Bobo Craxi-Rossi: il PD è ambiguo, serve nuova forza socialista

Bobo Craxi-Rossi: il PD è ambiguo, serve nuova forza socialista

“Una nuova formazione politica nel nome del socialismo italiano e internazionale”. E’ l’appello contenuto in un documento programmatico predisposto da Bobo Craxi ed Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

Dare vita a una nuova formazione politica del socialismo europeo, ”larga, ma politicamente significativa, che si ispiri a esso e che, nel nome di questa grande tradizione della sinistra mondiale, sappia riprodursi sul terreno della politica democratica, imprimendo una direzione di marcia moderna sapendo operare un utile e doveroso adeguamento alle esigenze dell’Italia e dell’Europa di oggi”. Questo l’obiettivo di Bobo Craxi, figlio dello storico Segretario del Partito Socialista italiano Bettino Craxi, e Enrico Rossi.

Il documento, spiega una nota, critica il Pd che “ha recentemente sottolineato, in una missiva sulla questione mediorientale, che esso non appartiene all’Internazionale socialista ma si limita a cooperare col Partito del socialismo europeo nelle istituzioni comunitarie.

Una doverosa chiarezza, d’altronde, o il socialismo ha una sua dimensione internazionale, oppure non è tale”. Per Craxi e Rossi, “l’ambigua parabola del Pd circa il suo terreno ideale di appartenenza è uno dei problemi politici che ha contrassegnato la sua breve storia”.

“Questa ambiguità, che perdura da quasi dieci anni – concludono -, ha avuto dei riflessi innanzitutto sull’identità che deve assumere una forza che è espressione politica e culturale della sinistra italiana”.

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Bekaert: raccolta fondi per sostenere lavoratori

Bekaert: raccolta fondi per sostenere lavoratori

Il Comune di Figline e Incisa Valdarno ha promosso una racconta fondi a favore dei lavoratori della Bekaert. Il sindaco Mugnai sul caso della multinazionale belga: “Non è ammissibile alcun accordo al ribasso fatto sulla pelle di questi lavoratori”.

Il Comune di Figline e Incisa Valdarno ha promosso una raccolta fondi che servirà a sostenere i 318 lavoratori nell’organizzazione di vari eventi per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza. La campagna ‘Io sto con i lavoratori Bekaert’ è stata presentata oggi in collaborazione con Arci, Mcl e organizzazioni sindacali.

Giovedì 19 e venerdì 20 luglio l’amministrazione comunale ha invitato un rappresentante dei lavoratori ad aprire i concerti serali del Bada Ki C’è Festival (piazza Ficino, ore 21.30) con un breve intervento che servirà a sensibilizzare sulle prossime iniziative da intraprendere.

Nei gazebo al festival saranno a disposizione gadget ad offerta libera, come spillette “Io sto con i lavoratori Bekaert”, e magliette con la vignetta che Mauro Biani ha realizzato per la causa dei lavoratori valdarnesi.

Tra venerdì 20 e domenica 22 nei Circoli Arci del Valdarno e al Circolo Mcl Ponterosso di Figline parte del ricavato proveniente alle attività sarà devoluto alla campagna. Stasera alle 18 a Figline, invece, si terrà l’iniziativa di LeU sulla vicenda, con l’eurodeputato Sergio Cofferati e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Giulia Mugnai, sindaco di Figline e Incisa Valdarno, in occasione della presentazione della campagna, ha ricordato che “oltre all’attività istituzionale che prosegue con un fitto calendario di incontri e di sinergie trasversali, come Comune stiamo sostenendo tutte le iniziative dei lavoratori per mantenere alta l’attenzione su un caso che ha sconvolto tutta la comunità: mancano meno di 50 giorni alla chiusura dello stabilimento e dobbiamo fare tutto il possibile per scongiurarlo”.

A proposito dell’incontro di ieri al Mise sulla vertenza Bekaert, la Mugnai si è espressa giudicando negativamente l’operato dell’azienda.

“Non è andato bene – ha detto – l’azienda non ha fatto ancora intravedere nessuno spiraglio: nei prossimi incontri dobbiamo sederci al tavolo della trattativa con condizioni diverse da quelle finora profilate”.

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Tav, Rossi: tunnel Firenze va fatto, altrimenti si blocca Paese

Tav, Rossi: tunnel Firenze va fatto, altrimenti si blocca Paese

Lo ha detto il presidente della giunta regionale. Che sulla questione dell’aeroporto di Peretola  ha ribadito: “chiediamo che sia un city airport, che abbia un modesto sviluppo, e che sia messo in sicurezza, altrimenti chiude”

Il sottoattraversamento Tav di Firenze “verrà fatto, perché se non viene fatto si ferma il paese, non la Toscana”, e dunque “credo che nessuno possa assumersi la responsabilità di bloccare il paese”. Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in un’intervista nei giorni scorsi.
“Approfondiamo bene il tema – ha aggiunto Rossi, parlando coi cronisti a margine della seduta del Consiglio regionale – perché a mio parere non serve più per i treni regionali dei pendolari e dei lavori, ma se non verrà realizzato alla stazione di Santa Maria Novella già si vede come non si entra più, come sia difficile uscire e quanti treni già ci bypassano e come questo non sia sufficiente a garantire quei tanti treni che si stanno mettendo sull’Av sulla tratta Nord-Sud, sulla metropolitana d’Italia”.

Rossi è anche intervenuto sulla questione degli equilibri tra gli scali aeroportuali toscani e sullo sviluppo di Peretola.  “Pisa è il nostro aeroporto fondamentale”, mentre “per Firenze chiediamo che sia un city airport, che abbia un modesto sviluppo, chiediamo che sia messo in sicurezza”, altrimenti “è destinato non dico a chiudere, ma a ridimensionarsi sempre di più” ha affermato

“Sullo scalo di Firenze, ha detto Rossi, “l’idea del ministro è fare project review: ho fatto una conferenza stampa per dire che ci sono cose sulle quali convergiamo, mi auguro che nell’incontro ci si possa chiarire su quelle su cui permangono opinioni diverse”. Il progetto, per il governatore toscano, “dal punto di vista ambientale ormai si presenta con un bilancio più che positivo, dopo che abbiamo iniziato a fare le piantumazioni, e dopo che non sarà più realizzato l’inceneritore”.

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Rifiuti, Ghinelli di Toscana Sud: ”non prendiamo ordini da Rossi”

Rifiuti, Ghinelli di Toscana Sud: ”non prendiamo ordini da Rossi”

Nell’assemblea di Ato Toscana Sud, i sindaci, uniti, respingono l’ordinanza della Regione sul trasferimento dei rifiuti da Toscana centro.

Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, presidente di Ato Toscana Sud, spiega: “Netta è la contrarietà all’ordinanza del presidente Rossi che in materia di rifiuti sta assumendo posizioni unilaterali che vorrebbero limitare e mortificare il ruolo dei sindaci e i diritti dei territori.

I sindaci della Toscana del Sud non sono disposti a mettere pezze che rischierebbero di essere solo soluzioni momentanee, per di più a danno dei propri territori.”

Ghinelli avverte: “Siamo disponibili a collaborare, ma indisponibili a prendere ordini da Rossi. L’efficienza del servizio e il giusto rapporto costi-benefici rappresentano due punti fermi sui quali i sindaci hanno fatto insieme quadrato.

Se poi esiste un problema Ato Centro così grave da dover procedere in maniera improvvida, allora l’assessore Fratoni provveda al commissariamento di un Ato che non funziona piuttosto che trincerarsi dietro generiche critiche, tenuto conto che il nostro Ato è efficientissimo”.

“Anche in tema di rifiuti – conclude Ghinelli – Rossi dovrebbe ricordare peraltro che esiste una convenzione che regola il trasferimento dei rifiuti inter-ambito e quindi la possibilità, concordata e pianificata di prevedere che i rifiuti possano essere trattati nell’ambito diverso dal proprio è già un fatto acclarato”, tuttavia, “ciò che è intollerabile è un regime di ordinanza senza condivisone”.

 

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Livorno: area di crisi, contributi alle imprese per creare occupazione

Livorno: area di crisi, contributi alle imprese per creare occupazione

E’ aperto da ieri, 10 luglio, l’avviso di Invitalia per sostenere progetti di investimento delle imprese che vogliono investire nei territori comunali di Collesalvetti, Livorno e Rosignano Marittimo. Sono a disposizione, con un bando a sportello, 10 milioni di euro per finanziare progetti di investimento superiori a 1 milione e mezzo.

La misura economica è della Regione Toscana che, per produrre occupazione aggiuntiva nell’area di Livorno, mette in campo azioni concrete per favorire la crescita sostenibile, la qualificazione del tessuto produttivo ed i processi di industrializzazione mediante la realizzazione di programmi di sviluppo industriale di particolare rilevanza strategica, aventi contenuti innovativi, purché di dimensione significativa e in grado di produrre ulteriore occupazione, rispetto a quella programmata, attraverso una procedura negoziale in grado di definire intese tra la Regione ed i soggetti privati e pubblici interessati.

Il bando e tutte le informazioni sono reperibili sull’apposita pagina predisposta sul sito di Invitalia, l’agenzia azionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

A questo intervento – ricorda Gianfranco Simoncini, consigliere per il Lavoro del presidente Enrico Rossi – dal 3 settembre si aggiungerà la riapertura del bando per i protocolli localizzativi, per oltre 830 mila euro sempre per i tre Comuni dell’area di crisi complessa livornese.

In altre parole, i protocolli d’insediamento intervengono a sostegno dei programmi di investimento nei processi di industrializzazione di rilevanza strategica regionale, di dimensione significativa e in grado di produrre un quantum di occupazione aggiuntiva rispetto a quella prevista.

L’incremento occupazionale deve essere di almeno il 5 per cento.

Le agevolazioni sono concesse, ai sensi dei regolamenti europei in materia, nella forma dei contributi a fondo perduto.

Tali contributi possono andare dal 10 all’80 per cento delle spese ammesse in relazione alla diversa tipologia di impresa e alle diverse voci di spesa.

Il massimale di ogni contributo verrà determinato in base alla normativa di riferimento in materia di aiuti di Stato.

Questo genere di intervento è realizzato in attuazione del Prse 2012-15 e del Prs 2016-20.

Nei giorni scorsi il “pacchetto” è stato presentato a Rosignano. Il prossimo 26 luglio un nuovo appuntamento di natura informativa si svolgerà presso la Camera di commercio di Livorno.

Tale incontro potrà essere utile alle imprese che, avendo già preso visione dei documenti, potrebbero avere dei dubbi sulla compilazione.

Informazioni su quanto predisposto dalla Giunta regionale a favore dell’area di crisi industriale di Livorno possono essere tratte sulla apposita pagina contenuta nel sito internet della Regione.

 

 

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