Toscana, infortuni lavoro: presentato rapporto 2017 e Piano interventi 2019

Toscana, infortuni lavoro: presentato rapporto 2017 e Piano interventi 2019

Sono quasi 50.000 le denunce di infortunio sul lavoro presentate in Toscana nel 2017 con 77 casi di morte, e quasi 8.000 quelle legate alle malattie professionali (148 i decessi). Il trend degli infortuni sul lavoro vede una lenta ma costante diminuzione del fenomeno (-1,21 rispetto al 2016, -2,82 rispetto al 2015) a fronte però di una sostanziale stabilità dei casi di infortuni gravi o mortali.

 

Gimmy Tranquillo ha intervistato il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

 

A livello statistico, secondo le elaborazioni presentate da Inail,  gli infortuni sul lavoro registrano una costante contrazione: dai 54.942 denunciati nel 2013 ai 49.524 del 2017. Anche i dati sin qui disponibili sul 2018 sembrano confermare questo trend: da gennaio a settembre sono stati 36.004 gli infortuni denunciati, 1,91% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I casi di infortunio con esito mortale seguono un andamento più oscillante: i 77 casi del 2017 sono gli stessi dell’anno precedente e risultano  in calo rispetto al 2015 (quando erano stati 123); nei primi 9 mesi del 2018 Inail ne ha registrati 61. La quantità complessiva degli infortuni denunciati in Toscana corrisponde al 7,72% del totale nazionale  (di 641.429 denunce), quelli mortali rappresentano il 6,76%. Le denunce di malattie professionali sono state 7.770, con un incremento del 3,74% nel triennio .

E’ questo lo scenario statistico dentro il quale si è sviluppata l’iniziativa che la Regione ha dedicato questa mattina alla sicurezza nei luoghi del lavoro. L’occasione è stata la presentazione del report annuale 2017 curato da Inail e l’illustrazione del Piano operativo 2019 per la sicurezza del lavoro. Entrambi questi strumenti sono diretta conseguenza del protocollo sulla sicurezza del lavoro sottoscritto  da Regione, Inail, Ispettorato del lavoro, Vigili del fuoco  e parti sociali.

L’accordo, siglato nel giugno scorso, prevedeva di coordinare e intensificare le azioni necessarie a assicurare le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, coinvolgendo tutti i soggetti con competenze in materia. Fondamentale, in questo senso, era dotarsi di uno strumento informativo adeguato per consentire di individuare i punti di massima criticità e indirizzarvi gli interventi. Ecco dunque il Rapporto regionale 2017, corredato da una analisi statistica mirata ai settori ed ai casi più  gravi, che oggi è stato presentato pubblicamente.
Il protocollo prevedeva poi il varo di uno strumento, il piano operativo, in grado di indirizzare le strategie di prevenzione e di vigilanza. Anche questo strumento, predisposto dalla Regione Toscana di concerto con tutti i sottoscrittori, è stato illustrato oggi individuando nei settori delle costruzioni, della logistica e dell’agricoltura quelli che, tra gli altri, alla luce dei dati, necessitano delle prime azioni più specifiche.

Va sottolineato che il crescente aumento delle denunce di malattie professionali negli anni può essere letto come  un elemento positivo, da collegare tra l’altro alle azioni messe in campo dalla Regione e alle azioni mirate dei dipartimenti di prevenzione, finalizzate a tutelare i lavoratori, e a garantire loro la possibilità di ottenere i benefici previsti dalla legge.

Il Piano Operativo delle Attività è lo strumento che traduce concretamente una delle idee fondamentali del protocollo: la necessità di un raccordo interistituzionale per rafforzare politiche e azioni per la sicurezza nei luoghi di lavoro e ridurre sempre più il fenomeno infortunistico.  Il Piano, così come emerso oggi, integra le iniziative già assunte dalle parti nei tavoli istituzionali. L’impegno di tutti i sottoscrittori è quello di condividere risorse, conoscenze, esperienze  per rendere più efficace il sistema del monitoraggio.

Non solo. Nel documento, che sarà sempre incentrato sui dati del Report infortuni Inail,  troveranno spazio anche azioni di promozione verso le aziende virtuose che, già adempienti alla normativa, decidono di investire in salute e sicurezza cercando di innalzare il loro livello.
Vanno ricordati anche i bandi di finanziamento Inail alle imprese, in concorso con altri soggetti pubblici e privati coinvolti nella tutela della sicurezza dei lavoratori, con la previsione di iniziative di sostegno finanziario comune.

Sono inoltre previsti anche nuovi impegni in campagne di comunicazione e formazione, con un attenzione particolare rivolta agli studenti degli istituti superiori, per avvicinare il più precocemente possibile i giovani alla cultura della sicurezza sul lavoro, e delle università.
Tra le azioni congiunte previste, anche la redazione di buone prassi e di progetti finalizzati a a fornire alle aziende, in particolare medie e piccole, strumenti e metodi per ridurre i livelli di rischiosità e individuare elementi di innovazione tecnologica per la prevenzione.

 

 

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Strage di piazza Dalmazia. Domani una giornata di eventi a Firenze

Strage di piazza Dalmazia. Domani una giornata di eventi a Firenze

Flash mob, proiezioni, dibattiti e un corteo a Firenze per non dimenticare gli omicidi e i ferimenti a sfondo razzista e xenofobo commessi il 13 dicembre 2011 dall’estremista di destra e simpatizzante di CasaPound Gianluca Casseri.

Alle 12.30 del 13 dicembre 2011, piazza Dalmazia divenne teatro di una vera e propria strage di matrice razzista e xenofoba: Gianluca Casseri, un 50enne esponente dell’estrema destra italiana, uccise con una 357 Magnum due ambulanti senegalesi, Samb Modu e Diop Mor, ferendo alla schiena e alla gola Mustapha Dieng rimasto poi paralizzato e su una sedia a rotelle. Casseri scappò poi a bordo della sua Polo blu dirigendosi verso il centro, dove proseguì nella sua follia omicida sparando a Sougou Mor e Mbenghe Cheike, feriti gravemente, e a un terzo ragazzo che si salvò per miracolo. Immediata la caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine, che riuscirono a individuarlo e a immobilizzarlo nel parcheggio sotterraneo del Mercato Centrale di San Lorenzo intorno alle 15 quando si suicidò. Subito dopo l’accaduto si formarono manifestazioni spontanee di protesta da parte della comunità senegalese, che diventarono un corteo che, da piazza Dalmazia, giunse alla Fortezza da Basso e  si riversò nel centro di Firenze. Una delegazione si diresse invece verso la Prefettura, dove si tenne un incontro tra il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l’allora sindaco Matteo Renzi.

Il 13 gennaio 2012, sul luogo della strage è stata eretta una lapide, ai tre cittadini senegalesi feriti è stata conferita la cittadinanza onoraria.Nel febbraio 2013 Firenze e la Toscana inviarono una delegazione nei villaggi di provenienza di Mdu e Mor, Mont Rolland e Darou, consegnando ai familiari 30 mila euro raccolti da Arci, fondazione Il Cuore si scioglie e Cgil, con i quali si scelse di costruire un consultorio e una scuola.

L’anno scorso in prefettura è stata consegnata la cittadinanza italiana per ‘meriti speciali’ a Ndeye Rokhaya Mbengue, vedova di Samb Modou. Nuovamente colpita da lutto con la perdita di Idy Diene, il 54enne ambulante senegalese ucciso il 5 marzo scorso sul ponte Vespucci dall’ex tipografo in pensione Roberto Pirrone a cui è contestato l’omicidio volontario aggravato da futili motivi. La vedova dei due senegalesi ha ricevuto un contributo straordinario di solidarietà da parte della regione Toscana per il mantenimento della figlia rimasta nel paese d’origine. Quest’anno verrà ricordato anche Idy Diene, e tutte le altre vittime di odio e intolleranza.

A sette anni dalla strage sono previsti anche quest’anno diversi eventi di commemorazione. In mattinata la cerimonia di commemorazione da parte dell’amministrazione comunale. Nel pomeriggio previste poi almeno due iniziative. Una organizzata da Rete degli Studenti Medi, Arci, Cgil e Anpi con ritrovo alle 16:30 in piazza Dalmazia. (16:30, flash mob e coro multietnico CONFUSION in piazza Dalmazia per ricordare Samb Modou e Diop Mor, uccisi dall’estremista di destra Gianluca Casseri il 13 dicembre 2011/ 17:30, presso SMS di Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303, proiezione del documentario “PRIGIONERI SULL’ISOLA” di Valerio Cataldi. Ingresso libero. A seguire interverranno rappresentanti della comunità senegalese e di ospiti di centri Sprar e Cas. Saranno presentiper la Comunità Senegalese: Mor Sougou (uno dei feriti al mercato centrale) Rokhaya Kene Mbengue (vedova di Samb Modou e Idy Diene) Khaly Mbengue (componente associazione)

Alle 18 partirà invece, sempre dalla piazza un corteo indetto da Firenze Antifascista assieme ad altre 9 sigle.

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Strage di piazza Dalmazia. Domani una giornata di eventi a Firenze

Strage di piazza Dalmazia. Domani una giornata di eventi a Firenze

Flash mob, proiezioni, dibattiti e un corteo a Firenze per non dimenticare gli omicidi e i ferimenti a sfondo razzista e xenofobo commessi il 13 dicembre 2011 dall’estremista di destra e simpatizzante di CasaPound Gianluca Casseri.

Alle 12.30 del 13 dicembre 2011, piazza Dalmazia divenne teatro di una vera e propria strage di matrice razzista e xenofoba: Gianluca Casseri, un 50enne esponente dell’estrema destra italiana, uccise con una 357 Magnum due ambulanti senegalesi, Samb Modu e Diop Mor, ferendo alla schiena e alla gola Mustapha Dieng rimasto poi paralizzato e su una sedia a rotelle. Casseri scappò poi a bordo della sua Polo blu dirigendosi verso il centro, dove proseguì nella sua follia omicida sparando a Sougou Mor e Mbenghe Cheike, feriti gravemente, e a un terzo ragazzo che si salvò per miracolo. Immediata la caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine, che riuscirono a individuarlo e a immobilizzarlo nel parcheggio sotterraneo del Mercato Centrale di San Lorenzo intorno alle 15 quando si suicidò. Subito dopo l’accaduto si formarono manifestazioni spontanee di protesta da parte della comunità senegalese, che diventarono un corteo che, da piazza Dalmazia, giunse alla Fortezza da Basso e  si riversò nel centro di Firenze. Una delegazione si diresse invece verso la Prefettura, dove si tenne un incontro tra il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l’allora sindaco Matteo Renzi.

Il 13 gennaio 2012, sul luogo della strage è stata eretta una lapide, ai tre cittadini senegalesi feriti è stata conferita la cittadinanza onoraria.Nel febbraio 2013 Firenze e la Toscana inviarono una delegazione nei villaggi di provenienza di Mdu e Mor, Mont Rolland e Darou, consegnando ai familiari 30 mila euro raccolti da Arci, fondazione Il Cuore si scioglie e Cgil, con i quali si scelse di costruire un consultorio e una scuola.

L’anno scorso in prefettura è stata consegnata la cittadinanza italiana per ‘meriti speciali’ a Ndeye Rokhaya Mbengue, vedova di Samb Modou. Nuovamente colpita da lutto con la perdita di Idy Diene, il 54enne ambulante senegalese ucciso il 5 marzo scorso sul ponte Vespucci dall’ex tipografo in pensione Roberto Pirrone a cui è contestato l’omicidio volontario aggravato da futili motivi. La vedova dei due senegalesi ha ricevuto un contributo straordinario di solidarietà da parte della regione Toscana per il mantenimento della figlia rimasta nel paese d’origine. Quest’anno verrà ricordato anche Idy Diene, e tutte le altre vittime di odio e intolleranza.

A sette anni dalla strage sono previsti anche quest’anno diversi eventi di commemorazione. In mattinata la cerimonia di commemorazione da parte dell’amministrazione comunale. Nel pomeriggio previste poi almeno due iniziative. Una organizzata da Rete degli Studenti Medi, Arci, Cgil e Anpi con ritrovo alle 16:30 in piazza Dalmazia. (16:30, flash mob e coro multietnico CONFUSION in piazza Dalmazia per ricordare Samb Modou e Diop Mor, uccisi dall’estremista di destra Gianluca Casseri il 13 dicembre 2011/ 17:30, presso SMS di Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303, proiezione del documentario “PRIGIONERI SULL’ISOLA” di Valerio Cataldi. Ingresso libero. A seguire interverranno rappresentanti della comunità senegalese e di ospiti di centri Sprar e Cas. Saranno presentiper la Comunità Senegalese: Mor Sougou (uno dei feriti al mercato centrale) Rokhaya Kene Mbengue (vedova di Samb Modou e Idy Diene) Khaly Mbengue (componente associazione)

Alle 18 partirà invece, sempre dalla piazza un corteo indetto da Firenze Antifascista assieme ad altre 9 sigle.

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Migranti: “Entro Natale legge toscana per garantire sanità, istruzione e assistenza”

Migranti: “Entro Natale legge toscana per garantire sanità, istruzione e assistenza”

“Chi è in Toscana, per principio, ha diritto all’assistenza, alla salute e all’istruzione, chiunque sia, immigrato o non immigrato. Per questo, presenteremo prima di Natale una legge regionale che sancisca questo diritto. Ne abbiamo parlato anche ieri in Giunta. Noi vogliamo in modo chiaro lanciare un messaggio che va anche nel senso della protezione di coloro che si adopereranno per assistere, per farsi carico di migliaia di persone che si troveranno da un giorno all’altro senza punto di riferimento”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a margine del meeting annuale sui diritti umani al Mandela Forum di Firenze.

“Lavoriamo su questo – ha spiegato Rossi – con le associazioni che già si fanno carico dell’accoglienza. Spero che si possa aprire un dialogo su questo con la Chiesa. I principi sono che per quanto ci riguarda la sanità è materia concorrente, come l’assistenza sociale e l’istruzione. Vogliamo approvare la legge prima di Natale, per dare un messaggio importante sull’inclusione”. “Non vogliamo buttare per la strada nessuno. E quindi vogliamo riconfermare quanto avevamo già fatto sulla sanità, per cui anche chi non ha la cittadinanza italiana, per noi, ha diritto all’assistenza e anche a un tetto, a un posto dove ricoverarsi e una minestra calda – ha illustrato il presidente della Regione Toscana – Ci sono Comuni che chiudono l’istruzione ai figli di immigrati, noi, per quello che ci riguarda, vogliamo affermare che è un diritto istruirsi e anche formarsi per chi si trova su questo territorio”.

“Noi facemmo una legge che fu appellata dal Governo Berlusconi. La Corte Costituzionale sancì che la salute è un diritto che appartiene alla persona in quanto tale come prevede la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – ha ricordato il governatore della Toscana – Si nasce e si ha diritto all’istruzione, si nasce e si ha diritto a muoversi nel mondo. Sono tutte cose di cui parla la Dichiarazione del 1948. Vi dice nulla rispetto alla situazione presente? Ci dice molto”.

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“Nessuno è nato per odiare”, arriva il meeting dei diritti umani al Mandela

“Nessuno è nato per odiare”, arriva il meeting dei diritti umani al Mandela

Torna l’appuntamento con il Meeting dei Diritti Umani domani11 dicembre nel consueto scenario del Mandela Forum di Firenze.

L’edizione di quest’anno del Meeting dei Diritti Umani si intitolerà “Nessuno è nato per odiare” e narrerà alcuni grandi momenti della storia italiana ed internazionale, come il centenario della nascita di Nelson Mandela, i 70 anni della nostra Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

L’evento conclude il progetto “Costituzione: la nostra carta d’identità 1948 – 2018” che ha coinvolto numerose scuole toscane e si inserisce altresì all’interno del percorso del progetto europeo “Walk the Global Walk” che avrà il suo apice nel mese di maggio 2019 con la Global Walk, una marcia globale per la pace. Saranno presenti  il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, quello della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio, il parroco di Vicofaro (PT) Don Massimo Biancalani e il Sindaco di Riace Domenico Lucano.

Nel corso della mattinata saliranno sul palco Ilaria Bidini paladina dei diritti dei disabili e della lotta al bullismo, Sayak LIaiam Rijkarduno dei vincitori del Premio DIMMI 2018 della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, Enrico Galiano scrittore ed insegnante, Rosy Russo e Edoardo Colomboideatori del Manifesto Parole O_Stili, i vincitori del concorso musicale “Mai in Silenzio: la musica contro la violenza di genere”, Born Free – Nati liberi e il corpo di ballo Rythme Afro – Clayton TheReal.

Le interviste di Chiara Brilli alla vicepresidente Monica Barni, all’assessore comunale Andrea Vannucci, al direttore di Fondazione Sistema Toscana Paolo Chiappini

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