Massa Carrara, Fc Imballaggi: 52 operai a rischio

Massa Carrara, Fc Imballaggi: 52 operai a rischio

La Fc Imballaggi il primo agosto 2015 aveva preso in subappalto dalla BCube il servizio di imballaggio e logistica all’interno della Ge. La stessa Bcube ha poi subappaltato questi servizi ad altre aziende che oggi sono tutte in difficoltà mettendo a rischio 52 operai della sede di Massa.

Secondo quanto spiegano Fiom, Fim e Uilm di Massa Carrara il nodo da sciogliere sta nella BCube (la prima ditta a cui la Nuovo Pignone ha appaltato negli anni numerosi servizi), che oggi non è più in grado di reggere i numerosi subappalti, avendo al suo interno circa 60 esuberi da ricollocare. Gli operai della Fc Imballaggi hanno effettuato 8 ore di sciopero e interrotto il traffico stradale per qualche minuto, in segno di protesta, gridando “lavoro”, all’ingresso della zona industriale di Massa Carrara Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro urgente con le istituzioni locali e con il presidente della Regione Enrico Rossi.

La scorsa settimana avevano scioperato i lavoratori della Vivaldi e Cardino, dove le procedure di licenziamento sono 13, mentre gli operai della Logistic&Painting sono già in cassa integrazione da un mese.

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Via Almirante, Parrini: a Grosseto si fa bullismo dedicatorio 

Via Almirante, Parrini:  a Grosseto si fa bullismo dedicatorio 

Per  il senatore Dem si tratta di “una scelta che scandalizza e indigna, a maggior ragione a pochi giorni dal 25 aprile”. Critico anche il Governatore Enrico Rossi:Chiedo che sotto il suo nome sia scritto: ‘fascista e collaboratore con gli occupanti nazisti’

 “Una scelta che scandalizza e indigna, a maggior ragione a pochi giorni dal 25 aprile. Mi riferisco all’indecorosa trovata toponomastica del sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna: far confluire in uno spazio da intitolare alla ‘Pacificazione nazionale’ due vie intestate a Giorgio Almirante e a Enrico Berlinguer. Siamo di fronte a un bullismo dedicatorio che più che un atto di pacificazione nazionale sembra una pagliacciata locale”. Lo scrive, su facebook, il senatore del Pd Dario Parrini. “Accostare Almirante a Berlinguer, dirigente di un partito cofondatore della Repubblica italiana nata dalla sconfitta del regime fascista di cui Almirante faceva parte, è una vergogna colossale” aggiunge Parrini, che chiosa:  “definire ‘illiberali’ le persone che condannano la mozione approvata dal Consiglio comunale grossetano è cosa priva di senso: perché non c’è niente di liberale e di libertario, e men che meno di serio, nel tentativo di costruire rappresentazioni distorte e ridicole della storia del nostro Paese”. Inoltre, dice ancora, “l’escamotage della pacificazione nazionale fa cadere le braccia.
 “La maggioranza di centrodestra del comune di Grosseto ha deciso di intitolare una strada a Giorgio Almirante. Chiedo che sotto il suo nome sia scritto: ‘fascista e collaboratore con gli occupanti nazisti’, come attesta il documento rinvenuto nel 1971 dagli storici dell’Università di Pisa, pubblicato da l’Unità e confermato in sede processuale nel 1974” scrive invcece su FB il presidente Rossi.
“C’era davvero bisogno di questa dimostrazione? Me lo chiedo e lo chiedo alla maggioranza grossetana che ieri ha messo in scena un altro, l’ennesimo, pietoso teatrino come una corsa a chi è più autenticamente fascista contemporaneo. Non c’era bisogno. Nel braccio di ferro tra le varie sfumature di destra che animano il Consiglio comunale ci perde la città”. Afferma il capogruppo Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras. “A chiunque è apparso senza senso imboccare questa strada – aggiunge Marras in una nota – solo per rispondere ad una provocazione fatta apposta per dividere la destra al potere e la maggioranza, assecondandola, ha fatto un errore tattico, che diventa anche istituzionale e storico, i cui effetti si ripercuotono sulla collettività”. Anche “proporre la pacificazione nazionale è un vero e proprio vizio del centrodestra – dice ancora -, e farlo dopo settanta anni di libertà conquistata è un gesto davvero sgradevole”.

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“Eravamo tanto amati”: arriva in libreria, anteprima documentario a La Compagnia

“Eravamo tanto amati”: arriva in libreria, anteprima documentario a La Compagnia

ERAVAMO TANTO AMATI. La sinistra italiana ‘verso’ i trent’anni dalla Svolta della Bolognina di Domenico Guarino, Andrea Lattanzi, Andrea Marotta (Edizioni Effigi). Esce in libreria l’attesa inchiesta giornalistica con testimonianze inedite e l’ultima intervista a Riccardo Conti. Doppio appuntamento a Firenze.

Riccardo Conti. Fotogramma del documentario

Ventiquattro politici, intellettuali ed artisti raccontano il loro amore ‘rosso’ nel libro di Domenico Guarino e Andrea Marotta.

– Prima presentazione in occasione della Giornata Mondiale del Libro –
Lunedì 23 aprile 2018 ore 19, Caffé Letterario Le Murate, Firenze. In collaborazione con La Nottola di Minerva. Coordina Paola Catani Gagliani, capo servizio Ansa Firenze.

Il progetto editoriale vede anche la nascita di
un videodocumentario a cura di Andrea Lattanzi che sarà proiettato in anteprima
Domenica 29 aprile 2018 ore 19.00 al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze
(proiezione, a seguire presentazione del progetto e dibattito con gli autori)
-ingresso gratuito –

Achille Occhetto. Fotogramma del documentario

Alle elezioni del marzo 2018, il PD ottiene circa 8 milioni di voti. Quasi gli stessi raggiunti dal PDS, nel 1992, al suo debutto dopo il sofferto scioglimento del PCI. A trent’anni dalla Bolognina, quando il più grande partito comunista d’Europa decise di cambiare nome, la Toscana rimane l’unica regione in cui gli eredi di quella tradizione, nata proprio a Livorno nel 1921, vincono e conservano una egemonia territoriale.

Cosa è accaduto in questi anni? La svolta lanciata nel 1989, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, ha tradito le aspettative? E’ possibile riconquistare quel consenso? Abbiamo cercato queste risposte proprio nella “rossa” Toscana, tra alcuni dei protagonisti di allora e di oggi. Ventiquattro interviste in tutto. Politici, docenti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e della cultura. Per capire dove stia andando oggi la sinistra in Italia.

Eravamo tanto amati non è una presa d’atto dell’esistente, ma un’analisi giornalistica a più voci per capire il futuro. La crisi del PD, e delle altre forze derivate dall’esplosione del PCI negli anni (da Rifondazione Comunista a SeL, da Sinistra Arcobaleno fino a LeU e Potere al Popolo), sancita dalle tornate elettorali degli ultimi dieci anni, diventa lo specchio di una radicale trasformazione degli assetti politici nel nostro Paese.

Per questo, all’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, continuiamo a chiederci se sia possibile per una forza politica – una qualsiasi forza politica – raccogliere, anche in parte, quell’eredità del PCI, a cominciare non solo dalla parte forse più attuale del patrimonio ideologico (per esempio il sostegno alle fasce deboli, l’attenzione al mondo del lavoro, l’interclassismo, l’abilità di coniugare il governo delle cose concrete con una tensione ideale e, in qualche modo, utopica) ma soprattutto di un elemento che oggi, nel dibattito complessivo, latita a qualsiasi livello: la capacità di suscitare il rispetto. Quello che il PCI si vedeva riconosciuto, primi tra tutti, dai suoi avversari.
(Sinossi a cura degli autori)

Con la partecipazione di: Sabatino Cerrato, Riccardo Conti, Mario Tredici, Maurizio Boldrini, Michele Ventura, Guelfo Guelfi, Dalida Angelini, Vannino Chiti, Giovanni Gozzini, Sergio Staino, Paolo Fontanelli, Rosa Maria Di Giorgi, Fabio Mussi, Fabio Picchi, Alessandro Benvenuti, Mario Ricci, Daniela Lastri, Graziano Cioni, Fabio Evangelisti, Gabriella Piccinni, Enrico Rossi, Monica Sgherri, Filippo Nogarin, Achille Occhetto

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Siria: bandiera della pace esposta su palazzo Regione Toscana

Siria: bandiera della pace esposta su palazzo Regione Toscana

La bandiera della pace sventola da stamani sul palazzo in piazza del Duomo a Firenze della presidenza della Regione Toscana. A decidere di esporre la bandiera, insieme al vessillo con il Pegaso, il tricolore e quello dell’Unione europea, il governatore toscano Enrico Rossi
in seguito al precipitare della situazione in Siria, con l’attacco nella notte di Stati Uniti, Gran Bretagna e, si spiega, la risposta verbale della Russia che “non si è fatta attendere: ”Violazione del diritto internazionale e attacco alla sovranità siriana”.

Bandiera della pace esposta anche sul palazzo comunale di Poggio a Caiano (Prato), per decisione dell’amministrazione: “Si stanno vivendo in queste ore – spiega una nota – momenti di estrema gravità per il conflitto che ormai da troppi anni si sta
svolgendo in Siria, con alcune zone del Paese continuamente sottoposte a bombardamenti dalle parti in conflitto e che sta provocando migliaia di morti fra i cittadini più indifesi come
le donne, gli anziani ed i bambini. Particolare preoccupazione è poi rivolta all”escalation delle tensioni fra le nazioni più potenti che, anche in seguito ai bombardamenti di questa notte, rischia di provocare un gravissimo e pericolosissimo conflitto mondiale”.

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Siria: bandiera della pace esposta su palazzo Regione Toscana

Siria: bandiera della pace esposta su palazzo Regione Toscana

La bandiera della pace sventola da stamani sul palazzo in piazza del Duomo a Firenze della presidenza della Regione Toscana. A decidere di esporre la bandiera, insieme al vessillo con il Pegaso, il tricolore e quello dell’Unione europea, il governatore toscano Enrico Rossi
in seguito al precipitare della situazione in Siria, con l’attacco nella notte di Stati Uniti, Gran Bretagna e, si spiega, la risposta verbale della Russia che “non si è fatta attendere: ”Violazione del diritto internazionale e attacco alla sovranità siriana”.

Bandiera della pace esposta anche sul palazzo comunale di Poggio a Caiano (Prato), per decisione dell’amministrazione: “Si stanno vivendo in queste ore – spiega una nota – momenti di estrema gravità per il conflitto che ormai da troppi anni si sta
svolgendo in Siria, con alcune zone del Paese continuamente sottoposte a bombardamenti dalle parti in conflitto e che sta provocando migliaia di morti fra i cittadini più indifesi come
le donne, gli anziani ed i bambini. Particolare preoccupazione è poi rivolta all”escalation delle tensioni fra le nazioni più potenti che, anche in seguito ai bombardamenti di questa notte, rischia di provocare un gravissimo e pericolosissimo conflitto mondiale”.

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