Alluvione Livorno: consiglieri opposizione, sindaco si dimetta

Alluvione Livorno: consiglieri opposizione, sindaco si dimetta

Nogarin: “C’è bisogno di risposte non di speculazioni”. Rossi, a disposizione prestiti fino a 20mila euro.

I consiglieri di opposizione in consiglio comunale a Livorno hanno chiesto oggi nel corso dei loro interventi in assemblea le dimissioni del sindaco Filippo Nogarin in seguito tragici eventi alluvionali che hanno portato otto morti e devastazione in città.
“Per una sola questione morale e di dignità umana – ha detto il capogruppo del Pd in
consiglio Pietro Caruso rivolto a Nogarin – lei si dovrebbe dimettere”.
“Sicuramente il peso di quello che è successo può portare a una riflessione del genere ma la città ha bisogno di risposte non di speculazioni politiche”, ha risposto il sindaco Filippo
Nogarin parlando con i giornalisti a margine del consiglio.
“Io non ho intenzione di dimettermi – ha aggiunto – presenteranno una mozione di sfiducia e la voteremo. C’è bisogno di un’assunzione di responsabilità – ha proseguito Nogarin – che è quella di proseguire il mandato e non aprire una fase di commissariamento. Certo ci sarà necessità di fare chiarezza su tutta la vicenda, sono favorevole alla istituzione di una commissione di indagine. Mi sento di ringraziare tutte le persone che si sono attivate quella notte. Non è vero che il sindaco non c’era”.
Poi sulla vicenda della app di allerta ricevuta si e’  giustificato così: “Oggettivamente – ha spiegato Nogarin – ho firmato questa presa in carico a dicembre, ma io non lo ricordavo nemmeno. Firmo centinaia di atti e quella app che di fatto non avrebbe cambiato l’esito di quella notte, di fatto non l’ho installata e non so dove siano le credenziali”.
Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato oggi pomeriggio dopo l’incontro con le categorie economiche e i rappresentanti della Camera di Commercio: “Abbiamo deciso di mettere subito a disposizione prestiti fino a 20 mila euro per piccole imprese e partite Iva danneggiate dall’alluvione che ha colpito l’area livornese”.
Sarà Fidi Toscana a concedere da un minimo di 5mila ad un massimo di 20mila euro a chi ne farà richiesta. Non serviranno garanzie, ma soltanto dimostrare di aver subito danni in seguito all’alluvione. Per due anni non si dovrà restituire niente, poi si potrà scegliere di restituire, a tasso zero, la somma ricevuta, a rate e in un periodo variabile da tre a dieci anni.
“Occorre sottolineare – spiega il presidente Rossi – che è una misura cumulabile con le richieste di danni. Si tratta semplicemente di un prestito, di un aiuto aggiuntivo ed immediato, che la Regione Toscana ha deciso di offrire ai livornesi. Quanto ai tempi, entro una settimana o dieci giorni daremo la risposta a chi ha presentato la domanda, ed entro altre tre settimane ci impegniamo ad erogare materialmente i fondi”.
Da lunedì sarà possibile presentare le richieste presso la nuova sede del suo ufficio che il commissario Enrico Rossi ha aperto a Livorno in via Nardini 31, nel palazzo del Genio civile.
“Da lunedì prossimo e ogni settimana fino al venerdì – ha spiegato Rossi -, sarà possibile venire qui dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17 ed essere aiutati nel disbrigo delle pratiche legate all’alluvione. Qui, sempre da lunedì, sarà in funzione anche uno sportello di Fidi Toscana per la presentazione da parte delle Pmi e dei professionisti danneggiati, delle domande di concessione di microcredito fino a 20.000 euro”.
Il presidente Rossi si è poi soffermato sulla necessità di accelerare i tempi di quella che ha chiamato “la ricognizione dei danni”. “Dobbiamo presentare un resoconto – ha precisato – entro il 15 ottobre, per non perdere la possibilità di rientrare negli stanziamenti possibili con la legge di bilancio. Altrimenti dovremo riparlarne l’anno prossimo. E questo va evitato. Martedì conto di firmare un protocollo di intesa con Camera di Commercio e categorie economiche, che ringrazio per la loro disponibilità, per accelerare queste procedure”.
Al momento siamo quindi nella fase della ricognizione dei danni. A questa dovrà seguire l’approvazione di un decreto governativo e, successivamente, di un’ordinanza della Protezione civile. Soltanto dopo questi adempimenti sarà infine possibile presentare le domande per ottenere un parziale rimborso dei danni subiti.

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Nogarin: “C’è bisogno di risposte non di speculazioni”. Rossi, a disposizione prestiti fino a 20mila euro.

I consiglieri di opposizione in consiglio comunale a Livorno hanno chiesto oggi nel corso dei loro interventi in assemblea le dimissioni del sindaco Filippo Nogarin in seguito tragici eventi alluvionali che hanno portato otto morti e devastazione in città.
“Per una sola questione morale e di dignità umana – ha detto il capogruppo del Pd in
consiglio Pietro Caruso rivolto a Nogarin – lei si dovrebbe dimettere”.
“Sicuramente il peso di quello che è successo può portare a una riflessione del genere ma la città ha bisogno di risposte non di speculazioni politiche”, ha risposto il sindaco Filippo
Nogarin parlando con i giornalisti a margine del consiglio.
“Io non ho intenzione di dimettermi – ha aggiunto – presenteranno una mozione di sfiducia e la voteremo. C’è bisogno di un’assunzione di responsabilità – ha proseguito Nogarin – che è quella di proseguire il mandato e non aprire una fase di commissariamento. Certo ci sarà necessità di fare chiarezza su tutta la vicenda, sono favorevole alla istituzione di una commissione di indagine. Mi sento di ringraziare tutte le persone che si sono attivate quella notte. Non è vero che il sindaco non c’era”.
Poi sulla vicenda della app di allerta ricevuta si e’  giustificato così: “Oggettivamente – ha spiegato Nogarin – ho firmato questa presa in carico a dicembre, ma io non lo ricordavo nemmeno. Firmo centinaia di atti e quella app che di fatto non avrebbe cambiato l’esito di quella notte, di fatto non l’ho installata e non so dove siano le credenziali”.
Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato oggi pomeriggio dopo l’incontro con le categorie economiche e i rappresentanti della Camera di Commercio: “Abbiamo deciso di mettere subito a disposizione prestiti fino a 20 mila euro per piccole imprese e partite Iva danneggiate dall’alluvione che ha colpito l’area livornese”.
Sarà Fidi Toscana a concedere da un minimo di 5mila ad un massimo di 20mila euro a chi ne farà richiesta. Non serviranno garanzie, ma soltanto dimostrare di aver subito danni in seguito all’alluvione. Per due anni non si dovrà restituire niente, poi si potrà scegliere di restituire, a tasso zero, la somma ricevuta, a rate e in un periodo variabile da tre a dieci anni.
“Occorre sottolineare – spiega il presidente Rossi – che è una misura cumulabile con le richieste di danni. Si tratta semplicemente di un prestito, di un aiuto aggiuntivo ed immediato, che la Regione Toscana ha deciso di offrire ai livornesi. Quanto ai tempi, entro una settimana o dieci giorni daremo la risposta a chi ha presentato la domanda, ed entro altre tre settimane ci impegniamo ad erogare materialmente i fondi”.
Da lunedì sarà possibile presentare le richieste presso la nuova sede del suo ufficio che il commissario Enrico Rossi ha aperto a Livorno in via Nardini 31, nel palazzo del Genio civile.
“Da lunedì prossimo e ogni settimana fino al venerdì – ha spiegato Rossi -, sarà possibile venire qui dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17 ed essere aiutati nel disbrigo delle pratiche legate all’alluvione. Qui, sempre da lunedì, sarà in funzione anche uno sportello di Fidi Toscana per la presentazione da parte delle Pmi e dei professionisti danneggiati, delle domande di concessione di microcredito fino a 20.000 euro”.
Il presidente Rossi si è poi soffermato sulla necessità di accelerare i tempi di quella che ha chiamato “la ricognizione dei danni”. “Dobbiamo presentare un resoconto – ha precisato – entro il 15 ottobre, per non perdere la possibilità di rientrare negli stanziamenti possibili con la legge di bilancio. Altrimenti dovremo riparlarne l’anno prossimo. E questo va evitato. Martedì conto di firmare un protocollo di intesa con Camera di Commercio e categorie economiche, che ringrazio per la loro disponibilità, per accelerare queste procedure”.
Al momento siamo quindi nella fase della ricognizione dei danni. A questa dovrà seguire l’approvazione di un decreto governativo e, successivamente, di un’ordinanza della Protezione civile. Soltanto dopo questi adempimenti sarà infine possibile presentare le domande per ottenere un parziale rimborso dei danni subiti.

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Polo industriale Piumbino, Rossi: Jindal interessato ad acquisizione

Polo industriale Piumbino, Rossi: Jindal interessato ad acquisizione

Rossi: “A Piombino il bisogno di certezze diventa fortissimo. Io ho avuto modo di incontrare Jindal, che si è detto interessato all’acquisizione”.

Enrico Rossi, presidente Regione Toscana, è intervenuto alla riunione convocata a Roma, al Ministero dello sviluppo economico dal ministro Carlo Caleda, per fare il punto, insieme al commissario Piero Nardi e alle organizzazioni sindacali, sulla difficile situazione del polo industriale di Piombino. Questo a undici giorni dalla scadenza di quanto previsto dall’addendum contrattuale sottoscritto nel giugno scorso tra l’amministratore straordinario della ex Lucchini e Cevital, in merito all’individuazione di un partner industriale o alla presentazione di un convincente piano industriale.

Commenta Rossi: “credo che chiunque sia l’eventuale subentrante la nostra attenzione debba concentrarsi sulle condizioni di gestione, sul piano industriale, sugli investimenti, ma soprattutto sull’aspetto occupazionale. Se dovessimo essere in presenza di un’offerta che prevede la possibilità di tornare a produrre acciaio, con le dovute cautele ed attenzioni dovremmo prenderla in seria considerazione”.

Il presidente Rossi ha poi fatto un quadro della situazione complessiva del polo e del porto piombinesi, così da illustrare ai presenti la situazione, alla luce delle informazioni raccolte dalla Regione e degli studi effettuati.

“Ricordo – ha aggiunto il presidente Rossi – che abbiamo prospettive in sospeso con Bruxelles per ciò che riguarda l’accesso a finanziamenti comunitari e al fondo sviluppo e coesione. E anche nell’area portuale le prospettive sono buone, con Neri e S. Giorgio che dovrebbe a breve iniziare l’attività di demolizione e refitting, con buoni riflessi sull’occupazione. Abbiamo poi l’accordo siglato con General Electric che nel 2019 ultimerà la realizzazione della piattaforma di prova turbine. E anche il fondo da 40 milioni di euro di risorse Ue e ministeriali per agevolazioni alle piccole e medie imprese locali, sta andando bene. Meglio che a Livorno”.

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Toscana, capo gabinetto Rossi indagato a Pisa per corruzione

Toscana, capo gabinetto Rossi indagato a Pisa per corruzione

Ledo Gori, capo di gabinetto del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sarebbe indagato per corruzione in un’indagine della procura di Pisa che riguarda anche due medici, lo psichiatra Alfredo Sbrana e il direttore sanitario dell’Asl Toscana Nord Ovest, Mauro Maccari.

La notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano Il Tirreno: l’inchiesta, condotta dalla guardia di finanza, riguarderebbe fatti del 2015, quando era in corso la campagna elettorale per le regionali.

L’ipotesi per la quale si indaga riguarda la presunta assegnazione di un incarico come dirigente sanitario in cambio di voti. In particolare, gi accertamenti sarebbe finalizzati a verificare l’ipotesi se Gori, nel ruolo di presunto “collettore” di voti, abbia assicurato la predisposizione di un concorso ad hoc a favore di Sbrana per farlo diventare primario. I tre indagati sarebbero anche già stati interrogati. Sbrana, assistito da Giulia Padovani, ha risposte alle domande degli inquirenti. L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Flavia Alemi.

Non ho dubbi, come tutti coloro che lo conoscono, sulla onestà e la correttezza di Ledo Gori”. Così il presidente della Toscana Enrico Rossi in merito alla notizia di un’inchiesta della procura di Pisa che coinvolge il suo capo di gabinetto Ledo Gori e altre due persone per un’ipotesi di corruzione, relativa a una presunta assegnazione di un incarico per dirigente sanitario in cambio di voti.

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Lettera a Rossi: Wwf e Comitato dicono no alla terza corsia A11

Lettera a Rossi: Wwf e Comitato dicono no alla terza corsia A11

Il Wwf Pistoia-Prato e il Comitato pistoiese contro la terza corsia sull’Autostrada A/11 (Firenze-mare), scrivono al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, affinché non firmi il via libera ai lavori.

In vista della Conferenza dei servizi convocata per il 20 settembre dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Wwf Pistoia-Prato e il Comitato pistoiese contro la terza corsi dell’A11, ha scritto al presidente Enrico Rossi affinché il governatore non firmi il via libera ai lavori.

Scrivono Wwf e Comitato: “si tratta di una grande opera assurda e non prioritaria pensando ai problemi drammatici che abbiamo nel nostro Paese. Noi siamo decisamente contrari e chiediamo alla Regione Toscana di non firmare il via libera definitivo alla terza corsia sull’A11 proponendo, in alternativa, di aumentare gli investimenti sulla mobilità ferroviaria pubblica”.

Proseguono: “ma se Lei non ha il coraggio politico per mettersi di traverso alle opere pubbliche non prioritarie (ed al conseguente spreco di diversi miliardi di risorse finanziarie che, in gran parte, ricadranno inevitabilmente sulla spesa pubblica), trovi almeno il coraggio di condizionare la firma – nella riunione del 20 settembre 2017 – della Regione Toscana a una risposta positiva (certa e verificabile) del governo Gentiloni alle sue richieste per affrontare il disastro avvenuto a Livorno (cioè, uno stanziamento immediato di 180 milioni e altre centinaia di milioni successivamente per rimediare ad un danno che viene valutato in oltre 1 miliardo)”.

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