Pisa, movida: accesso piazze a chi prenota in locali

Pisa, movida: accesso piazze a chi prenota in locali

Misure ad hoc “per prevenire il rischio di assembramenti nelle aree di maggior aggregazione serale, non solo nel centro di Pisa, ma anche di ogni nuova situazione di assembramento che si dovesse registrare in provincia”.

Lo ha stabilito il prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo disponendo che “le forze di polizia intensifichino, con il contributo della polizia locale, i servizi di controllo anti assembramento nel capoluogo durante le ore serali e notturne del week end”. E da domani entra in vigore a Pisa una nuova ordinanza del sindacoMichele Conti con un’ulteriore stretta sulla movida. In particolare l’accesso in piazza delle Vettovaglie e piazza Santo’Omobono, principali luoghi di aggregazione serale, sarà consentito solo a chi ha effettuato la prenotazione nei locali che effettuano servizio al tavolo. Coti ha poi vietato la vendita di asporto di bevande in tutto il centro storico a partire dalle 19: la somministrazione sarà consentita solo con il servizio al tavolo. Tutti i locali devono poi chiudere alle 24. . “Stiamo lavorando per costruire una serie di interventi a tutela di tutti, sia di chi ha l’esigenza di far ripartire una attività commerciale, sia di chi la frequenta e deve farlo in sicurezza. Occorre, in particolare, richiamare l’attenzione dei giovani a continuare a tenere comportamenti responsabili”, il commento del prefetto. L’ordinanza comunale è stata criticata da Confcommercio e Confesercenti

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Covid: ora gli italiani temono più la Crisi che il contagio

Covid: ora gli italiani temono più la Crisi che il contagio

 Due italiani su 3 hanno preoccupazioni per la crisi economica conseguente alla pandemia da Coronavirus, mentre la paura di essere contagiati riguarda solo 1 italiano su 3. È quanto emerge da una ricerca promossa da EngageMinds HUB coordinato da Guendalina Graffigna, nell’ambito del progetto CRAFT dell’Università Cattolica, campus di Cremona.

La ricerca, parte di un Monitor continuativo sui consumi alimentari, mostra anche che diminuisce la fiducia nella ricerca scientifica e fa capolino la preoccupazione di venire contagiati attraverso gli alimenti acquistati al supermercato. La ricerca di EngageMinds HUB è stata condotta su un campione di 2000 italiani, rappresentativo della popolazione per sesso, età, appartenenza geografica e occupazione.
Gli italiani si sono detti molto preoccupati per le ricadute economiche dell’emergenza Covid-19 (valutando la preoccupazione 8,5 su una scala da 1 a 10). La preoccupazione è legata alla situazione finanziaria dei cittadini e alle prospettive per il futuro: il 43% degli intervistati riporta che la propria situazione economica è peggiorata nell’ultimo anno e il 37% pensa che le proprie finanze peggioreranno nel corso del prossimo anno. Inoltre, l’80% ritiene che la situazione economica del paese sia peggiorata nell’ultimo anno e il 57% pensa che continuerà a peggiorare nei prossimi 12 mesi.
La preoccupazione per gli aspetti economici rischia, in futuro, di ridurre l’attenzione personale rispetto al pericolo di contagio e dunque di far abbassare la guardia sulla prevenzione, rileva Graffigna: una situazione che – spiegano i ricercatori di EngageMinds HUB – può portare a un senso di sfiducia verso le misure preventive e di insofferenza ad aderirvi.
A farsi strada, infine, è la preoccupazione di essere contagiati per via degli alimenti acquistati al supermercato, percepiti come un possibile veicolo di infezione (circa un intervistato su 4 si sente “potenzialmente a rischio” di contrarre il Covid-19 a causa di possibili contaminazioni dei prodotti alimentari consumati).

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