Lucca e Pisa, dichiarato lo stato d’emergenza regionale dopo i nubifragi del 21 e 22 luglio

FIRENZE - Il presidente della Regione Enrico Rossi ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per i territori colpiti dal nubifragio che lunedì 21 e martedì 22 luglio si è riversato sulle province di Lucca e Pisa.

Le intense precipitazioni hanno provocato allagamenti, frane che hanno causato interruzioni di viabilità, isolamenti di centri abitati in conseguenza dei quali è stato necessario provvedere all'evacuazione di alcuni nuclei familiari.

Saranno presto individuati i Comuni colpiti e le iniziative che dovranno essere assunte.

Viabilità, 2 milioni per il ripristino delle strade danneggiate dal maltempo

FIRENZE – Buone notizie per gli automobilisti toscani da mesi costretti a fare i conti con deviazioni, sensi unici e restrizioni della carreggiata su diverse strade della regione, colpite, lo scorso inverno, da frane e alluvioni e non ancora ripristinate per mancanza di fondi. Oltre 2 milioni delle risorse, stanziate dalla Regione all'inizio dell'anno per gli interventi di ripristino e messa in sicurezza delle strade regionali per il 2014, sono state sbloccate dopo lo stop imposto dai vincoli del Patto di stabilità. 
 
Si tratta di una parte dei 12 milioni complessivi che la giunta, con una delibera proposta dall'assessore ai trasporti e infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, aveva approvato a febbraio per la manutenzione delle strade toscane e che prevedeva anche risorse straordinarie finalizzate a risolvere le criticità legate al maltempo. 
 
"Grazie a questi fondi – spiega l'assessore Ceccarelli - potremo  risolvere le criticità emerse e segnalate dalle Province, lo scorso autunno e durante l'inverno, a causa del maltempo, in alcuni tratti della rete di viabilità regionale. Si tratta di interventi finalizzati al ripristino di condizioni di sicurezza, che una volta realizzati permetteranno di scongiurare un ulteriore deterioramento del patrimonio stradale della Toscana". 
 
Ecco l'elenco degli interventi fatto sulla base delle segnalazioni delle Province delle situazioni più critiche. Il totale delle risorse impegnate è di 2.046.220 euro. 
 
Provincia di Firenze 
  • Comune di Marradi – strada regionale 302: 500 mila euro per interruzione senso unico alternato al km 70,5. 
Provincia di Lucca 
  • Comune di Castelnuovo Garfagnana – strada 445: 25 mila euro per interruzione senso unico al km 
  • 25+110 e 30 mila euro per interruzione senso unico alternato al km 27+70. 
  • Comune di Piazza al Serchio – strada 445: 60 mila euro per interruzione senso unico alternato al km 37+540. 
  • Comune Minucciano – strada 445: 35 mila euro per interruzione sneso unico alternato km 52+570. 
  • Comune di Minucciano – strada 445: 249 mila euro per interruzione senso unico alternato al km 18+550. 
Provincia di Pisa 
  • Comune di Castelnuovo Val di Cecina – strada 439: 700 mila euro per interruzione carreggiata con deviazione ai km 137+ 50 e 137+450. 
Provincia di Prato 
  • Comune di Vernio – strada 325: 40 mila euro per interruzione senso unico alternato km 59+200 e 80 mila euro per interruzione senso unico alternato km 45+600. 
Provincia di Siena 
  • Comune Castiglione d'Orcia – strada regionale 2: 62.220 euro per interruzione senso unico alternato al km 166+600 e 166+700. 
  • Comune di Buonconvento – strada regionale 2: 265 mila euro per interruzione senso unico alternato 
  • al km 201. 

Rischio idraulico, Rossi commissario di Governo per interventi su frane e alluvioni. Vertice a Firenze su cantieri anti-dissesto

FIRENZE -  Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, è il Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico e, come stabilisce il decreto-legge 91 del 2014, succede al commissario straordinario del Ministrero dell'Ambiente, Pier Gino Megale, incaricato fino ad ora di occuparsi della realizzazione di quanto stabilito dall'accordo Stato-Regione del 2010, assumendo importanti poteri di semplificazione e deroga sulle procedure burocratiche per l'attivazione dei cantieri. Un accordo da circa 120 milioni di euro, che prevede 90 interventi di difesa del suolo in tutta la Toscana.

A quattro anni dalla firma, l'assessore regionale all'ambiente, Anna Rita Bramerini, e il responsabile della Struttura di missione della Presidenza del Consiglio contro il dissesto idrogeologico, Erasmo D'Angelis, hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori e sulla riprogrammazione degli interventi e delle risorse con l'attenzione particolare alle opere più urgenti e immediatamente cantierabili a partire dalle opere per la difesa dalle alluvioni nel bacino dell'Arno. L'incontro rientra nella serie di riunioni bilaterali che #Italiasicura, la Struttura di Palazzo Chigi, sta organizzando in tutte le Regioni.

Il Governo ha affidato alla Struttura di missione un ruolo di regia e coordinamento di tutti gli enti e le  strutture (Ministeri, Protezione civile, Regioni, Enti locali, Consorzi di bonifica, Provveditorati alle opere pubbliche, Genio civile) in modo da portare a termine le opere resesi necessarie dopo le emergenze che hanno colpito i territori: casse di espansione e vasche di laminazione di fiumi e torrenti, argini anti-alluvioni, briglie per la regimentazione delle acque, messa in sicurezza di frane, stabilizzazione di versanti a rischio crollo, riattivazione di linee Fs locali interrotte e di ponti e infrastrutture viarie di Anas.

Le risorse dell'Accordo di programma 3 Novembre 2010:
L'Accordo con la Toscana prevedeva per l'esattezza 118 milioni di euro di cui 60 milioni a carico dello Stato e 58 milioni a carico della Regione Toscana. Le erogazioni effettive ad oggi ammontano invece a 73 milioni di euro. Di queste risorse, 38 milioni sono di provenienza statale e 35 di provenienza regionale, tra risorse dirette e fondi Fas.

Lo stato di avanzamento dei lavori:
Dei 90 interventi previsti, 30 sono stati ultimati, 26 sono in corso, per 2 sono stati aggiudicati i lavori, per 4 è in corso la gara per l'aggiudicazione. Per 8 interventi risulta approvato il progetto esecutivo, altri 18 sono in corso di progettazione, 2 infine quelli che risultano ancora non finanziati e che quindi non sono stati avviati.

In particolare:
Tra gli interventi ultimati, importante l'adeguamento e il consolidamento delle opere idrauliche sul fiume Serchio, in provincia di Lucca (5,5 milioni), e l'intervento di difesa dell'abitato di Follonica (4,7 milioni).

Dei 26 in corso, sono tra i più significativi l'adeguamento idraulico del torrente Camaiore (Lu) a monte del ponte sull'Autostrada A12 al Ponte di Sasso (2,6 milioni); il consolidamento degli argini dell'Ombrone (Gr) in località San Martino e Steccaia (2,5 milioni) e il consolidamento degli argini dell'Ombrone in località Alberino (2,5 milioni); a Marina di Cecina (Li) gli interventi di difesa dell'abitato dal fosso Mozzo al fiume Cecina e dal fiune Cecina al fiune Cecinella, per un valore complessivo di 11 milioni di euro.

"La cabina di regia nazionale è un segnale importante che arriva da Governo perché riconosce l'importanza della sicurezza del territorio come priorità delle politiche nazionali, così come il riconoscimento del ruolo delle Regioni in questa delicata materia - ha detto l'assessore Bramerini -  Noi speriamo che oltre alla eliminazione del Patto di stabilità per gli interventi di difesa del suolo a cui il Governo sta lavorando, si metta mano presto anche alla semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti per le opere strutturali.
Colgo l'occasione per ringraziare il professor Megale, commissario fino a poco tempo fa, per il lavoro svolto insieme alla Regione e agli enti locali. Con la costituzione della struttura di supporto al commissario Rossi – ha proseguito - abbiamo già iniziato ad approntare il lavoro per centrare la scadenza della fine dell'anno per realizzare le opere, rispettando gli impegni richiesti dalla normativa. Non bisogna tuttavia dimenticare che l'Accordo di programma del 2010 non è finanziato per 33 milioni e costituirebbe un segnale di estrema importanza poter contrassegnare l'inizio di questa nuova collaborazione con il reciproco impegno a individuare le risorse necessarie al finanziamento".

"L'obiettivo della struttura di missione - spiega Erasmo D'Angelis, capo struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura - e' sbloccare opere e aprire cantieri per mettere in sicurezza i territori dal dissesto partendo dalle priorità e spendendo le risorse non utilizzate perché ostaggio della burocrazia o per i vincoli del patto di stabilità. Stiamo incontrando tutte le Regioni per fare il punto di priorità e interventi contro il dissesto idrogeologico e per superare le infrazioni europee per mancata depurazione. Alla Regione Toscana non possiamo che fare i complimenti, ha lavorato bene: non ci sono infrazioni a suo carico per la depurazione e sono stati conclusi, messi in cantiere o in progettazione avanzata gran parte degli interventi contro il dissesto idrogeologico. E', inoltre, l'unica regione italiana che ha vincolato l'11% del territorio intorno ai corsi d'acqua con una pianificazione rigorosa.

Finalmente ragioniamo in termini di prevenzione e superiamo la logica da contabili dell'emergenza. Un'importanza particolare ha la messa in sicurezza dell'Arno, la Regione sta lavorando perché sia inserito in legge Obiettivo come opera di Stato e strategica. La Toscana ha, inoltre, due tratte ferroviarie bloccate per frane, sulla Porrettana e sulla Siena-Grosseto, abbiamo chiesto all'amministratore delegato di Ferrovie Elia di intervenire nel minor tempo possibile".

Nel corso dell'incontro si è parlato poi degli interventi di messa in sicurezza del fiume Arno, anche se non previsti dall'Accordo di programma del 2009.

Rientrano infatti nell'Accordo di programma del 18 febbraio 2005.

Sottoscritto da Ministero dell'Ambiente, Regione Toscana e Autorità di Bacino del fiume Arno, l'accordo è finalizzato a ridurre il rischio di inondazione del territorio del fondovalle dell'Arno, con particolare riferimento alla città di Firenze, Valdarno superiore, area metropolitana Firenze - Prato – Pistoia,  distretto conciario toscano e basso Valdarno.


Lo stato di avanzamento:
- sono conclusi i lavori del primo stralcio delle casse di espansione di Bibbiena 2 e Poppi 2, la cassa di espansione di Peccioli, la cassa di espansione E4 sul fiume Era, la ricalibratura dell'Ombrone Pistoiese in località Castelletti, il primo lotto-primo stralcio della cassa di espansione di Ponte a Tigliano, l'adeguamento della cassa di espansione di Case Carlesi e di quella di Ponte alle Vanne.
- sono in corso i lavori  inerenti il primo lotto della cassa di espansione delle Padulette, il primo lotto della cassa di espansione di Figline (primo lotto di Pizziconi), la cassa di espansione dei Piaggioni (primo lotto di Roffia), quella del primo lotto della Querciola (cassa delle acque basse).
 - hanno il Progetto definitivo o esecutivo concluso i seguenti interventi:
il 2° lotto della cassa di espansione di  Figline (II lotto di Pizziconi)
il 3° lotto della cassa di espansione di Figline (Restone) (da sottoporre a VIA e Conferenza dei Servizi)  
la cassa di espansione di Scaletta (II lotto di Roffia) (da sottoporre a Conferenza dei Servizi)
la cassa di espansione E1-E2
il 1° lotto della risagomatura del canale scolmatore d'Arno
la cassa di espansione dei Laghi Primavera (Conferenza dei Servizi in corso)
Risultano ancora non finanziati interventi per 100 milioni di euro e comunque tutti sono soggetti a procedure ordinarie e quindi anche al patto di stabilità.

Rischio idraulico, Rossi commissario di Governo per interventi su frane e alluvioni

FIRENZE -  Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, è il Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico e, come stabilisce il decreto-legge 91 del 2014, succede al commissario straordinario del Ministrero dell'Ambiente, Pier Gino Megale, incaricato fino ad ora di occuparsi della realizzazione di quanto stabilito dall'accordo Stato-Regione del 2010, assumendo importanti poteri di semplificazione e deroga sulle procedure burocratiche per l'attivazione dei cantieri. Un accordo da circa 120 milioni di euro, che prevede 90 interventi di difesa del suolo in tutta la Toscana.

A quattro anni dalla firma, l'assessore regionale all'ambiente, Anna Rita Bramerini, e il responsabile della Struttura di missione della Presidenza del Consiglio contro il dissesto idrogeologico, Erasmo D'Angelis, hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori e sulla riprogrammazione degli interventi e delle risorse con l'attenzione particolare alle opere più urgenti e immediatamente cantierabili a partire dalle opere per la difesa dalle alluvioni nel bacino dell'Arno. L'incontro rientra nella serie di riunioni bilaterali che #Italiasicura, la Struttura di Palazzo Chigi, sta organizzando in tutte le Regioni.

Il Governo ha affidato alla Struttura di missione un ruolo di regia e coordinamento di tutti gli enti e le  strutture (Ministeri, Protezione civile, Regioni, Enti locali, Consorzi di bonifica, Provveditorati alle opere pubbliche, Genio civile) in modo da portare a termine le opere resesi necessarie dopo le emergenze che hanno colpito i territori: casse di espansione e vasche di laminazione di fiumi e torrenti, argini anti-alluvioni, briglie per la regimentazione delle acque, messa in sicurezza di frane, stabilizzazione di versanti a rischio crollo, riattivazione di linee Fs locali interrotte e di ponti e infrastrutture viarie di Anas.

Le risorse dell'Accordo di programma 3 Novembre 2010:
L'Accordo con la Toscana prevedeva per l'esattezza 118 milioni di euro di cui 60 milioni a carico dello Stato e 58 milioni a carico della Regione Toscana. Le erogazioni effettive ad oggi ammontano invece a 73 milioni di euro. Di queste risorse, 38 milioni sono di provenienza statale e 35 di provenienza regionale, tra risorse dirette e fondi Fas.

Lo stato di avanzamento dei lavori:
Dei 90 interventi previsti, 30 sono stati ultimati, 26 sono in corso, per 2 sono stati aggiudicati i lavori, per 4 è in corso la gara per l'aggiudicazione. Per 8 interventi risulta approvato il progetto esecutivo, altri 18 sono in corso di progettazione, 2 infine quelli che risultano ancora non finanziati e che quindi non sono stati avviati.

In particolare:
Tra gli interventi ultimati, importante l'adeguamento e il consolidamento delle opere idrauliche sul fiume Serchio, in provincia di Lucca (5,5 milioni), e l'intervento di difesa dell'abitato di Follonica (4,7 milioni).

Dei 26 in corso, sono tra i più significativi l'adeguamento idraulico del torrente Camaiore (Lu) a monte del ponte sull'Autostrada A12 al Ponte di Sasso (2,6 milioni); il consolidamento degli argini dell'Ombrone (Gr) in località San Martino e Steccaia (2,5 milioni) e il consolidamento degli argini dell'Ombrone in località Alberino (2,5 milioni); a Marina di Cecina (Li) gli interventi di difesa dell'abitato dal fosso Mozzo al fiume Cecina e dal fiune Cecina al fiune Cecinella, per un valore complessivo di 11 milioni di euro.

"La cabina di regia nazionale è un segnale importante che arriva da Governo perché riconosce l'importanza della sicurezza del territorio come priorità delle politiche nazionali, così come il riconoscimento del ruolo delle Regioni in questa delicata materia - ha detto l'assessore Bramerini -  Noi speriamo che oltre alla eliminazione del Patto di stabilità per gli interventi di difesa del suolo a cui il Governo sta lavorando, si metta mano presto anche alla semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti per le opere strutturali.
Colgo l'occasione per ringraziare il professor Megale, commissario fino a poco tempo fa, per il lavoro svolto insieme alla Regione e agli enti locali. Con la costituzione della struttura di supporto al commissario Rossi – ha proseguito - abbiamo già iniziato ad approntare il lavoro per centrare la scadenza della fine dell'anno per realizzare le opere, rispettando gli impegni richiesti dalla normativa. Non bisogna tuttavia dimenticare che l'Accordo di programma del 2010 non è finanziato per 33 milioni e costituirebbe un segnale di estrema importanza poter contrassegnare l'inizio di questa nuova collaborazione con il reciproco impegno a individuare le risorse necessarie al finanziamento".

"L'obiettivo della struttura di missione - spiega Erasmo D'Angelis, capo struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura - e' sbloccare opere e aprire cantieri per mettere in sicurezza i territori dal dissesto partendo dalle priorità e spendendo le risorse non utilizzate perché ostaggio della burocrazia o per i vincoli del patto di stabilità. Stiamo incontrando tutte le Regioni per fare il punto di priorità e interventi contro il dissesto idrogeologico e per superare le infrazioni europee per mancata depurazione. Alla Regione Toscana non possiamo che fare i complimenti, ha lavorato bene: non ci sono infrazioni a suo carico per la depurazione e sono stati conclusi, messi in cantiere o in progettazione avanzata gran parte degli interventi contro il dissesto idrogeologico. E', inoltre, l'unica regione italiana che ha vincolato l'11% del territorio intorno ai corsi d'acqua con una pianificazione rigorosa.

Finalmente ragioniamo in termini di prevenzione e superiamo la logica da contabili dell'emergenza. Un'importanza particolare ha la messa in sicurezza dell'Arno, la Regione sta lavorando perché sia inserito in legge Obiettivo come opera di Stato e strategica. La Toscana ha, inoltre, due tratte ferroviarie bloccate per frane, sulla Porrettana e sulla Siena-Grosseto, abbiamo chiesto all'amministratore delegato di Ferrovie Elia di intervenire nel minor tempo possibile".

Nel corso dell'incontro si è parlato poi degli interventi di messa in sicurezza del fiume Arno, anche se non previsti dall'Accordo di programma del 2009.

Rientrano infatti nell'Accordo di programma del 18 febbraio 2005.

Sottoscritto da Ministero dell'Ambiente, Regione Toscana e Autorità di Bacino del fiume Arno, l'accordo è finalizzato a ridurre il rischio di inondazione del territorio del fondovalle dell'Arno, con particolare riferimento alla città di Firenze, Valdarno superiore, area metropolitana Firenze - Prato – Pistoia,  distretto conciario toscano e basso Valdarno.


Lo stato di avanzamento:
- sono conclusi i lavori del primo stralcio delle casse di espansione di Bibbiena 2 e Poppi 2, la cassa di espansione di Peccioli, la cassa di espansione E4 sul fiume Era, la ricalibratura dell'Ombrone Pistoiese in località Castelletti, il primo lotto-primo stralcio della cassa di espansione di Ponte a Tigliano, l'adeguamento della cassa di espansione di Case Carlesi e di quella di Ponte alle Vanne.
- sono in corso i lavori  inerenti il primo lotto della cassa di espansione delle Padulette, il primo lotto della cassa di espansione di Figline (primo lotto di Pizziconi), la cassa di espansione dei Piaggioni (primo lotto di Roffia), quella del primo lotto della Querciola (cassa delle acque basse).
 - hanno il Progetto definitivo o esecutivo concluso i seguenti interventi:
il 2° lotto della cassa di espansione di  Figline (II lotto di Pizziconi)
il 3° lotto della cassa di espansione di Figline (Restone) (da sottoporre a VIA e Conferenza dei Servizi)  
la cassa di espansione di Scaletta (II lotto di Roffia) (da sottoporre a Conferenza dei Servizi)
la cassa di espansione E1-E2
il 1° lotto della risagomatura del canale scolmatore d'Arno
la cassa di espansione dei Laghi Primavera (Conferenza dei Servizi in corso)
Risultano ancora non finanziati interventi per 100 milioni di euro e comunque tutti sono soggetti a procedure ordinarie e quindi anche al patto di stabilità.

Che tempo farà? Visita al Lamma dove si elabora il meteo toscano

Alzi la mano chi, nelle ultime due settimane, ha guardato le previsioni del tempo. Una sbirciatina anche veloce, giusto per decidere magari la gita al mare o fuori porta, un pranzo in giardino con amici e parenti o un pic-nic in campagna. In molti probabilmente confesseranno di averlo fatto, perché le previsioni meteo oramai ci appartengono e ci seguono ovunque. Oltre che su giornali e in televisione, scorrono sugli schermi di tablet e cellulari. Con un click le possiamo restringere a pochi chilometri quadrati. E se poi non sempre alla fine proprio c'azzeccano, poco importa. L'abitudine a guardarle rimane e non ne possiamo proprio fare a meno.

>>> Il sito del LaMMA

Il LaMMA di Sesto Fiorentino

Se tutti sanno dove le previsioni del tempo si leggono, in pochi magari conoscono come funzionano e chi ci lavora. Molti forse neppure sanno che in Toscana le previsioni del tempo le fa la Regione: o meglio un consorzio pubblico, il LaMMA, che per due terzi fa capo alla Regione (che mette i soldi per i progetti) e per un terzo al CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che fornisce il personale, la sede e paga pure le spese di condominio. Una manciata di stanze in due corridoi all'interno di un palazzo nel polo scientifico universitario a Sesto Fiorentino, periferia urbana dove ancora può capitare di veder pascolare qualche pecora. Sul serio.

"Tutto è iniziato nel 1997" racconta Bernardo Gozzini, direttore ed amministratore del consorzio. Il 12 aprile 1997 nasce il LaMMA: l'inaugura il presidente della Toscana Vannino Chiti. "Qualche anno prima l'Europa aveva dato vita ad un programma spaziale lanciando in orbita alcuni satelliti per il monitoraggio ambientale – racconta il direttore -. L'idea fu di creare una struttura a terra per elaborare quei dati e fornire tutta una serie di servizi: un progetto finanziato con fondi europei. Per qualche tempo fu perseguita la strada di una spa, poi fu scelta la forma del consorzio". La prima sede fu a Campi Bisenzio, poi dal 2003 il LaMMA si è trasferito a Sesto. Ci sono anche due uffici distaccati a Livorno, per le previsioni meteo marine, e a Grosseto, dove si studiano l'erosione delle coste e le risorse idriche. Gozzini, climatologo con un passato da borsista, guida il LaMMA dal 2011 e con lui lavorano tredici ricercatori assegnati dal CNR per progetti speciali, diciotto dipendenti del consorzio, anche loro quasi tutti ricercatori, e venti precari. Una squadra di circa cinquanta persone attiva notte e giorno, domeniche e feste comprese. Un vero centro di eccellenza.

In televisione e anche in radio, oltre che sul web

Le previsioni meteo in onda ogni mattina in Toscana a Buongiorno Regione su Rai 3 le fa il LaMMA. I collegamenti sono in diretta dalle stanze di Sesto, dove un paio di previsori si alternano tutti i giorni. Il primo è alle 7.30. C'è anche un angolo insonorizzato per le dirette radio, sette al giorno. Altri servizi vengono registrati e mandati in differita, nella stessa stanza dove tutt'attorno scorrono su schermi più o meno grandi le immagini dal satellite, le rilevazioni che arrivano dalle stazioni a terra, il conto dei fulmini scaricati al suolo, le nubi che si muovono, la pioggia che realmente cade rilevata dai due radar installati non a caso all'Elba e a Livorno e uno di prossima installazione a Monte Marcello, perchè è dalla Francia e dalla valle del Rodano che arrivano la maggior parte delle perturbazioni, e naturalmente le possibili evoluzioni dell'atmosfera calcolate dal modello meteorologico operativo al LaMMA. Matematica e informatica a servizio del meteo. Le stesse informazioni raccontate in radio e tv si trovano sul web, sul sito del consorzio. Lì, aggiornate ogni tre ore, si possono consultare anche mappe marine sulle condizioni di vento e mare, con previsioni fino a cinque giorni. Altre informazioni, ad uso interno, arrivano alla Protezione Civile e altri uffici, come il Centro funzionale di Pisa che controlla livello di fiumi ed acqua scaricata a terra dalla pioggia per evitare o prevedere eventuali piene. Il Lamma ha anche un canale twitter per gli aggiornamenti meteo.

Questione di pubblica sicurezza

Perché un ente pubblico spenda risorse per il meteo è intuitivo. Sapere che tempo farà non aiuta solo a capire come vestirsi o se organizzare una gita nel fine settimana, che è l'aspetto più effimero. Diventa invece una questione di pubblica sicurezza perché le allerte meteo aiutano a proteggere la vita delle persone e i loro beni. Sono importanti poi per l'economia: per l'agricoltura ad esempio, per cui vengono elaborati bollettini sulla siccità e previsioni stagionali specifiche. Sono un valido aiuto per chi deve spegnere gli incendi nei boschi o evitare che si inneschino. Sono essenziali in operazioni come quelle della rimozione della nave da crociera Costa Concordia naufragata all'isola del Giglio: la Titan Micoperi ha affidato le previsioni al LaMMA e da quasi due anni un previsore del consorzio è lì notte e giorno, con turni di due settimane, a scrutare radar, immagini del satellite e moto ondoso, pronto a riferire ogni pomeriggio in inglese sull'evoluzione del tempo. "Un'esperienza – raccontano - non indifferente".

La neve la più difficile da prevedere

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, quasi duemilasettecento anni fa, i Babilonesi iniziarono a predire il tempo dalla forma delle nuvole o dal tramonto la sera. Anni e secoli di osservazioni diventati ' 'modelli' sedimentati in detti popolari. "Rosso di sera bel tempo si spera" dicevano i contadini non troppi anni fa. Ma è solo con l'invenzione del telegrafo e la possibilità di trasmettere informazioni quasi in tempo reale e a grande distanza, alla fine della prima metà dell'Ottocento, ,che inizia l'era moderna delle previsione meteorologiche. Oggi ci sono satelliti e computer, radar della pioggia, palloni sonda lanciati in aria, stazioni a terra, boe intelligenti e apparecchiature sulle navi in mare. I calcoli li fanno le macchine, grazie a modelli sempre più precisi che simulano la possibile evoluzione in atmosfera in base alle informazioni orografiche dei territori.

A dirsi e a scriverlo sembra facile prevedere che tempo farà, soprattutto confidando nei progressi della tecnica. Il LaMMA di Sesto si affida ai dati del centro europeo di Reading, in Inghilterra, in cui si elaborano scenari previsionali ad alto dettaglio. Il consorzio di Sesto scarica in particolare quelli che riguardano il Mediterraneo, che a sua volta rielabora. Così è in grado di avere indicazioni per quadranti di appena tre chilometri. I modelli garantiscono per ogni area nuove elaborazioni aggiornate da due a quattro volte al giorno. Eppure il tempo bizzoso e imprevedibile degli ultimi anni ha creato più di un grattacapo a climatologi e meteorologi. Non solo toscani. Spesso ci dimentichiamo che le previsioni in fondo sono una questione di probabilità. Sfatiamo inoltre un mito. "Quelle automatiche praticamente sono ancora oggi molto poco affidabili – sottolinea Bernardo Gozzini – L'intervento umano è decisivo ed è importante che chi elabora le previsioni conosca bene il funzionamento e i difetti del modello matematico utilizzato, che non può essere perfetto, ma anche il territorio per cui si elaborano le previsioni e il suo microclima". Di certo l'orografia complessa e variegata della Toscana e dell'Italia non aiuta l'opera dei previsori. "Le nevicate in particolare – aggiunge il direttore – sono l'evento ad oggi ancora più difficile da prevedere".

 

Tutti pazzi per il meteo

Che quella per il meteo stia diventando una passione e un hobby per molti è innegabile. "Su facebook ci scrivono davvero in tanti - raccontano Valentina Grasso e Federica Zabini, che al Lamma si occupano di comunicazione –: giovani e meno giovani". D'estate grandi e piccini partecipano numerosi alla giornate della scienza. In duemila hanno risposto ad un questionario on line sulla percezioni delle informazioni meteo. Un test di alfabetizzazione, ma anche un riscontro sulla propria capcapacità di farsi comprendere. Per migliorare. Tra mille e le mille e cinquecento studenti ogni anno, dalle scuole elementari alle superiori, visitano il LaMMA a Sesto Fiorentino, imparano l'abc del meteo, perché piove o c'è il sole: si cimentano anche in qualche piccolo esperimento e i più grandi simulano addirittura una diretta video, come quelle del telegiornale. "E le richieste – confidano sempre Valentina e Federica – sono più numerose delle visite che riusciamo ad organizzare".

Non solo meteo

 

La parte meteorologica rimane il cuore del LaMMA. Ma nella fucina di Sesto non si elaborano solo previsioni e si fa molto di più. Il LaMMA è infatti un laboratorio di ricerca sull'ambiente, sul clima e sul territorio. Si studia la qualità dell'aria e l'andamento delle stagioni. C'è che si occupa di mappe e cartografie digitali ad alto dettaglio spaziale, utilizzabili per più applicazioni. "Siamo stati coinvolti anche nell'elaborazione della carte geologica della Toscana" racconta Lorenzo Bottai che è il responsabile del SIT, ovvero i servizi informativi per il territorio. Al LaMMA elaborano carte tematiche che consentono di navigare nello spazio ma anche nel tempo e che sono consultabili sul geoportale della Toscana. Ci sono cartografie che misurano il consumo del suolo e il suo uso, altre la pedologia (ovvero le caratteristiche e 'vocazione' dei terreni).Si realizzano anche banche dati sui beni monumentali e paesaggistici. Si sviluppano mappe sul rischio di incendi boschivi.

Tutto un settore è dedicato poi al mare. Lo dirige Carlo Brandini: progetti locali ma anche europei, fianco a fianco con ricercatori e studiosi spagnoli, tedeschi, italiani e inglesi. Come COSMEMOS, che per rendere più affidabili le previsioni in mare (dove installare una stazione di rilevamento è più complicato) punta ad una raccolta condivisa di dati attraverso apparecchiature ospitate sulle navi che vi circolano. Oppure un progetto di radar particolari per il rilevamento moto ondoso e il monitoraggio dell'ambiente marino: in tutta Italia ce n'era solo uno a Napoli e a breve la Regione Toscana, con il supporto tecnico del LaMMA, ne acquisterà due. E poi ancora droni 'ecologici' ed autonomi 'a caccia' di micro-plastica e boe intelligenti pilotabili a distanza e che si immergono e riemergono con cadenze periodiche. Per misurare la salinità delle acque e molto altro.

Bel tempo si spera

Al termine della visita non potevamo non chiedere che estate ci attende. Era inevitabile, troppa la curiosità (anche, lo confessiamo, interessata). Il LaMMA ha da pochi giorni pubblicato il rapporto sulla primavera appena terminata, che in Toscana è stata meno piovosa della media degli ultimi trent'anni di riferimento. "Sarà un'estate più fresca rispetto al caldo dell'anno scorso" dicono. Un estate con giorni di sole ed altri in cui il sole picchierà di meno, raffrescati magari da qualche pioggia. Ma di più non si sbilanciano.

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