche per le costruzioni rappresentino un passo in avanti per attuare un piano di prevenzione sismica rivolto soprattutto alla tutela dei centri urbani e del patrimonio edilizio storico dei nostri borghi e per la salvaguardia della vita della popolazione e del sistema produttivo dei comuni sismici della Toscana”.

 

La situazione attuale vede in Toscana, 256 comuni, su un totale di 274, essere ubicati nelle zone a rischio sismico 2 e 3 (su una scala da 1 a 4 in ordine decrescente), con tutta la provincia di Firenze essere in zona 3, mentre tutto il Mugello essere in zona 2 e quindi a maggior rischio. Sono circa quindi 686mila le abitazioni esistenti in zona sismica 2 e 3, la grande maggior parte di esse verrebbero danneggiate o addirittura crollerebbero sollecitate da un terremoto di sola media magnitudine.

Di questo scenario a dir poco inquietante abbiamo chiesto spiegazioni al Vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze, Duilio Senesi:

Erasmo D’Angelis di Italia Sicura Palazzo Chigi, che sta coordinando la messa in sicurezza dai rischi idrogeologici nelle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016-17 dove, per la prima volta dopo un sisma, la ricostruzione è completata anche da opere contro frane e alluvioni, ha ricordato “i finanziamenti messi a disposizione dallo Stato per fare prevenzione strutturale e proseguire sia nelle verifiche sismiche ma soprattutto nel rafforzamento dell’edilizia scolastica e pubblica, e il nuovo Sismabonus per l’edilizia residenziale e produttiva che copre fino all’85% dell’investimento anche su un intero condominio”. “Dal dopoguerra ad oggi lo Stato ha speso ogni anno in media 4 miliardi di euro solo per riparare danni da terremoti e oggi la parola ‘prevenzione’ deve entrare nel vocabolario della politica, delle classi dirigenti, di noi cittadini. La Regione Toscana – ha illustrato D’Angelis – è stata la prima ad attivare in Italia una seria politica di prevenzione antisismica fin dal 1985 con l’adeguamento sismico degli edifici pubblici e poi con il primo sisma bonus che ha permesso di consolidare una parte degli edifici dei comuni della Lunigiana e Garfagnana che non hanno subito danni e vittime nel terremoto del giugno 2013 di magnitudo 5,3 che altrove avrebbe provocato disastri. La stessa prevenzione che ha fatto la differenza a Norcia, resa più sicura dopo il terremoto del 1997, che non ha visto danni né vittime nel forte terremoto del 2016. È questa la strada da seguire”.

 

Il sisma bonus era già stato introdotto nel 2016, ma dei circa 16 miliardi di euro previsti pochissimi sono stati utilizzati dai proprietari di immobili, Gimmy Tranquillo ha chiesto spiegazioni a Erasmo D’Angelis di Italia Sicura Palazzo Chigi:

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