I lavoratori della SOL di Piombino chiedono attenzione alle istituzioni

FIRENZE – Lavoratori e rappresentanti sindacali della SOL di Piombino, che produce gas tecnici, si sono incontrati oggi pomeriggio con l'assessore regionale al lavoro, la Provincia di Livorno e il Comune di Piombino per un confronto con le istituzioni sulle possibili, preoccupanti ripercussioni sull'azienda derivanti dalla crisi della Lucchini.

 

La rappresentanza della SOL ha chiesto alle istituzioni attenzione e conforto in vista del confronto con la proprietà sulle prospettive di mantenimento della produzione a Piombino, e un intervento per un eventuale e temporaneo utilizzo di ammortizzatori sociali.

 

L'assessore al lavoro, d'intesa con gli enti locali, ha condiviso tale preoccupazione, sottolineando che il processo di riorganizzazione dello stabilimento Lucchini è oggi in una fase di passaggio molto delicata, che può determinare ripercussioni su Sol; ma anche che il progetto di riconversione presente nell'accordo di programma potrebbe aprire nuove prospettive per la stessa Sol.

 

In tal senso e si è impegnato ad un contatto con la direzione aziendale sin dai prossimi giorni, prima dell'incontro già previsto ai primi della prossima settimana con le organizzazioni sindacali. Secondo i risultati di tale incontro, l'assessore valuterà anche la convocazione dell'azienda per l'apertura di un confronto con le istituzioni sulle prospettive industriali.

A papa Francesco un cd con Turandot: per una speranza che faccia rima con dignità

FIRENZE - Un cd con "Turandot" rappresentata a Torre del Lago per l'edizione numero 50 del Festival Puccini: è il dono consegnato a papa Francesco dal presidente della Regione Toscana nel corso dell'udienza concessa, questa mattina in piazza San Pietro, dal Santo Padre ai lavoratori della "Lucchini" di Piombino.

Il motivo di una scelta così particolare, tutto legato al concetto di "speranza", lo spiega il presidente toscano riferendosi alle parole usate un mese fa dal papa in risposta all'SOS che gli operai della grande fabbrica siderurgica toscana gli avevano indirizzato quando tutto, per loro, sembrava perduto. "Il papa - rispose Francesco - è accanto a voi e prega per voi affinché quando si spengono le speranze umane rimanga sempre accesa la speranza divina che non delude mai".

Una citazione che rimanda al primo dei tre enigmi del capolavoro pucciniano quando Calaf fornisce la risposta giusta ("la speranza") e la principessa replica con un gelido "Si, la speranza che delude sempre".  Fu proprio papa Francesco - nell'intervista a padre Antonio Spadaro, direttore de "La Civiltà Cattolica" nell'agosto 2013 - a citare quei versi di "Turandot" sulla speranza inquadrando il concetto in una ottica pastorale ("La speranza cristiana - commentò il papa alla rivista dei gesuiti - non è un fantasma e non inganna").

Ricordato questo esplicito retroterra pucciniano negli interessi culturali di papa Francesco, il presidente toscano non si è lasciato sfuggire l'occasione e, appunto, ha consegnato al pontefice una edizione di "Turandot" che rinvia doppiamente alla Toscana: sia come regione di nascita di Giacomo Puccini sia come terra dove, a Torre del Lago Puccini, è ospitato il Festival annuale dedicato al grande compositore (anche il prossimo agosto, per il 60mo del festival, in scena "Turandot").

Da posizioni evidentemente istituzionali e laiche, il presidente della Regione Toscana ha ringraziato papa Francesco per la importante spinta alla speranza e alla dignità - ha detto - che un pontefice così attento alla vita reale ha saputo fornire ai lavoratori di Piombino e che adesso, per il futuro di questo comprensorio siderurgico, deve sostenere il coraggio e la determinazione di politiche nuove in favore dell'occupazione, dei lavoratori, della loro dignità.

Udienza da papa Francesco per Piombino nel segno della speranza

ROMA - Una mattinata emozionante, per i lavoratori della Lucchini e per il presidente della Regione Toscana che, insieme al sindaco di Piombino e ai rappresentanti sindacali, hanno preso parte alla consueta udienza del mercoledì di papa Francesco, in piazza San Pietro, davanti a 70mila fedeli giunti da ogni angolo del mondo.

Al termine dell'udienza, che il pontefice ha dedicato al tema della scienza e al rapporto dell'uomo con il pianeta, papa Francesco ha salutato la delegazione toscana, stringendo la mano a tutti e scambiando con ciascuno parole di conforto. Si è soffermato con il presidente della Regione, il cardinale Betori e il vescovo di Massa Marittima Ciattini e soprattutto con i lavoratori della Lucchini, a cui ha rivolto un appello accorato  a non perdere la speranza. I lavoratori hanno risposto così: "la nostra speranza si chiama Concordia", con chiaro riferimento al relitto della nave da crociera che sosta davanti all'isola del Giglio, in attesa di una meta per la rottamazione, che il presidente e gli operai del siderurgico vorrebbero fosse il porto di Piombino.

I lavoratori hanno fatto gli auguri al papa in vista del suo prossimo viaggio in Medio Oriente, per le prospettive di pace a cui potrebbe contribuire. Il presidente della Regione ha poi ringraziato il papa per l'impegno e le parole spese sulla situazione del polo siderurgico, che hanno contribuito ad amplificare l'attenzione nazionale alla vicenda, accelerando la firma dell'accordo di programma. Al termine ha donato al Santo Padre un'edizione della Turandot realizzata in occasione del cinquantesimo festival Puccini di Torre del Lago. La scelta dell'opera pucciniana si motiva con una citazione del primo tre enigmi del dramma, avente per argomento giustappunto "la speranza", fatta dal pontefice durante una recente intervista apparsa su Civiltà Cattolica.

A margine dell'udienza Rossi ha aggiunto che il Papa riempie il cuore di speranza e questo rappresenta una spinta utile per l'attuazione degli obiettivi previsti dall'accordo di programma. L'Italia e l'Europa hanno bisogno di acciaio di qualità, hanno bisogno delle rotaie che si producono a Piombino. Nasce da qui la speranza che anche il papa ha contribuito ad alimentare e che adesso dobbiamo trasformare in realtà affinché Piombino torni a produrre presto acciaio, perché la cessazione di una attività siderurgica che dura da 2000 anni sarebbe un errore sotto ogni aspetto.

Fondi europei, Regione ad associazioni di categoria: fare spesa e fare presto

FIRENZE - Raccomandazioni alle associazioni di categoria: quando scriverete le vostre osservazioni non guardate solo al vostro orticello ma alla Toscana tutta nel giudicare il piano di utilizzo dei fondi europei per i prossimi sette anni. Una partita da 3 miliardi, ricorda l'assessore alle attività produttive: la metà concentrati su Fesr e Fse, ovvero fondo per lo sviluppo regionale e fondo sociale, protagonisti dell'incontro di oggi.
 
La Regione Toscana ha deciso i capisaldi per i prossimi sette anni e il presidente li ha spiegati e ribaditi nel corso di un lungo tavolo di concertazione con le associazioni di categoria che è durato l'intera mattina, invitandole a fare squadra. Interventi ancor più mirati. Ampia flessibilità, per abbandonare e ripensare subito una misura se non funziona. Fare spesa e fare presto. Concentrando gli investimenti nella prima parte del settennato, ha ricordato l'assessore, da cui la scelta della Regione di anticipare dall'inizio dell'anno 80 milioni dal proprio
bilancio.
 
Se l'acqua è poca, si bagnano i terreni più fertili - E' cambiato un mondo e non è più possibile ripetere schemi precedenti, ripete più volte il presidente. E' cambiato anche il ruolo della Regione, la cui capacità di spesa si è ridotta di un quarto in pochi anni per i tetti imposti da un patto di stabilità sempre più penalizzante. Così la scelta della Toscana sarà quella di privilegiare con i fondi europei le imprese e, tra le imprese, quelle che vogliono spendere e possono farlo subito, mettendo magari in moto anche un pezzo di altra economia. Per essere ancora più chiaro il presidente usa un paio di metafore: quando c'è siccità si irrigano i terreni più fertili. E un secchio d'acqua si mette davanti al cavallo che beve perché vuol correre.
 
Dall'economia ai giovani e il lavoro - Questo servirà a salvare le imprese più dinamiche (che nonostante la crisi esistono in Toscana) e a dare una spinta alla sviluppo economico. Il secondo obiettivo riguarda l'energia: la Regione vuole provare a giocare una partita per abbattere i costi che le imprese oggi sostengono, il che renderebbe la Toscana strutturalmente più competitiva. Per quanto riguarda il Fondo sociale europeo, una partita da oltre 700 milioni in sette anni, sostegno al lavoro, tirocini e servizio civile saranno le principali chiavi. E i giovani, con il progetto Giovanisì di cui la Toscana è stata antesignana, continueranno ad essere una scelta di campo fondamentale. Accanto a un'istruzione e una formazione di qualità.
 
Semplificazione - Rimarranno naturalmente i bandi. Ma accanto a questi per il presidente è necessaria una sorta di attività di scouting e supporto alle imprese: per aiutare le aziende piccole e medie che vogliono internazionalizzarsi, fanno ricerca ma hanno bisogno di una guida per utilizzare le risorse europee. Il progetto è allo studio dell'Irpet. Semplificazione e procedure sempre più leggere sono altre due parole d'ordine.
 
Soldi ai Comuni con il vecchio Fas - Per la cultura e il turismo la Regione punta a costruire fili che uniscono le varie parti della Toscana, a partire ad esempio dai poli museali: per far conoscere anche la cosiddetta Toscana minore, che in fondo non è meno ricca e bella ma solo meno conosciuta. Le imprese che hanno bisogno di aiuto per superare difficoltà temporanee potranno ancora contare sugli strumenti di ingegneria finanziaria: microcredito in testa. Gli enti locali invece avranno a disposizione per interventi infrastrutturali sul loro territorio 500 milioni dal fondo di sviluppo e coesione, il vecchio Fas diventato Fsc. Su questo mancano ancora i dettagli: sono comunque circa 70 milioni l'anno.

Novartis, due incontri in Regione. Glaxo conferma la volontà di investire su Siena

FIRENZE – L'acquisizione della divisione vaccini dell'azienda Novartis di Siena da parte del gruppo Glaxo è una scelta strategica della multinazionale, che ha confermato la volontà di investire nel nostro paese e in, particolare, sullo stabilimento di Siena, con l'obiettivo di far crescere ulteriormente il settore dei vaccini in cui è leader mondiale.

E' quanto emerso nel pomeriggio di oggi dall'incontro che il presidente della Regione, insieme all'assessore alla sanità, ha avuto con l'amministratore delegato di Glaxo Italia.

L'ad ha ricordato che l'acquisizione rientra in un disegno di sviluppo che punta ad aumentare le quote di mercato in un settore, quello dei vaccini appunto, che occupa nel nostro paese 2900 lavoratori su 7000 del totale dei dipendenti di GSK Vaccini in tutto il mondo. L'amministratore delegato ha anche assicurato il presidente della Regione che all'interno del piano industriale complessivo del gruppo non vi sono duplicazioni con altri siti produttivi esteri ed è questo il senso dell'investimento su Siena, a partire dalla sua eccellenza nel campo della ricerca.

Le preoccupazioni dei lavoratori per il futuro dell'azienda senese erano state rappresentate dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni in un incontro convocato poco prima dall'assessore alle attività produttive credito e lavoro con organizzazioni sindacali e istituzioni. L'assessore, prendendone atto, nel ricordare l'impegno diretto del presidente della Regione ha detto di aver interessato il vice ministro allo Sviluppo economico, chiedendo l'attenzione del governo su una vicenda di portata nazionale. Novartis impiega oltre 2000 lavoratori, di cui circa 1000 lavorano ai vaccini e rappresenta un'eccellenza in un settore ad alto contenuto di innovazione e ricerca.