In fase di risoluzione incendio di Piancastagnaio. Fiamme a Civitella Paganico

FIRENZE – E' in fase di risoluzione l'incendio scoppiato questa mattina a Piancastagnaio (SI) in località San Martino.

Non ci sono più fiamme attive ed è partita la bonifica con le squadre a terra mentre due elicotteri della flotta regionale stanno raffreddando il terreno. Verrà rafforzato il controllo dell'area.

E' invece ripreso l'incendio a Civitella Paganico. Due elicotteri regionali stanno agendo sulle fiamme su un fronte di fuoco di 50 – 100 metri.

Stamani il tavolo sulla crisi idrica, Rossi: “Avanti con la programmazione degli interventi”

FIRENZE – Si è tenuto stamani il tavolo sulla crisi idrica in Toscana convocato la settimana scorsa dal presidente Enrico Rossi.

Insieme al presidente erano presenti gli assessori Federica Fratoni e Marco Remaschi, i direttori delle strutture ambiente, agricoltura, sanità, il presidente di Ait Alessandro Mazzei, il direttore del Lamma Bernardo Gozzini, oltre ai rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Coldiretti, Cia, Legacoop Toscana.

Il presidente Rossi ha fatto il punto sull'emergenza proseguendo il ragionamento avviato nei giorni scorsi che pone al centro la necessità di una programmazione e di una pianificazione degli interventi che consentiranno alla Toscana di evitare il ripetersi in futuro di crisi dovute a situazioni climatiche che ormai si verificano ciclicamente.

In quest'ottica il lavoro proseguirà su due fronti:

1) definizione di un piano interventi, di durata decennale, per affrontare e risolvere la crisi idropotabile nelle zone che ancora oggi sono più sofferenti da questo punto di vista, soprattutto l'isola d'Elba e la Val di Cornia;

2) realizzazione di uno studio per l'irriguo che, dopo un censimento di tutti gli invasi presenti in Toscana, ne calcoli il bilancio idrico e la portata, considerando che queste dovranno essere risorse polifunzionali da impiegare nel caso di nuove crisi idriche come quella attuale.

"Rispetto al precedente incontro - ha detto il presidente Rossi - abbiamo fatto alcuni passi avanti. Abbiamo richiesto al Governo lo stato di emergenza nazionale e avviato i primi interventi necessari per dare risposte già in questo. Ma non solo. E' in corso un approfondimento sui prossimi interventi strategici da realizzare in un arco temporale di medio lungo periodo per garantire che la Toscana sia preparata ad estati siccitose come questa e che negli ultimi anni si sono presentate con frequenza quinquennale".

Siccità Toscana, Rossi: “pronto Piano straordinario da 20 mln”

Siccità Toscana, Rossi: “pronto Piano straordinario da 20 mln”

“Un decreto per interventi da circa 20mln euro, tra cui 22 nuovi pozzi” ha annunciato il presidente Rossi: “sarà consegnato a Protezione Civile”. E il 19 nuova riunione su Lunigiana, Elba e Versilia. Coldiretti: “danni all’agricoltura per 200 mln”

Oltre 20 milioni di euro di interventi d’urgenza da realizzare in tempi brevi contro la siccità in Toscana, a partire da 22 nuovi pozzi. E’ quanto prevede un apposito decreto che il presidente della Regione Enrico Rossi firmerà oggi e consegnerà alla protezione civile affinchè il Governo autorizzi i lavori con procedure d’urgenza.

Gli interventi, ha spiegato lo stesso governatore, permetteranno, tra l’altro, la realizzazione di pozzi in varie parti della Toscana (5 all’Isola d’Elba, 3 tra la Lunigiana e la Versilia, 7 in Valdelsa, 5 a Cecina, e 2 a Volterra) entro la fine di agosto primi di settembre.

La Regione chiede di attivare le procedure d’urgenza anche per realizzare la dorsale di collegamento idrico tra la Lunigiana e Livorno, con un intervento da 13-14 milioni. “In Lunigiana abbiamo già fatto tanti pozzi – ha spiegato – ma per dare un colpo definitivo alle necessità serve realizzare questa sorta di autostrada dell’acqua. Chiediamo poi al Governo altri 4 milioni per la riattivazione degli invasi privati” per l’agricoltura.

E’ stata poi annunciata una riunione per il 19 luglio nella quale fare il punto della situazione idrica con problematiche che riguardano soprattutto la Lunigiana, l’Isola d’Elba, e la Versilia. “I cambiamenti climatici sono una cosa seria – ha detto ancora – con cui la Toscana ha già iniziato a confrontarsi. Siamo in una situazione di governo della vicenda e non siamo nell’emergenza estrema. Nel complesso possiamo dire che problemi di siccità a fini potabili
sono circoscritti mentre la parte agricola è quella che sta risentendo di più della situazione, soprattutto la parte sud della Toscana e in particolare la Maremma”.

Il decreto firmato oggi segue la dichiarazione dello stato di emergenza regionale della scorsa settimana e si aggiunge al recente decreto per la Val di Cornia con un intervento da 100 mila euro per la Fossa Calda che addurrà acqua da Piombino. Nella riunione del 19 luglio saranno chiesti al Governo altri 12 milioni per ulteriori opere fra cui la grande autostrada dell’acqua tra Garfagnana, Lunigiana e Livorno. Inoltre si pianificherà di utilizzare 4 milioni (del Fesr) per realizzare invasi privati per l’agricoltura.

Al centro della riunione anche il punto sulla diga di Montedoglio, dove i cantieri partiranno adesso e consentiranno di raddoppiare la capacità di invaso di quello che è il più grande bacino dell’Italia centrale. Sul bacino del Merse che sarà realizzato in Maremma. E l’ulteriore opera che affronterà le necessità di approvvigionamento idrico a fini agricoli e in minima parte potabili, della val di Cecina con l’intervento di Pian di Goro. “Con la firma di questo decreto – ha aggiunto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni – abbiamo dato una risposta in anticipo ai tempi di legge ad una crisi che si sta rivelando pesante: nella zona centro meridionale e costiera della Toscana nei confronti dell’agricoltura, e nella zona insulare e sulla costa settentrionale nei confronti della risorsa idropotabile. Questo Piano ci permetterà di arrivare alla fase più critica dell’emergenza, prevista a fine estate, più preparati a ridurre al minimo i disservizi e i disagi per i cittadini”.

A lanciare l’Sos agricoltura è la Coldiretti Toscana “La stima dei danni che la siccità ha provocato all’agricoltura toscana ha già superato i 200 milioni di euro – dice Tulio Marcelli Presidente Regionale – Per alcune culture, come il grano, che hanno già concluso il proprio ciclo colturale la riduzione della produzione è già oggi quantificabile con buona approssimazione, mentre per altre (vigneto, mais, girasole) un conteggio più preciso poterà essere fatto solo dopo l’estate, una volta terminato il raccolto”. “La perdita di prodotto per grano tenero e duro – continua il leader di Coldiretti – è valutata in circa 50 milioni di euro, altri 35 milioni sono i danni al mais, altre foraggere e girasole”.

Particolarmente critica la situazione degli oliveti toscani dove la mancanza di acqua ha provocato una diffusa cascola delle olive; il conteggio del danno provocato dalla siccità è ad oggi quantificabile in circa 70 milioni di euro. Anche nei vigneti è ormai evidente la riduzione della produzione per una valore di
circa 40 milioni di euro; il rischio è che il protrarsi del periodo siccitoso danneggi una parte dei grappoli presenti sulle piante; in questo caso si teme che il danno possa assumere una dimensione molto più rilevante e superare i 100 milioni di euro”.

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