Rossi: stop glifosato, sì agricoltura verde

Rossi: stop glifosato, sì agricoltura verde

 Lo scrive su Facebook Enrico Rossi: “Il governo italiano intervenga subito, noi, come Regione Toscana faremo subito un provvedimento”  Lo scrive su Facebook Enrico Rossi con evidente riferimento alla condanna inflitta alla multinazionale Monsanto

“Stop al glifosato. Sì all”agricoltura verde. Il glifosato, l”erbicida più usato al
mondo, è sotto accusa come cancerogeno. La Monsanto che lo produce, ora della Bayer tedesca, è stata condannata in California. Il governo italiano intervenga subito. Noi, come
Regione Toscana faremo subito un provvedimento per escludere dai premi del Piano di Sviluppo Rurale le aziende che ne facciano uso”. Lo scrive su Facebook Enrico Rossi con evidente riferimento alla condanna inflitta alla multinazionale Monsanto
da un giudice di San Francisco (Usa).

la multinazionale è stata condannata a  pagare 250 milioni di dollari di risarcimento più 39 milioni di danni e altre spese a Dewayne Jonhnson, giardiniere 46enne di una scula di Benicia, in California, che dal 2014 si è ammalato di un linfoma non-Hodgkin, un tumore del sistema linfatico.

Johnson per il suo lavoro di giardiniere usava RoundUp e Ranger Pro, due erbicidi di Monsanto a base di glifosato, sostanza da anni al centro di uno scontro globale tra ambientalisti e attivisti e la multinazionale americana. La decisione dei 12 giurati di San Francisco, che hanno votato all’unanimità, si base sul parere dell’Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, che dal 2015 ha classificato il glifosato come sostanza «probabilmente cancerogena». Le agenzie europee Efsa (che si occupa si sicurezza alimentare) ed Echa, che si occupa della chimica, non hanno invece riscontrato evidenze dalla natura cancerogena del glifosato.

Secondo la giuria, Monsanto ha nascosto «con malizia» gli effetti cancerogeni dei suoi prodotti, che hanno «sostanzialmente» contribuito alla malattia di Johnson. L’azienda americana, a giugno acquisita per 62 miliardi di dollari dalla tedesca Bayer, farà appello contro questa decisione, la prima di questo tipo in oltre 40 anni di storia di utilizzo del glifosato e potenzialmente foriera di altre centinaia di cause analoghe.

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Bekaert, Rossi: aspettiamo urgentemente convocazione da MISE

Bekaert, Rossi: aspettiamo urgentemente convocazione da MISE

Il governatore toscano: “Di Maio si è lasciato prendere la mano e ha voluto rivendicare che il suo cosiddetto ”decreto dignità” d”ora in poi impedirà casi come la Bekaert. E questa è una ”bufala” pazzesca”

“Ci sono cose su cui- dice Rossi-  persino Di Maio diventa uno statista. Anche se poi continua a dire bugie. Come ieri, davanti ai lavoratori della Bekaert a cui ha promesso di reintrodurre la cassa integrazione straordinaria per tutti i casi di cessazione attività, che il Jobs Act ha tolto. Sarebbe intelligente che i deputati e i senatori del centrosinistra accogliessero seriamente la proposta di Di Maio e lo sfidassero a essere coerente. Per ora ha parlato così solo Cesare Damiano.
Poi però, ieri, Di Maio si è lasciato prendere la mano e ha voluto rivendicare che il suo cosiddetto ”decreto dignità” d”ora in poi impedirà casi come la Bekaert. E questa è una ”bufala” pazzesca. Carissimo ministro, grazie per la tua venuta. Ora aspettiamo urgentemente la convocazione a Roma”. Lo scrive il presidente della Toscana Enrico Rossi su Fb.
“Per ora, se vogliamo parlare di cose concrete – aggiunge Rossi -, è stata la Regione Toscana ad ottenere l”unico risultato dall”azienda Bekaert, ottenendo il rinvio di un mese
dei licenziamenti che altrimenti sarebbero avvenuti già a settembre”.

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Rapinato padre del governatore della Toscana Enrico Rossi

Rapinato padre del governatore della Toscana Enrico Rossi

Cascine di Buti (Pisa), tre uomini con il volto travisato da passamontagna hanno compiuto una rapina la scorsa notte in casa del padre del governatore della Toscana, Enrico Rossi. I malviventi, armati di cacciavite, sono stati sorpresi all’interno dell’abitazione e sono fuggiti portando via 5 mila euro in contanti che erano custoditi nella cassaforte dell’abitazione. Ziello (Lega): “ Forse adesso Rossi capirà la necessità di una legge su difesa”.

Sull’episodio indagano i carabinieri. Secondo quanto riferito ai militari in sede di denuncia da Angelo Rossi, padre del governatore, e dalla compagna di 82 anni, i tre, che probabilmente credevano che l’abitazione fosse vuota, sono penetrati in casa forzando una finestra e dopo avere aperto la cassaforte e arraffato il denaro sono stati sorpresi dalla donna alla quale hanno sottratto anche tre anelli. Hanno poi tentato di sfilare un orologio dal polso di Rossi che ha però reagito mettendoli in fuga. I due anziani sono incolumi e i tre malviventi, che probabilmente credevano che l’abitazione fosse vuota, sono fuggiti con i soldi e gli anelli.

Edoardo Ziello, deputato della Lega, commentando la vicenda ha affermato: “Forse adesso Rossi comprenderà la bontà della nostra proposta sulla legittima difesa e che in Italia, purtroppo, per colpa di politiche sbagliate, volute dalla sinistra, siamo già nel far west. Stiamo lavorando per rafforzare, ancora di più, la sicurezza in tutto il Paese, grazie al grande lavoro del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini”.

“Degli stranieri, dopo essersi intrufolati nell’abitazione del padre del Governatore, Enrico Rossi, hanno provato a rapinarlo – afferma Ziello – Soltanto grazie alla reazione dell’uomo i malviventi sono fuggiti. Mi dispiace per l’accaduto e mando la mia solidarietà al Governatore e ai suoi familiari”.

Rossi ha controbattuto in una nota: “Trovo francamente fuori luogo la solidarietà pelosa che mi esprime la Lega, strumentalizzando una vicenda negativa occorsa a mio padre novantenne e alla sua compagna. Questo episodio, come altri che sono accaduti anche a me, mi convincono che meno armi sono in circolazione (e meno se ne favorisce l’uso), meglio è per la vita e la sicurezza di tutti. La reazione di mio padre è stata esemplare. Ringrazio i Carabinieri e confido nel lavoro delle forze dell’ordine”.

 

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Bekaert, sospesi licenziamenti per un altro mese. Uliano (CISL): ora negoziato serio

Bekaert, sospesi licenziamenti per un altro mese. Uliano (CISL):  ora negoziato serio

Il sì di Bekaert alla proroga dei termini della procedura di licenziamento degli operai dello stabilimento di Figline Valdarno (Firenze) del gruppo belga, è arrivato oggi in occasione del primo incontro in sede istituzionale, presso l’Agenzia regionale Toscana per l’impiego a Firenze, sulla procedura di licenziamento. In occasione della riunione è stato concordato che le parti si ritroveranno il 3 settembre, data dalla quale ripartiranno i termini della procedura.

Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl, ha commentato così il risultato ottenuto: “Siamo riusciti ad evitare che il 4 settembre partissero le lettere di licenziamento per i 318 dipendenti” della Bekaert. “Ora si apra un negoziato serio”.

“Non era scontato- prosegue Uliano- l’azienda aveva rifiutato anche davanti al Ministro Di Maio la richiesta di sospensione. Ora in sede regionale, grazie alle iniziative dei lavoratori e alla nostra pressione, ha accolto la richiesta di allungare la fase di confronto con le organizzazioni sindacali fino al 3 ottobre 2018”.

“I problemi rimangono, la vertenza è difficile e molto complicata per il rilevante impatto occupazionale e perché l’azienda non ha modificato la propria posizione. L’azienda – sottolinea il sindacalista – non può pensare di scaricare addosso ai lavoratori gli effetti delle sue scelte, deve aprire con il sindacato un confronto vero ed assumersi tutte le responsabilità sociali verso i lavoratori e verso il territorio”- ha concluso Uliano.

Anche il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi ha commentato la vicenda: “Siamo di fronte ad una prima, se pur insufficiente, apertura da parte di Bekaert. Una dilazione che era dovuta, anche solo per buon senso, dato che si evita il confronto a Ferragosto”.

“Ora – aggiunge Rossi – ci aspettiamo che al prossimo incontro, con ragionevolezza e senso di responsabilità verso un territorio e lavoratori che tanto hanno dato in termini di competenza e impegno lavorativo, alla Pirelli prima ed alla Bekaert dopo, venga accolta la richiesta che ripropongo, e che è presente nella posizione dei lavoratori e dei sindacati, per una sospensione più lunga della procedura che possa permettere di verificare e costruire soluzioni serie e credibili per un futuro produttivo del sito di Figline e per il lavoro dei dipendenti coinvolti dai licenziamenti. La Regione come sempre farà la sua parte”.

Le organizzazioni sindacali, si legge inoltre in una nota della regione, pur concordando sulla dilazione di un mese, hanno ribadito che si tratta di tempi non congrui per un vero progetto di reindustrializzazione del sito di Figline.

“Lo  slittamento di un mese è  utile ma non sufficiente” dichiara invece Daniele Calosi, segretario fiorentino della Fiom, “Si tratta comunque della prova che la determinazione della Fiom e dei lavoratori paga e che la procedura può essere modificata o anche ritirata. Il nostro obiettivo, come sosteniamo coerentemente dal 22 giugno, resta la reindustrializzazione del sito produttivo e la salvaguardia dell’occupazione. La Fiom chiederà un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico prima del 3 settembre ed esorta sin da ora il Governo ad utilizzare il tempo guadagnato per giocare un ruolo vero in questa trattativa. Se il Ministro Di Maio è davvero contro le delocalizzazioni metta da parte gli slogan, si presenti al tavolo e ce lo dimostri coi fatti. La Fiom siederà al tavolo per contrattare il lavoro, non le buone uscite.

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Vaccini: Rossi, se rinvio obbligo faremo legge ad hoc

Vaccini: Rossi, se rinvio obbligo faremo  legge ad hoc

‘Avevamo gia’ predisposto una legge per la copertura vaccinale, mandata in Consiglio, poi e’ venuta legge nazionale e l’abbiamo tenuta ferma’. Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, intervenendo a ‘Radio anch’io’ su Radio1

Il presidente della regione Toscana Enrico Rossi ha annunicato che ” se ci sara’ un rinvio a livello nazionale delle disposizioni sull’obbligo, la Toscana procedera’ all’approvazione della sua legge regionale”.    ‘Penso che un paese-Arlecchino dovremmo evitarlo su questo tema, perche’ poi come sempre a rimetterci sono le regioni piu’ in difficolta’, generalmente le regioni del Sud’, ha detto Rossi, secondo cui pero’ ‘noi valuteremo bene quello che uscira’ fuori o meno’ dal Parlamento sull’eventuale rinvio, ‘e se ci sono le condizioni faremo ricorso alla Consulta, approvando la nostra legge che avevamo mandato al Consiglio regionale, che riconfermal’obbligatorieta”.

 “Sento parlare di ‘obbligatorietà flessibile’, ma con gli ossimori non si governa”, ha aggiunto Rossi, secondo cui a livello politico “c’è un ripiego che viene fatto dal M5s, aveva già iniziato la ministra Grillo a depotenziare” l’obbligo “con l’autocertificazione, ora si rimanda di un anno l’obbligatorietà”. Per il governatore toscano, ospite della trasmissione coi colleghi di Liguria (Giovanni Toti) e Friuli-Venezia Giulia (Massimiliano Fedriga), favorevoli al rinvio, “è singolare che i miei colleghi dicano ‘siamo favorevoli, però’: il però, in italiano, cancella la frase precedente. Ci si appella a una minoranza, che fu alimentata dagli spettacoli di Beppe Grillo contro i vaccini: non è il modo giusto per governare, a mio parere”.
Secondo Rossi, “i pareri scientifici sono tutti d’accordo su questo, le vaccinazioni devono essere fatte. In Toscana con convenzione possono farlo anche i pediatri, non c’è nessuna fila, non c’è nessun problema particolare a gestire queste situazioni: abbiamo anche l’anagrafe vaccinale regionale che ha consentito alle autorità scolastiche di venire sul sito e vedere la posizione dei loro istituti”.

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