Diritto allo studio, bando per borse studio e alloggi

L'Azienda regionale della Toscana per il diritto allo studio universitario ha pubblicato il bando per la concessione di borse di studio e posti alloggio per l'anno accademico 2017/18l. Il bando, inserito nell'ambito del progetto Giovanisì della Regione Toscana, è rivolto a tutti coloro che intendono frequentare o già frequentano uno dei corsi di laurea delle Università e degli Istituti di alta formazione della Toscana in possesso di determinati requisiti di reddito e patrimonio.

Possono accedere sia studenti comunitari che extracomunitari. Il concorso permette agli aventi diritto di ottenere un beneficio monetario, l'esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, l'accesso gratuito alle mense universitarie e, per i fuori sede, la possibilità di soggiornare in un posto alloggio in una delle residenze universitarie del Dsu Toscana presenti in tutte le sedi universitarie.

La domanda per partecipare va inoltrata tramite la apposita procedura online sul sito www.dsu.toscana.it dove è possibile trovare tutte le informazioni utili alla sua compilazione e approfondimenti sul beneficio. Il termine per la presentazione  è fissato per il 15 settembre 2017 per gli iscritti ai corsi di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico. 

Assessore Grieco oggi a Viareggio inaugura le stanze della Principessa

FIRENZE - L'allestimento delle "stanze della Principessa", a Villa Paolina, a Viareggio, è stato inaugurato stamani alla presenza dell'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco, intervenuta insieme al sindaco Giorgio Del Ghingaro e dell'assessore alla cultura del Comune di Viareggio Sandra Mei che ha voluto il progetto. Il percorso espositivo porta il pubblico nelle stanze private della principessa Bonaparte, allestite con oltre 40 pezzi, originali, alcuni provenienti da collezioni private, altri dalle residenze dei Bonaparte, che da oggi e fino al 18 settembre arricchiscono il primo piano di Villa Paolina.

"Siamo fieri ed entusiasti come Regione – ha detto l'assessore Grieco - quando si valorizzano luoghi di cultura che vengono restituiti alla collettività e servono da promozione turistica dei nostri bellissimi territori. L'inaugurazione di oggi rende onore ad una Amministrazione capace di investire e di mettere al centro i nostri beni culturali per farli conoscere sempre di più. Ringrazio per l'eccellente e commuovente accoglienza musicale degli artisti del Festival Pucciniano e per la scenografia che avete proposto. Un modo per rendere la villa di Paolina Bonaparte ancora più affascinante. Porterò con me il ricordo di una bella giornata arricchita dalla conoscenza di una nuova bellezza che va ad aggiungersi alle molteplici meraviglie della nostra Toscana". 

Livorno, asssessore Grieco giovedì 20 a presentazione Polo educazione adulti

FIRENZE - Un aiuto per accrescere le competenze e il bagaglio professionale delle persone adulte, per aumentarne la competitività e le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Questo l'obiettivo del progetto Sea, il nuovo polo di sostegno all'educazione degli adulti che sarà presentato domani, giovedì 20 luglio alle 11.30 a Livorno nel Complesso Della Gherardesca, viale Galilei 40. Alla conferenza stampa, organizzata dalla Provincia di Livorno, che ha realizzato il progetto grazie ad un finanziamento regionale, partecipa l'assessore regionale all'istruzione formazione e lavoro Cristina Grieco. 

Due milioni dalla Regione sull’alta formazione: trenta borsisti per una Toscana più competitiva

FIRENZE - Pronti a partire… e tornare, con un bagaglio di competenze utili ad oleare quel rapporto, ancora non sempre fluido, tra mondo della ricerca toscana, la cui qualità è indiscussa e riconosciuta (anche dalle aziende straniere), università ed imprese. Trenta borsisti, selezionati dalle università e dagli enti di ricerca tra laureati con almeno un anno di esperienza di lavoro o dottori in ricerca, partiranno per un percorso di studio, alta formazione e ricerca che li porterà per almeno un anno e mezzo e in alcuni casi fino a trenta mesi a giro per università, enti, poli di innovazione o aziende in Italia e all'estero, dalla Francia al Belgio, dalla Germania alla Svezia fino alla Spagna ed oltre ancora, con due o tre diversi sedi per ogni progetto.

Diciannove di questi sono stati selezionati dalle università toscane e in diciassette si si sono incontrati stamani a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze con la vice presidente ed assessore all'università e ricerca della Regione Monica Barni. "Ci aiuteranno a risolvere fragilità che ancora esistono nei nostri distretti e a rendere il sistema regionale più competitivo nel suo complesso – sottolinea -. La Regione ha investito complessivamente due milioni di euro con fondi Por Fse. La misura ha riscosso un grande successo, numerose sono state le domande e un ringraziamento particolare va in questo anche ai prorettori alla ricerca e al trasferimento tecnologico che vi hanno lavorato ".

Ragazze (quattordici su diciannove) e ragazzi incontrati oggi hanno alle spalle percorsi simili ma a volte anche molto diversi. Non sono solo toscani, anche se in Toscana oltre il settanta per cento si è laureato. In undici, un po' più dunque della metà, hanno un dottorato (conseguito in tre casi all'estero); gli altri hanno una laurea magistrale ma spesso anche un master, altre borse di studio, già esperienze all'estero e percorsi multidisciplinari: ingegneri ed archeologi, laureati in economia e in comunicazione, scienze politiche o storia, antropologi e biologi. Lavoreranno ora in piccole squadre, a seconda del progetto a cui si sono candidati, sul fronte del trasferimento tecnologico, dei brevetti e dell'industria 4.0, sul terreno della progettazione europea - ovvero tutte quelle complesse attività necessarie per partecipare con successo ai bandi Ue e imparare a scrivere e presentare un progetto finanziabile dall'Unione -, nell'allenare lo sguardo oltre l'orizzonte, alla ricerca di partner economici internazionali o tecnologie emergenti che possano fare la differenza, nel campo ancora della comunicazione pubblica e istituzionale e nella gestione innovativa di musei, istituzioni culturali e imprese creative a cui, dei due milioni di euro stanziati dalla Regione, sono stati specificatamente riservati 300 mila euro.

Qui i nomi dei diciannove borsisti del bando regionale selezionati dalle università toscane: Beatrice Bertini Vacca, Erica Cacciotti, Fabiano Catania, Marilina D'Andretta, Fabio Della Valle, Annarita Fasano, Niccolò Fiorini, Sara Gentilini, Caterina Miele, Delphine Nourisson, Alberto Nucciotti, Stefania Oliva, Francesco Poli, Mariagiovanna Ricciarelli, Ylenia Rocchini, Alessandra Romeo, Federica Trudi, Alessandra Zannella.

Laurearsi in carcere, accordo per il Polo universitario penitenziario della Toscana

FIRENZE - Studiare e laurearsi dietro le sbarre, mentre si sta scontando la pena prevista dalla legge. In Toscana questa possibilità per i detenuti esiste già dal 2000, e con gli anni ha assunto un'importanza sempre maggiore. Un accordo di durata triennale (2017-2018-2019) consentirà di proseguire la collaborazione tra Regione Toscana, le tre Università di Firenze, Pisa e Siena e il Prap (Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria). Lo schema di accordo per il Polo universitario penitenziario della Toscana, al quale quest'anno si è aggiunta anche l'Università per stranieri di Siena, è stato approvato dalla giunta, con una delibera presentata dall'assessore Stefania Saccardi,  nel corso della seduta di lunedì scorso; per i tre anni, la Regione investe 119.800 euro, che serviranno a coprire le spese di segreteria regionale del Polo universitario penitenziario.

"Abbiamo deciso di proseguire e incrementare questa attività - spiega l'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi - in considerazione dei buoni risultati raggiunti finora, che dimostrano il valore di questi percorsi formativi, sia per l'affermazione del diritto allo studio che per il recupero dei detenuti. I detenuti che hanno partecipato alle attività del Polo universitario hanno avuto ricadute positive nel recupero psico-sociale, sia nel periodo di detenzione che una volta usciti dal carcere".

"Non si tratta di un intervento isolato - è il commento della vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni -, ma si inserisce in un sistema di azioni che la Regione Toscana promuove e sostiene per favorire il diritto allo studio a tutti, un diritto fondamentale ed inalienabile sancito dalla Costituzione, per permettere il raggiungimento dei più alti gradi di istruzione anche alle persone meritevoli ma prive di mezzi".

"Grazie ai docenti e agli operatori coinvolti - dice il rettore dell'Università di Firenze Luigi Dei -, da diciassette anni l'esperienza del polo universitario penitenziario porta in carcere la possibilità di acquisire nuove conoscenze, competenze e orizzonti culturali che danno forza e contenuto ai percorsi di recupero, aprendo anche agli studenti detenuti le prospettive che lo studio e l'approfondimento critico offrono a tutti gli individui".

L'esperienza dell'Università per i detenuti è partita a Firenze nel 2000, poi nel 2003 a Pisa e Siena. Nel 2010 le tre Università si sono consorziate, con il supporto della Regione. Col nuovo accordo, alle tre Università che storicamente partecipano alle attività del Polo, si aggiunge l'Università per stranieri di Siena, ampliando così ulteriormente le opportunità offerte ai detenuti. Quello toscano è attualmente l'unico Polo Universitario Penitenziario regionale in Italia: non ne esistono altri supportati dalla Regione.

Ogni anno accademico partecipano alle attività del Polo circa 100 detenuti. Per garantire un effettivo diritto allo studio viene data la possibilità di accesso a qualsiasi corso di laurea. Le facoltà più gettonate sono scienze politiche, agraria, le facoltà umanistiche come lettere e filosofia; ma anche scienze motorie, economia, ingegneria; e c'è anche un iscritto a medicina, già laureato in farmacia.

Ogni singola Università organizza e gestisce in autonomia i propri percorsi formativi. Una segreteria regionale, che ha sede presso l'Università di Firenze, svolge un ruolo di coordinamento e supporto. Le Università garantiscono la didattica per tutti i corsi di studio attivati, compatibilmente con le risorse logistiche offerte dai singoli istituti penitenziari, impegnando personale docente e amministrativo secondo le necessità e adottando metodiche formative flessibili. Grazie a una convenzione stipulata tra l'Università di Firenze e l'Associazione Volontariato Penitenziario di Firenze, vengono garantiti il coordinamento delle attività di tutoring presso il Polo Universitario Penitenziario e l'istituzione di altre figure professionali di supporto all'attività del Polo. E' favorito anche il coinvolgimento del Garante dei detenuti della Regione e dei Garanti dei detenuti dei Comuni.