Livorno: firmato accordo programma per Nuovo Ospedale

Livorno: firmato accordo programma per Nuovo Ospedale

Sarà costruito nell’area dell’ex Pirelli su una superficie di circa 31.400 metri quadrati. il sindaco Salvetti: Sarà il primo ospedale post covid, progettato dal punto di vista del paziente”

E’ stato firmato stamattina nella sala del ‘Cisternino’ a Livorno l’accordo di programma (in vigore fino al 31 dicembre 2027, e comunque fino alla completa attuazione del presidio) per la realizzazione del nuovo ospedale della città che sarà costruito nell’area dell’ex Pirelli su una superficie di circa 31.400 metri quadrati. A firmare l’accordo il presidente Enrico Rossi per la Regione Toscana, il vice presidente Pietro Caruso per la Provincia e il sindaco Luca Salvetti per il Comune, il dg Letizia Casani dell’Asl Toscana Nord Ovest e la Soprintendenza.

“Sarà il primo ospedale post covid – ha detto il sindaco Salvetti -, progettato dal punto di vista del paziente, un ospedale più compatto con riduzione degli spostamenti di persone e materiale, che lasci grande spazio all’interattività, all’innovazione e alla ricerca. I posti letto aumenteranno del 9% e saranno in linea con gli standard richiesti di 130 mq/posto letto con possibilità di implementare la destinazione dei vecchi padiglioni”. “Con questa struttura – ha concluso il sindaco – vogliamo togliere l’ospedale di Livorno dalla scia delle grandi aziende ospedaliere universitarie, e fargli fare un percorso di crescita parallelo e non frenato dall’etichetta di presidio di seconda fascia”.

Il nuovo ospedale avrà una superficie utile complessiva di circa 66.300 metri quadrati, per un volume di circa 285.000 metri cubi, oltre a circa 9.600 mq che saranno dedicati ad area di parcheggio per il personale dipendente. L’edificio avrà un piano interrato e 4 piani fuori terra. Le risorse finanziarie per la realizzazione del sono stimate dalla Regione in 245 milioni di euro.

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Albiano Magra, al via atti per costruzione rampe autostradali

Albiano Magra, al via atti per costruzione rampe autostradali

Roma, il sottosegretario delle Infrastrutture e Trasporti Roberto Traversi ha annunciato l’avvio delle procedure per la realizzazione delle rampe provvisorie che collegheranno Albiano Magra (Massa-Carrara) con il tracciato autostradale della A15 a parziale soluzione dei disagi causati dal crollo del viadotto sul fiume Magra sulla strada statale 330 lo scorso 8 aprile.

“Ho dato incarico agli uffici del ministero di predisporre gli atti necessari per dare avvio alla costruzione delle rampe provvisorie per il collegamento di Albiano Magra con l’autostrada A15 Parma-La Spezia – ha detto il sottosegretario Traversi – A due mesi dal crollo del viadotto sul fiume Magra e nel rispetto delle indicazioni del territorio contrarie al primo progetto di realizzazione di un ponte provvisorio, compiamo in accordo con Anas e Salt il primo passo del percorso verso il ripristino della normalità”.

“Ad occuparsi della realizzazione delle opere – si legge nella nota del Mit – sarà Anas in accordo con il concessionario autostradale e le tempistiche previste per il completamento dei lavori sono di due mesi circa. Il sottosegretario Traversi, inoltre – prosegue la nota – ha dato indicazioni per il completamento degli atti necessari a dare il via anche all’iter di costruzione delle rampe per il collegamento con l’autostrada A12, anche queste previste nel progetto già in bozza, che saranno propedeutiche ad un intervento strutturale che permetterà di alleggerire il traffico locale”.

“Ora che è effettiva la nomina a Commissario del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – prosegue il sottosegretario Roberto Traversi – trasferiremo alla sua struttura tutto il lavoro svolto sino ad oggi dagli uffici del ministero delle Infrastrutture e Trasporti di modo che la sua azione possa essere incisiva fin dal primo giorno”.

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Rossi: “2 giugno sia di concordia. Responsabilità e attenzione per chi viene in Toscana”

Rossi: “2 giugno sia di concordia. Responsabilità e attenzione per chi viene in Toscana”

“L’Italia riaprirà i confini regionali e chiunque vorrà venire in Toscana non dovrà fare niente, se non essere responsabile, stare attento e rispettare i comportamenti che tutti noi abbiamo imparato a conoscere in queste settimane per contrastare la pandemia”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, intervenendo stamattina in diretta su Rai News 24.

Secondo Enrico Rossi forse serviva maggiore cautela e Lombardia e Nord “hanno pesato molto su questa decisione di riaprire. Ma noto che sono proprio i cittadini, con i loro comportamenti, i primi a essere cauti e responsabili in questa fase di ripartenza”. “Il messaggio di Mattarella in occasione della Festa della Repubblica è molto bello – ha continuato il Presidente della Regione Toscana -, verrebbe da dire meno male che c’è un presidente come Mattarella perché riesce a dare al 2 giugno un senso di unità, concordia nazionale e, quest’anno, di vicinanza nei confronti di chi è rimasto vittima della pandemia.”

“È però grave che questo senso di concordia non sia rispettato dalle forze politiche della destra – ha aggiunto Rossi -, non tanto perché non debbano manifestare il loro dissenso ma perché lo fanno proprio in questo giorno, fondamentale per la nostra Repubblica e la nostra democrazia”.

“Stiamo rilanciando la Toscana con una campagna dedicata per riposizionarci a livello internazionale grazie alle tante buone proposte degli operatori turistici. Siamo una regione in salute, con grandi spazi e ricca ovunque di bellezze da scoprire. Al governo chiediamo di chiamare tutte le Regioni per sostenere il Sistema turismo italiano, a partire dalla possibilità di aiutare con contributi le compagnie aeree low cost, senza di loro infatti, difficilmente arriveranno turisti dagli altri Paesi”. Ha detto ancora il presidente della Toscana.

Ross ha poi proseguito affermando che, “il lavoro rimane centrale e su questo dobbiamo puntare per dare una svolta al nostro paese. Servono investimenti, è necessario completare le tante infrastrutture ferme, recuperare i soldi del Mes e utilizzarli in tal senso, e anche per sostenere il nostro Servizio sanitario pubblico, che vorremmo estendere a tutti coloro che verranno per le vacanze in Toscana”.

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Rossi, aspettare un’altra settimana per riaperture è buonsenso

Rossi, aspettare un’altra settimana per riaperture è buonsenso

Firenze, il governatore della Toscana Enrico Rossi, non si trova d’accordo con l’apertura della circolazione tra tutte le regioni prevista per il 1° di giugno.

“Aspettare anche una settimana, e arrivare anche in Lombardia a un numero di contagi molto ridotto, darebbe sicurezza a tutta l’Italia e forse si potrebbe riaprire con maggiore tranquillità – ha detto il presidente toscano Rossi – sarebbe un ragionamento di semplice buon senso” dal momento che i dati sui contagi “non sono ancora assestati” e la Lombardia mantiene ancora un “impatto pesante”.

Per Rossi anche tra i cittadini “c’è un sentimento diffuso di preoccupazione. Rischiamo un po’ – ha aggiunto – di lanciare un messaggio altalenante, in base alle emozioni”. Quello “attuale è che tutto è finito: non è cosi, i fenomeni non sono assestati, anche in Toscana: l’altro giorno c’erano due casi di contagio, ieri 12”. Laddove ce ne sono centinaia “rimango un po’ sbalordito a vedere questa forte spinta a riprendere a far tutto come prima, sarei più cauto. Non voglio fare lo sceriffo – ha concluso – non sono per la guerra tra Regioni ma il mio invito al Governo è di considerare anche questi aspetti”.

Riguardo alla possibilità delle persone di muoversi in Italia e a come tutelare i cittadini delle singole regioni, non è possibile parlare di “certificato di immunità, che non esiste ovviamente, e non è possibile neppure pensare a protocolli particolari, a passaporti sanitari tra regione e regione, queste mi sembrano francamente delle sciocchezze. Se poi qualche mio collega riesce a dimostrare che è possibile proverò a imitarlo ma non credo. Se c’è libertà di movimento in tutto il Paese, e noi ovviamente ci auguriamo possa avvenire presto, nella massima sicurezza – ha aggiunto – la gente è ovvio che circolerà liberamente”.

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Ordinanza della Regione su spiagge libere e Centri estivi

Ordinanza della Regione su spiagge libere e Centri estivi

Firenze, nuova ordinanza regionale valida da subito per le spiagge libere, che con le temperature che iniziano ad alzarsi saranno nelle prossime settimane probabilmente sempre più frequentate, mentre procedure e linee guida per i centri estivi in vigore dal dal 15 giugno.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha firmato una nuova ordinanza anti-covid, per svolgere tutte queste attività limitando al massimo i rischi di contagio. Le misure sono il frutto di incontri che si sono susseguiti in questi giorni tra la giunta, i responsabili degli uffici regionali e Anci Toscana, l’associazione dei Comuni.

Sulle spiagge la Regione aveva già definito nei giorni scorsi le linee guida per gli stabilimenti balneari e quelle per le aree non attrezzate non sono molto diverse. Dovrà essere rispettata la distanza, sempre, di un metro tra le persone (eccetto che per i conviventi), ma si continua a raccomandare almeno un metro e ottanta. La mascherina, che si potrà non indossare stesi in spiaggia, dovrà essere a portata di mano laddove si presentassero situazioni in cui fosse impossibile stare ad almeno un metro. Tra un ombrellone e l’altro piantato in terra (o qualsiasi altro sistema di ombreggio) ci dovranno essere minimo quattro metri e un metro e mezzo tra lettini, sedie e sdrai. Non si potrà giocare a pallone né essere impegnati in altre attività ludiche e sportive di gruppo che possano dar luogo ad assembramenti: nessun problema invece per racchettoni, surf, windsurf, kitesurf e tutti gli sport individuali. Per evitare assembramenti e aiutare il distanziamento tra le persone i Comuni potranno a loro volta fissare ulteriori regole per l’accesso in spiaggia.

Per i centri estivi per bambini con più di tre anni e per adolescenti le linee guida di riferimento rimangono quelle nazionali, definite con il decreto del presidente del consiglio del 17 maggio. La Regione – che già ai primi del mese aveva destinato 2 milioni di euro ai Comuni per la loro progettazione, la prima a farlo con risorse già disponibili (ancora prima di quelle che arriveranno dallo Stato) – ha definito adesso la procedura per autorizzare i centri estivi.
L’avvio delle attività dovrà essere comunicato all’amministrazione comunale attraverso la piattaforma Suap. Un esempio di modulo, una sorta di schema-tipo, da presentare (anche on line) è stato allegato all’ordinanza e, nel farlo, chi propone un progetto sottoscrive anche l’impegno a rispettare tutta una serie di comportamenti, regole ed accorgimenti, che vanno dal controllo della temperatura e dello stato di salute dei frequentatori ogni mattina al rispetto di un rapporto numerico minimo tra operatori e bambini (graduato a seconda dell’età) fino alla previsione di supplenti ‘in panchina’ da chiamare in campo laddove un operatore fosse momentaneamente indisponibile. Le attività dovranno essere organizzate in piccoli gruppi, garantendo la distanza di almeno un metro (ma è raccomandato come sempre il metro e ottanta) e l’invito è a privilegiare le aree all’aperto con presenza di zone ombreggiate. Se fossero previsti pasti, posate e bicchieri non potranno essere condivisi. Gel o acqua e sapone non dovranno mai mancare. Se possibile, i percorsi di ingresso e di uscita dovranno essere separati. Al rispetto delle regole sono naturalmente tenuti anche i Comuni, laddove organizzino direttamente i centri estivi. Sul rispetto poi delle misure più generali per il contenimento della diffusione del contagio da Covid-19 i gestori, siano essi pubblici o privati, firmeranno un patto di corresponsabilità con le famiglie, perché è evidente che, per la sicurezza di tutti, ognuno dovrà fare la propria parte.

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