Figline: in 5 mila ieri alla manifestazione per la Bekaert

Figline: in 5 mila ieri alla  manifestazione per la Bekaert

Presente anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi mentre nessun rappresentante del Governo “ha risposto all’invito del Comune” a partecipare alla manifestazione.

In cinquemila hanno sfilato ieri sera in corteo a Figline Valdarno (Firenze)
per la manifestazione istituzionale di solidarietà ai lavoratori della Bekaert contro la chiusura del sito e i 318 licenziamenti.
Sono cinquemila “persone vive – ha sottolineato la sindaca  di Figline Incisa Valdarno Giulia Mugnai – che si battono per la loro fabbrica, che resistono e non si arrendono ma chiedono dignità, lavoro e futuro”. Molti, spiega una nota, i sindaci del Valdarno presenti, le associazioni del territorio e cittadini che hanno applaudito i lavoratori al loro passaggio per le vie del centro di Figline. “La manifestazione di oggi è quella di un’intera vallata – ha detto -, che ha una sola voce e chiede tutta unita la stessa cosa: dignità, lavoro e futuro, perché questo stabilimento ha fatto la storia, ma non deve rimanere nella storia: deve essere il futuro della nostra comunità”. Per Mugnai, “questo è il momento della solidarietà e anche della concretezza perché bisogna andare da tutti i livelli istituzionali a chiedere di darci una mano, per avere soluzioni concrete per tutelare il sito e il lavoro”.

Gli interventi sono stati chiusi dal governatore Enrico Rossi, che ha invitato il
Governo a partecipare attivamente al tavolo di crisi presso il Ministero dello Sviluppo economico, in modo da avviare un’azione congiunta nei confronti dell’azienda.

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Rossi: l’immigrazione è ricchezza

Rossi: l’immigrazione è ricchezza

“Siamo antirazzisti perché non vogliamo rinunciare  alla nostra umanità, perché davanti a questioni sociali gravi e sentite  la soluzione non può essere quella di trovare capri espiatori in questa o in quell’altra etnia, e perché riteniamo che la diversità sia una ricchezza”.

“L’integrazione richiede lavoro e sacrificio, ma dove li hanno gli occhi quelli che vogliono
dipingere l’immigrazione come solo portatrice di problemi, criminalità e smantellamento della cultura? l’immigrazione è una ricchezza. In Toscana nascono ogni anni 5.700 bambini da genitori stranieri residenti. Senza questi bambini saremmo al crollo demografico, i nostri punti nascita dovrebbero essere chiusi, così le scuole materne”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dal palco della manifestazione contro il razzismo questa sera a Firenze e rivolgendosi al ministro dell’Interno Matteo Salvini ha aggiunto: “oggi la
piazza è nostra, come dimostra la riuscita di questa manifestazione”.

“400mila persone in Toscana, immigrati, significa il 10% della popolazione che prendono meno di quello che danno – ha concluso – una popolazione giovane, attiva, mette dinamismo nella società, dove li avete gli occhi se non vedete questa realtà”.  “La sinistra riparte dall’antirazzismo e dalle questioni sociali. Sono quelle sulle
quali soffia il vento razzista” ha aggiunto  presidente della Regione Toscana. “Sui temi dell’antirazzismo – ha detto  Rossi – bisogna senz’altro trovarsi uniti nel modo più ampio possibile perché sono temi che appartengono a tutti”.
paure, le

“Guai se ci rinchiudessimo nella élite degli anti-razzisti, schernendo tutti
coloro che non la pensano come noi” ha dichiarato invece  il rettore dell’ateneo
fiorentino Luigi Dei.  “L’anti-razzismo deve essere un sentire pervasivo – ha aggiunto – e per farlo maturare e germogliare rigogliosamente è indispensabile capire come la reazione ostile agli estranei –
siano essi migranti o altro – si origini in larghi strati di popolazione”.

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Acqua: Rossi, torni pubblica in Toscana con società in house quotata

Acqua: Rossi, torni pubblica in Toscana con società in house quotata

Tornare a una gestione pubblica dell’acqua non solo a Firenze, dove si avvicina (2021) la scadenza della convenzione del gestore Publiacqua, ma in tutta la Toscana “con una società in house che si quoti in borsa, garantendo la massima efficienza”.

E’ l’idea lanciata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un’intervista sulla su un quotidiano locale dove, nei giorni scorsi, a ipotizzare un ritorno al pubblico era stato il sindaco Dario Nardella dopo la vicenda di Luca Lanzalone, ormai ex presidente di Acea che controlla il 75% di Publiacqua.
Rossi ricorda che già nel 2011 i cittadini toscani, con un referendum, si erano espressi a favore della gestione pubblica.”La nostra regione – aggiunge Rossi -, diversamente da quello che molti dicono, ha un sistema del servizio idrico integrato
fra i più solidi e affidabili del Paese, economicamente sano” dove “la gestione mista” ha permesso “di realizzare in questianni forti investimenti”.

Con un ritorno al pubblico, secondo il governatore, si potrebbero però, “recuperare i soldi che vanno ai partner privati. Si parla di 15 milioni di euro l’anno”. Soldi che
potrebbero permettere nuovi investimenti, anche per far diminuire le tariffe. “Certo ci sarebbe un impegno economico iniziale per liquidare i soci”, prosegue Rossi, ma la Regione
“può dare una mano attraverso fidejussioni”. Nessun rischio, secondo il presidente, di tornare a ‘carrozzoni’, perché la quotazione in borsa sarebbe “a garanzia di una vera capacità distare sul mercato”. Per Rossi la scadenza della convenzione di
Publiacqua potrebbe essere l’occasione per innescare una “modifica a catena” di tutte le società.

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Antirazzismo: per Nogarin appello Rossi-Nardella “infirmabile”

Antirazzismo: per Nogarin appello Rossi-Nardella “infirmabile”

Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin (M5S): “Si tratta di un appello alla mobilitazione di piazza contro il governo”.

“Il manifesto Rossi-Nardella è semplicemente infirmabile. Non si tratta infatti di un invito a promuovere politiche attive per contrastare e sconfiggere il razzismo, ma di un appello alla mobilitazione di piazza contro il governo”. Lo afferma il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin (M5S), in risposta all’appello contro il rischio razzismo lanciato dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, in un post sul suo profilo Facebook dal titolo “Alla propaganda non si risponde con la propaganda”.

Per mercoledì prossimo a Firenze Rossi e Nardella hanno promosso anche una manifestazione in piazza Ognissanti. “Io sono e sarò sempre un sostenitore della necessità di lavorare per una miglior gestione del fenomeno migratorio e per la promozione di interventi volti all’integrazione, ma questo non significa marciare contro l’esecutivo”.

“Alla propaganda non si può rispondere con altrettanta propaganda e mi stupisce vedere figure istituzionali che, invece di occuparsi di politica e affrontare i problemi concreti, preferiscono soffiare sul fuoco della polemica, esasperando animi e cittadini – conclude Nogarin – A questo gioco io non ci sto”.

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Socialismo 4.0: Rossi, Bassolino, Damiano si confrontano su partito e lavoro

Socialismo 4.0: Rossi, Bassolino, Damiano si confrontano su partito e lavoro

Questi i temi dell’incontro ‘Andare Oltre, socialismo 4.0’ che si terrà domani, giovedì 21 giugno, a Firenze presso lo Spazio Alfieri in via dell’Ulivo (ore 17).

Una discussione sul futuro della sinistra e per un’alleanza democratica e sociale, per un partito del lavoro: L’incontro, moderato da Simone Siliani, vedrà gli interventi della direttrice della Fondazione Spazio Reale Elisabetta Carullo (“Nuove generazioni e cultura della legalità democratica”), della consigliera regionale Pd Alessandra Nardini (“L’antifascismo del terzo millennio”) e di Sara Nocentini, Phd di Storia economica (“Globalizzazione e precarietà”).
Alla discussione parteciperanno Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana; Cesare Damiano, associazione Lavoro&Welfare Antonio Bassolino, fondazione Sudd. Presentando l’iniziativa Enrico Rossi spiega:
“Dobbiamo promuovere un dialogo a sinistra in tutte le città. La strategia deve essere comune per chi è dentro il Pd e chi è fuori dal Pd. Noi vogliamo costruire un ampio schieramento di forze con un polo di sinistra forte che combatta e spinga all’opposizione questi neofascisti che ci governano. Anche sull’Europa dobbiamo avere posizioni chiare”.
“L’Europa così com’è non va, ma non accetto l’idea di combattere il sovranismo con il sovranismo, perché a furia di imitare la destra, poi la destra arriva a vince. Quindi ripartiamo dall’unità e dal dialogo. Costruiamo un grande partito socialista e del lavoro per scongiurare l’ininfluenza di posizioni minoritarie”.

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