Teatro della Pergola: il tragico Otello contemporaneo

Teatro della Pergola: il tragico Otello contemporaneo

Da domani, martedì 3 aprile, fino all’ 8, sarà in scena al Teatro della Pergola di Firenze la reinterpretazione, in chiave contemporanea, dell’ Otello shakespeariano, con la regia a quattro mani di Elio De Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli, fondato sulla nuova traduzione di Ferdinando Bruni.

Una produzione Teatro dell’Elfo con il sostegno di Fondazione Cariplo.

De Capitani è Otello, Federico Vanni è Jago, Emilia Scarpati Fanetti è Desdemona.

Rappresentata per la prima volta nel 1604, la tragedia Otello è una vicenda che Shakespeare trae da una novella di Giovan Battista Giraldi Cinzio, e si concentra sui tormenti interiori e sui processi psicologici di Otello, che sfociano in fraintendmenti e incomprensioni con Desdemona, che preludono all’omicidio-suicidio finale. Otello, la parte buia del maschio, portato agli estremi, è così diventato un archetipo della passione amorosa che, sviata dalla gelosia, conduce all’autodistruzione e al dramma del femminicidio.

Questo testo, perturbante come un racconto di suspense, è una tragedia della gelosia e del sesso, dei rapporti interrazziali e culturali, del dubbio e della potenza manipolatoria delle parole, che danno fondamento e giustificazione alla propria xenofobia, misoginia e alle tante forme d’intolleranza sociale e privata di cui si compone la società, ieri come oggi. Rileggere Otello spogliandolo della tradizione, tornare al cuore del meccanismo drammatico, permetyte alla tragedia di acquistare un tono diffuso di tragica normalità, quella del protagonista, un generale disorientato che più che cadere nelle trappole di Jago frana nei dubbi che lo porteranno a vedere il marcio in un’essenza di purezza, quale prima considerava Desdemona. La normalità di Jago, manipolatore intelligente dai molti e ‘necessari’ assassinii, risiede nel fatto che egli è il male gratuito, che spaventa perché può abitare in ciascuno di noi.

“Mettere in scena Otello oggi – affermano i registi – è un modo per fare i conti con la singolare attrazione che la vicenda del Moro esercita in tutti noi, come un congegno misterioso messo lì per ‘innescare’ una risposta emotiva sui presupposti ideologici e i fantasmi dell’inconscio collettivo con cui una società costruisce i propri parametri, proiettando ‘fuori di sé’, sullo straniero, tutto ciò che ha di inconfessabile”.

Per info e biglietteria: biglietteriateatrodellapergola.com  e  www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/advertise/otello/218859

 

 

 

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