Scieri: nuova autopsia affidata a dottoressa caso Yara Gambirasio

Scieri: nuova autopsia affidata a dottoressa caso Yara Gambirasio

La procura di Pisa incarica l’anatomopatologa Cristina Cattaneo. L’analisi, che si svolgerà il 21 maggio prossimo a Milano, servirà a cercare conferme scientifiche alle ipotesi accusatorie .

Stamani il procuratore Alessandro Crini e il pm Sisto Restuccia,  hanno affidato l’incarico dell’esame autoptico sul corpo di Emanuele Scieri alla dottoressa Cattaneo. L’esame si svolgerà il 21 maggio prossimo a Milano.
L’anatomopatologa  in passato ha seguito il caso di Yara Gambirasio e dovrà cercare sui resti di Scieri risposte che mancano al puzzle accusatorio. In pratica si tratta di  cercare  traumatismi compatibili con eventuali atti di nonnismo subiti prima della caduta dalla torretta.
I legali dei tre ex commilitoni indagati per omicidio volontario in concorso, Alessandro Panella, Luigi Zabara e Andrea Antico, hanno contestato le modalità con le quali la procura, in assoluta riservatezza, ha deciso di riesumare la salma di Scieri (avvenuta ieri, a Siracusa) e poi convocare le parti per il conferimento dell’incarico al medico legale. Per questo hanno fatto mettere a verbale che si riserveranno di chiedere la nullità dell’autopsia. Cristina Cattaneo si è presa 60 giorni di tempo prima di fornire alla magistratura la sua relazione.
La Commissione parlamentare,  presieduta da Sofia Amoddio, nel dicembre 2017 accertò che nella caserma  Gamerra,  in cui Scieri risiedeva, avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia”. “Gli elementi da noi riscontrati – sottolineava nella relazione conclusiva  Amoddio – consentono di escludere categoricamente la tesi del suicidio o di una prova di forza alla quale si voleva sottoporre Emanuele Scieri scalando la torretta, tesi che nel ’99 la catena di comando della Folgore suggerì alla magistratura”. Inoltre emersero: “le falle e le distorsioni di un sistema disciplinare fuori controllo”. La presidente parlò di anche “errori grossolani e responsabilità evidenti” nonchè di “numerose anomalie nell’effettuazione dei rilievi e dei sopralluoghi sulla scena del crimine”.

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Scieri: domani le nuove analisi sul corpo riesumato

Scieri: domani le nuove analisi sul corpo riesumato

Il venticinquenne siracusano era stato trovato morto nell’agosto del 1999 nella caserma Gamerra di Pisa. La Procura di Pisa, nel 2017, ha riaperto un’inchiesta sul caso Scieri e ha indagato per concorso in omicidio tre ex commilitoni.

Le spoglie di  Emanuele Scieri, che si trovavano nel cimitero di Noto nel Siracusano, dopo la riesumazione avvenuta oggi, saranno trasferite all’Istituto di medicina legale di Milano dove si procederà alla consulenza richiesta dai magistrati.
Gli inquirenti, mesi fa, decisero di riaprire il caso e nei giorni scorsi la Procura ha disposto la riesumazione, dopo che nuovi elementi scoperti dalla Commissione parlamentare d’inchiesta  ricostruirono le ultime ore di vita di Scieri facendo emergere incongruenze e responsabilità.

La Commissione nel dicembre 2017 presieduta da Sofia Amoddio, accertò che alla Gamerra, la caserma in cui risiedeva, avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia”. “Gli elementi da noi riscontrati – prosegue Amoddio – consentono di escludere categoricamente la tesi del suicidio o di una prova di forza alla quale si voleva sottoporre Emanuele Scieri scalando la torretta, tesi che nel ’99 la catena di comando della Folgore suggerì alla magistratura”.Inoltre emersero: “le falle e le distorsioni di un sistema disciplinare fuori controllo”. La presidente parlò di “errori grossolani e responsabilità evidenti” nonchè di “numerose anomalie nell’effettuazione dei rilievi e dei sopralluoghi sulla scena del crimine”.

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Procura di Pisa dispone riesumazione salma paracadutista Scieri

Procura di Pisa dispone riesumazione salma paracadutista Scieri

Pisa, a vent’anni di distanza dalla sua morte, la salma di Emanuele Scieri sarà riesumata e sui suoi resti sarà eseguita una nuova autopsia.

La notizia è stata riportata stamani dal quotidiano Il Tirreno, secondo il quale per mercoledì prossimo il procuratore Alessandro Crini e il Pm titolare dell’indagine Sisto Restuccia hanno fissato un incontro in procura con i legali dei tre indagati e le parti offese per concordare i tempi di riesumazione della salma di Scieri, sepolta in Sicilia.

Il giovane paracadutista siracusano venne trovato morto all’ interno della caserma “Gamerra” di Pisa il 16 agosto 1999, la sua morte risaliva ai tre giorni precedenti, in seguito a una rovinosa caduta da una torre di prosciugamento dei paracadute. Per quel delitto sono attualmente indagati tre suoi ex commilitoni con l’accusa di omicidio volontario in concorso.

“Per noi è un’ottima notizia perché, lo dico da medico, la medicina, anche quella forense fa progressi continui e ciò che si può rilevare oggi allora probabilmente non si poteva farlo, o comunque fu fatto in modo non corretto – Commenta così il fratello di Emanuele Scieri, Francesco, la decisione della procura di riesumare il cadavere per cercare eventuali riscontri alle ipotesi accusatorie”.

“Ritengo che sia utile eseguire un nuovo esame medico legale sui resti – ha spiegato Scieri – perché oggi, anche alla luce delle risultanze della commissione parlamentare d’inchiesta, si possono cercare sulle mani e sulla gamba segni di eventuali traumatismi non compatibili con la caduta ma procurati da altri”

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Caso Scieri: torna libero l’ex caporale arrestato

Caso Scieri: torna libero l’ex caporale arrestato

Torna libero Alessandro Panella, l’ex caporale arrestato ad agosto scorso con l’accusa di concorso in omicidio per la morte del parà Emanuele Scieri

E’ tornato in libertà nel tardo pomeriggio di ieri Alessandro Panella, l’ex caporale arrestato ad agosto scorso con l’accusa di concorso in omicidio per la morte di Emanuele Scieri. Il parà 27enne fu trovato morto nella caserma ‘Gamerra’ della Folgore a Pisa nell’agosto 1999, ai piedi di una torre di prosciugamento dei paracadute. La notizia è riportata stamani dal quotidiano Il Tirreno.

Il gip Giulio Cesare Cipolletta ha accolto l’istanza dei difensori dell’indagato, Tiziana Mannocci e Marco Meoli. Revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari, trasformata nell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

In sostanza, la difesa di Panella ha evidenziato che non sussiste il pericolo di fuga né di inquinamento probatorio. L’ex militare, con doppia cittadinanza italiana e statunitense, “ha spontaneamente consegnato tutti i suoi documenti validi per l’espatrio”, e , essendo passati molti anni dal fatto, non vi sarebbe la possibilità di inquinare l’attività degli inquirenti.

Inoltre, concludono Mannocci e Meoli, l’indagato era l’unico a essere finito in manette benché il medesimo reato sia “stato contestato anche agli altri due indagati Luigi Zabara e Alessandro Antico, rimasti sempre in stato di libertà”. Tesi accolta interamente dal gip che ha definito “non più proporzionata” la misura degli arresti domiciliari.

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Omicidio Scieri: oggi interrogatorio per uno dei tre indagati 

Omicidio Scieri: oggi interrogatorio per uno dei tre indagati 

E’ entrato in procura intorno alle 15, per l’interrogatorio, Luigi Zabara, di Roma, uno dei tre indagati di omicidio volontario in concorso per la morte di Emanuele Scieri avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 agosto 1999 dentro la caserma ‘Gamerra’ di Pisa.

Secondo gli investigatori, che la scorsa settimana hanno arrestato l’ex caporal maggiore della Folgore, Alessandro Panella, Scieri fu ucciso al culmine di un atto di nonnismo. Domani alle 10 è fissato in tribunale, davanti al gip Giulio Cesare Cipolletta, l’interrogatorio di garanzia di Panella, mentre nel pomeriggio è fissato l’interrogatorio del terzo indagato, Andrea Antico, sottufficiale dell’Esercito tuttora in servizio e anche consigliere comunale di un piccolo comune del Riminese.

“Oggi abbiamo semplicemente chiesto copia degli atti per poterli leggere e in questa circostanza ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere”. Lo ha detto il difensore di Luigi Zabara, avvocato Andrea Di Giuliomaria, uscendo dalla procura pisana, dove si è recato oggi pomeriggio insieme al suo assistito.

“Appena li riceveremo – ha aggiunto – li leggeremo e quando saremo convocati allora potremo rispondere”. Il colloquio tra Zabara, il suo legale e il pubblico ministero titolare delle indagini, Sisto Restuccia, svoltosi alla presenza di due poliziotti della sezione di polizia giudiziaria di Firenze, è durato solo pochi minuti.

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