Alluvione Massa e Carrara 2012, tutti gli interventi avviati

FIRENZE - Consolidamento di argini, ripristini di reticoli idraulici, attraversamenti e opere di viabilità, sono in tutto 42 per un totale di 31 milioni e 200mila euro gli interventi attivati nella provincia di Massa Carrara dopo l'evento alluvionale che ha colpito quel territorio nel novembre 2012. La Regione Toscana tiene sotto controllo costante l'andamento dei lavori con un monitoraggio rigoroso in continuo aggiornamento.

In particolare, 36 sono le opere avviate, di cui 15 già concluse e 21 quelle in corso. Restano ancora da essere avviati 6 interventi a causa di difficoltà di natura tecnica e burocratica.

Oltre a queste 42, ci sono due opere che la Regione ha commissariato un mese fa: risalgono al dopo alluvuione del 2003 e devono ancora essere avviate: sono il consolidamnto degli argini sul torrente Carrione a monte dell'abitato di Carrara per un ammontare di circa1 milione e mezzo di euro.

Riguardo le opere post evento 2012, tra i lavori conclusi, c'è il ripristino del reticolo idrografico dei corsi d'acqua a monte degli affluenti del Ricortola collassato a seguito dell'alluvione del 2012 (700mila euro) che ha visto come ente attuatore l'Unione dei Comuni della Lunigiana, lo stesso che ha ultimato gli interventi di regimazione idraulica e di consolidamento delle arginature del torrente Lucido e del torrente Aulella per gli abitati di Gragnola e Casetta (800mila euro), il consolidamento dell'argine del Carrione in località Pontecimato (250mila euro) che ha realizzato la Provincia di Massa.

Tra i lavori in corso, il ripristino e il consolidamento dell'argine in sinistra idraulica del torrente Parmignola (3 milioni e 270mila euro) che sta realizzando il Comune di Carrara e il ripristino e la messa in sicurezza della viabilità in località Candia, distrutta dopo l'alluvione del 2012,  mediante opere strutturali e di regimazione idraulica (4 milioni e 750mila euro) che sta realizzando il Comune di Massa; ancora, il Comune di Carrara sta portando avanti l'adeguamento del restringimento idraulico causato dal ponte della via litoranea (1 milione di euro), il ripristino del reticolo idrografico collassato con la realizzazione di opere di trattenuta sui fossi Botria, Spondarella, Acqua Fiora e Montelivero con il ripristino della sede stradale (1 milione e 500mila euro), il ripristino del reticolo idrografico collassato con la realizzazione di opere di trattenuta sui fossi Fossatella, Combratta, Montecchia e sul carrione ramo di Colonnata in località Mortarola (1 milionee 100mila euro).

C'è la progettazione in corso per gli interventi di messa in sicurezza delel aree a elevato rischio idraulico lungo il torrente Aulella , i quartieri Gobetti di Aulla e Pallerone) a cui sta lavorando il Comune di Aulla (1 milione e 200mila euro); la Provincia di Massa sta progettando i due lotti dei lavori di ripristino delle arginature del Canal Magra con l'adeguamento delle casse di espansione (4 milioni di euro).

Volterra, di nuovo agibile il tratto di mura crollato: domani Rossi all’inaugurazione

FIRENZE - Torna pedonabile a Volterra il tratto di via Lungo le Mura crollato in seguito all'alluvione del gennaio scorso. La cerimonia di riapertura avrà luogo domani, sabato 18 ottobre, alle ore 13:00.

All'inaugurazione interverranno il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di
Volterra Marco Buselli, l'assessore regionale a cultura e turismo Sara Nocentini e la presidente di Anci Toscana Sara Biagiotti.

Grazie all'intervento della Regione Toscana e del Ministero per i beni culturali, sono stati finanziati, appaltati e realizzati in tempi rapidissimi lavori per 5 milioni di euro. Un primo importante passo che proseguirà con il consolidamento del versante al muro di via Trento e via Trieste.

Volterra, di nuovo agibile il tratto di mura crollato: oggi Rossi all’inaugurazione

FIRENZE - Torna pedonabile a Volterra il tratto di via Lungo le Mura crollato in seguito all'alluvione del gennaio scorso. La cerimonia di riapertura ha luogo oggi sabato 18 ottobre, alle ore 13:00.

All'inaugurazione interverranno il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di
Volterra Marco Buselli, l'assessore regionale a cultura e turismo Sara Nocentini e la presidente di Anci Toscana Sara Biagiotti.

Grazie all'intervento della Regione Toscana e del Ministero per i beni culturali, sono stati finanziati, appaltati e realizzati in tempi rapidissimi lavori per 5 milioni di euro. Un primo importante passo che proseguirà con il consolidamento del versante al muro di via Trento e via Trieste.

Il ministro Galletti a Rossi: “Sì a maggiori poteri ai presidenti contro il rischio idrogeologico”

FIRENZE – Il governo sosterrà l'emendamento allo "Sblocca Italia" presentato dalla Regione Toscana e finalizzato ad ampliare i poteri dei presidenti regonali quali commissari di governo per le opere idrauiche e di difesa del suolo. Lo ha detto il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti che oggi, prima di raggiungere le zone della Maremma colpite dal maltempo, ha incontrato a Firenze il presidente Enrico Rossi e l'assessore Anna Rita Bramerini.

"Su questo ho insistito – ha commentato Rossi alla conclusione dell'incontro - perché è passaggio decisivo, anche se comporta una responsabilità terribile. Ora i poteri dei presidenti sono limitati all'accordo del 2010, vanno estesi a tutte le opere, e non solo all'emergenza. Posso fare tanti esempi che farebbero capire l'importanza di questa decisione: penso ad esempio allo scandalo della cassa di espansione di Figline, finanziata nel 2001 e sbloccata dalla Regione, grazie alla legge 35, con il commissariamento. Alla accelerazione della progettazione esecutiva dell'innalzamento della diga di Levane, o alla progettazione delle opere per Montedoglio, che mi dicono potrebbe andare avanti per qualche anno, sempre che si provveda alla nomina del direttore dell'ufficio dighe. Con pieni poteri avrei potuto e potrei decidere e fissare altre tempistiche".

Al ministro Galletti il presidente Rossi ha avanzato nuovamente anche altre proposte, che però il ministro ha rinviato alla decisione collegiale del governo, come la collocazione fuori dal patto di stabilità degli investimenti dedicati al rischio idrogeologico. L'assessore Bramerini, che ha poi accompagnato il ministro in Maremma, ha insistito sulla necessità di procedere immediatamente alla semplificazioni amministrativa, "vero muro di gomma – ha detto - su cui ci infrangiamo".Si è parlato in particolare della semplificazione delle procedure di rimborso per le imprese agricole danneggiate (una cinquantina solo per gli ultimi eventi), della possibilità del rimborso delle scorte e della sospensione di tasse e tributi per le zona colpite.

 

Maltempo, Rossi: “Cordoglio per le vittime” e chiede poteri straordinari per le Regioni

FIRENZE - "Prima di tutto il nostro pensiero e il nostro cordoglio va alle due persone che sono morte travolte dalle acque e alle loro famiglie". Così il presidente Enrico Rossi ha iniziato oggi l'incontro con i giornalisti convocato il giorno dopo l'alluivione che ha colpito drammaticamente la Maremma.
 
"L'alluvione - ha proseguito ricostruendo i termini della drammatica vicenda - è stata causata dall'esondazione dell'Elsa ma, nel caso specifico dell'incidente che ha provocato due vittime, il colpevole è il fosso Sgrillozzo, affluente dello Sgrilla che a sua volta si getta nell'Elsa, affluente dell'Albegna. Diciamo subito - ha proseguito - che questi eventi non hanno a che vedere con i ritardi nella realizzazione del cosiddetto argine remoto, i quali hanno invece a che fare con l'esondazione avvenuta a valle della Marsiliana, cioè a sud dell'Albegna, che ha provocato l'allagamento di circa 40 poderi. Se fosse stato realizzato l'argine remoto per il quale ad agosto abbiamo diffidato il Consorzio di bonifica, questo evento, che comunque ha avuto un impatto minore dell'alluvione del 2012, avrebbe potuto essere molto più contenuto".
 
Da dicembre 2012 la Regione ha stanziato 21,3 milioni per il bacino dell'Osa-Albegna, nei quali sono compresi anche gli ultimi 7,8 milioni di euro che la Regione ha stanziato nel 2013 per la cassa di espansione di Camporegio. "Quando tutti gli interventi saranno conclusi - ha sottolineato il presidente - la situazione della piana dell'Albegna dal punto di vista del rischio sarà incomparabilmente migliore rispetto a quella precedente agli eventi calamitosi del 2012. Andiamo avanti con le opere previste fino al 2015-2016 con la massima rapidità. A mio giudizio abbiamo fatto abbastanza ma si poteva fare di più. Il Consorzio da parte sua ha un programma preciso. Oltre a dover realizzare una cassa di espansione importantissima, quella di Castel del Pietro, deve fare l'adeguamento idraulico del Magione-Radicata. La Regione deve fare invece la cassa di espansione di Camporegio. Si segua tutti la tabella di marcia e si facciano i lavori, ciascuno faccia quello che deve". 
 
16 interventi sul bacino dell'Albegna
Dieci interventi ultimati, 2 in corso di ultimazione, 3 in fase di progettazione: è questa in sintesi la situazione delle opere messe in cantiere dopo l'evento alluvionale grossetano del novembre 2012 per la messa in sicurezza idrogeologica nell'area dell'Albegna. I 16 interventi sono stati finanziati per circa 21 milioni di euro. Tra le opere realizzate interventi di ripristino immediato delle arginature dell'Albegna (intervento da 2 milioni di euro) e dei torrenti Magione e Patrignone; e ancora il ripristino della sezione dell'alveo e delle difese spondali del torrente Sgrilla, del torrente Ripiglio e del fosso Castione, lavori sugli argini del fosso Patrignone e ancora il ripristino dei locali e dei sistemi di pompaggio dell'idrovora di Torre Saline e Camporegio e il ripristino in varie aree del reticolo idraulico minore nel bacino Osa-Albegna.
Tra quelle in corso di ultimazione figura il ricarico e la rimessa in quota degli argini del torrente Magione e il ripristino della sezione dell'alveo e delle difese spondali del torrente Elsa.
Le tre opere che sono in fase di progettazione e che riguardano interventi finalizzati alla prevenzione e mitigazione del rischio idraulico sono il cosiddetto argine remoto del fiume Albegna (finanziato per 4.750.000 euro), la realizzazione della cassa di espansione di Campo Regio (oltre 7,8 milioni) in capo alla Regione, opera che è stata decisa un anno dopo l'evento, nel 2013. La sua progettazione è in fase conclusiva e i lavori inizieranno a gennaio 2015. Infine, l'adeguamento idraulico del Magione-Radicata e del Patrignone, di comptenza del Consorzio.
 
Lotta alla burocrazia
"Chiedo che su tutte opere idrauliche i presidenti di Regione abbiano poteri di commissario governativo" - ha detto ancora il presidente Rossi. "Ciò significherebbe avere il potere di convocare le conferenze dei servizi, stabilire i tempi di rilascio dei pareri e le autorizzazioni e addirittura sostituirsi nel caso di mancata risposta; oppure procedere andando sopra varianti urbanistiche (per esempio c'è un problema di questo tipo sull'argine remoto), ovviamente nell'ambito delle leggi esistenti. Accetto volentieri questa sfida. Ieri ho parlato con Lotti, Del Rio, poi con D'Angelis e ho presentato una proposta di modifica dello Sblocca Italia all'onorevole Mariani. L'unico tema su cui sono stato investito con poteri di commissario di governo è stata la vecchia convenzione Stato Regioni del 2010, ma né per Massa, né per Grosseto, né per l'Elba mi sono stati dati poteri speciali".
 
Rossi ha anche chiesto al Governo che per le opere inferiori ai 5 milioni di euro (sotto soglia europea) si possa derogare dalla gara con trattative dirette, mentre per quelle superiori si faccia la gara a condizione che, in caso di ricorso, i lavori non si fermino. "Sarebbe questa una norma civile - ha detto Rossi - ferma restando la responsabilità penale. Al Governo chiedo infine di togliere dal Patto stabilità i finanziamenti per il dissesto idrogeologico. L'Europa ci dia una mano vera e ci consenta di spendere".
 
Risarcimenti
Per quanto riguarda i circa 40 poderi invasi dalle acque, se la Regione ha risarcito qualcosa delle alluvioni nel 2012 lo ha fatto grazie a uno stanziamento di fondi regionali pari a 6 milioni. "Chiederemo lo stato di calamità - ha concluso Rossi - ma bisogna che anche su questo punto Parlamento e Governo si impegnino. Chiediamo pertanto innanzitutto un provvedimento analogo a quello di Genova con la sospensione delle tasse per tutti gli agricoltori colpiti e, nello stesso tempo, per questi agricoltori un riconoscimento, anche per le scorte, che deve venire stavolta dal Governo".