Cave, stop a incertezze: disposizioni speciali fino a giugno 2019, poi applicazione rigorosa della lr 35/2015

FIRENZE - La legge regionale 35/2015 ("Disposizioni in materia di cave") prevede, nel caso in cui un imprenditore titolare di una autorizzazione abbia realizzato escavi superiori per oltre 1000 mc ai volumi autorizzati dal progetto di coltivazione, la decadenza dell'autorizzazione stessa. Una norma severa, ma necessaria per salvaguardare il paesaggio e l'ambiente.
A partire dai controlli effettuati tra il 2016 ed il 2017 dalla Regione e dalla Forestale (in attuazione della convenzione stipulata nel 2016) è emersa un'interpretazione estesa del perimetro autorizzato, inteso come 'complessivo compendio estrattivo', questo ha generato ambiguità nell'applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

Per porre fine ad ogni incertezza e a interpretazioni dubbie relative al sanzionamento degli abusi oltre i 1000 mc, la Regione ha fissato, in via eccezionale e solo fino al 5 giugno 2019,  una procedura 'alternativa' per chi ha effettuato, all'interno del perimetro estrattivo indicato nelle autorizzazioni comunali, prelievi importanti superiori ai volumi autorizzati nel distretto apuo-versiliese. Tutto questo grazie ad una modifica alla legge 35 approvata dalla Regione lo scorso 26 settembre.

Per sciogliere la questione salvaguardando il paesaggio, la legalità e al tempo stesso il diritto di imprenditori che avevano effettuato prelievi eccessivi, ma si erano mossi comunque all'interno di un'area autorizzata, la Regione ha stabilito un periodo di moratoria che terminerà, appunto il 5 giugno dell'anno prossimo, termine entro il quale dovranno anche essere approvati i piani attuativi previsti dalla LR 65/2014, oltre il quale l'applicazione della legge 35 sarà stringente.

La modifica alla legge - estremamente concisa, solo un articolo di pochi commi (art. 58 bis) - contiene disposizioni transitorie e nasce in via straordinaria per far chiarezza sulla corretta definizione di 'perimetro autorizzato' dell'escavo e rimediare ad alcune errate interpretazioni che hanno generato criticità in alcuni Comuni apuo-versiliesi, portando a difficoltà nell'applicazione delle sanzioni previste in caso di abusi importanti.

Ad oggi, in tutti i casi riscontrati di difformità tra quanto autorizzato e quanto prelevato, l'attività estrattiva è stata immediatamente bloccata.
Con la modifica alla legge e l'introduzione dell'articolo 58 bis, agli imprenditori che hanno realizzato abusi superiori ai 1000 mc non sarà revocata la licenza durante tale periodo transitorio, ma saranno chieste la presentazione e la realizzazione di un progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale dell'area che tenga conto degli impatti

complessivi derivanti dalle lavorazioni difformi. E saranno loro applicate delle sanzioni amministrative (previste dall'articolo 52, comma 4). Infine l'autorizzazione di escavo sarà sospesa fino all'approvazione del progetto ed al completamento delle opere di messa in sicurezza.

Per limitare l'impatto sulle attività e sull'occupazione è previsto un termine di 60 giorni per l'approvazione del progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale, salvo termini diversi previsti per il rilascio di autorizzazioni o atti di assenso previsti dalle altre normative di riferimento.
La Regione Toscana si è impegnata a fare in modo che tutti i pareri regionali necessari per i progetti di messa in sicurezza e risistemazione ambientale siano rilasciati dagli uffici interessati con la massima priorità.

La modifica alla legge regionale 35/2015 è stata pubblicata sul BURT del 10 ottobre come legge regionale 54/ 2018.
 

Liquami: la Regione Toscana emana decreto “per sopperire a sconcertante vuoto normativo”

Liquami: la Regione Toscana emana decreto “per sopperire a sconcertante vuoto normativo”

Dopo la clamorosa protesta degli autospurgo che ieri mattina ha bloccato il traffico fiorentino, la Regione ha deciso: per sei mesi anche gli impianti di depurazione che non ricadono nell’ambito dei soggetti affidatari del Servizio Idrico Integrato (SII), come Gida, Aquapur multiservizi Spa, il Consorzio Cuoio Depur, o il Consorzio Torrente Pescia, potranno trattare i reflui misti con percentuali rilevanti di reflui urbani.

La nuova ordinanza che sta per essere firmata dal presidente Enrico Rossi reitera quanto stabilito ad agosto con l’ordinanza che Rossi firmò dopo il divieto di usare i liquami che sono ritenuti rifiuti speciali in agricoltura e la sentenza del Tar che ha impedito il loro trasporto in Lombardia, come avveniva fino a quel momento.

L’ ordinanza stabilisce anche  l’inserimento nell’elenco degli impianti ammessi dei soggetti extra SII: si incrementano così le quantità massime dei rifiuti destinati a smaltimento presso le discariche.

Viene infine fornito un vademecum per la gestione dei fanghi di depurazione, uno strumento di supporto per gli operatori del settore, siano essi produttori/detentori del rifiuto, gestori di discarica o soggetti preposti alle funzioni di controllo o di vigilanza, nonché soggetti incaricati del rilascio di autorizzazione agli impianti di rifiuti.

“La Regione Toscana – afferma il presidente della Giunta Regionale Enrico  Rossi – si fa carico ancora una volta di mettere una pezza allo sconcertante vuoto normativo al quale questo Governo non sta dando risposta, nonostante da mesi sia pronto sul tavolo del ministro un decreto di riforma della normativa di settore corredato da tutti i pareri del caso”.

“Questa ordinanza – ha aggiunto l’assessore all’ambiente Federica Fratoni – nasce da un lavoro di confronto con tutti i soggetti interessati che stiamo portando avanti da settimane e che proseguirà nel prossimo futuro. In essa ci sono risposte importanti a più riperse avanzate dalle ditte di autospurghisti e la codifica degli indirizzi operativi, elaborati in collaborazione con Arpat, capaci di configurare una filiera di trattamento certa, efficace e trasparente”.

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Modifica alla legge sulle cave, la presentazione domani a Massa

FIRENZE - Domani, mercoledì 17 ottobre, al Palazzo Ducale di Massa (sala della Resistenza) si terrà la presentazione ai Comuni, alle categorie e alle parti datoriali della modifica alla legge regionale 35/2015 'Disposizioni in materia di cave'. Parteciperanno tra gli altri il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'assessore regionale alle cave Vincenzo Ceccarelli.

La presentazione inizierà alle ore 10,30. Alle ore 12.00 circa si terrà una breve conferenza stampa.
 

Cybersecurity, Bugli: “I dati di cittadini e Pa sono un bene comune da tutelare”

PISA - In rete tutto è attaccabile. Pirati informatici, si racconta nel pomeriggio in uno degli eventi dell'Internet Festival di Pisa, hanno preso d'assalto i Pos di un'azienda passando dalle rete che collegava gli impianti di condizionamento. Altri hanno attaccato un albergo bloccando le porte elettroniche e chiedendo soldi per liberare i clienti, così come a molti è accaduto per i dati conservati negli hard disk. Un problema, se non ne era stata fatta una copia. C'è chi ha fatto razzia di dati personali passando attraverso i giocattoli di casa oppure dai sistemi di domotica. E poi c'è chi usa il cyber come un vero e proprio terreno di una guerra ‘ibrida' che si combatte tra le nazioni.

I costi del crimine cibernetico, si stima e si racconta sempre all'Internet Festival,  ammontano all'intero Pil dell'Austria. C'è sicuramente un bisogno di alfabetizzazione digitale delle piccole e medie imprese, una sfida su cui la Regione è impegnata.  A Pisa stamani è stato inaugurato il primo centro di competenza regionale per la cybersecurity, l'unico al momento in tutta Italia.  "La Ue stanzierà due miliardi di euro per il prossimo settennato per la sicurezza informatica – ricorda l'assessore all'innovazione della Toscana, Vittorio Bugli  - Sono pochi ma è un punto di partenza. Se arriveranno anche in Toscana, li utilizzeremo nel centro".

Nell'incontro alla Scuola Normale nel pomeriggio si parla di cybersecurity come bene comune e di quello che istituzioni pubbliche, imprese e mondo della ricerca insieme possono fare a tutela di cittadini e aziende. "Ma un bene comune  - rovescia la prospettiva l'assessore – sono anzitutto i dati dei cittadini e gli open data della pubblica amministrazione, che vengono utilizzati in modo gratuito da poche multinazionali nel mondo e vengono restituiti sotto forma di servizi a pagamento".  "Finché noi rimaniamo nel tecnicismo – sintetizza - non risolveremo il problema. Bisogna che questo tecnicismo diventi dibattito pubblico di tutti i cittadini e della politica".

La cybersecurity, oltre che  un tema urgente, è un settore che può portare anche sviluppo e posti di lavoro. A Pisa c'è un master per formare esperti in sicurezza informatica. Il problema, come per altri settori,  è la fuga di cervelli all'estero. Nell'incontro c'è spazio poi per raccontare l'eccellenza della polizia postale italiana, diffusa su tutto il territorio in modo capillare: la nuova polizia postale che si occupa di reati informatici è nata nel 1998, le cyberdivision dell'Fbi negli Stati Uniti arrivano solo nel 2002. E si parla anche di intelligenza artificiale nelle aule di tribunale, non senza qualche punto interrogativo. "L'attività interpretativa di una norma è anche creatività – domanda Gianluigi Ferrari dell'Università di Pisa -  , soprattutto nei sistemi di common law Ma il rischio non è che l'intelligenza artificiale, allenata sui precedenti, replichi i pregiudizi, senza innovazione?". Conclusione: "Non avremo mai i giudici robot – dice il vice presidente uscente del Csm Giovanni Legnini- I cancellieri robot però forse sì".

La Toscana, anche nella digitalizzazione del processo telematico, può vantare comunque un'eccellenza. "Qui – ricorda l'assessore Bugli -  l'accesso alle cancellerie del processo civile è già realtà da diversi anni, utilizzato dai cittadini e anche da numerosi avvocati. Ora lo stiamo sperimentando, assieme al Ministero, anche per la Cassazione". "Ugualmente – prosegue - abbiamo investito e stiamo investendo sul cloud e data center regionale: per consentire a tutte i Comuni, anche quelli piccoli, di aver servizi migliori e maggiore sicurezza ottimizzando i costi. E' una piattaforma aperta e il rischio di attacchi informatici ha indotto già molti a convincersi della necessità a fare squadra". Un lavoro che trova il suo completamento nello sforzo di portare internet veloce ovunque in Toscana, anche nella aree più periferiche e nei borghi più isolati: un'altra sfida in cui la Regione, con proprie risorse, è direttamente impegnata.

Cybersecurity, Bugli: “I dati di cittadini e Pa sono un bene comune da tutelare”

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I costi del crimine cibernetico, si stima e si racconta sempre all'Internet Festival,  ammontano all'intero Pil dell'Austria. C'è sicuramente un bisogno di alfabetizzazione digitale delle piccole e medie imprese, una sfida su cui la Regione è impegnata.  A Pisa stamani è stato inaugurato il primo centro di competenza regionale per la cybersecurity, l'unico al momento in tutta Italia.  "La Ue stanzierà due miliardi di euro per il prossimo settennato per la sicurezza informatica – ricorda l'assessore all'innovazione della Toscana, Vittorio Bugli  - Sono pochi ma è un punto di partenza. Se arriveranno anche in Toscana, li utilizzeremo nel centro".

Nell'incontro alla Scuola Normale nel pomeriggio si parla di cybersecurity come bene comune e di quello che istituzioni pubbliche, imprese e mondo della ricerca insieme possono fare a tutela di cittadini e aziende. "Ma un bene comune  - rovescia la prospettiva l'assessore – sono anzitutto i dati dei cittadini e gli open data della pubblica amministrazione, che vengono utilizzati in modo gratuito da poche multinazionali nel mondo e vengono restituiti sotto forma di servizi a pagamento".  "Finché noi rimaniamo nel tecnicismo – sintetizza - non risolveremo il problema. Bisogna che questo tecnicismo diventi dibattito pubblico di tutti i cittadini e della politica".

La cybersecurity, oltre che  un tema urgente, è un settore che può portare anche sviluppo e posti di lavoro. A Pisa c'è un master per formare esperti in sicurezza informatica. Il problema, come per altri settori,  è la fuga di cervelli all'estero. Nell'incontro c'è spazio poi per raccontare l'eccellenza della polizia postale italiana, diffusa su tutto il territorio in modo capillare: la nuova polizia postale che si occupa di reati informatici è nata nel 1998, le cyberdivision dell'Fbi negli Stati Uniti arrivano solo nel 2002. E si parla anche di intelligenza artificiale nelle aule di tribunale, non senza qualche punto interrogativo. "L'attività interpretativa di una norma è anche creatività – domanda Gianluigi Ferrari dell'Università di Pisa -  , soprattutto nei sistemi di common law Ma il rischio non è che l'intelligenza artificiale, allenata sui precedenti, replichi i pregiudizi, senza innovazione?". Conclusione: "Non avremo mai i giudici robot – dice il vice presidente uscente del Csm Giovanni Legnini- I cancellieri robot però forse sì".

La Toscana, anche nella digitalizzazione del processo telematico, può vantare comunque un'eccellenza. "Qui – ricorda l'assessore Bugli -  l'accesso alle cancellerie del processo civile è già realtà da diversi anni, utilizzato dai cittadini e anche da numerosi avvocati. Ora lo stiamo sperimentando, assieme al Ministero, anche per la Cassazione". "Ugualmente – prosegue - abbiamo investito e stiamo investendo sul cloud e data center regionale: per consentire a tutte i Comuni, anche quelli piccoli, di aver servizi migliori e maggiore sicurezza ottimizzando i costi. E' una piattaforma aperta e il rischio di attacchi informatici ha indotto già molti a convincersi della necessità a fare squadra". Un lavoro che trova il suo completamento nello sforzo di portare internet veloce ovunque in Toscana, anche nella aree più periferiche e nei borghi più isolati: un'altra sfida in cui la Regione, con proprie risorse, è direttamente impegnata.