Operai si riducono stipendio contro piano esuberi

Operai si riducono stipendio contro piano esuberi

Hanno dato la loro disponibilità a ridursi orario e stipendio per un anno, alcuni operai della Falegnami Italia di Castelfiorentino (Firenze), ed evitare così la procedura di mobilità col licenziamento di 29 colleghi. Complimenti dal presidente della Toscana Enrico Rossi.

Una decisione, quella dei dipendenti dell’azienda, che riscuote il plauso del presidente della Toscana Enrico Rossi (Leu). “É ingiusto che lo Stato non aiuti questi lavoratori”, scrive il governatore su fb, che “hanno deciso di tagliarsi lo stipendio per evitare il licenziamento” dei loro colleghi, e “perché credono nella possibilità di ripresa dell’azienda. Sono in solidarietà da oltre 4 anni ma ora a causa della riforma degli ammortizzatori sociali, contenuta nel jobs act, i tempi per i contributi statali sono più limitati”.
Sulla vicenda interviene anche la sen.Laura Cantini (Pd), già sindaco di Castelfiorentino: “Credo che la proposta, che arriva dalla quasi totalità dei lavoratori e dalla Cgil, debba essere presa in seria considerazione”. “Quando, avendo a casa famiglie da sostenere e figli da crescere, si ha il coraggio di proporre una ripartizione dei sacrifici fra tutti i lavoratori per evitare che alcuni, più sfortunati, vadano a casa – conclude -, non si può che essere ascoltati dalla impresa e appoggiati da tutta la comunità, a partire dalle istituzioni”.

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LeU: Rossi, sostenere Zingaretti in Lazio e aprire confronto con Gori

LeU: Rossi, sostenere Zingaretti in Lazio e aprire confronto con Gori

“Io penso così: con il Pd alle elezioni siamo in competizione e impegnati a battere la sua attuale linea politica, offrendo un sicuro approdo di sinistra ai tanti che quel partito ha deluso; più noi saremo forti più il Pd potrà essere spinto a cambiare” mentre “verso il M5stelle non vedo possibili trattative per ragioni programmatiche e soprattutto ideali (valori costituzionali, concezione della democrazia)”. Lo scrive stamani, su Facebook, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana ed esponente di rilievo di Liberi e Uguali.

“Con Gori in Lombardia e’ opportuno aprire un confronto sul programma, perche’ rispetto a Maroni non basta #faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche, – nel Lazio non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, e’ un errore perche’ dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri, – anche solo discutere della candidatura di Bassolino in Campania e’ un autogol perche’ per la sua storia e la sua popolarita’ dobbiamo chiedergli umilmente di candidarsi e sostenerlo senza se e senza ma. Non pretendo di avere la verita’. È solo quello che io penso”. Aggiunge Enrico Rossi.

“Anche solo discutere  della candidatura di Bassolino in Campania è un autogol perché per la sua storia e la sua popolarità dobbiamo chiedergli umilmente di candidarsi e sostenerlo senza se e senza ma. Non pretendo di avere la verità. È solo quello che io penso”.

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Elezioni, Rossi: non mi candido, per LEU in Toscana corra Speranza

Elezioni,  Rossi: non mi candido,  per LEU in Toscana corra Speranza

Secondo il Governatore “la Toscana può portare moltissimi voti per poter arrivare al 10%: una candidatura di rilievo come Speranza  può  darci una spinta”

“Io non mi candido, l’ho già detto mille volte che resto a fare il presidente della Regione Toscana”. Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a margine dell’assemblea regionale di Liberi e Uguali a Firenze. “Fra le candidature nazionali che io chiedo ci siano in questa regione – ha aggiunto – credo che un’ottima candidatura possa essere invece Speranza. Lo chiedo, il tavolo nazionale potrà decidere, vediamo quali saranno le risposte”. Secondo Rossi “la Toscana può portare moltissimi voti. Noi siamo una forza nuova, chissà quello che raccoglieremo. Siamo in buona posizione per poter arrivare al 10%, vediamo, lavoreremo per questo. Credo che una candidatura di rilievo come Speranza, leader di uno dei movimenti fondativi di questo soggetto politico elettorale, possa darci una spinta: a Firenze possono confrontarsi due riformismi, un riformismo di sinistra come quello di Speranza e quello del Pd, in modo civile, da posizioni diverse”.

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Mugnai (Fi): “senza numero chiuso 40mila medici disoccupati”

Mugnai (Fi): “senza numero chiuso 40mila medici disoccupati”

Il capogruppo di Fi Stefano Mugnai critica la proposta di Enrico Rossi di eliminare il numero chiuso alla facoltà di medicina di Firenze, sottolineando l’istanza avanzata delle Asl di ridurre le spese del personale di 50 milioni.

“Il governatore Rossi va all’assemblea nazionale di Liberi e Uguali per proporre l’abolizione del numero chiuso nelle università, medicina compresa, mentre in Toscana impone alle Asl di ridurre le spese per il personale di almeno 50 milioni di euro per contenere i costi di gestione del sistema sanitario. Risultato: medici del futuro ‘Liberi e ugualmente disoccupati’, ma in massa”.
Lo afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai spiegando, in una nota, “cosa accadrebbe ai nuovi laureati in medicina col combinato disposto tra eliminazione del numero chiuso e sostanziale blocco del turn over imposto alle aziende sanitarie”. Secondo Mugnai, “ogni anno si presentano al concorso di accesso ai corsi di laurea di medicina e chirurgia circa 60 mila candidati. Senza più numero chiuso poniamo che tutti si iscriverebbero”.
“Stante la media di abbandono, si laureerebbero ogni anno circa 40 mila nuovi medici – sottolinea – che però in Toscana non avrebbero alcuna possibilità di entrare nel mondo del lavoro, men che mai stabilmente, dato che proprio lo stesso Rossi chiede ai direttori generali delle Asl di ridurre in maniera tanto cospicua i costi per il personale”.
“Inoltre – conclude – già attualmente, col blocco del turn over fin qui praticato, c’è difficoltà ad avviare i 9 mila laureati odierni sia verso la specializzazione, prima, che verso il lavoro stabile, dopo. Figuriamoci 40 mila. Da Rossi ancora una volta arrivano promesse attuabili solo a prezzo di conseguenze nefaste”

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Attacco di fine anno di Rossi: “M5S viola Costituzione”

Attacco di fine anno di Rossi: “M5S viola Costituzione”

Firenze, con un post sulla sua pagina ufficiale Facebook, il presidente della Regione Toscana, ex Pd e fondatore di Mdp, confluito poi in Liberi e Uguali, lancia un ultimo attacco di fine d’anno al M5S.

Nello specifico, Enrico Rossi si scaglia contro il nuovo Codice etico e Statuto per gli appartenenti al M5S, varato in vista delle elezioni.

Il nuovo Codice etico contiene una lunga lista di obblighi, se ne contano infatti 27, specifici per gli eletti in Parlamento, tra i quali Rossi sottolinea quelli che obbligano a: “Votare sempre e comunque la fiducia e addirittura a pagare una multa se lasciano il Partito”, proprio queste due clausole, secondo Rossi, sarebbero in violazione con l’intento dei padri costituenti.

Il post di Rossi in versione integrale:
“Il M5stelle viola la Costituzione con una logica autoritaria, obbligando i suoi eletti a votare sempre e comunque la fiducia e addirittura a pagare una multa se lasciano il Partito la cui linea dipende non da Di Maio ma dai veri capi, Grillo e Casaleggio. I deputati, per i padri costituenti, non erano macchinette in mano a capi di una setta. Io di un partito così non mi fido, soprattutto se lo penso alla guida del Paese”.

Oltre all’obbligo di votare sempre la fiducia ai governi presieduti da un premier M5S, nel nuovo Codice etico e Statuto, figurano tra le altre regole, anche il divieto di conferire incarichi a conviventi, affini o parenti fino al secondo grado; l’obbligo di rendicontazione di tutte le spese e la rinuncia ad “ogni trattamento pensionistico privilegiato”; inoltre in caso di espulsione dal gruppo parlamentare, abbandono o dimissioni per dissenso politico, scatterebbe poi l’obbligo di pagare una penale da 100mila euro entro dieci giorni.

Altra modifica importante al vecchio codice di comportamento, è l’eliminazione dell’obbligo a non associarsi ad altri partiti per gli eletti del M5S. I futuri parlamentari, infatti, stando sempre al nuovo Codice etico, devono “compiere ogni atto funzionale all’attuazione e realizzazione del programma del M5S e ad astenersi da comportamenti che possano risultare di ostacolo per l’attuazione del programma ” ma per loro sparisce l’obbligo, previsto nel Codice di comportamento del 2013, a non associarsi con altri partiti o gruppi.

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