Agricoltura, scade il 15 novembre il bando per il “Sostegno ad attività dimostrative e azioni di informazione”

FIRENZE - E' stato prorogato al 15 novembre 2017 il termine ultimo per la presentazione delle domande di aiuto per la sottomisura 1.2 "Sostegno ad attività dimostrative e azioni di informazione".

"Consideriamo strategica l'importanza della Misura 1 per l'intero comparto agricolo e forestale della Toscana - ha spiegato l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi - Per questo abbiamo ritenuto opportuno prolungare la scadenza di questo bando, per garantire il maggior numero possibile di interventi informativi sul territorio regionale".

Il bando, le finalità

L'operazione riguarda il sostegno per l'erogazione di attività di divulgazione per la disseminazione di informazioni rilevanti per le attività agricole, agroalimentari, forestali. E' un'attività che può prevedere convegni, incontri tematici, presentazioni pubbliche, oppure produzione di materiale informativo su mezzi cartacei o informatici (è vietato l'inserimento di promozioni pubblicitarie di qualunque tipo).

La sottomisura 1.2 è finanziata con un contributo in conto capitale pari al 100% della spesa ammissibile.

L'importo massimo del contributo pubblico concesso per singola domanda di aiuto è pari a 375.000 euro.

A chi è rivolto

Il bando è rivolto alle Agenzie formative che intendono realizzare interventi di trasferimento dell'innovazione, attraverso azioni di informazione destinate agli addetti del settore agricolo, agroalimentare e forestale o gestori del territorio operanti in zone rurali.

A chi presentare le domande

Le domande possono essere presentate impiegando esclusivamente, mediante procedura informatizzata, la modulistica disponibile sulla piattaforma gestionale dell'Anagrafe Regionale delle aziende agricole gestita da ARTEA e raggiungibile dal sito www.artea.toscana.it.

Ginori, Barni inaugura mostra al Bargello: “Al fianco dei lavoratori che creano bellezza”

FIRENZE – "I ritratti di questi 21 operai di ieri, così come gli operai di oggi che poco fa hanno dato vita al flash mob, uniti in questo magnifico cortile, ci testimoniano che la bellezza, per parafrasare un poeta polacco, entusiasma al lavoro, e c'è una lavoro che crea bellezza. E deve vivere".

Lo ha detto la vicepresidente Monica Barni inaugurando la video-installazione "La fabbrica della bellezza. La Manifattura Ginori e il suo popolo. Video-Ritratti di Matilde Gagliardo" legata e complementare alla mostra in corso al Museo nazionale del Bargello "La fabbrica della bellezza. La Manifattura Ginori e il suo popolo di statue".

L'inaugurazione è seguita a un'iniziativa dei lavoratori, un flash mob, che continuano a chiedere attenzione sulla loro vertenza ribadendo la richiesta agli istituti di credito di chiudere la trattativa per la cessione dei terreni.

"In questo giorno in cui si celebra la bellezza - ha proseguito Barni - sono al fianco dei lavoratori che hanno lavorato da secoli e lavorano per fare grande la manifattura Richard Ginori. - La Regione Toscana ha sempre seguito e sta seguendo con molta attenzione la complessa vicenda per la salvaguardia di uno dei pilastri storici del patrimonio economico toscano con l'intento di garantire prospettive di sviluppo dell'azienda e sostenere gli interessi generali del territorio".

"Chiediamo che questa attenzione - ha detto poi la vicepresidente - e sensibilità vengano dimostrate anche dal sistema creditizio che in queste ore deve finalmente permettere l'acquisto dello stabilimento da parte di Richard Ginori rifuggendo da atteggiamenti che sembrano finalizzati a trarre il massimo profitto dalla gestione dei crediti in sofferenza. Vogliamo anche sottolineare che fabbrica e museo non possono essere separati, l'una si è da sempre nutrita dell'altra e viceversa. E così deve rimanere".

"La Regione – conclude Barni - continua a sollecitare l'acquisizione del Museo e delle collezioni da parte del Ministero, ed è pronta, come abbiamo più volte rimarcato, a intraprendere un percorso per la loro valorizzazione già nel 2018".

Contro il degrado e una maggior sicurezza far rivivere il quartiere, arriva a Prato “Pop-up”

FIRENZE - Tornano ad aprirsi nel centro di Prato i fondi, a ridosso della stazione ferroviaria, che in via del Serraglio e via Muzzi, ma anche in via del Vergaio, in via della Sirena e via Guizzelmi, da tempo avevano tirato giù il bandone. Sono un ventina: un esperimento di tre mesi, con l'auspicio naturalmente che quelle attività rimangono poi in piedi anche dopo.

E' tutto pronto oramai per sabato 30 settembre, quando alle 18.30 prenderà il via ufficialmente "Pop Up Lab", il progetto voluto dall'amministrazione comunale e finanziato dalla Regione Toscana con l'obiettivo di innescare un processo di rigenerazione urbana. La ricetta e la considerazione da cui tutto parte è semplice: un luogo abbandonato e poco frequentato tende ad essere meno sicuro.

Così a Prato, contro il degrado che nel centro storico alimenta la devianza e poi problemi di ordine pubblico – e dove la prima urgenza è lo spaccio di droga - si è deciso di puntare su creatività, animazione e rivitalizzazione commerciale. Perché vanno bene i controlli, le telecamere e la presenza magari di un presidio permanente delle forze dell'ordine. Ma poi quelle zone , come via del Serraglio, vanno poi fatte tornare a vivere. Il "pop up lab", parte del progetto pratese sulla sicurezza – uno dei cinque progetti speciali, assieme a Livorno, Firenze, Pisa e Lucca, approvati e finanziati l'anno scorso dalla giunta regionale con seicentomila euro (di cui più di 143 mila destinati alla città laniera) – è uno strumento sperimentato con successo già in altri comuni della Toscana.

Ma Prato – assieme a Livorno, dove il progetto è stato presentato da Confesercenti - è una delle primissime città capoluogo a sperimentarlo. Si parte dai fondi commerciali sfitti che ormai costellano con le loro saracinesche abbassate molte vie di tanti centri storici: i proprietari, attraverso incentivi economici sui costi di pulizia, contratti, allacci e consumo utenze, vengono convinti ad offrire in comodato gratuito l'uso degli immobili, poi assegnati gratuitamente, per tre mesi, ai progetti imprenditoriali più meritevoli, selezionati attraverso un bando di idee scaduto lo scorso 22 giugno.

E le proposte non sono mancate, tant'è che si sono fatti avanti in quasi quarantina, tanto da costringere gli organizzatori ad allargare la ricerca di fondi nelle vie limitrofe, riuscendo alla fine ad offrire lo spazio ad un po' più della metà delle imprese che si erano fatte avanti. "Siamo convinti che è anche attraverso progetti di rivitalizzazione commerciale e degli spazi urbani che si contribuisce a promuovere sicurezza" sottolinea Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza e alla sicurezza, durante la presentazione stamani a Prato dell'iniziativa.

"Non basta – dice- la pur importante videosorveglianza, su cui comunque la Regione ha investito un milione mezzo di euro l'anno scorso, in tutta la Regione, ed altri 850 mila quest'anno. Una città è più sicura quando le sue strade, le sue piazze e gli spazi destinati alle attività sono frequentate dalle persone. La desolazione degli spazi urbani, l'assenza di occasioni di incontro, produzione e scambio, sono tutti elementi che contribuiscono a rendere una città meno ospitale e dunque più insicura: ce lo dice anche la storia millenaria delle nostre città. Per questo abbiamo deciso di finanziare con le risorse destinate alla sicurezza urbana anche la sperimentazione di un progetto come Pop Up Lab, credendo inoltre di dare un supporto a tutte quelle attività tradizionali e innovative che hanno da sempre segnato in positivo la vita e la produzione di ricchezza delle nostre città".

L'amministrazione ha inteso concentrare l'attenzione sulla ricerca di attività imprenditoriali già costituite, in modo da aumentare le probabilità di un insediamento stabile nei fondi riaperti, una volta terminata la sperimentazione che si concluderà il 14 Gennaio 2018. "Siamo soddisfatti per come la città e le attività del territorio stanno rispondendo a questo coraggioso progetto – affermano Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, e Daniela Toccafondi, assessora allo sviluppo economico – Siamo infatti riusciti ad ottenere la disponibilità di una ventina di fondi sfitti tra via del Serraglio, Guizzelmi, Muzzi, del Vergaio e della Sirena: un numero molto alto che testimonia la voglia anche dei proprietari di immobili di mettersi in gioco per il rilancio del centro storico.

Anche la risposta delle aziende del territorio è stata all'altezza delle aspettative: sono arrivate quasi quaranta proposte, per questo abbiamo dovuto estendere la ricerca di spazi a via Muzzi, originariamente non inserita nel progetto". Le proposte si distinguono tutte anche per un alto livello qualitativo delle produzioni e dei servizi offerti: questo fa ben sperare per il prosieguo dell'esperienza, una volta terminata la sperimentazione.

Ci sono negozi di abbigliamento e di scarpe, ma anche laboratori di artigiani e sartoriali, agenzie di viaggi (ma di viaggi particolari, quelli del turismo sostenibile), formaggerie, prodotti da mangiare a chilometro zero, gallerie d'arte e libri anche, progetti sociali, spazi co-working popolati da professionisti a trecentosessanta gradi e molto altro ancora.

Sono tutti da scoprire sulla pagina facebook dedicata all'iniziativa: www.facebook.com/PopUpLabPrato/ Appuntamento dunque per Sabato 30 alle 18.30 in via del Serraglio per il taglio del nastro e la festa per la riapertura delle attività.  

Contro il degrado e una maggior sicurezza far rivivere il quartiere, arriva a Prato “Pop-up”

FIRENZE - Tornano ad aprirsi nel centro di Prato i fondi, a ridosso della stazione ferroviaria, che in via del Serraglio e via Muzzi, ma anche in via del Vergaio, in via della Sirena e via Guizzelmi, da tempo avevano tirato giù il bandone. Sono un ventina: un esperimento di tre mesi, con l'auspicio naturalmente che quelle attività rimangono poi in piedi anche dopo.

E' tutto pronto oramai per sabato 30 settembre, quando alle 18.30 prenderà il via ufficialmente "Pop Up Lab", il progetto voluto dall'amministrazione comunale e finanziato dalla Regione Toscana con l'obiettivo di innescare un processo di rigenerazione urbana. La ricetta e la considerazione da cui tutto parte è semplice: un luogo abbandonato e poco frequentato tende ad essere meno sicuro.

Così a Prato, contro il degrado che nel centro storico alimenta la devianza e poi problemi di ordine pubblico – e dove la prima urgenza è lo spaccio di droga - si è deciso di puntare su creatività, animazione e rivitalizzazione commerciale. Perché vanno bene i controlli, le telecamere e la presenza magari di un presidio permanente delle forze dell'ordine. Ma poi quelle zone , come via del Serraglio, vanno poi fatte tornare a vivere. Il "pop up lab", parte del progetto pratese sulla sicurezza – uno dei cinque progetti speciali, assieme a Livorno, Firenze, Pisa e Lucca, approvati e finanziati l'anno scorso dalla giunta regionale con seicentomila euro (di cui più di 143 mila destinati alla città laniera) – è uno strumento sperimentato con successo già in altri comuni della Toscana.

Ma Prato – assieme a Livorno, dove il progetto è stato presentato da Confesercenti - è una delle primissime città capoluogo a sperimentarlo. Si parte dai fondi commerciali sfitti che ormai costellano con le loro saracinesche abbassate molte vie di tanti centri storici: i proprietari, attraverso incentivi economici sui costi di pulizia, contratti, allacci e consumo utenze, vengono convinti ad offrire in comodato gratuito l'uso degli immobili, poi assegnati gratuitamente, per tre mesi, ai progetti imprenditoriali più meritevoli, selezionati attraverso un bando di idee scaduto lo scorso 22 giugno.

E le proposte non sono mancate, tant'è che si sono fatti avanti in quasi quarantina, tanto da costringere gli organizzatori ad allargare la ricerca di fondi nelle vie limitrofe, riuscendo alla fine ad offrire lo spazio ad un po' più della metà delle imprese che si erano fatte avanti. "Siamo convinti che è anche attraverso progetti di rivitalizzazione commerciale e degli spazi urbani che si contribuisce a promuovere sicurezza" sottolinea Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza e alla sicurezza, durante la presentazione stamani a Prato dell'iniziativa.

"Non basta – dice- la pur importante videosorveglianza, su cui comunque la Regione ha investito un milione mezzo di euro l'anno scorso, in tutta la Regione, ed altri 850 mila quest'anno. Una città è più sicura quando le sue strade, le sue piazze e gli spazi destinati alle attività sono frequentate dalle persone. La desolazione degli spazi urbani, l'assenza di occasioni di incontro, produzione e scambio, sono tutti elementi che contribuiscono a rendere una città meno ospitale e dunque più insicura: ce lo dice anche la storia millenaria delle nostre città. Per questo abbiamo deciso di finanziare con le risorse destinate alla sicurezza urbana anche la sperimentazione di un progetto come Pop Up Lab, credendo inoltre di dare un supporto a tutte quelle attività tradizionali e innovative che hanno da sempre segnato in positivo la vita e la produzione di ricchezza delle nostre città".

L'amministrazione ha inteso concentrare l'attenzione sulla ricerca di attività imprenditoriali già costituite, in modo da aumentare le probabilità di un insediamento stabile nei fondi riaperti, una volta terminata la sperimentazione che si concluderà il 14 Gennaio 2018. "Siamo soddisfatti per come la città e le attività del territorio stanno rispondendo a questo coraggioso progetto – affermano Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, e Daniela Toccafondi, assessora allo sviluppo economico – Siamo infatti riusciti ad ottenere la disponibilità di una ventina di fondi sfitti tra via del Serraglio, Guizzelmi, Muzzi, del Vergaio e della Sirena: un numero molto alto che testimonia la voglia anche dei proprietari di immobili di mettersi in gioco per il rilancio del centro storico.

Anche la risposta delle aziende del territorio è stata all'altezza delle aspettative: sono arrivate quasi quaranta proposte, per questo abbiamo dovuto estendere la ricerca di spazi a via Muzzi, originariamente non inserita nel progetto". Le proposte si distinguono tutte anche per un alto livello qualitativo delle produzioni e dei servizi offerti: questo fa ben sperare per il prosieguo dell'esperienza, una volta terminata la sperimentazione.

Ci sono negozi di abbigliamento e di scarpe, ma anche laboratori di artigiani e sartoriali, agenzie di viaggi (ma di viaggi particolari, quelli del turismo sostenibile), formaggerie, prodotti da mangiare a chilometro zero, gallerie d'arte e libri anche, progetti sociali, spazi co-working popolati da professionisti a trecentosessanta gradi e molto altro ancora.

Sono tutti da scoprire sulla pagina facebook dedicata all'iniziativa: www.facebook.com/PopUpLabPrato/ Appuntamento dunque per Sabato 30 alle 18.30 in via del Serraglio per il taglio del nastro e la festa per la riapertura delle attività.  

Contro degrado e per maggior sicurezza far rivivere il quartiere: arriva a Prato “Pop-up”

FIRENZE - Tornano ad aprirsi nel centro di Prato i fondi, a ridosso della stazione ferroviaria, che in via del Serraglio e via Muzzi, ma anche in via del Vergaio, in via della Sirena e via Guizzelmi, da tempo avevano tirato giù il bandone. Sono un ventina: un esperimento di tre mesi, con l'auspicio naturalmente che quelle attività rimangono poi in piedi anche dopo.

E' tutto pronto oramai per sabato 30 settembre, quando alle 18.30 prenderà il via ufficialmente "Pop Up Lab", il progetto voluto dall'amministrazione comunale e finanziato dalla Regione Toscana con l'obiettivo di innescare un processo di rigenerazione urbana. La ricetta e la considerazione da cui tutto parte è semplice: un luogo abbandonato e poco frequentato tende ad essere meno sicuro.

Così a Prato, contro il degrado che nel centro storico alimenta la devianza e poi problemi di ordine pubblico – e dove la prima urgenza è lo spaccio di droga - si è deciso di puntare su creatività, animazione e rivitalizzazione commerciale. Perché vanno bene i controlli, le telecamere e la presenza magari di un presidio permanente delle forze dell'ordine. Ma poi quelle zone , come via del Serraglio, vanno poi fatte tornare a vivere. Il "pop up lab", parte del progetto pratese sulla sicurezza – uno dei cinque progetti speciali, assieme a Livorno, Firenze, Pisa e Lucca, approvati e finanziati l'anno scorso dalla giunta regionale con seicentomila euro (di cui più di 143 mila destinati alla città laniera) – è uno strumento sperimentato con successo già in altri comuni della Toscana.

Ma Prato – assieme a Livorno, dove il progetto è stato presentato da Confesercenti - è una delle primissime città capoluogo a sperimentarlo. Si parte dai fondi commerciali sfitti che ormai costellano con le loro saracinesche abbassate molte vie di tanti centri storici: i proprietari, attraverso incentivi economici sui costi di pulizia, contratti, allacci e consumo utenze, vengono convinti ad offrire in comodato gratuito l'uso degli immobili, poi assegnati gratuitamente, per tre mesi, ai progetti imprenditoriali più meritevoli, selezionati attraverso un bando di idee scaduto lo scorso 22 giugno.

E le proposte non sono mancate, tant'è che si sono fatti avanti in quasi quarantina, tanto da costringere gli organizzatori ad allargare la ricerca di fondi nelle vie limitrofe, riuscendo alla fine ad offrire lo spazio ad un po' più della metà delle imprese che si erano fatte avanti. "Siamo convinti che è anche attraverso progetti di rivitalizzazione commerciale e degli spazi urbani che si contribuisce a promuovere sicurezza" sottolinea Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza e alla sicurezza, durante la presentazione stamani a Prato dell'iniziativa.

"Non basta – dice- la pur importante videosorveglianza, su cui comunque la Regione ha investito un milione mezzo di euro l'anno scorso, in tutta la Regione, ed altri 850 mila quest'anno. Una città è più sicura quando le sue strade, le sue piazze e gli spazi destinati alle attività sono frequentate dalle persone. La desolazione degli spazi urbani, l'assenza di occasioni di incontro, produzione e scambio, sono tutti elementi che contribuiscono a rendere una città meno ospitale e dunque più insicura: ce lo dice anche la storia millenaria delle nostre città. Per questo abbiamo deciso di finanziare con le risorse destinate alla sicurezza urbana anche la sperimentazione di un progetto come Pop Up Lab, credendo inoltre di dare un supporto a tutte quelle attività tradizionali e innovative che hanno da sempre segnato in positivo la vita e la produzione di ricchezza delle nostre città".

L'amministrazione ha inteso concentrare l'attenzione sulla ricerca di attività imprenditoriali già costituite, in modo da aumentare le probabilità di un insediamento stabile nei fondi riaperti, una volta terminata la sperimentazione che si concluderà il 14 Gennaio 2018. "Siamo soddisfatti per come la città e le attività del territorio stanno rispondendo a questo coraggioso progetto – affermano Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, e Daniela Toccafondi, assessora allo sviluppo economico – Siamo infatti riusciti ad ottenere la disponibilità di una ventina di fondi sfitti tra via del Serraglio, Guizzelmi, Muzzi, del Vergaio e della Sirena: un numero molto alto che testimonia la voglia anche dei proprietari di immobili di mettersi in gioco per il rilancio del centro storico.

Anche la risposta delle aziende del territorio è stata all'altezza delle aspettative: sono arrivate quasi quaranta proposte, per questo abbiamo dovuto estendere la ricerca di spazi a via Muzzi, originariamente non inserita nel progetto". Le proposte si distinguono tutte anche per un alto livello qualitativo delle produzioni e dei servizi offerti: questo fa ben sperare per il prosieguo dell'esperienza, una volta terminata la sperimentazione.

Ci sono negozi di abbigliamento e di scarpe, ma anche laboratori di artigiani e sartoriali, agenzie di viaggi (ma di viaggi particolari, quelli del turismo sostenibile), formaggerie, prodotti da mangiare a chilometro zero, gallerie d'arte e libri anche, progetti sociali, spazi co-working popolati da professionisti a trecentosessanta gradi e molto altro ancora.

Sono tutti da scoprire sulla pagina facebook dedicata all'iniziativa: www.facebook.com/PopUpLabPrato/ Appuntamento dunque per Sabato 30 alle 18.30 in via del Serraglio per il taglio del nastro e la festa per la riapertura delle attività.