Pegaso 2: 910 cittadini salvati nel 2018 in Toscana

Pegaso 2: 910 cittadini salvati nel 2018 in Toscana

Il Pegaso 2, uno dei tre elisoccorso presenti in Toscana, ha svolto più di mille missioni di soccorso nel 2018.

Sono stati oltre mille, in crescita del 22,4% rispetto all’anno precedente, gli interventi di soccorso nel 2018 da parte del Pegaso 2 che hanno permesso di soccorrere 910 cittadini, in crescita del 17,57% rispetto ai 714 del 2017. L’elisoccorso, con base a Grosseto, ha registrato un aumento del numero delle missioni, passate da 857 a 1049, del numero delle ore volate aumentate da 978 a 1118 (+14,30%).

In aumento, spiega una nota, anche gli interventi primari, passati da 476 a 704, mentre sono diminuiti quelli secondari, ovvero il trasferimento da un ospedale all’altro, scesi a 342 rispetto ai 381 del 2017.

“Sono numeri che danno il senso dell’impatto di Pegaso nell’attività di soccorso – spiega in una nota Massimo Mandò, direttore del dipartimento dell’emergenza urgenza della Asl Toscana sud est – e che dimostrano una crescente capacità, da parte delle Centrali operative 118 di Siena-Grosseto e Arezzo, di individuare meglio e prima la patologia. Il cuore di tutto é non solo la rapidità dell’intervento, ma anche la decisione di trasportare il paziente non nell’ospedale più vicino, ma in quello più idoneo”.

Per Stefano Barbadori, responsabile della base di Elisoccorso di Grosseto, “il 2018 sarà ricordato perché la Asl Toscana sud est é stata scelta dalla Regione Toscana come Azienda sanitaria in cui sviluppare il progetto Nvg (Night vision Googles), i visori che permettono all’elicottero di atterrare di notte anche su superfici non illuminate. Siamo stati i terzi in Italia, dopo Lombardia e Trentino Alto Adige, ad iniziare questo tipo di attività” che “ha permesso un importante aumento dell’operatività”.

“Grazie al lavoro encomiabile delle Centrali operative 118 della nostra Asl – sottolinea il Dg della Asl Enrico Desideri – sono stati individuati 71 siti di atterraggio, che altrimenti non avrebbero potuto essere utilizzati per interventi di soccorso”

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Il Pegaso 2, uno dei tre elisoccorso presenti in Toscana, ha svolto più di mille missioni di soccorso nel 2018.

Sono stati oltre mille, in crescita del 22,4% rispetto all’anno precedente, gli interventi di soccorso nel 2018 da parte del Pegaso 2 che hanno permesso di soccorrere 910 cittadini, in crescita del 17,57% rispetto ai 714 del 2017. L’elisoccorso, con base a Grosseto, ha registrato un aumento del numero delle missioni, passate da 857 a 1049, del numero delle ore volate aumentate da 978 a 1118 (+14,30%).

In aumento, spiega una nota, anche gli interventi primari, passati da 476 a 704, mentre sono diminuiti quelli secondari, ovvero il trasferimento da un ospedale all’altro, scesi a 342 rispetto ai 381 del 2017.

“Sono numeri che danno il senso dell’impatto di Pegaso nell’attività di soccorso – spiega in una nota Massimo Mandò, direttore del dipartimento dell’emergenza urgenza della Asl Toscana sud est – e che dimostrano una crescente capacità, da parte delle Centrali operative 118 di Siena-Grosseto e Arezzo, di individuare meglio e prima la patologia. Il cuore di tutto é non solo la rapidità dell’intervento, ma anche la decisione di trasportare il paziente non nell’ospedale più vicino, ma in quello più idoneo”.

Per Stefano Barbadori, responsabile della base di Elisoccorso di Grosseto, “il 2018 sarà ricordato perché la Asl Toscana sud est é stata scelta dalla Regione Toscana come Azienda sanitaria in cui sviluppare il progetto Nvg (Night vision Googles), i visori che permettono all’elicottero di atterrare di notte anche su superfici non illuminate. Siamo stati i terzi in Italia, dopo Lombardia e Trentino Alto Adige, ad iniziare questo tipo di attività” che “ha permesso un importante aumento dell’operatività”.

“Grazie al lavoro encomiabile delle Centrali operative 118 della nostra Asl – sottolinea il Dg della Asl Enrico Desideri – sono stati individuati 71 siti di atterraggio, che altrimenti non avrebbero potuto essere utilizzati per interventi di soccorso”

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Cortona: interventi protesi totale ginocchio con robot

Cortona: interventi protesi totale ginocchio con robot

Nell’ospedale di Cortona, Arezzo, è possibile realizzare protesi totale al ginocchio con la chirurgia robotica, il tutto all’insegna dei vantaggi ormai certi dell’assistenza robotica, ovvero accuratezza, precisione e sicurezza.

Interventi per protesi totale al ginocchio con la chirurgia robotica: è quanto possibile realizzare da alcune settimane all’ospedale di Cortona (Arezzo). Ne dà notizia l’Asl Toscana sud est.

Fino ad oggi era possibile solo la ricostruzione di un compartimento del ginocchio, spiega una nota, con il nuovo software invece è possibile eseguire, con assistenza robotica, anche la protesi totale di ginocchio, che deve essere utilizzata dal chirurgo nei casi di artrosi avanzata coinvolgente tutto il ginocchio.

Anche per il ginocchio totale la tecnica robotica comporta un impianto con precisione sub-millimetrica, favorendo la corretta cinetica del ginocchio ricostruito. Il tutto all’insegna dei vantaggi ormai certi dell’assistenza robotica, ovvero accuratezza, precisione e sicurezza.

“Si apre una nuova ed importante opportunità nell’ambito della Asl Toscana sud est”, commenta il direttore generale Enrico Desideri, “la disponibilità di questa applicazione chiude il cerchio sulla chirurgia articolare robotica perché, attualmente, sarà possibile usare il robot per tutte le principali indicazioni protesiche di anca e ginocchio. I due interventi già effettuati sono andati molto bene, senza alcun problema vista l’acquisita lunga esperienza dei chirurghi ortopedici della nostra azienda”.

Soddisfatto il direttore area omogenea ortopedia-traumatologia della Asl Toscana sudest Patrizio Caldora che ricorda come “ad oggi, in ambito aziendale, tra anche e ginocchia sono stati operati più di 600 pazienti con ottimi risultati. L’obiettivo finale dell’uso del robot è di una protesi con miglior risultato funzionale a lungo termine e soprattutto una più lunga sopravvivenza delle protesi, così da posticipare sempre più negli anni una ipotetica sostituzione”.

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Siena: ex terme Abbadia diventeranno centro turistico

Siena: ex terme Abbadia diventeranno centro turistico

A Siena torneranno in vita le ex terme Abbadia, intervento che si inserisce nel progetto: “Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” per una durata di circa tre anni che vede collaborare Asl e Comune di Abbadia.

Torneranno a nuova vita le ex Terme che si trovano di fronte all’ospedale di Abbadia San Salvatore (Siena). La struttura, di proprietà della Asl Toscana sud est, sarà sottoposta a restauro e messa in sicurezza (previsti lavori per 1,2 milioni di euro), e ospiterà un centro turistico.

L’intervento è reso possibile grazie all’iniziativa del Governo ‘Bellezza: “Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati’; a cui l’Asl Toscana sud est ha partecipato con propri progetti.
L’edificio, spiega una nota, è stato realizzato tra il 1926 e il 1928, dalla Società Monte Amiata e vi sono ancora conservate le docce e i bagni a servizio dei minatori del posto.

Attualmente lo stabile è utilizzato solo in parte come magazzino dell’ospedale ma versa in condizioni fatiscenti e saranno necessari quasi tre anni, tra progettazione, autorizzazioni, procedure di affidamento.

Il cantiere prevede il restauro interno ed esterno, la manutenzione straordinaria del tetto, il rifacimento completo di tutti gli impianti, il restauro delle facciate e alcune bonifiche del manufatto. “La vicinanza di questo bellissimo edificio con l’ospedale offre una interessante opportunità di interazione tra la sanità e il territorio”, commenta il dg della Asl Toscana sud est, Enrico Desideri.

“Una grande opportunità per il nostro territorio, frutto di una collaborazione storica tra la Asl e il Comune di Abbadia”, commenta il sindaco Fabrizio Tondi “L’edificio, di grande pregio, diventerà un centro turistico, il perno della territorialità”.

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