I cinquant’anni dell’Irpet, tutti i numeri della Toscana dal 1968 ad oggi

FIRENZE - Una regione più vecchia e più istruita, dove le donne hanno un rilievo crescente, le famiglie sono sempre più piccole e gli impiegati prendono il posto di contadini e operai. Una regione più moderna, dove il Pil cresce e dove si consuma di più anche se sempre meno per soddisfare i bisogni primari.
Come eravamo. E come siamo. Così, a cinquant'anni dal 1968, anno topico per gli imponenti cambiamenti politici e sociali e che in Toscana ha visto, fra le tante, anche la sua fondazione, l'Istituto per la programmazione economica in Toscana (Irpet) ha ricostruito, grazie ai molti numeri accumulati in centinaia di rapporti, studi, ricerche, gli ultimi 50 anni di vita della Regione, documentando il cambiamento e suggerendo alla politica azioni e correttivi per governarlo.
Lo ha ricordato, oggi, celebrandone il compleanno,  il direttore Stefano Casini Benvenuti.  
 
La popolazione Nel 1968 i toscani erano 3 milioni e 430 mila. Nel 2017 la nostra regione conta 3 milioni e 740 mila abitanti. Il saldo naturale è in caduta libera, la fecondità pure (1,3 figli per donna), la popolazione toscana è in crescita solo grazie ai migranti. Gli italiani sono diminuiti di 63 mila unità, gli stranieri quasi 400 mila in più. 
   
E come sono, oggi, i toscani? E' una popolazione sempre più anziana, con quasi 500 mila ultrasessantacinquenni in più (+490 mila) e 414 mila under 34 in meno. Il numero di over 75 ha superato quello degli under 14.
 

La famiglia Se i nuclei familiari sono di più (da 91 mila 815, passano a 1 milione e 649 mila), le famiglie sono però sempre più piccole: dai 3,6 componenti medi del 1961 si scende ai 2,2 del 2016. Ma non è tanto la qualità quanto la qualità ad essere profondamente cambiata: si forma più tardi, non ruota più attorno al matrimonio tradizionale.

Dove vivono? Irpet registra negli anni una forte decrescita che interessa le aree rurali (-12%) e alcuni centri maggiori, primo fra tutti Firenze -16%, a favore delle grandi cinture urbane(+22%).

Livelli di istruzione  In cinquant'anni il numero dei laureati (età 25-34), passa dal 4 al 23% della popolazione per gli uomini e dal 4 al 34 % per le donne. Il tasso di laureati resta tuttavia più basso di dieci punti rispetto alla media europea, che è per gli uomini del 34% e per le donne il 44%. Da registrare, l'aumento delle laureate, che supera quello dei laureati di quasi dieci punti, invertendo così il dato che, nel 1971, era ancora favore degli uomini.

Le donne Più forte anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, pur duramente provata dalla crisi. Considerando la classe di età tra i 15 e i 64 anni il tasso di attività, comprendente le donne occupate e quelle in cerca di lavoro,  passa dal 31% del 1971 al 66% del 2016. Il tasso di occupazione passa dal 56% del 1977 al 66% del 2017. 

Economia  In economia, il terziario assorbe oggi circa il 70% della occupazione complessiva (nel '71 era il 40%), mentre l'industria rappresenta lo sbocco occupazionale del 27% dei lavoratori toscani (nel '71 41 occupati su 100 erano impiegati nel  manifatturiero). In questi anni, pur con un ritmo via via più lento e con una fase di stallo negli anni della crisi, il Pil pro capite è andato aumentando fino a raddoppiare (da -6% a + 6%). A trainarlo sono, oggi come ieri, le esportazioni.

Più che raddoppiate le presenze turistiche (da 20 a 44 milioni), in particolare quelle degli stranieri, che oggi superano quelle degli italiani.

Consumi Seguendo la tendenza del prodotto interno lordo, la spesa pro capite per consumi è oggi in termini reali più che raddoppiata rispetto al 1970, anche se dai primi anni 90 si è assistito ad un rallentamento dei consumi interni che testimonia un crescente senso di insicurezza. I toscani consumano di più ma si è modificata la struttura dei consumi a vantaggio di beni e servizi meno primari e più evoluti: la quota di spesa delle famiglie per l'alimentazione è passata dal 37% del 1968 al 13% del 2016.

Per saperne di più   

I cinquant’anni dell’Irpet, tutti i numeri della Toscana dal 1968 ad oggi

FIRENZE - Una regione più vecchia e più istruita, dove le donne hanno un rilievo crescente, le famiglie sono sempre più piccole e gli impiegati prendono il posto di contadini e operai. Una regione più moderna, dove il Pil cresce e dove si consuma di più anche se sempre meno per soddisfare i bisogni primari.
Come eravamo. E come siamo. Così, a cinquant'anni dal 1968, anno topico per gli imponenti cambiamenti politici e sociali e che in Toscana ha visto, fra le tante, anche la sua fondazione, l'Istituto per la programmazione economica in Toscana (Irpet) ha ricostruito, grazie ai molti numeri accumulati in centinaia di rapporti, studi, ricerche, gli ultimi 50 anni di vita della Regione, documentando il cambiamento e suggerendo alla politica azioni e correttivi per governarlo.
Lo ha ricordato, oggi, celebrandone il compleanno,  il direttore Stefano Casini Benvenuti.  
 
La popolazione Nel 1968 i toscani erano 3 milioni e 430 mila. Nel 2017 la nostra regione conta 3 milioni e 740 mila abitanti. Il saldo naturale è in caduta libera, la fecondità pure (1,3 figli per donna), la popolazione toscana è in crescita solo grazie ai migranti. Gli italiani sono diminuiti di 63 mila unità, gli stranieri quasi 400 mila in più. 
   
E come sono, oggi, i toscani? E' una popolazione sempre più anziana, con quasi 500 mila ultrasessantacinquenni in più (+490 mila) e 414 mila under 34 in meno. Il numero di over 75 ha superato quello degli under 14.
 

La famiglia Se i nuclei familiari sono di più (da 91 mila 815, passano a 1 milione e 649 mila), le famiglie sono però sempre più piccole: dai 3,6 componenti medi del 1961 si scende ai 2,2 del 2016. Ma non è tanto la qualità quanto la qualità ad essere profondamente cambiata: si forma più tardi, non ruota più attorno al matrimonio tradizionale.

Dove vivono? Irpet registra negli anni una forte decrescita che interessa le aree rurali (-12%) e alcuni centri maggiori, primo fra tutti Firenze -16%, a favore delle grandi cinture urbane(+22%).

Livelli di istruzione  In cinquant'anni il numero dei laureati (età 25-34), passa dal 4 al 23% della popolazione per gli uomini e dal 4 al 34 % per le donne. Il tasso di laureati resta tuttavia più basso di dieci punti rispetto alla media europea, che è per gli uomini del 34% e per le donne il 44%. Da registrare, l'aumento delle laureate, che supera quello dei laureati di quasi dieci punti, invertendo così il dato che, nel 1971, era ancora favore degli uomini.

Le donne Più forte anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, pur duramente provata dalla crisi. Considerando la classe di età tra i 15 e i 64 anni il tasso di attività, comprendente le donne occupate e quelle in cerca di lavoro,  passa dal 31% del 1971 al 66% del 2016. Il tasso di occupazione passa dal 56% del 1977 al 66% del 2017. 

Economia  In economia, il terziario assorbe oggi circa il 70% della occupazione complessiva (nel '71 era il 40%), mentre l'industria rappresenta lo sbocco occupazionale del 27% dei lavoratori toscani (nel '71 41 occupati su 100 erano impiegati nel  manifatturiero). In questi anni, pur con un ritmo via via più lento e con una fase di stallo negli anni della crisi, il Pil pro capite è andato aumentando fino a raddoppiare (da -6% a + 6%). A trainarlo sono, oggi come ieri, le esportazioni.

Più che raddoppiate le presenze turistiche (da 20 a 44 milioni), in particolare quelle degli stranieri, che oggi superano quelle degli italiani.

Consumi Seguendo la tendenza del prodotto interno lordo, la spesa pro capite per consumi è oggi in termini reali più che raddoppiata rispetto al 1970, anche se dai primi anni 90 si è assistito ad un rallentamento dei consumi interni che testimonia un crescente senso di insicurezza. I toscani consumano di più ma si è modificata la struttura dei consumi a vantaggio di beni e servizi meno primari e più evoluti: la quota di spesa delle famiglie per l'alimentazione è passata dal 37% del 1968 al 13% del 2016.

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Italia-Francia Marittimo, venerdì a Lucca il lancio del terzo avviso

FIRENZE - Tutela del patrimonio naturale e culturale, aumento delle opportunità di impiego, sicurezza della navigazione. Questi i temi al centro del terzo avviso del Programma Italia-Francia Marittimo 2014-2020, che sarà presentato al Palazzo Ducale di Lucca venerdì 20 aprile a partire dalle 9.30 e fino a metà pomeriggio. Cinque i territori italiani e francesi coinvolti: le province toscane di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto e di alcune province della Sardegna, della Liguria, del sud della Francia e della Corsica.

Tra le tipologie di azioni finanziabili la prevenzione e la lotta contro gli incendi boschivi, lo scambio di esperienze di protezione civile ma anche l'innovazione nel campo della sicurezza della navigazione a partire dal trasporto delle merci pericolose e dalla gestione delle emergenze.

Il Programma Italia-Francia Marittimo prevede anche lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione di itinerari culturali e ambientali grazie all'allargamento della rete dei siti/patrimoni accessibili e l'ampliamento della rete esistente delle aree protette.

Durante la giornata saranno illustrate infine le opportunità di finanziamento per aumentare le opportunità di lavoro sostenibile e di qualità, la creazione di una rete transfrontaliera dei servizi per l'impiego e il sostegno alla mobilità transfrontaliera degli studenti.

Programma dettagliato e maggiori informazioni su http://interreg-maritime.eu/it/-/lucca-presentazione-del-iii-avviso.