17 mln per superare la criticità a Livorno

17 mln per superare la criticità a Livorno

Livorno, l’Amministrazione comunale ha inviato ad Enrico Rossi, il prospetto riepilogativo degli interventi di somma urgenza effettuati dal Comune dopo l’alluvione del 10 settembre scorso.

Ricordiamo che il presidente della Regione Toscana Rossi, è stato nominato Commissario delegato per gli interventi da realizzare a Livorno per superare la situazione di criticità dopo la deliberazione dello stato di emergenza.

L’elenco si riferisce agli interventi realizzati nella prima fase dell’alluvione, le cosiddette “somme urgenze”, quei lavori cioè, finalizzati all’eliminazione dello “stato di pregiudizio alla pubblica incolumità”.

Si tratta di interventi per un importo di circa 17 milioni di euro, che riguardano tre distinte tipologie di opere: le somme urgenze, le urgenze e le opere per la riduzione del rischio residuo e la messa in sicurezza.

L’importo delle somme urgenze, in particolare, ammonta a oltre 10 milioni di euro e comprende interventi come albergazioni dei cittadini rimasti senza casa e delle autonome sistemazioni, ripristino di strade, fognature, ponti, impianti di illuminazione, rimozione di fango e macerie, ripristino della sicurezza sulle strade, etc…

Sarà quest’ultima tipologia di interventi a essere subito coperta dalla prima tranche da 15.570.000 euro stanziati dal Consiglio dei Ministri per i Comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti per l’emergenza

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Livorno, Protezione civile: ordinanza interventi urgenti

Livorno, Protezione civile: ordinanza interventi urgenti

Il capo del dipartimento della Protezione civile ha firmato l’ordinanza che disciplina i primi interventi urgenti conseguenti all’alluvione che ha interessato il territorio dei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti nella notte tra il 9 e il 10 settembre.

L’ordinanza, firmata dal capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borelli, entrerà in vigore nei prossimi giorni appena verrà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento, che fa seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza deliberato il 15 settembre scorso dal Consiglio dei Ministri, nomina commissario delegato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Per l’espletamento delle attività indicate nel provvedimento, Rossi avrà a disposizione la somma di 15.570.000 euro, deliberata dal Consiglio dei Ministri e stanziata su apposita contabilità speciale, nella quale Regione e comuni interessati potranno far confluire eventuali risorse aggiuntive.

Nell’illustrare l’attività del commissario, il provvedimento spiega che “è autorizzato ad assegnare un contributo per l’autonoma sistemazione (Cas) ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta, in tutto o in parte, o sia stata sgomberata. In particolare, il contributo può raggiungere un massimo di 600 euro mensili, nel limite di 200 euro per ogni componente del nucleo familiare. Ai nuclei familiari composti da una sola unità sono assegnati 300 euro”. È possibile inoltre erogare ulteriori 200 euro mensili, anche in aggiunta al limite massimo, per ogni componente della famiglia di età superiore ai 65 anni o disabile con invalidità non inferiore al 67%.

Nell’ordinanza si spiega poi che Rossi, quale commissario, può avvalersi delle strutture e degli uffici regionali, provinciali, comunali, e delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, nonché individuare soggetti attuatori che agiscono sulla base di specifiche direttive come i Consorzi di bonifica – relativamente agli interventi di ripulitura, ripristino e regimazione dei corsi d’acqua – e Rete ferroviaria italiana, relativamente alla ricostruzione dei ponti crollati.

Al commissario spetta, entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta Ufficiale, la predisposizione di un piano degli interventi urgenti per le attività di assistenza e ricovero della popolazione, di messa in sicurezza delle aree coinvolte e rimozione delle situazioni di rischio, nonché degli interventi volti ad evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o cose.

Al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza, il commissario, se rilevi particolari situazioni di imminente pericolo per la pubblica utilità, può inoltre emanare ordinanze di demolizione di manufatti, in alveo o comunque di ostacolo al regolare deflusso delle acque. L’ordinanza, infine, oltre a ulteriori misure specifiche, prevede l’avvio del procedimento di ricognizione dei danni subiti dal patrimonio pubblico, dagli edifici privati e dalle attività economiche e la possibilità di sospensione dei mutui erogati relativi agli edifici resi inagibili, secondo le procedure usualmente applicate nelle emergenze di protezione civile e sotto la responsabilità del Commissario delegato.

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Alluvione Livorno: consiglieri opposizione, sindaco si dimetta

Alluvione Livorno: consiglieri opposizione, sindaco si dimetta

Nogarin: “C’è bisogno di risposte non di speculazioni”. Rossi, a disposizione prestiti fino a 20mila euro.

I consiglieri di opposizione in consiglio comunale a Livorno hanno chiesto oggi nel corso dei loro interventi in assemblea le dimissioni del sindaco Filippo Nogarin in seguito tragici eventi alluvionali che hanno portato otto morti e devastazione in città.
“Per una sola questione morale e di dignità umana – ha detto il capogruppo del Pd in
consiglio Pietro Caruso rivolto a Nogarin – lei si dovrebbe dimettere”.
“Sicuramente il peso di quello che è successo può portare a una riflessione del genere ma la città ha bisogno di risposte non di speculazioni politiche”, ha risposto il sindaco Filippo
Nogarin parlando con i giornalisti a margine del consiglio.
“Io non ho intenzione di dimettermi – ha aggiunto – presenteranno una mozione di sfiducia e la voteremo. C’è bisogno di un’assunzione di responsabilità – ha proseguito Nogarin – che è quella di proseguire il mandato e non aprire una fase di commissariamento. Certo ci sarà necessità di fare chiarezza su tutta la vicenda, sono favorevole alla istituzione di una commissione di indagine. Mi sento di ringraziare tutte le persone che si sono attivate quella notte. Non è vero che il sindaco non c’era”.
Poi sulla vicenda della app di allerta ricevuta si e’  giustificato così: “Oggettivamente – ha spiegato Nogarin – ho firmato questa presa in carico a dicembre, ma io non lo ricordavo nemmeno. Firmo centinaia di atti e quella app che di fatto non avrebbe cambiato l’esito di quella notte, di fatto non l’ho installata e non so dove siano le credenziali”.
Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato oggi pomeriggio dopo l’incontro con le categorie economiche e i rappresentanti della Camera di Commercio: “Abbiamo deciso di mettere subito a disposizione prestiti fino a 20 mila euro per piccole imprese e partite Iva danneggiate dall’alluvione che ha colpito l’area livornese”.
Sarà Fidi Toscana a concedere da un minimo di 5mila ad un massimo di 20mila euro a chi ne farà richiesta. Non serviranno garanzie, ma soltanto dimostrare di aver subito danni in seguito all’alluvione. Per due anni non si dovrà restituire niente, poi si potrà scegliere di restituire, a tasso zero, la somma ricevuta, a rate e in un periodo variabile da tre a dieci anni.
“Occorre sottolineare – spiega il presidente Rossi – che è una misura cumulabile con le richieste di danni. Si tratta semplicemente di un prestito, di un aiuto aggiuntivo ed immediato, che la Regione Toscana ha deciso di offrire ai livornesi. Quanto ai tempi, entro una settimana o dieci giorni daremo la risposta a chi ha presentato la domanda, ed entro altre tre settimane ci impegniamo ad erogare materialmente i fondi”.
Da lunedì sarà possibile presentare le richieste presso la nuova sede del suo ufficio che il commissario Enrico Rossi ha aperto a Livorno in via Nardini 31, nel palazzo del Genio civile.
“Da lunedì prossimo e ogni settimana fino al venerdì – ha spiegato Rossi -, sarà possibile venire qui dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17 ed essere aiutati nel disbrigo delle pratiche legate all’alluvione. Qui, sempre da lunedì, sarà in funzione anche uno sportello di Fidi Toscana per la presentazione da parte delle Pmi e dei professionisti danneggiati, delle domande di concessione di microcredito fino a 20.000 euro”.
Il presidente Rossi si è poi soffermato sulla necessità di accelerare i tempi di quella che ha chiamato “la ricognizione dei danni”. “Dobbiamo presentare un resoconto – ha precisato – entro il 15 ottobre, per non perdere la possibilità di rientrare negli stanziamenti possibili con la legge di bilancio. Altrimenti dovremo riparlarne l’anno prossimo. E questo va evitato. Martedì conto di firmare un protocollo di intesa con Camera di Commercio e categorie economiche, che ringrazio per la loro disponibilità, per accelerare queste procedure”.
Al momento siamo quindi nella fase della ricognizione dei danni. A questa dovrà seguire l’approvazione di un decreto governativo e, successivamente, di un’ordinanza della Protezione civile. Soltanto dopo questi adempimenti sarà infine possibile presentare le domande per ottenere un parziale rimborso dei danni subiti.

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Alluvione Livorno: consiglieri opposizione, sindaco si dimetta

Alluvione Livorno: consiglieri opposizione, sindaco si dimetta

Nogarin: “C’è bisogno di risposte non di speculazioni”. Rossi, a disposizione prestiti fino a 20mila euro.

I consiglieri di opposizione in consiglio comunale a Livorno hanno chiesto oggi nel corso dei loro interventi in assemblea le dimissioni del sindaco Filippo Nogarin in seguito tragici eventi alluvionali che hanno portato otto morti e devastazione in città.
“Per una sola questione morale e di dignità umana – ha detto il capogruppo del Pd in
consiglio Pietro Caruso rivolto a Nogarin – lei si dovrebbe dimettere”.
“Sicuramente il peso di quello che è successo può portare a una riflessione del genere ma la città ha bisogno di risposte non di speculazioni politiche”, ha risposto il sindaco Filippo
Nogarin parlando con i giornalisti a margine del consiglio.
“Io non ho intenzione di dimettermi – ha aggiunto – presenteranno una mozione di sfiducia e la voteremo. C’è bisogno di un’assunzione di responsabilità – ha proseguito Nogarin – che è quella di proseguire il mandato e non aprire una fase di commissariamento. Certo ci sarà necessità di fare chiarezza su tutta la vicenda, sono favorevole alla istituzione di una commissione di indagine. Mi sento di ringraziare tutte le persone che si sono attivate quella notte. Non è vero che il sindaco non c’era”.
Poi sulla vicenda della app di allerta ricevuta si e’  giustificato così: “Oggettivamente – ha spiegato Nogarin – ho firmato questa presa in carico a dicembre, ma io non lo ricordavo nemmeno. Firmo centinaia di atti e quella app che di fatto non avrebbe cambiato l’esito di quella notte, di fatto non l’ho installata e non so dove siano le credenziali”.
Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato oggi pomeriggio dopo l’incontro con le categorie economiche e i rappresentanti della Camera di Commercio: “Abbiamo deciso di mettere subito a disposizione prestiti fino a 20 mila euro per piccole imprese e partite Iva danneggiate dall’alluvione che ha colpito l’area livornese”.
Sarà Fidi Toscana a concedere da un minimo di 5mila ad un massimo di 20mila euro a chi ne farà richiesta. Non serviranno garanzie, ma soltanto dimostrare di aver subito danni in seguito all’alluvione. Per due anni non si dovrà restituire niente, poi si potrà scegliere di restituire, a tasso zero, la somma ricevuta, a rate e in un periodo variabile da tre a dieci anni.
“Occorre sottolineare – spiega il presidente Rossi – che è una misura cumulabile con le richieste di danni. Si tratta semplicemente di un prestito, di un aiuto aggiuntivo ed immediato, che la Regione Toscana ha deciso di offrire ai livornesi. Quanto ai tempi, entro una settimana o dieci giorni daremo la risposta a chi ha presentato la domanda, ed entro altre tre settimane ci impegniamo ad erogare materialmente i fondi”.
Da lunedì sarà possibile presentare le richieste presso la nuova sede del suo ufficio che il commissario Enrico Rossi ha aperto a Livorno in via Nardini 31, nel palazzo del Genio civile.
“Da lunedì prossimo e ogni settimana fino al venerdì – ha spiegato Rossi -, sarà possibile venire qui dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17 ed essere aiutati nel disbrigo delle pratiche legate all’alluvione. Qui, sempre da lunedì, sarà in funzione anche uno sportello di Fidi Toscana per la presentazione da parte delle Pmi e dei professionisti danneggiati, delle domande di concessione di microcredito fino a 20.000 euro”.
Il presidente Rossi si è poi soffermato sulla necessità di accelerare i tempi di quella che ha chiamato “la ricognizione dei danni”. “Dobbiamo presentare un resoconto – ha precisato – entro il 15 ottobre, per non perdere la possibilità di rientrare negli stanziamenti possibili con la legge di bilancio. Altrimenti dovremo riparlarne l’anno prossimo. E questo va evitato. Martedì conto di firmare un protocollo di intesa con Camera di Commercio e categorie economiche, che ringrazio per la loro disponibilità, per accelerare queste procedure”.
Al momento siamo quindi nella fase della ricognizione dei danni. A questa dovrà seguire l’approvazione di un decreto governativo e, successivamente, di un’ordinanza della Protezione civile. Soltanto dopo questi adempimenti sarà infine possibile presentare le domande per ottenere un parziale rimborso dei danni subiti.

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Polo industriale Piumbino, Rossi: Jindal interessato ad acquisizione

Polo industriale Piumbino, Rossi: Jindal interessato ad acquisizione

Rossi: “A Piombino il bisogno di certezze diventa fortissimo. Io ho avuto modo di incontrare Jindal, che si è detto interessato all’acquisizione”.

Enrico Rossi, presidente Regione Toscana, è intervenuto alla riunione convocata a Roma, al Ministero dello sviluppo economico dal ministro Carlo Caleda, per fare il punto, insieme al commissario Piero Nardi e alle organizzazioni sindacali, sulla difficile situazione del polo industriale di Piombino. Questo a undici giorni dalla scadenza di quanto previsto dall’addendum contrattuale sottoscritto nel giugno scorso tra l’amministratore straordinario della ex Lucchini e Cevital, in merito all’individuazione di un partner industriale o alla presentazione di un convincente piano industriale.

Commenta Rossi: “credo che chiunque sia l’eventuale subentrante la nostra attenzione debba concentrarsi sulle condizioni di gestione, sul piano industriale, sugli investimenti, ma soprattutto sull’aspetto occupazionale. Se dovessimo essere in presenza di un’offerta che prevede la possibilità di tornare a produrre acciaio, con le dovute cautele ed attenzioni dovremmo prenderla in seria considerazione”.

Il presidente Rossi ha poi fatto un quadro della situazione complessiva del polo e del porto piombinesi, così da illustrare ai presenti la situazione, alla luce delle informazioni raccolte dalla Regione e degli studi effettuati.

“Ricordo – ha aggiunto il presidente Rossi – che abbiamo prospettive in sospeso con Bruxelles per ciò che riguarda l’accesso a finanziamenti comunitari e al fondo sviluppo e coesione. E anche nell’area portuale le prospettive sono buone, con Neri e S. Giorgio che dovrebbe a breve iniziare l’attività di demolizione e refitting, con buoni riflessi sull’occupazione. Abbiamo poi l’accordo siglato con General Electric che nel 2019 ultimerà la realizzazione della piattaforma di prova turbine. E anche il fondo da 40 milioni di euro di risorse Ue e ministeriali per agevolazioni alle piccole e medie imprese locali, sta andando bene. Meglio che a Livorno”.

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