Prevenzione sismica: giovedì, ore 13, il punto sugli interventi negli edifici pubblici

FIRENZE – Il punto sui finanziamenti e gli interventi di messa in sicurezza sismica, in particolare quelli destinati agli edifici scolastici. E' questo il tema della conferenza stampa in programma domani, giovedì 27 aprile, alle ore 13, nella sala stampa Cutuli di Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10.

Incontreranno i giornalisti l'assessore all'ambiente, Federica Fratoni, e l'assessore all'istruzione, Cristina Grieco.

Diritto allo studio, dalla Regione 1,8 milioni per libri e materiale didattico

FIRENZE - La Regione ha stanziato un milione e ottocento mila euro - ed altre risorse arriveranno con la variazione di bilancio - per garantire anche il prossimo anno scolastico, quello 2017-2018, un aiuto alle famiglie con minor capacità economica nelle spese per l'acquisto di libri, servizi e materiale didattico di varia natura per le medie e le superiori: un contributo forfettario, come è stato anche negli anni passati, da 280 a 105 euro a studente (fino a 1500 euro per chi abita al Giglio o a Capraia, più disagiati) e senza la necessità di rendicontare quanto speso.

"Abbiamo semplificato i passaggi intermedi tra Regione e Comuni assicurando per il prossimo anno tempi più rapidi nell'erogazione dei contributi alle famiglie – commenta l'assessore all'istruzione Cristina Grieco, che ha portato la delibera in giunta  – Abbiamo deciso di stanziare da subito il primo milione e ottocentomila euro proprio per evitare ritardi e garantire continuità nelle politiche. Con i minori trasferimenti e i tetti alla spesa sempre più bassi a cui anche le Regioni sono costrette non è stato facile. Abbiamo lasciato invariate le quote dell'assegno destinato ad ogni studente e con le successive variazioni di bilancio troveremo ulteriori risorse". Gli uffici della Regione hanno anche predisposto una schema di bando comunale, per una maggiore omogeneità di attuazione su tutto il territorio regionale.

L'assegno varia a seconda dell'anno di corso. Le risorse saranno trasferite a Comuni e Unioni di comuni tenendo conto della popolazione in età scolare e dei redditi delle famiglie. Lo stesso sarà fatto con i fondi statali, non ancora quantificati.

Consulta le pagine sul diritto allo studio sul sito della Regione Toscana
Leggi il testo della delibera e gli allegati

 

 

La domanda potrà essere presentata dalle famiglie che non superano i 15 mila euro di Isee, l'oramai famosissimo indicatore che misura redditi di tutto l'anno e patrimonio rispetto all'ampiezza del nucleo. Per gli studenti delle superiori la soglia sale a 20 mila euro. Ci sono naturalmente anche requisiti di merito: per le medie e il biennio successivo il diritto al contributo cessa ad esempio nel caso uno studente che ripeta l'anno si iscriva allo stesso istituto e abbia i medesimi libri; per gli ultimi tre anni delle superiori è invece obbligatorio essere stati promossi. Superati infine i venti anni di età, nessun contributo potrà essere richiesto.

I Comuni possono decidere in autonomia di utilizzare parte dei fondi stanziati dalla Regione per la messa a punto di progetti di comodato gratuito dei libri di testo. Se le risorse regionali non fossero sufficienti a coprire tutte le richieste, potranno ridurre i singoli contributi del 30 per cento. L'assegno naturalmente può anche essere superiore a quello indicato dalla Regione, a patto però che i Comuni aggiungano risorse proprie e che ci sia una copertura finanziaria per tutti gli aventi diritto.

Le pratiche si inoltrano al Comune di residenza.

Diritto allo studio, Rossi e Barni: “Università ancora importante ascensore sociale. Difendiamo lo sforzo di Governo e Regioni”

FIRENZE - L'agenzia delle entrate  contesta l'Iva detratta dall'azienda per il diritto allo studio universitario, quella  che la stessa agenzia ha regolarmente rimborsato negli ultimi dieci anni. E presenta un conto, solo per il 2011, di oltre nove milioni, di cui la metà sono sanzioni e interessi.

L'accertamento risale all'anno scorso ed ancora si aspetta una risposta da Roma: l'azienda ha presentato le sue controdeduzioni. La vicenda è stata però evocata oggi dal presidente della Toscana Enrico Rossi e dalla vice presidente Monica Barni, in un intervento sull'Huffington Post  a difesa del diritto allo studio.

Il punto di partenza - l'accertamento dell'agenzia delle entrate - è tecnico: di fatto si contesta al Diritto allo studio toscano (ma anche al Friuli Venezia Giulia e presto ad altre Regioni) di aver applicato un regime proprio di enti commerciali, in particolare per la mensa degli studenti,  con la possibilità di stornare l'Iva pagata da quella riscossa e, nel caso di differenza negativa, chiedere un rimborso. Cosa che per oltre dieci anni l'agenzia delle entrate ha regolarmente autorizzato.

Ma il tema è più ampio. "C'è di mezzo la difesa del diritto allo studio – sottolinea  il presidente Rossi -  A cosa è servito lo sforzo negli anni del governo, delle Regioni e dei singoli studenti universitari se, con una improvvida partita di giro dell'Agenzia delle Entrate, si mette in forse la prosecuzione delle politiche di supporto al diritto di accesso allo studio?". Dopo il 2011, se l'interpretazione sarà confermata,  il conto crescerà infatti ulteriormente.

"Lo studio universitario è stato e resta un importante ascensore sociale – scrivono Rossi e Barni -, in un momento storico in cui le diseguaglianze aumentano, 7,2 milioni sono i poveri in Italia che non si possono permettere spese extra, e la disoccupazione giovanile sfiora il 40 per cento". "Il governo italiano  - ricordano - ha sempre sostenuto, con le politiche del diritto allo studio, l'accesso agli studi universitari dei giovani meritevoli e privi di mezzi". Nel 2016 ha addirittura aumentato il fondo integrativo statale che finanzia borse di studio, servizi mensa e alloggi, portandolo da 162 a quasi 217 milioni. Con la tassa del diritto allo studio (225 milioni), pagata dagli studenti universitari in favore degli studenti meno abbienti, e con le risorse proprie autonomamente investite dalle Regioni per finanziare le borse di studio (130 milioni), la collettività nazionale investe 570 milioni di euro l'anno.  E poi ci sono le spese di funzionamento delle aziende del diritto allo studio, anch'esse a carico delle Regioni.

Fino ad oggi in Toscana il servizio di mensa e alloggio del diritto allo studio, in quanto non funzionalmente collegato all'università, è stato assoggettato ad Iva. "E dal momento che i prezzi che le mense e le residenze praticano agli studenti non coprono integralmente i costi di produzione  - spiegano Rossi e Barni -, perché l'obiettivo è offrire solo buoni servizi e non fare profitti, le aziende risultano spesso a credito di Iva". Quei soldi sono stati reinvestiti in servizi e adesso l'agenzia delle Entrate li richiede indietro, mentre il Parlamento si appresta a discutere una norma che, se non modificata, potrebbe avvalorare ulteriormente interpretazione.

Leggi l'intervento di Rossi e Barni sull'Huffington Post

Professioni del mare, Grieco: “Garantire ai giovani formazione e rapporto con le imprese”

LIVORNO - Si è concluso il progetto di orientamento alle professioni del mare promosso dall'Autorità portuale di Livorno. Quasi mille studenti, esattamente 930, sono stati coinvolti in un percorso formativo che ha visto una larga adesione sia di operatori del settore che di scuole superiori. I risultati sono stati presentati questa mattina nel corso di un convegno cui ha partecipato anche l'assessore regionale Cristina Grieco con delega ad istruzione, formazione e lavoro. Con lei, il dirigente Gabriele Gargiulo dell'Autorità portuale, la vicesindaco di Livorno Stella Sorgente e la dirigente dell'ufficio scolastico Anna Pezzati. Nella sala Ferretti della Fortezza Vecchia erano presenti anche studenti e studentesse dell'istituto nautico Cappellini, del commerciale Vespucci e del liceo Cecioni.

La Regione Toscana, che lo patrocina assieme al Comune di Livorno, ha inserito il progetto nell'ambito di Giovanisì. L'assessore Grieco ha così spiegato l'azione della Giunta: "La Regione investe nella possibilità di realizzare alleanze formative per rendere sempre più coerenti i percorsi scolastici e formativi rispetto alle esigenze del territorio. Un plauso va dunque a questa iniziativa che ha anche un forte valore orientativo per i ragazzi, che spesso scelgono i loro percorsi di studio, anche post diploma, senza avere un'idea precisa di quelle che possono essere le possibilità offerte dal territorio in cui vivono in termini di professionalità e competenze". E ancora: "In questo progetto vincono tutti. Vincono le scuole, che possono offrire percorsi più aggiornati, ma vincono anche i ragazzi, che possono formarsi in modo adeguato ai tempi, perché i percorsi formativi cambiano di continuo e conoscere le opportunità offerte dalle professioni del mare è fondamentale in un territorio come quello di Livorno. Ma soprattutto vincono le imprese, che possono avere a disposizione giovani maggiormente qualificati".

Nel corso del convegno si è parlato del progetto Giovanisì, finanziato con risorse europee, nazionali e regionali. Alle ragazze e ai ragazzi è stata distribuita un'agenda, stampata dalla Regione, in cui sono riassunte le opportunità messe in campo per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro. In essa si spiega in cosa consiste, tra l'altro, il fondo Garanzia giovani, il percorso Its dedicato alla formazione tecnica superiore e la Rete dei centri per l'impiego.

Anche la vicesindaco Sorgente si è detta soddisfatta per la messa punto del progetto, da lei definito "importante e concreto", mentre il fatto che "sarà ripresentato anche nei prossimi anni" è stato garantito, tramite Gargiulo, dal'Autorità portuale.

Il progetto ha permesso agli studenti di conoscere nel dettaglio il porto di Livorno e di capire quali sono le professioni e le attività svolte al suo interno, anche in relazione alle professioni che intervengono nella catena logistica integrata, dal momento in cui la nave è in banchina fino alla consegna della merce. I ragazzi si sono confrontati anche con le attività legate al marketing territoriale e all'accoglienza turistica a favore dei croceristi e con la recente riforma portuale e la nascita delle Autorità di sistema portuale.

Nasce un portale sul lavoro che cambia. Anche le Regioni nel progetto del ministero

FIRENZE - Sempre più a portata di smartphone e con le opportunità offerte dall'industria 4.0, il lavoro cambia. Si fa ubiquo ma anche più pervasivo, per il fatto di essere sempre (o  quasi) connessi. Le trasformazioni tecnologiche possono alleggerirlo, ma anche avere effetti negativi (nell'immediato) sull'occupazione e quindi sulla sostenibilità sociale.

Così sul lavoro che cambia e cambierà ancora, per la sempre più diffusa automazione e digitalizzazione, il governo lancia un "percorso di costruzione" di una riflessione condivisa: primo passo la nascita di un portale e forum online per raccogliere i contributi di istituzioni e parti sociali. Ne hanno parlato stamani a Roma il ministro Giuliano Poletti e l'assessore toscano alla formazione e al lavoro Cristina Grieco, presidente della commissione che di questo si occupa all'interno della Conferenza delle Regioni. I lavori prevedono a fine maggio un primo evento pubblico e la presentazione di un primo rapporto al G20 in Germania e al G7 di Torino a settembre.

Innovarsi è essenziale e salutare: aumenta la produttività, schiude nuovi orizzonti di mercato e in prospettiva dunque è in grado potenzialmente di far crescere l'occupazione. La tecnologia non va demonizzata. Ma nell'immediato può creare vincitori e vinti, rischiando di svilire le condizioni di vita dei lavoratori. Per questo è importante vigilare. Da un lato il piano nazionale sull'industria 4.0 e dall'altro l'agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile.

Il tema è caldo: al rapporto tra scienza, tecnologia e lavoro sarà dedicato anche il prossimo G7. A guidare la discussione saranno i quattro temi indicati dall'Ilo, l'organizzazione mondiale per il lavoro creata nel 1919, ovvero lavoro e società, organizzazione e produzione, un lavoro dignitoso per tutti, governarce e, in aggiunta, giovani e lavoro. 

"Siamo contenti  che le Regioni siano stati coinvolte dal Ministero in questo progetto – commenta l'assessore Grieco, presidente della nona commissione della Conferenza delle Regioni – e  parteciperemo attivamente alla realizzazione di questa piattaforma, parte di un percorso volto alla costruzione di una visione futura del lavoro".

"Ovviamente  - aggiunge - le Regioni hanno ben presente il legame che esiste tra la formazione professionale ed i servizi del lavoro. In Toscana ad esempio stiamo organizzando, per la fine di maggio, un evento specifico proprio volto ad un approfondimento del nostro modello regionale di servizi per il lavoro. Stiamo inoltre cercando di coniugare la formazione con l'industria 4.0". 

"Lo spazio che si sta creando a livello nazionale – conclude - sarà sicuramente uno strumento utile per dare omogeneità alle varie iniziative all'interno del quadro del "sistema paese". Come Regione Toscana daremo sicuramente un contributo importante, ma utilizzeremo le risultanze della piattaforma anche per indirizzare e reindirizzare al meglio le nostre scelte e politiche".