Nursind, al pronto soccorso di Empoli, situazione grave

Nursind, al pronto soccorso di Empoli, situazione grave

Empoli, il sindacalista del Nursind, Gianni Piccini, denuncia le difficoltà all’interno della struttura di emergenza/urgenza collegata all’ospedale ‘San Giuseppe’.

“Questa mattina al pronto soccorso – fa sapere il sindacalista di Nursind – stazionano 80 persone fra persone visitate, in attesa di controllo o aspettando che si liberi un posto nei reparti. Ci sono già 19 letti virtualmente occupati con le dimissioni che verranno effettuate dal primo pomeriggio di oggi”.

“Ci sono pazienti che da oltre 30 ore sono sulle barelle del pronto soccorso per mancanza di posti letto nello scorso weekend – prosegue Piccini -, a questo si aggiunge come da oltre 24 ore l’area Covid sia satura. Servono dei metodi per tamponare questa situazione: in questo momento per medici e infermieri diventa difficile fornire notizie con frequenza ai pazienti che sono all’interno. Abbiamo informazioni di aggressioni verbali a personale ospedaliero, in particolar modo agli infermieri che si occupano del triage al pronto soccorso”.

Secondo il Nursind, questa situazione è dovuta al fatto che “ci sono alcuni reparti chiusi come le cure intermedie dell’ospedale di San Miniato (Pisa) e altri del nosocomio empolese, oltre alle carenze del personale dovute ai contagi del Covid e alle ferie, le quali negli ultimi due anni si sono notevolmente accumulate”.

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Due tecnici indagati e perquisiti dai Carabinieri, nel caso delle infermiere spiate

Due tecnici indagati e perquisiti dai Carabinieri, nel caso delle infermiere spiate

Firenze, due tecnici sono stati indagati, interrogati e perquisiti dai carabinieri nei giorni scorsi per la vicenda della microcamera installata nel vano docce femminile dell’ospedale di Empoli.

Lo riportano i quotidiani La Repubblica e Il Tirreno secondo cui i due tecnici avevano accesso alla stanza di servizio dove era installato un monitor collegato via cavo alla micro-cinepresa fissata nel muro della doccia usata da infermiere e dottoresse dell’ospedale. Sono circa cento le sanitarie che usufruiscono di quelle docce, in parte si tratta anche di personale assegnato al reparto Covid.

Le perquisizioni avrebbero avuto lo scopo di rintracciare materiale video eventualmente in possesso dei due sospettati. Secondo quanto riportato, entrambi risultano manutentori di ditte esterne che lavorano per l’ospedale San Giuseppe.

La procura di Firenze ha aperto un’indagine con l’ipotesi di reato di accesso abusivo a sistema informatico protetto da misure di sicurezza, ma secondo i giornali si affaccerebbe pure l’ipotesi di un eventuale caso di ‘revenge porn’. La stanza col monitor è accessibile solo a persone autorizzate dipendenti dell’ospedale e di ditte in appalto.

Una “forte denuncia” e un monito: “Episodi che qualcuno potrebbe anche giudicare insignificanti poggiano su stereotipi e pregiudizi di bassa lega, inaccettabili, che vogliono la donna relegata ancora ad oggetto sessuale a disposizione dell’uomo”. Sull’episodio interviene, in una nota, la Commissione toscana per le pari opportunità, presieduta da Francesca Basanieri, che sul caso intende “tenere alta l’attenzione” e manda un messaggio di “grande sostegno alle donne che sono uscite dal silenzio e hanno trovato la forza e il coraggio di denunciare ogni forma di violenza”.

“Siamo di fronte – scrivono le componenti la commissione – all’ennesimo esempio della tradizione maschilista e sessista che attribuisce alle donne, accanto ai ruoli santificati di madre e di moglie, quello, deumanizzato, di oggetto sessuale a disposizione dell’uomo ‘cacciatore’ per natura. Questa tradizione maschilista fortemente radicata nella cultura del nostro Paese accoglie questo tipo di fatti con una indignazione solo apparente, ma che invece nasconde compiacimento: se guardare dal buco della serratura una donna svestita ha sempre rappresentato una bravata, non c’è da stupirsi se oggi ci si attrezza con la tecnologia per vederla sotto la doccia. E invece si tratta di un reato”, denunciano presidente e consigliere.

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Empoli, infermiere spiate: Procura di Firenze apre un’inchiesta

Empoli, infermiere spiate: Procura di Firenze apre un’inchiesta

La Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta per accesso abusivo a sistema informatico, in particolare per la circostanza dell’allestimento dell’apparato in luogo da cui è escluso.

Sulla vicenda delle infermiere e dottoresse spiate con una microcamera all’ospedale di Empoli mentre facevano la doccia a fine turno, la procura di Firenze ha aperto un fascicolo per accesso abusivo a sistema informatico, in particolare per la circostanza dell’allestimento dell’apparato in luogo da cui è escluso. Le indagini sono affidate ai carabinieri e questa ipotesi di reato al momento è la prima ipotizzata. Il vano doccia spiato è luogo da cui per ragioni di evidente privacy è esclusa qualsiasi ripresa video, quindi va ritenuta abusiva. Le immagini sarebbero state rimandate a un monitor collegato via cavo da una sala di servizio retrostante alle docce. Tra gli accertamenti è da appurare se le immagini sono state registrate, finora non ne sarebbero state trovate.

La microtelecamera e il monitor sono già stati sequestrati nei giorni scorsi, mentre proseguono le indagini dei Cc per risalire alla persona o agli ignoti che di nascosto avrebbero spiato le infermiere e le dottoresse del personale fare la doccia. Un centinaio le sanitarie che potrebbero essere state spiate. Una di loro ha scoperto la microcamera notando un piccolo cerchio nero sotto la cannella dell’acqua.

“Massima solidarietà, espressa fin da subito, alle dipendenti spiate con una telecamera all’interno degli spogliatoi” dell’ospedale San Giuseppe di Empoli (Firenze) e “impegno nella collaborazione con le autorità inquirenti”. Così in una nota la direzione aziendale insieme alla direzione dell’ospedale empolese.

“Sulla vicenda, che ha scosso e indignato l’intera Azienda sanitaria per la gravità della violenza – prosegue la nota -, stanno indagando i carabinieri di Empoli, a cui hanno sporto denuncia le vittime, per individuare i responsabili di tale violazione. Al momento l’indagine è in corso e l’Asl Centro auspica in una conclusione a breve, sottolineando l’impegno nella collaborazione con le autorità inquirenti. Immediatamente dopo la conoscenza del fatto l’Azienda ha effettuato controlli nei restanti spogliatoi dell’ospedale empolese per escludere la presenza di altre telecamere e non è stato rilevato nessun ulteriore strumento”.

“Nel ringraziare le istituzioni che in questi giorni hanno mostrato la loro vicinanza al personale sanitario e alla direzione del presidio, l’Azienda sanitaria – conclude la nota – vuole inoltre esprimere profonda gratitudine a tutte le infermiere, ostetriche e Oss del San Giuseppe che ogni giorno svolgono il loro lavoro con grande impegno e dedizione”.

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