Rossi (LEU): cosa si aspetta a creare un nuovo partito di sinistra?

Rossi (LEU): cosa si aspetta a creare un nuovo partito di sinistra?

Lo scrive su facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (Leu). “La sinistra non può essere fuori dal dibattito politico e non sentire la responsabilità di dare un governo al Paese”

“Guardo con interesse al dibattito interno alla sinistra del Pd, ma mi chiedo che altro deve accadere ancora perché ci si decida tutti insieme a costruire un partito nuovo, oltre il Pd e oltre Leu? Un partito che ancor prima che pensare a stare all’opposizione deve impegnarsi a fare opposizione, nelle fabbriche, tra i disoccupati e i precari, nella scuola, nella sanità e nelle aree del paese più in crisi”. Lo scrive su facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (Leu). “La sinistra non può essere fuori dal dibattito politico e non sentire la responsabilità di dare un governo al Paese – aggiunge Rossi – ma se non riesce a insediarsi nella società e tra i ceti popolari, suscitando una nuova speranza di cambiamento, la frattura con essi rischia di approfondirsi ancora di più”. Per il governatore toscano, “continuare a discutere soltanto del governo è un modo per dare a Renzi la possibilità di riemergere nel gioco politico, evitando ogni discussione sulle ragioni della sconfitta che, prima di tutto, stanno nell’avere spostato il Pd verso la destra”.

“Ieri sera – sottolinea ancora Rossi – Renzi ha detto no a M5s, incolpando gli italiani che al referendum non hanno votato come lui voleva, e facendo capire che nel Pd è ancora lui a comandare. Non una parola critica sulle scelte del suo governo che hanno portato al trionfo di Lega e M5s”. “Intanto – conclude – dove si vota, il Pd prende altre scoppole e Leu in molti casi neppure si presenta. Stravince la destra che, con queste tendenze, alle prossime politiche potrebbe guadagnare la maggioranza assoluta dei seggi”.

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Grave incidente sul lavoro in Maremma, schiacciato da benna escavatore 

Grave incidente sul lavoro in Maremma, schiacciato da benna escavatore 

Un uomo di 66 anni è rimasto schiacciato dalla benna dell’escavatore mentre stava lavorando  nei campi dell’agriturismo di sua proprietà nella zona di Borgo Bernabei a Buriano, nel comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto).

E’ stato il cognato, che non lo vedeva tornare al capannone, a trovarlo a terra schiacciato dal braccio dell’escavatore. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e l’elisoccorso Pegaso che ha trasferito il 66enne alle Scotte di Siena dove si trova ora ricoverato in gravi condizioni.

“Morti bianche e infortuni sul lavoro non accadono per fatalità ma per lassismo e noncuranza, di cui è responsabile anzitutto la classe dirigente, quella datoriale e quella che ha ruoli di direzione istituzionale. Siamo ormai in presenza di una vera e propria mattanza dei lavoratori. Chiamerò, per quel che mi compete, ciascuno alle proprie responsabilità”. Lo afferma il presidente della Toscana Enrico Rossi in vista del Primo maggio e della manifestazione nazionale dei sindacati a Prato, alla quale sarà presente anche
il Gonfalone della Regione, dedicata ai temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In generale, sottolinea il governatore in una nota, “laddove si lavora con impegno la mortalità si riduce fino ad azzerarsi. E questo deve essere fatto ovunque”. Per Rossi, “l’aumento dello sfruttamento dei lavoratori corrisponde all’intensificazione dei
tempi e dei ritmi, la mortalità e la loro insicurezza è un indice del maggiore sfruttamento”. “In questi anni il lavoro e i diritti dei lavoratori sono stati svalutati. Si è pensato giustamente alla mancanza del lavoro ma troppo poco alla qualità del lavoro e alla sicurezza”. Ora, conclude, “dobbiamo batterci per scongiurare che i costi di questa crescita con poca occupazione gravino interamente sul lavoro esistente, con l’indebolimento delle tutele e dei diritti e con particolare attenzione alle condizioni dei lavoratori più anziani e delle aziende in crisi e ai nuovi lavoratori immersi in un oceano di precarietà”.

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Grave incidente sul lavoro in Maremma, schiacciato da benna escavatore 

Grave incidente sul lavoro in Maremma, schiacciato da benna escavatore 

Un uomo di 66 anni è rimasto schiacciato dalla benna dell’escavatore mentre stava lavorando  nei campi dell’agriturismo di sua proprietà nella zona di Borgo Bernabei a Buriano, nel comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto).

E’ stato il cognato, che non lo vedeva tornare al capannone, a trovarlo a terra schiacciato dal braccio dell’escavatore. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e l’elisoccorso Pegaso che ha trasferito il 66enne alle Scotte di Siena dove si trova ora ricoverato in gravi condizioni.

“Morti bianche e infortuni sul lavoro non accadono per fatalità ma per lassismo e noncuranza, di cui è responsabile anzitutto la classe dirigente, quella datoriale e quella che ha ruoli di direzione istituzionale. Siamo ormai in presenza di una vera e propria mattanza dei lavoratori. Chiamerò, per quel che mi compete, ciascuno alle proprie responsabilità”. Lo afferma il presidente della Toscana Enrico Rossi in vista del Primo maggio e della manifestazione nazionale dei sindacati a Prato, alla quale sarà presente anche
il Gonfalone della Regione, dedicata ai temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In generale, sottolinea il governatore in una nota, “laddove si lavora con impegno la mortalità si riduce fino ad azzerarsi. E questo deve essere fatto ovunque”. Per Rossi, “l’aumento dello sfruttamento dei lavoratori corrisponde all’intensificazione dei
tempi e dei ritmi, la mortalità e la loro insicurezza è un indice del maggiore sfruttamento”. “In questi anni il lavoro e i diritti dei lavoratori sono stati svalutati. Si è pensato giustamente alla mancanza del lavoro ma troppo poco alla qualità del lavoro e alla sicurezza”. Ora, conclude, “dobbiamo batterci per scongiurare che i costi di questa crescita con poca occupazione gravino interamente sul lavoro esistente, con l’indebolimento delle tutele e dei diritti e con particolare attenzione alle condizioni dei lavoratori più anziani e delle aziende in crisi e ai nuovi lavoratori immersi in un oceano di precarietà”.

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Parata SS a Cascina: Rossi “celebrino anarchico Comaschi e non divise tedesche”

Parata SS a Cascina: Rossi “celebrino anarchico Comaschi e non divise tedesche”

“A Cascina mi ricordo che Comasco Comaschi, un anarchico ebanista, era un ardito del popolo, fu barbaramente ucciso nel 1922. A Cascina più che le divise tedesche è meglio celebrare Comasco Comaschi, i cui funerali videro la partecipazione di tutta la città”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commentando con i giornalisti le polemiche su una rievocazione storica della Seconda guerra mondiale con le divise delle ”Panzer-division” a Cascina (Pisa), che si terrà oggi.

“Quando la città è stata governata per tanti anni e decenni da partiti democratici, Comaschi – sottolinea Rossi – è stato ricordato con un ceppo che è stato posto sul viale che porta il suo nome, in un posto che è centralissimo. Questa, è la storia che dobbiamo ricordare. Su questa storia dobbiamo far crescere le nuove generazioni. Non ci riusciranno con le buffonate e gli sfregi a cancellarla. Dovranno arretrare su questo fronte”. Il presidente della Toscana ricorda che “ci hanno già provato nel 1994, ci stanno riprovando ora a tagliare le nostre radici. Mando un messaggio: non ci riusciranno”.

Secondo Rossi, la rievocazione storica che si terrà a Cascina, Comune il cui sindaco è la leghista Susanna Ceccardi, è sulla stessa “delle celebrazioni senza la presenza dei sindaci, di strade che si vogliono dedicare ad Almirante”, e “a tutto questo dobbiamo opporci con serietà, con fermezza, perché rischiamo di segare l’albero su cui siamo seduti: la Costituzione che siamo impegnati a realizzare e che è antifascista”.

Anche i Giovani democratici di Pisa si inseriscono nella polemica scoppiata a Cascina per la rievocazione storica  “1944. Quando passo’ il fronte”, in cui sono previsti anche figuranti con divise tedesche. Un’iniziativa, sottolineano, che “condanniamo con forza”. Perche’ aggiungono, “e’ impensabile far passare per una rievocazione storica quella che e’, nei fatti, una parata militare che prevede l’esposizione di simboli delle SS con caratteri gotici a sfondo nero” nei giorni a ridosso del 25 aprile. “Iniziative del genere- continuano i giovani dem pisani segnano un contrasto stridente con le celebrazioni tenute in questi giorni in tutta la provincia di Pisa, per ricordare il valore e l’importanza storica della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo. Per questo, appoggiamo la richiesta fatta alla prefettura di Pisa di vietare lo svolgimento di una manifestazione apologetica che offende la dignita’ e la storia politica di tutti coloro che hanno combattuto in passato per garantire la liberta’ alle generazioni future”.

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25 aprile: Toscana, una firma contro i neofascismi

25 aprile: Toscana, una firma contro i neofascismi

In Parlamento oggi “penso che ci sia chi si richiama esplicitamente all’ideologia del fascismo, c’è chi fa molta confusione e sostanzialmente mette tutti sullo stesso piano”. Lo ha affermato Enrico Rossi (LeU), presidente della Regione Toscana, parlando a margine della presentazione delle celebrazioni per il 25 aprile in Toscana.
Alla vigilia della festa della Liberazione d’Italia dall’occupazione tedesca e nazifascista, la Regione  Toscana ha firmato  con Anpi, l’associazione dei partigiani, Aned (ex deportati nei campi nazisti), Arci regionale  e Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea un protocollo di collaborazione nel nome della memoria e dell’antifascismo, cardine della Costituzione repubblicana.

“E’ il prosieguo di un lavoro già autonomamente portato avanti dalla cinque istituzioni e associazioni – commentano il presidente della Toscana Enrico Rossi e la vice presidente ed assessore alla cultura Monica Barni – Insieme vogliamo costruire un argine e vigileremo come sentinelle di fronte alla preoccupante crescita di comportamenti e affermazioni che sfociano nell’apologia di fascismo e nella discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. Assistiamo infatti in Italia, ma anche purtroppo in Toscana, al moltiplicarsi di rigurgiti fascisti, minacce e intimidazioni”. “Il fascismo – si sofferma Rossi – è la negazione di una società inclusiva e noi vogliamo combatterlo sul piano culturale e morale ma anche su quello penale, perchè ci sono leggi che vanno applicate”.

L’accordo, sottoscritto oggi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione, sancisce infatti anche la collaborazione tra i firmatari del protocollo e l’Agenzia di informazione della Giunta regionale Toscana Notizie nell’attività di monitoraggio dei media e del web, prevedendo, in presenza dei presupposti, la facoltà per la Regione di costituirsi parte civile nei processi a fronte delle segnalazioni. Anpi, Arci, Aned e Isrt contribuiranno in particolare fornendo la documentazione su fatti, iniziative, attività di singoli o di gruppi organizzati che si configurino per il carattere fascista, razzista e xenofobo.

Insieme alla Regione tutti e quattro si impegneranno inoltre a definire congiuntamente un programma annuale di iniziative rivolte ai cittadini toscani, in particolare alle giovani generazioni, volte a diffondere la consapevolezza dei valori di libertà, democrazia, uguaglianza e solidarietà che sono alla base della Costituzione e a favorire il riconoscimento e l’opposizione agli atti e iniziative che ne minacciano l’integrità. Cultura ed educazione sono infatti parte essenziale nell’azione di contrasto rispetto a simili rigurgiti di odio e razzismo.

Se non ci conosce la storia  si rischia di fare confusione, è stato ripetuto stamani un po’ da tutti: un impegno da questo punto di vista, da parte della Regione, che si inserisce in un solco di attività sistematiche e di lunga durata.  “Va in questa direzione la scelta di ospitare a Firenze, in modo permanente, il Memoriale italiano dei deportati ad Auschwitz” ricorda Rossi. “Lo stesso  spirito – prosegue Barni – con cui oggi in giunta abbiamo rifinanziato le attività legate al Treno della Memoria, con la summer school di agosto rivolta agli insegnanti e poi il convoglio, con cinquecento studenti delle superiori, che ripartirà a gennaio 2019 verso i luoghi della deportazione”.

Altre iniziative legate all’intesa siglata stamani e per cui si potranno attivare le competenze  dell’Agenzia di informazione Toscana Notizie riguarderanno eventuali percorsi didattici relativi all’uso corretto dei social e la lettura consapevole e critica dei media, a partire dal dilagare delle cosiddette ‘fake news’ a contenuto fascista e razzista. Tutto questo avverrà anche con il supporto degli organismi professionali. L’attività di monitoraggio dell’osservatorio sarà oggetto di report semestrali.

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