Latte: Brescacin, 1 euro a litro è necessario

Latte: Brescacin, 1 euro a litro è necessario

”Una pecora produce 180 litri di latte all’anno in 180 giorni: un euro al litro è necessario per mantenere in vita le aziende ed è questa la cifra che chiedono le aziende agricole biologiche e che noi con i nostri caseifici ed i nostri produttori ci impegniamo a riconoscere”. A dirlo, in una nota, è Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì, lo storico gruppo dei negozi biologici italiani.

Un sistema agroalimentare economicamente ed ecologicamente insostenibile ”impoverisce – sottolinea sia gli agricoltori che i consumatori. Quello che viene pagato agli agricoltori in genere e agli allevatori è un prezzo che non riesce a coprire i costi del lavoro e delle risorse impiegate ed impoverisce le aziende. Il prezzo che ci viene richiesto per il formaggio e che noi riconosciamo alle nostre aziende sarde permette che il latte di pecora biologico venga pagato 98 centesimi al litro agli allevatori del caseificio Fogu e valorizza 1,5 euro al litro quello dell’azienda agricola Busso (dati 2018). Nel Lazio (Coop. Agricoltura Nuova) e in Toscana (caseificio Busti) i prezzi sono da anni di 1 euro al litro per il latte di pecora biologico” ricorda il presidente di EcorNaturaSì, che aggiunge “Solo un prezzo giusto riconosciuto agli agricoltori da operatori responsabili e da consumatori consapevoli può garantire un cibo sano alle persone e la salute del pianeta per le future generazioni”.

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Bio Street Good, a Palazzo Vecchio presentate le start up biologiche del futuro

Bio Street Good, a Palazzo Vecchio presentate le start up biologiche del futuro

Si chiama Foodpath ed è stato incornata come la migliore proposta di start up per Bio Street Good, il progetto promosso da EcorNaturaSì, il principale distributore di prodotti biologici e biodinamici in Italia, insieme all’istituto di formazione Apab.

A realizzare la proposta più vantaggiosa di start up sono stati gli studenti del master in “cultura del cibo e del vino” di Ca’ Foscari, che si sono aggiudicati 30 mila euro messi a disposizione da EcorNaturaSì.
Stamani, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, la giornata conclusiva con la presentazione delle diversi proposte di start up alle quali hanno lavorato, oltre agli studenti della Ca’ Foscari, quelli dell’Università Cattolica di Milano e di alcuni istituti superiori fiorentini (Peano, Cellini-Tornabuoni e Buontalenti), coinvolti nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro realizzata grazie al contributo della Fondazione CR di Firenze, con la collaborazione dell’associazione per l’agricoltura biodinamica, sezione Toscana.

«Dal modo in cui mangiamo – ha sottolineato l’assessore all’ambiente Alessia Bettini – determiniamo la sostenibilità del pianeta. La vera sfida del terzo millennio è cambiare il modello di consumo e di produzione. Possiamo farlo soprattutto partendo dai giovani. Noi siamo consumatori, noi orientiamo i consumi. Complimenti a tutti, ognuno di voi ha peculiarità che meritano di essere valorizzate. Se il futuro siete voi, l’Italia ha un grande futuro».

Durante il percorso progettuale agli studenti dell’università è stata presentata da EcorNaturaSì la filiera del biologico specializzato, con lezioni in aula e visite nei punti vendita per approfondire gli aspetti legati alla commercializzazione e alla conoscenza dei prodotti biologici da parte dei consumatori. Durante il percorso realizzato in alternanza scuola lavoro, invece, gli studenti degli istituti superiori si sono cimentati in simulazioni di attività lavorative, con il supporto di tutor con competenze didattiche e formative.

«L’intensa partecipazione di oggi – ha dichiarato – Giovanni Buccheri, referente di Bio Street Good per EcorNaturaSì:testimonia l’impegno e la capacità che gli studenti coinvolti hanno investito nel progetto con ampia consapevolezza sul biologico e sulle sue potenzialità anche verso i giovani».

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