Scoppio del Carro

Domenica prossima,Pasqua, con lo Scoppio del Carro si rinnova la più antica tradizione popolare fiorentina che si tramanda ormai da oltre 9 secoli e ripercorre le gesta dei fiorentini alle Crociate e del loro ritorno in città che avvenne nel 1101.File:Scoppio del carro.jpgAnche quest’anno la cerimonia si svolgerà in due momenti. Sabato 19 marzo (ore 21.20) una rappresentanza del Corteo della Repubblica Fiorentina, partirà dal Palagio di Parte Guelfa, Porta Rossa, Por S. Maria, via Vacchereccia, piazza della Signoria dove si unirà il Gonfalone col sindaco per raggiungere la Chiesa dei Santi Apostoli e Biagio per via Vacchereccia, via Por S. Maria, Borgo SS. Apostoli, piazza del Limbo. Alle 21.45 il Corteo entra in Chiesa per la benedizione, poi con il Portafuoco e il reliquiario con le Pietre del Santo Sepolcro, proseguirà per Borgo SS Apostoli, via Por Santa Maria, via Vacchereccia, piazza della Signoria, via Calzaiuoli, piazza del Duomo; alle 22.25 davanti al Sagrato del Duomo, schieramento del Corteo ai lati del Portone Centrale dove si unirà la processione che dalla sacrestia arriva sul Sagrato a seguire inizio della veglia e accensione del fuoco.
Il programma della domenica di Pasqua prevede (ore 8.15) la partenza del “Carro di Fuoco”, accompagnato dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, dal deposito del Prato per raggiungere piazza del Duomo attraverso via il Prato, Borgo Ognissanti, piazza Goldoni, via della Vigna Nuova, via Strozzi, piazza della Repubblica (con ricongiungimento al Gonfalone proveniente da Piazza Signoria), via Roma con arrivo in piazza San Giovanni. Alle 9 da piazza Signoria il Corteo della Repubblica Fiorentina, con il Gonfalone e le autorità, si muoverà per via Calzaiuoli, via degli Speziali, per raggiungere piazza della Repubblica dove è prevista l’esibizione dei Bandierai degli Uffizi (e il ricongiungimento col corteo proveniente da via il Prato). Poi il trasferimento verso piazza Duomo dove (10.30) si svolgerà il sorteggio delle partite del torneo di San Giovanni di Calcio Storico Fiorentino. Alle 11 lo Scoppio del Carro

La rivoluzione di Casa Martelli

La “rivoluzione” di Casa Martelli prevede  l’aumento dei giorni d’apertura e visite accompagnate ogni ora.Il Museo di Casa Martelli, per ora aperto solo due giorni alla settimana, è l’affascinante scrigno di opere importanti, ma poco note, a due passi dal Duomo di Firenze.

Di proprietà dello Stato dal 1999 il museo da alcuni anni offre l’opportunità di visitare le stanze “paese” al piano terra, l’elegante scalone, la magnifica quadreria con gli ambienti del piano nobile, i salotti giallo e rosso, la cappella, il salone da ballo. Dal prosimo 10 aprile il museo vivrà una sorta di “rivoluzione” perché raddoppieranno i giorni d’apertura (da due a quattro), con le ore settimanali che passeranno dalle 10 attuali a 24. Nello specifico il Museo di Casa Martelli dal 10 aprile 2014 osserverà il seguente orario:
giovedì ore 14.00 – 19.00;
venerdì ore 14.00 – 17.00;
sabato ore 9.00 – 17.00;
domenica ore 9.00 – 17.00 (chiusura: 2° e 4° domenica del mese)
La Direzione del Museo (via Zannetti 8), che rimane aperto al pubblico con ingresso gratuito, prevede un programma di visite accompagnate (della durata di circa 40 minuti) che si terranno ogni ora fino ad un’ora prima della chiusura, a partire dalle ore 9.00 e dalle ore 14.00.

I “GIOVEDÌ DI CASA MARTELLI”
Proseguono anche gli appuntamenti con “I giovedì di casa Martelli”. Il prossimo 3 aprile, alle ore 17 con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, la Direzione del museo propone un incontro con lo storico dell’arte Alessandro Grassi che parlerà sul tema: “Una breve ma singolare amicizia: Salvator Rosa e il Volterrano alla metà del Seicento”.
La fortunata presenza, nella collezione Martelli, di un’importante opera di Salvator Rosa quale La Congiura di Catilina (1663) di un bozzetto del Volterrano propedeutico a un ritratto del cardinale Giovan Carlo de’ Medici (1611-1663) che fu illuminato mecenate di entrambi gli artisti, offre l’occasione per un incontro in cui si parlerà del rapporto ancora poco indagato tra questi due grandi pittori del Seicento. In particolare si vedrà come la frequentazione degli stessi circoli culturali negli ultimi anni del soggiorno fiorentino del napoletano, grazie alla quale i due strinsero una breve ma documentata amicizia, sia alla base di molti dei soggetti affrontati sia dal Rosa sia dal Volterrano dando luogo a un’intrigante vicinanza tematica che, tuttavia, venne sviluppata con indirizzi stilistici ed esiti formali assai diversi, se non proprio antitetici.

 

Monumenti

Invia link ad un amico

Palazzo Medici Riccardi

 

Palazzo Medici Riccardi offre al visitatore l’opportunità di ripercorrere almeno quattro secoli di storia dell’arte, dell’architettura e del collezionismo a Firenze.
L’itinerario inizia al pianterreno, il cui fulcro è il cortile quattrocentesco di Michelozzo, uno dei luoghi più suggestivi del Rinascimento a Firenze. Vero gioiello del palazzo è la Cappella dei Magi, a cui si accede attraverso l’elegante scalone secentesco. Il sacello, costruito e decorato nel Quattrocento, presenta un insieme decorativo unitario e di incantevole bellezza. In particolare gl …


Invia link ad un amico

Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron

 

Dopo il Giardino ritorna finalmente alla sua antica bellezza anche Villa Bardini, completamente ristrutturata e riaperta al pubblico grazie al generoso intervento dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
E’ questo un nuovo spazio espositivo che ospita ai piani superiori la Fondazione Roberto Capucci e il museo di prossima apertura dedicato a Pietro Annigoni, mentre il piano terreno è destinato a mostre temporanee e a convegni e verrà inaugurato con una retrospettiva dedicata a Vincenzo Cabianca.
L’edificio sarà anche sede della Società Toscana di Or …


Invia link ad un amico

Piazzale Michelangelo

 

Il Piazzale Michelangelo a Firenze rappresenta il più famoso punto di osservazione del panorama cittadino, riprodotto in innumerevoli cartoline e meta obbligata dei turisti in visita alla citta’. Fu realizzato dal 1865 su disegno dell’architetto Giuseppe Poggi su una collina appena a sud del centro storico, a completamento dei lavori di riqualificazione della riva sinistra dell’Arno. La piazza, dedicata al grande artista rinascimentale Michelangelo, presenta le copie di alcune sue famose opere conservate a Firenze: il David e le quattro allegorie delle Cappelle …


Invia link ad un amico

Campanile di Giotto

 

La torre campanaria di Santa Maria del Fiore fu iniziata da Giotto nel 1334, portata avanti, dopo la sua morte, da Andrea Pisano ed ultimata nel 1359 da Francesco Talenti, creatore dei finestroni dei livelli alti. Estremamente ricca è la decorazione scultorea con 56 rilievi in due registri sovrapposti e con 16 statue di grandezza naturale nelle nicchie opera di maestri fiorentini del ’300 e ’400, fra cui Andrea Pisano, Donatello e Luca Della Robbia.
Sulla facciata prospiciente il Battistero, nel registro inferiore, sono raffigurate la Creazione dell’ uomo e …


Invia link ad un amico

Santa Maria Novella

 

Museo e Chiostri monumentali
Il convento domenicano di Santa Maria Novella, acquisito dal Comune nel 1868, è un monumento insigne della storia religiosa ed artistica di Firenze. L’ambiente più suggestivo del percorso museale è il Chiostro Verde, interamente affrescato con scene del Vecchio Testamento, tra le quali spiccano gli episodi del Diluvio Universale e dell’Ebbrezza di Noè, capolavoro della maturita’ artistica di Paolo Uccello. Nel Cappellone degli Spagnoli gli affreschi di Andrea di Buonaiuto (del 1367-69) celebrano la lotta dei Domenicani contr …


Invia link ad un amico

Palazzo Vecchio (Palazzo della Signoria)

 

Monumento di eccezionale importanza artistica e storica, il palazzo è stato nei secoli il centro politico ed il simbolo della citta’. Progettato probabilmente da Arnolfo di Cambio, fu fondato nel 1299 come sede dei Priori delle Arti: risale a questo periodo la struttura severa ed elegante, con la caratteristica torre merlata che poggia direttamente sulla facciata. Sede della Signoria nel XV secolo, da cui anche il nome di Palazzo della Signoria, nel 1540 con Cosimo I dei Medici divenne dimora della famiglia granducale, trasformata dal Vasari in una reggia sontuosa …

Il Duomo

Il Duomo o S.Maria del Fiore, la cui costruzione fu iniziata da Arnolfo di Cambio l’8 settembre 1296, è la quarta chiesa del mondo (dopo S.Pietro a  Roma, S.Paolo a Londra e il Duomo di Milano). Secondo alcuni studiosi il progetto di Arnolfo era notevolmente diverso dalla struttura attuale della chiesa, ma i muri perimetrali sono sicuramente quelli del progetto iniziale. Alla morte di Arnolfo, avvenuta intorno al 1310, i lavori subirono un rallentamento, per riprendere decisamente nel 1331 quando i magistrati dell’Arte della Lana si assunsero la cura della costruzione. Nel 1334 fu nominato capomastro dell’Opera Giotto che si occupò prevalentemente della costruzione del campanile, e morì tre anni dopo. I lavori proseguirono fra interruzioni e riprese fino a quando, in seguito al concorso bandito nel 1367, fu accettato il modello definitivo della chiesa proposto da quattro architetti e quattro pittori. Nel 1378 fu conclusa la volta della navata mediana, e nel 1380 vennero terminate le navate minori. Tra il 1380 ed il 1421 furono costruite le tribune e forse anche il tamburo della cupola. La cupola ottagonale, costituita da due calotte di forma ogivale tra loro collegate, fu compiuta nel 1434 secondo il progetto di Filippo Brunelleschi, presentato ad un concorso nel 1418 ed accettato dopo molti contrasti nel 1420. Il tempio, dedicato a S. Maria del Fiore (il fiore alludeva alla città di Firenze), fu consacrato il 25 marzo del 1436.
Il Duomo rivela nelle sue parti notevoli diversità di stile a testimonianza del variare del gusto nel lungo periodo di tempo trascorso fra la sua fondazione ed il completamento. All’esterno, nel disegno delle fiancate con le arcate cieche a tutto sesto, si trovano reminescenze romaniche. La struttura interna, con le grandi arcate e volte ogivali, è gotica, insieme alle finestre ed alle porte. La cupola è rinascimentale. La facciata, anche se riprende lo stile gotico, è ottocentesca. Sul fianco sinistro del Duomo si trova la porta della Mandorla, XV sec., la cui composizione architettonica e l’ornamentazione sono ancora di gusto gotico.
L’interno è a croce latina diviso in tre navate da pilastri polistili sostenenti arcate e volte ogivali a costoloni.
Di Paolo Uccello e di Andrea del Castagno sono gli affreschi posti sulla navata sinistra, raffiguranti due condottieri a cavallo. Le terrecotte sulle lunette delle porte delle due sagrestie sono di Luca della Robbia. Di Lorenzo Ghiberti il disegno della vetrata del rosone.