Strage Viareggio, capogruppo Lega: “Tragedia doveva essere evitata”

Strage Viareggio, capogruppo Lega: “Tragedia doveva essere evitata”

Lo ha affermato il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Elisa Montemagni in merito all’arringa dell’avvocato difensore dell’ad di Fs e Rfi Giorgio Moretti al processo d’appello sulla Strage di Viareggio.

“Pur rispettando e comprendendo il compito di un avvocato difensore, ritengo davvero fuori luogo l’affermare che il disastro ferroviario di Viareggio, praticamente ‘non potesse essere evitato’. Immagino cosa avranno provato nel sentire questa frase, i parenti delle trentadue vittime. E’ come negare l’evidenza di una tragedia che si è concretizzata nella notte di quel tristissimo 29 giugno 2009, quando la vita di tante persone venne improvvisamente interrotta e tante famiglie ne subirono pesanti ed insanabili conseguenze”. Lo afferma il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Elisa Montemagni in merito all’arringa dell’avvocato difensore dell’ad di Fs e Rfi Giorgio Moretti al processo d’appello sulla Strage di Viareggio.

“Anche sottolineare, come ha fatto il difensore dell’ex amministratore delegato Elia – sottolinea Montemagni in una nota – che la sentenza emessa sia affetta da ‘populismo giudiziario’ ci lascia alquanto perplessi, perché è chiaro che i giudici ricerchino la verità e non un colpevole a prescindere, da dare in pasto ai mass media”. “Nel ribadire la piena fiducia nella magistratura – conclude -, non smetteremo, però, mai di stare dalla parte dei familiari delle vittime di una strage che, secondo noi, a differenza di quello che pensa il legale, poteva e doveva essere assolutamente evitata”.

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Toscana, Consiglio Regionale: “Rimuovere ministro Fontana”

Toscana, Consiglio Regionale: “Rimuovere ministro Fontana”

Per il ministro sarebbe possibile abrogare la legge Mancino, contro le discriminazioni etniche, razziali e religiose.

La Toscana chieda alla presidenza del Consiglio dei ministri la rimozione dall’incarico del ministro per la famiglia e le disabilità, Lorenzo Fontana, in seguito alle dichiarazioni da lui rilasciate in merito alla possibilità di abrogare la legge Mancino contro le discriminazioni razziali, etniche e religiose. E’ quanto chiede una mozione Pd, di Alessandra Nardini, Leonardo Marras ed Elisabatta Meucci, approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale.

Illustrando il testo, Nardini ha spiegato che “le dichiarazioni rilasciate da Fontana sono incompatibili con il ruolo di chi ha giurato di servire la Costituzione”, sottolineando che “negli ultimi tempi, si assiste a rigurgiti nazifascisti davanti ai quali non si deve abbassare la guardia”.

Nel corso del dibattito, annunciando voto favorevole, hanno chiesto di sottoscrivere la mozione anche Tommaso Fattori (capogruppo Sì Toscana a sinistra) e Monica Pecori (Gruppo Misto). Contraria la capogruppo della Lega Elisa Montemagni: “L’atto – ha detto – affronta un argomento che non è di competenza regionale, mentre c’è bisogno di parlare dei problemi che affliggono i cittadini toscani”.

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Toscana, regionalismo differenziato: no a forme di autonomia che prevedano modifiche della Costituzione

Toscana, regionalismo differenziato: no a forme di autonomia che prevedano modifiche della Costituzione

No a forme di autonomia legislativa che comportino modifiche della Costituzione. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una risoluzione presentata da Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra), Serena Spinelli (Art.1-Mdp) e Monica Pecori (gruppo misto-Tpt). L’atto è stato approvato a maggioranza con il voto favorevole di Partito democratico, Art.1-Mdp, Sì-Toscana a sinistra e gruppo misto-Tpt, il voto contrario di Lega e Forza Italia, l’astensione del Movimento 5 stelle.

Il dibattito sul regionalismo si è concentrato, nella seduta di questa mattina, anche su una mozione della Lega, respinta dal  Consiglio Regionale della Toscana. La risoluzione impegna la Giunta ad attivarsi perché “non sia attuata nessuna forma di autonomia legislativa che va a modificare la Costituzione, minando i principi di uguaglianza, unità ed equità”. Nell’atto si chiede, di perseguire il “dettato costituzionale”, che prevede il coinvolgimento del Parlamento “nel processo della definizione dei termini delle eventuali intese” e non prevede, al contrario, “improprie procedure di delegazione legislativa che demandano al Governo e alle regioni e poi a commissioni paritetiche di natura tecnica”. la Giunta toscana dovrà attivarsi “nelle opportune sedi di confronto interistituzionale” anche per fare in modo che “si porti a compimento la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni in modo da garantire l’uniformità dei diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale”.

La mozione presentata dalla Lega, a firma dei consiglieri Marco Casucci, Elisa Montemagni, Jacopo Alberti e Roberto Biasci, intendeva invece impegnare il presidente della Giunta regionale ad applicare gli indirizzi politici deliberati dal Consiglio regionale con riferimento alle risoluzioni “sull’avvio delle procedure finalizzate all’attribuzione di condizioni particolari di autonomia” e sulle “proposte di regionalismo differenziato per la Toscana”. Si chiedeva poi di “riferire al Consiglio sulle azioni volte a garantire alla Toscana più autonomia e al presidente Rossi di limitare le esternazioni pubbliche sui provvedimenti in corso attivati da altre Regioni e finalizzati al raggiungimento di una maggiore autonomia legislativa su specifiche materie concordate sia con gli enti locali che con il Governo nazionale”.

Illustrando la mozione Marco Casucci (Lega) ha ribadito “il centralismo impedisce la piena attuazione delle autonomie e uccide sul nascere i meccanismi di autogoverno dei Comuni, dei territori e delle Regioni” e “non sono in discussione i valori della Nazione”.

“Siamo contro il regionalismo differenziato – ha detto Sarti – che avrebbe effetti devastanti su tutto il Paese sia sul fronte della salute che del territorio e dell’istruzione”. “Dobbiamo chiedere alla Giunta di fermare questa iniziativa”. Ricordando la risoluzione, Sarti chiede l’impegno alla Giunta “di portare a compimento la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni in modo di garantire l’uniformità dei diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale”.

Anche Spinelli ha ribadito la sua contrarietà alla mozione. “Chiedono anche che le risorse che dovrebbero essere stanziate siano definite non sulla base delle necessità territoriali, dell’anzianità, della maggiore disabilità, di aree disagiate o periferiche ma sulla base di un gettito fiscale, praticamente i diritti si misurano sulla base della ricchezza che produciamo, una cosa terribile”.

“No a qualsiasi proposta di regionalismo – ha detto Pecori – soprattutto che parta dalla Toscana e quindi sicuramente no alla proposta della Lega. Dobbiamo pensare all’etica e alla morale”.

Elisabetta Meucci (Pd) ha sottolineato l’importanza dell’argomento “ritenuto dalla Toscana degno di essere approfondito” e ha confermato i contenuti della risoluzione del settembre 2018 con cui il Pd “ha manifestato la necessità di avviare il percorso che porta verso l’attuazione dell’art. 116, quella richiesta di autonomia speciale in alcune materie che consentono alla Regione di legiferare su settori importanti, valorizzando le specificità del nostro territorio”. Meucci ha ribadito il “Pd vuole arrivare ad un’autonomia differenziata ma che non incrini i principi costituzionali”.

“Il Movimento 5 Stelle – ha detto Giacomo Giannarelli – è a favore dell’autonomia regionale solo se è solidale e cooperativa, agendo sempre nel contesto costituzionale”. Il consigliere regionale ha aggiunto “questo tema non è la priorità della Regione Toscana, delle nostre imprese, del mondo del volontariato, dei cittadini.”

Elisa Montemagni (Lega) ha sottolineato l’importanza del tema. “Avvicinare le competenze ai cittadini – ha detto la capogruppo – significa gestire meglio e trovare soluzioni sul territorio”. “Il regionalismo differenziato è previsto dalla Costituzione” e “deve rappresentare una spinta per la Regione”.

Un “regionalista convinto” si è definito Fattori. “Però un conto è il regionalismo – ha detto – un conto è la silenziosa secessione delle aree ricche del Paese. Serve un regionalismo virtuoso, intelligente e solidale che riduca gli squilibri territoriali”.

Leonardo Marras (Pd) ha ricordato l’approccio della Toscana al dibattito sul regionalismo differenziato con il duplice l’obbiettivo di “evitare il rischio che la differenziazione producesse diseguaglianze” e che “l’autonomia potesse alleggerire lo Stato dal punto di vista dell’intervento solidale a cui è chiamato”. “Con la ricetta del regionalismo fai da te – ha concluso il capogruppo – si rischiano storture e approssimazioni pericolose, le riflessioni, invece che chiedono al Parlamento di occuparsene sono giuste. La risoluzione rispetta il percorso fatto in Consiglio regionale”.

Delusione da Marco Casucci “si sta perdendo una grande occasione – ha detto – così si resta al palo”.

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Peretola: Consiglio regionale, via libera con i voti del solo Pd ad ampliamento aeroporto

Peretola: Consiglio regionale, via libera con i voti del solo Pd ad ampliamento aeroporto

Il voto di ieri dell’assemblea toscana  rende possibile il parere positivo del governatore Enrico Rossi in conferenza dei servizi al masterplan dell’aeroporto di Firenze. Un parere che si tradurra’ in una variante automatica al piano di indirizzo territoriale della Regione, per renderlo conforme al progetto di espansione dello scalo di Peretola.

 

Il mandato al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ad esprimere parere favorevole per l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze nella conferenza dei servizi prevista a dicembre. Questo, in estrema sintesi, il risultato di una risoluzione approvata dal Consiglio toscano in merito alla variante automatica al Piano di indirizzo territoriale (Pit) per il potenziamento dell’aeroporto Vespucci, con la previsione di una nuova pista, che da anni è al centro del dibattito politico. Un aspetto tecnico ma dal forte valore politico.

La risoluzione è passata a maggioranza con i voti favorevoli del solo Pd e quelli contrari di Sì Toscana a sinistra, M5s e Mdp, la stessa forza a cui appartiene il governatore Enrico Rossi. Le forze di centrodestra (Lega, Fi e Fdi) sono uscite dall’aula e non hanno partecipato al voto in dissenso con il testo ma non con il potenziamento dello scalo.

“Un risultato ottimo e abbondante”, è stato il commento del presidente Rossi, al termine dei lavori. A spiegare le ragioni dell’uscita dall’aula da parte del centrodestra è stato il capogruppo della Lega Nord Elisa Montemagni, il cui partito aveva espresso parere negativo in commissione: “Non siamo contrari allo sviluppo del sistema aeroportuale toscano – ha detto -, ma quello che votiamo oggi è il mandato a Rossi per andare a votare il Pit. La modifica al Pit poteva essere fatta in via ordinaria coinvolgendo anche le opposizioni. Contestiamo la modalità, non il contenuto dell’atto”, “non si tratta di aeroporto sì, aeroporto no”. Proprio martedì scorso Fi aveva manifestato all”interno dell”aeroporto fiorentino a favore del suo potenziamento.

“La proposta di risoluzione è tranchant. Si tratta di esprimersi a favore o contro la realizzazione dello sviluppo aeroportuale di Firenze”, ha detto il presidente della commissione ambiente Stefano Baccelli (Pd) illustrando in aula la risoluzione. La variante automatica al Pit comporta anche la diminuzione della superficie del Parco agricolo della Piana fiorentina per circa 9 ettari sui 7mila complessivi, mentre il parco urbano di Castello perderà circa 18-19 ettari degli 80 previsti. Baccelli ha ricordato che in base all’articolo della legge urbanistica toscana “nei casi in cui il progetto definitivo di un’opera di interesse statale sia stato sottoposto a Via ed il procedimento si sia concluso con esito positivo, l’approvazione del progetto, nella conferenza indetta a tale scopo, con il voto favorevole del presidente della Giunta regionale, oltre agli effetti previsti dalla legislazione statale, costituisce anche variante automatica del Pit”

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Lega: Toscana; commissaria Ceccardi sceglie la sua squadra

Lega: Toscana; commissaria Ceccardi sceglie la sua squadra

La nuova commisaria della Lega in Toscana ha scelto i suoi collaboratori: il responsabile organizzativo e del tesseramento, il responsabile enti locali e l’amministratore

La nuova commissaria della Lega in Toscana Susanna Ceccardi ha nominato i collaboratori che, a livello regionale, la accompagneranno nella gestione del partito in Toscana: il responsabile organizzativo e del tesseramento, il responsabile enti locali e l’amministratore.

A curare gli aspetti organizzativi sarà Andrea Barabotti, 33 anni di origini massesi e residente a Firenze, che lascia l’incarico di responsabile enti locali. A sostituirlo per guidare gli eletti del carroccio nei comuni della Toscana ci penserà Elisa Montemagni, 32 anni di Massarosa (Lucca) e attuale capogruppo della Lega in Consiglio regionale. Nel ruolo di tesoriere del partito a livello regionale la Ceccardi ha confermato Elena Vizzotto, 40 anni di origini venete, ma residente a Castagneto Carducci da anni.

“Ho scelto collaboratori giovani attingendo fra i più validi militanti della Lega che si sono già distinti per impegno, entusiasmo e lavoro sul territorio”, spiega Ceccardi in una nota. “Il modello di Lega che ho in mente in Toscana è ben organizzato, efficace ed ha un approccio orientato ai risultati.”

“L’organizzazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi in vista delle elezioni amministrative in quasi 200 comuni della Toscana. Dal punto di vista del tesseramento i numeri sono in crescita ma in Toscana abbiamo margini di miglioramento incredibili”, spiega. “Ad Elisa Montemagni – continua Ceccardi ricordando la crescita ‘esponenziale’ degli esponenti della Lega nelle istituzioni – spetterà il difficile ma entusiasmante compito di coordinare il lavoro degli eletti”. “Una conferma invece per Elena Vizzotto – conclude Ceccardi ricordando la necessità di amministrare con trasparenza e onestà – che in questi anni ha svolto il suo compito con impegno e meticolosità”.

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