Insulti a giudice, per Anm è “risultato delegittimazione”

Insulti a giudice, per Anm è “risultato delegittimazione”

“Violenti insulti” rivolti da un imputato a una giudice, in occasione della lettura della sentenza di condanna.

E’ quanto accaduto lo scorso 14 marzo a Firenze alla giudice monocratica del tribunale penale Rosa Valotta, come riferito in una nota dalla Giunta Toscana dell’Associazione nazionale magistrati che esprime “solidarietà e vicinanza alla collega e condanna fermamente tali episodi che turbano la serenità e ledono la dignità di quanti esercitano con sacrificio e competenza la professione di magistrato”.
Al tempo stesso l’Anm Toscana rileva come “quanto accaduto costituisca il risultato di una diffusa delegittimazione dell’attività giurisdizionale e di coloro che la esercitano”.
“Si ritiene pertanto imprescindibile – conclude la nota firmata dal presidente della Giunta dell’Anm della Toscana Eligio Paolini – rivendicare a tutti i livelli, pur sussistendo un legittimo diritto di critica delle decisioni giudiziarie, il rispetto del ruolo e delle funzioni svolte dalla magistratura”.

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Genitori accusati di aver “venduto” figlia 4 anni a spacciatore pedofilo

Genitori accusati di aver “venduto” figlia 4 anni a spacciatore pedofilo

Avrebbero ”venduto” la figlia di 4 anni a un vicino di casa pedofilo in cambio di dosi di cocaina. E’ l’accusa contestata dalla Dda di Firenze a una giovane coppia residente nel Pisano e all’uomo che avrebbe commesso gli abusi sessuali secondo quanto riportato oggi dalla Nazione e da Repubblica. Riduzione in schiavitù e atti sessuali con minorenni i reati ipotizzati dal pm Eligio Paolini che al vicino contesta anche lo spaccio di droga.

I genitori negano le accuse: l’inchiesta è tra l’altro partita dalla denuncia presentata nel 2016 dalla mamma, poi rimasta coinvolta a sua volta nelle indagini per le quali la procura ha notificato, recentemente, l’avviso di conclusione. La bambina, che ora ha sei anni, non vive più con i genitori: è stata affidata a una famiglia così come un’altra sorella. Si trovano invece in strutture protette due fratelli.

Per l’accusa, riferiscono i due quotidiani, i genitori sarebbero stati consapevoli delle intenzioni del loro vicino di casa ma avrebbero mantenuto la figlia in uno stato di soggezione e avrebbero consapevolmente violato i doveri di protezione e garanzia derivanti dal loro ruolo di esercenti la responsabilità genitoriale.

Diversa la versione dei genitori: la madre avrebbe riferito che in un’occasione aveva portato la figlia dal vicino dopo che quest’ultimo aveva detto di avere dei regalini da darle. La bambina sarebbe così rimasta sola con l’uomo. Successivamente, tornata a casa, i genitori avrebbero notato che la piccola sarebbe stata atterrita e aveva le mutandine al contrario. Interrogati, madre e padre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

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