Costa toscana, l’impatto degli interventi della Regione sull’economia. Venerdì 19 luglio conferenza stampa

FIRENZE -   Lente di ingrandimento puntata sull'economia della costa toscana: anzi, sulle due coste (quella nord e quella sud) e sull'entroterra metropolitano di Livorno e Pisa. A mettere in fila numeri, statistiche e indicatori è stato l'Irpet, l'istituto di programmazione economica della Toscana, che ha esaminato la situazione di partenza, ha analizzato i trend storici , ha preso in considerazione le carenze ma ha anche gettato lo sguardo sulle potenzialità future dell'economia della costa, i cui benefici si potrebbero riverberare su tutta la Toscana. E naturalmente nell'esame è stato tenuto conto e sono stati passati in rassegna gli interventi messi in campo in questa legislatura dalla Regione.

La ricerca sarà presentata nel corso di una conferenza stampa venerdì 19 luglio alle ore 11.30 a Pisa, nella sede della Provincia al centro Maccarrone in via Battisti 14.  Ci saranno il presidente della Toscana Enrico Rossi, il consigliere regionale e presidente della Commissione Costa Antonio Mazzeo e il direttore dell'Irpet Stefano Casini Benvenuti. 

Cooperative di comunità, Bugli il 19 luglio al Giglio per incontrare i soci di “Laudato sii”

FIRENZE - Pensi al Giglio e vedi il mare: cristallino, invitante. Ma l'isola, fatta di tre borghi davanti all'Argentario, è un monte che si alza per cinquecento metri sul mare e non è solo spiagge e calette. A Castello, il centro dell'isola dove in inverno si concentrano gli abitanti, il vento spesso fischia attraverso le finestre.  Metà abitata e metà vergine, l'isola è  ricca di sentieri: in buona parte ancora verde e selvaggia. Sui declivi da cui lo sguardo si allunga in basso verso il blu del Tirreno si coltivano viti ed olivi: un'agricoltura eroica, fatta di fatica e terrazzamenti con muri a secco di granito.  E l'obiettivo della cooperativa di comunità "Laudato sii", che domani ospiterà l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli, è proprio il recupero di quell'agricoltura, con l'acquisto e la messa a norma intanto dell'unico frantoio dell'isola e tre ettari di terreni in comodato, coltivati anche a vite e frutteti, oltre alla volontà di rilanciare la pesca (e l'ittoturismo) con l'acquisto di una piccola barca, perché dei pescherecci che incrociano davanti l'isola nessuno, pur strano a dirsi, è gigliese. Un modo, come per tante altre cooperative di comunità,  per creare posti di lavoro - non solo d'estate e nel turismo - ed evitare così che d'inverno la popolazione emigri. Un'opportunità per offrire anche servizi alla popolazione anziana, in collaborazione con altre associazioni del territorio.

"Laudato sii", nata nel 2017 dall'idea di un parroco ed alcuni giovani, è una delle venticinque cooperative di comunità  (in ventitré diversi comuni) che a dicembre del 2018 la Regione Toscana ha deciso di finanziare con un milione e duecentomila euro: per invertire appunto lo spopolamento e l'impoverimento delle aree più marginali della Toscana. L'incontro tra l'assessore i soci della cooperativa è previsto alle 14.30. Alle 20 è stata organizzata una cena e l'inaugurazione dell'attività di ittiturismo.

Finora la più famosa cooperativa di comunità in Toscana era quella del Teatro Povero di Monticchiello, paese del senese colpito dalla crisi della mezzadria all'inizio degli anni Settanta e che allora ha scelto di aggregarsi intorno ad un'idea di teatro di piazza che costituisce oggi un'economia importante per i residenti, Su spinta anche del bando della Regione, molte altre cooperative di comunità  stanno nascendo. C'è chi punta al turismo sostenibile o alla valorizzazione dell'ambiente o dei beni culturali del posto. C'è chi pensa all'agricoltura, alla pesca o alla promozione di altre eccellenze enogastronomiche. Per tutti l'obiettivo è comunque lo stesso: offrire servizi, mantenere i beni comuni, creare qualche posto di lavoro, mettere insieme attività economiche che da sole non avrebbero la forza per andare avanti (con internet veloce e il web che aiutano a rompere l'isolamento), esempio di economia collaborativa, ed evitare così che i residenti fuggano via.

Rossi a convegno Cna: “Patto per lo sviluppo grande opportunità per la Toscana”

FIRENZE - Il Patto per lo sviluppo è stato al centro di un incontro, promosso dalla Cna, cui ha partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha colto l'occasione per ricordare che il Patto sottoscritto dalla Regione assieme ad altri diciannove soggetti rappresentativi delle categorie produttive, dei sindacati e delle parti sociali toscane, tra cui la Cna, avrà un "ruolo decisivo" in questo scorcio di legislatura, visti gli "oltre 8 miliardi di investimenti" pronti ad essere impiegati in Toscana.

L'incontro, che si è svolto all'Auditorium di Sant'Apollonia, ha avuto il suo culmine in una tavola rotonda che ha visto la partecipazione, assieme al presidente Rossi,  del presidente della Cna toscana, Andrea Di Benedetto, e del presidente nazionale della Cna, Sergio Silvestrini, mentre il vicepresidente della Cna nazionale con delega al credito, Fabio Petri, e il direttore dell'Irpet, Stefano Casini Benvenuti, hanno portato il loro contributo nella sessione che ha preceduto la tavola rotonda.

"Sono a portare la vicinanza della Regione alle piccole e medie imprese toscane", ha affermato Rossi. "Non intendiamo arrivare a fine mandato in folle, ma con i giri del motore alti, perché pensiamo che rilanciare gli investimenti sia una priorità e siamo contenti che il programma di impegni che abbiamo preso sia condiviso da tanti soggetti".

"Il mondo delle piccole imprese artigiane è fondamentale per la Toscana", ha aggiunto Rossi. "Non è una novità, questo concetto. Il tessuto economico toscano è rappresentato in gran parte da questo mondo. E' perciò importante che, negli ultimi tempi, la pratica concertativa sia ripresa ed anzi si sia intensificata".

Il collegamento della Tirrenica, il porto di Livorno, quello di Piombino, lo sviluppo di Peretola, il sottoattraversamento Tav, ha detto Rossi, "sono scommesse importanti su cui la Toscana deve puntare per il suo sviluppo" fermo restando che "Livorno e Piombino, ad esempio, hanno grande potenzialità, ma occorre che esistano dei collegamenti infrastrutturali all'altezza".

Sollecitato dalle questioni poste dai suoi interlocutori, infine, il presidente Rossi ha ricordato che la Regione ricorrerà contro l'articolo 10 del decreto Crescita e sta valutando il da farsi sull'abolizione della lettera R previsto dal medesimo decreto Crescita.

Di fronte ai problemi del restringimento dell'accesso al credito da parte degli artigiani, il presidente ha ricordato come, dopo la firma del Patto, sia già stato aperto un tavolo specifico e tra le misure siano stati stanziati 60 milioni di fondi regionali sia per gli investimenti che per la liquidità.

"Un'immissione di liquidità importantissima", ha precisato Rossi, "che nell'arco di un anno potrebbe attivare 250 milioni di euro".
Per quanto riguarda il ricorso contro l'articolo 10, il provvedimento prevede l'opzioe, per i clienti, di avere uno sconto in fattura da parte delle imprese nel momento in cui svolgono un lavoro, in alternativa al credito d'imposta da utilizzare in compensazione negli anni successivi. La Regione, però, ritiene che questa misura discrimini le piccole e medie imprese e limiti la libertà di scelta dei consumatori. Da qui la decisione di impugnare questa parte del decreto Crescita.

Per quanto riuarda il ricorso contro l'abolizione della lettera R, invece, la Regione sta valutando quali sono le possibilità di azione. La lettera R, abolita dal decreto Crescita, prevedeva la possibilità di accedere alle garanzie dei Confidi, sia mutualistici o privati, od a garanzie pubbliche previste dalle Regioni.

"Bisogna mantenere un rapporto di passaggio con Confidi che ha garantito un accesso maggiore al fondo nazionale", ha concluso Rossi. "Stiamo valutando per capire cosa è possibile fare, come possiamo muoverci".

Rossi a convegno Cna: “Patto per lo sviluppo grande opportunità per la Toscana”

FIRENZE - Il Patto per lo sviluppo è stato al centro di un incontro, promosso dalla Cna, cui ha partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha colto l'occasione per ricordare che il Patto sottoscritto dalla Regione assieme ad altri diciannove soggetti rappresentativi delle categorie produttive, dei sindacati e delle parti sociali toscane, tra cui la Cna, avrà un "ruolo decisivo" in questo scorcio di legislatura, visti gli "oltre 8 miliardi di investimenti" pronti ad essere impiegati in Toscana.

L'incontro, che si è svolto all'Auditorium di Sant'Apollonia, ha avuto il suo culmine in una tavola rotonda che ha visto la partecipazione, assieme al presidente Rossi,  del presidente della Cna toscana, Andrea Di Benedetto, e del presidente nazionale della Cna, Sergio Silvestrini, mentre il vicepresidente della Cna nazionale con delega al credito, Fabio Petri, e il direttore dell'Irpet, Stefano Casini Benvenuti, hanno portato il loro contributo nella sessione che ha preceduto la tavola rotonda.

"Sono a portare la vicinanza della Regione alle piccole e medie imprese toscane", ha affermato Rossi. "Non intendiamo arrivare a fine mandato in folle, ma con i giri del motore alti, perché pensiamo che rilanciare gli investimenti sia una priorità e siamo contenti che il programma di impegni che abbiamo preso sia condiviso da tanti soggetti".

"Il mondo delle piccole imprese artigiane è fondamentale per la Toscana", ha aggiunto Rossi. "Non è una novità, questo concetto. Il tessuto economico toscano è rappresentato in gran parte da questo mondo. E' perciò importante che, negli ultimi tempi, la pratica concertativa sia ripresa ed anzi si sia intensificata".

Il collegamento della Tirrenica, il porto di Livorno, quello di Piombino, lo sviluppo di Peretola, il sottoattraversamento Tav, ha detto Rossi, "sono scommesse importanti su cui la Toscana deve puntare per il suo sviluppo" fermo restando che "Livorno e Piombino, ad esempio, hanno grande potenzialità, ma occorre che esistano dei collegamenti infrastrutturali all'altezza".

Sollecitato dalle questioni poste dai suoi interlocutori, infine, il presidente Rossi ha ricordato che la Regione ricorrerà contro l'articolo 10 del decreto Crescita e sta valutando il da farsi sull'abolizione della lettera R previsto dal medesimo decreto Crescita.

Di fronte ai problemi del restringimento dell'accesso al credito da parte degli artigiani, il presidente ha ricordato come, dopo la firma del Patto, sia già stato aperto un tavolo specifico e tra le misure siano stati stanziati 60 milioni di fondi regionali sia per gli investimenti che per la liquidità.

"Un'immissione di liquidità importantissima", ha precisato Rossi, "che nell'arco di un anno potrebbe attivare 250 milioni di euro".
Per quanto riguarda il ricorso contro l'articolo 10, il provvedimento prevede l'opzioe, per i clienti, di avere uno sconto in fattura da parte delle imprese nel momento in cui svolgono un lavoro, in alternativa al credito d'imposta da utilizzare in compensazione negli anni successivi. La Regione, però, ritiene che questa misura discrimini le piccole e medie imprese e limiti la libertà di scelta dei consumatori. Da qui la decisione di impugnare questa parte del decreto Crescita.

Per quanto riuarda il ricorso contro l'abolizione della lettera R, invece, la Regione sta valutando quali sono le possibilità di azione. La lettera R, abolita dal decreto Crescita, prevedeva la possibilità di accedere alle garanzie dei Confidi, sia mutualistici o privati, od a garanzie pubbliche previste dalle Regioni.

"Bisogna mantenere un rapporto di passaggio con Confidi che ha garantito un accesso maggiore al fondo nazionale", ha concluso Rossi. "Stiamo valutando per capire cosa è possibile fare, come possiamo muoverci".

Legge appalti e credito di imposta: la Toscana si costituisce in giudizio davanti alla Consulta

FIRENZE – La legge regionale sugli appalti (n.18/2019) deve essere mantenuta nella parte in cui prevede una riserva a favore delle piccole e medie imprese, mentre gli articoli 10 e 18 del cosiddetto "Decreto crescita" (DL 34/2019) devono essere abrogati.

E' quanto ha deciso la Giunta regionale della Toscana che ha dato mandato al proprio presidente di costituirsi in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale.

"Abbiamo – spiega il presidente Enrico Rossi – un contenzioso con il Governo perché noi vogliamo tutelare le nostre piccole e medie imprese e chiediamo che la Corte ne tenga conto. E' per questo che nella nostra legge regionale abbiamo introdotto un articolo che prevede, nel caso di appalti inferiori ad 1 milione di euro, che le stazioni appaltanti possano chiamare a partecipare alle gare PMI toscane fino ad un massimo del 50% del totale degli invitati. E non vogliamo che questa possibilità sia eliminata".

"Dobbiamo fare – aggiunge l'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli - una battaglia tutti insieme. Anche i firmatari del Patto per lo sviluppo, da cui la legge ha tratto ispirazione e che vede tra i protagonisti le stesse organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, ci spingono a resistere in giudizio contro le contestazioni che ci sono state mosse dal governo su un punto specifico della legge regionale sugli appalti. La nostra motivazione è che esiste una disciplina europea che dice che va favorita la partecipazione della piccola e media impresa agli appalti pubblici. Tocca all'Europa stessa e ai Paesi membri poi tradurre la direttiva in atti concreti. Ad oggi però manca una precisazione di come concretamente si può agire. La possibilità che offre la legge Toscana va esattamente in questa direzione. Noi vogliamo solo attuare la norma europea. Oltretutto abbiamo il dovere di tenere conto del fatto che in Toscana nel 2017 abbiamo registrato la presenza di 36.574 imprese edili, di cui 35.311 hanno meno di dieci dipendenti, il 96%. Capite che la nostra economia è fatta così, e nostro dovere è tenerne conto".

E il presidente Rossi spiega anche la questione relativa al credito di imposta che deve essere anticipato ai cittadini dalle aziende.

"La norma statale – questo il suo giudizio - chiede alle imprese di anticipare ai cittadini il credito di imposta che possono vantare nel caso abbiano fatto effettuare lavori antisismici o per il risparmio energetico. Le aziende possono poi recuperare nei successivi 5 anni le somme anticipate. Se quelle grandi possono farlo più facilmente, le piccole hanno invece difficoltà. Si facilitano gli operatori di grandi dimensioni e si penalizzano i piccoli. E anche questo, nella realtà toscana, non può andare bene. Quindi in questo caso chiediamo alal Consulta che gli articoli che lo prevedono siano cancellati".

Si tratta degli articoli 10 e 18 del Dl 34/2019 ora convertito nella legge 58/2019.