Ecoballe: 24 ancora disperse nel Santuario dei cetacei, in corso valutazioni

Ecoballe: 24 ancora disperse nel Santuario dei cetacei, in corso valutazioni

Dopo cinque anni le ecoballe con tonnellate di rifiuti di plastica giacciono ancora nell’area protetta destinata alla tutela dei mammiferi marini.

Le navi della marina militare lasciano il porto di Piombino. Sono in corso valutazioni per proseguire le ricerche, prima di aver risolto lo stato di emergenza nazionale, dichiarato a luglio con durata sei mesi.

È lo scenario del recupero di quel che resta dei 63mila chili di plastiche eterogenee di combustibile solido secondario lasciati sui fondali in prossimità dell’isolotto di Cerboli, nel canale tra l’Elba e Piombino.

Resta aperta la sala della centrale operativa avanzata aperta dalla Protezione civile nazionale. Nell’area di stoccaggio a terra ci sono tre ecoballe da avviare a smaltimento. «Il 7 dicembre si riunirà il Comitato di indirizzo di cui sono il coordinatore e in quella sede verranno fatte le valutazioni del caso facendo il punto della situazione», afferma l’ammiraglio Aurelio Caligiore, alla guida del coordinamento tecnico/scientifico dell’operazione.

Il 23 luglio 2015 la motonave IVY salpa da Piombino diretta a Varna con un carico di 1.888 balle di rifiuti di plastica da incenerire in Bulgaria. A causa di un’avaria, un’ora dopo la partenza il Comandante dà ordine di sversare in mare 56 balle. È così che 65 tonnellate di plastica finiscono nelle acque protette del Santuario dei Cetacei. Dell’incidente nessuna autorità marittima sa niente fino al 31 luglio, quando una balla finisce accidentalmente nelle reti di un peschereccio nel Golfo di Follonica.

Ad oggi delle 56 ecoballe ne restano 24 al netto di quelle spiaggiate, finite nel sacco delle reti di pescherecci o recuperate da agosto dalla Protezione civile nazionale. Il Ministero dell’Ambiente ha recentemente dichiarato che parte delle ecoballe ancora disperse sono state individuate e in via di recupero.

Tonnellate di rifiuti di plastica con conseguenze gravissime per l’area marina parte del Santuario di Cetacei. Un quadrilatero di mare istituito nel 1999 grazie ad un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, con il quale i tre Paesi firmatari si impegnano a tutelare i mammiferi marini ed il loro habitat, proteggendoli dagli impatti negativi delle attività umane.

Il recupero delle ecoballe lascia aperta la questione ambientale e le inadempienze da parte dell’Autorità pubblica, come racconta l’inchiesta ‘Un santuario di balle’ dell’Unità Investigativa di Greenpeace, per fare luce sulle responsabilità dell’accaduto e presentato anche un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale nei confronti della Regione Toscana che, all’epoca dei fatti, aveva in mano una fidejussione di quasi tre milioni di euro a garanzia dei possibili danni ambientali intercorsi durante le operazioni di trasporto.

Il scorso 22 luglio il Consiglio dei ministri, a 5 anni dall’accaduto, su proposta del presidente Giuseppe Conte, ha deliberato lo stato di emergenza affidando il coordinamento delle operazioni al capo dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli.

Intanto le 24 ecoballe rimangono sul fondo del Santuario dei Cetacei, mentre sono in corso valutazioni su come procedere allo smaltimento.

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Ecoballe: Ministro Costa, fiducioso di chiudere entro autunno

Ecoballe: Ministro Costa, fiducioso di chiudere entro autunno

‘C’è problema maltempo ma stiamo procedendo velocemente’

Sulle ecoballe “sono riprese le ricerche e tutte quelle che erano state individuate già sono state tolte dal mare e sistemate. Le altre adesso le stanno perimetrando per intervenire. E’ chiaro che bisogna far presto, che noi abbiamo detto che entro la fine dell’anno bisogna chiudere. Facciamo i conti con il maltempo, per esempio di questi giorni, dove in acqua non puoi scendere. Però la Capitaneria di porto e la Protezione civile stanno facendo un ottimo lavoro, quindi penso che stia andando velocemente e sono fiducioso che la riusciamo a chiudere anche prima che l’autunno termini”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, a margine del Festival dell’Economia civile, in corso a Firenze fino a domani.

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