Toscana: 170 medici assunti per l’emergenza sanità

Toscana: 170 medici assunti per l’emergenza sanità

Lo ha annunciato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana incontrando i medici profesisonisti.  Che accusa: ho  “il sospetto che a me viene è che si voglia privatizzare il servizio sanitario”.

“Da lunedì prossimo 170 giovani medici laureati entrano in servizio nel settore dell’emergenza in Toscana, sia sui 118 che nei pronto soccorso“. Lo ha annunciato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, il quale oggi ha incontrato insieme all’assessore alla salute Stefania Saccardi i medici professionisti che hanno superato le selezioni per prendere servizio. In Toscana “i giovani medici ci sono, è inutile ricorrere a iniziative come assunzioni da fuori”, ha aggiunto Rossi. “Questa iniziativa – ha proseguito – non ne esclude altre che sono ad esempio, come è stato chiesto, le assunzioni anticipate degli specializzandi, tenendo presente però che gli specializzandi già operano dentro le strutture, quindi non è personale che si aggiunge. Non vediamo questa iniziativa in sostituzione di nessun’altra: è un’iniziativa aggiuntiva perché ai cittadini sia garantito un certo livello di servizi“. Rossi ha spiegato che “abbiamo deciso di farci carico di finanziare le specializzazioni di cui abbiamo bisogno, pertanto questi giovani potranno partecipare a corsi di specializzazione, e accedere a una formazione che li porterà a essere specializzati e poi assunti”.

“E’ uno scandalo che da 5 anni a questa parte non si sia provveduto a una programmazione adeguata” da parte del governo nazionale sulle specializzazioni mediche, e “il sospetto che a me viene è che si voglia privatizzare il servizio sanitario” ha aggiunto Rossi.  “Noi reagiamo con una proposta di sistema – ha aggiunto – giovani medici che ci sono, laureati, li prendiamo, li assumiamo, li mettiamo a lavorare per quello che sanno fare, e piano piano si formeranno in una prospettiva di soluzione di sistema. Il problema c’era anche prima di Quota 100”. Per il governatore toscano “oltre ai miliardi occorre anche una politica che al momento non vediamo: anche le affermazioni della ministra ci sembrano generiche, improntate a buona volontà, ma non in grado di aggredire fino in fondo il tema e risolverlo. La Toscana lo può fare grazie al nostro impegno, alle nostre scelte politiche, e a un servizio sanitario fatto da persone che vivono ancora i valori del servizio pubblico, della sanità pubblica”

“Dal Governo Monti in poi qualcuno ha deciso di tagliare le borse di studio per gli specializzandi, come si volesse dismettere il servizio pubblico o appaltarlo ai privati”, ha concluso Rossi.

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Diritti samaritani: approvate da Regione linee guida

Diritti samaritani: approvate da Regione linee guida

La Giunta regionale toscana ha approvato la delibera che fissa gli indirizzi di un prossimo avviso pubblico, finanziato con quattro milioni di euro, per la presentazione di progetti di integrazione e coesione sociale e per la tutela dei bisogni essenziali delle persone, nell’ambito della legge sui ‘diritti samaritani‘ all’esame del Consiglio regionale. Al futuro bando potranno partecipare enti pubblici, istituzioni e soggetti del Terzo settore.

Saranno finanziati come progetti pilota interventi di accoglienza temporanea, di accompagnamento all’autonomia e al pronto intervento sociale, attività di orientamento e di consulenza a carattere giuridico-legale, attività di orientamento ai servizi e di crescita della competenze. “Il fenomeno migratorio si affronta in due modi – hanno spiegato il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore all’immigrazione Vittorio Bugli -. Lo si fa con politiche di accoglienza, rivolte a profughi e richiedenti asilo, e con politiche di integrazione, per chi vive in Toscana con un regolare permesso di soggiorno”.

Hanno accesso al bando Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitana, Province, Società della salute, Aziende sanitarie locali e altri enti, Cooperative sociali e loro consorzi, associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale ed altre articolazioni del Terzo settore o chiunque persegua finalità sociali o di inclusione sociale. I progetti potranno essere presentati singolarmente o in forma associata.

Un’esperienza pregressa di almeno tre anni nelle gestione di progetti in ambito sociale è richiesta a tutti i soggetti, esclusi gli enti publici. L’esperienza dovrà più precisamente essere maturata nel settore dell’immigrazione. Infine la sede dei soggetti parteipanti dovrà essere localizzata nel territorio dove andranno ad operare.

La sfida, sostiene la Regione, è “sperimentare forme innovative di welfare di comunità per l’offerta e la messa a disposizione di alloggi, per la crescita delle competenze e l’inserimento lavorativo, per l’inclusione sociale e la tutela dei diritti in favore delle persone e delle famiglie che si trovano in uno stato di particolare precarietà sociale”. I progetti dovranno insistere su un’area pari almeno alla zona-distretto. Saranno premiati quelli che si inseriranno in modo armonico e complementare nella rete dei servizi già attivi, i progetti con un focus specifico su richiedenti asilo e rifugiati e altri cittadini stranieri in situazioni di vulnerabilità, quelli promossi da partenariati, collegati ad altri interventi regionali, che insistono su territori dove sono già in essere altri progetti pubblici dedicati ad accoglienza e inclusione e che comprendono il coinvolgimento delle comunità locali.

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Diritti samaritani: approvate da Regione linee guida

Diritti samaritani: approvate da Regione linee guida

La Giunta regionale toscana ha approvato la delibera che fissa gli indirizzi di un prossimo avviso pubblico, finanziato con quattro milioni di euro, per la presentazione di progetti di integrazione e coesione sociale e per la tutela dei bisogni essenziali delle persone, nell’ambito della legge sui ‘diritti samaritani‘ all’esame del Consiglio regionale. Al futuro bando potranno partecipare enti pubblici, istituzioni e soggetti del Terzo settore.

Saranno finanziati come progetti pilota interventi di accoglienza temporanea, di accompagnamento all’autonomia e al pronto intervento sociale, attività di orientamento e di consulenza a carattere giuridico-legale, attività di orientamento ai servizi e di crescita della competenze. “Il fenomeno migratorio si affronta in due modi – hanno spiegato il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore all’immigrazione Vittorio Bugli -. Lo si fa con politiche di accoglienza, rivolte a profughi e richiedenti asilo, e con politiche di integrazione, per chi vive in Toscana con un regolare permesso di soggiorno”.

Hanno accesso al bando Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitana, Province, Società della salute, Aziende sanitarie locali e altri enti, Cooperative sociali e loro consorzi, associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale ed altre articolazioni del Terzo settore o chiunque persegua finalità sociali o di inclusione sociale. I progetti potranno essere presentati singolarmente o in forma associata.

Un’esperienza pregressa di almeno tre anni nelle gestione di progetti in ambito sociale è richiesta a tutti i soggetti, esclusi gli enti publici. L’esperienza dovrà più precisamente essere maturata nel settore dell’immigrazione. Infine la sede dei soggetti parteipanti dovrà essere localizzata nel territorio dove andranno ad operare.

La sfida, sostiene la Regione, è “sperimentare forme innovative di welfare di comunità per l’offerta e la messa a disposizione di alloggi, per la crescita delle competenze e l’inserimento lavorativo, per l’inclusione sociale e la tutela dei diritti in favore delle persone e delle famiglie che si trovano in uno stato di particolare precarietà sociale”. I progetti dovranno insistere su un’area pari almeno alla zona-distretto. Saranno premiati quelli che si inseriranno in modo armonico e complementare nella rete dei servizi già attivi, i progetti con un focus specifico su richiedenti asilo e rifugiati e altri cittadini stranieri in situazioni di vulnerabilità, quelli promossi da partenariati, collegati ad altri interventi regionali, che insistono su territori dove sono già in essere altri progetti pubblici dedicati ad accoglienza e inclusione e che comprendono il coinvolgimento delle comunità locali.

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Sea Watch, Rossi: M5S ha deciso di farsi fagocitare da Salvini

Sea Watch, Rossi: M5S ha deciso  di farsi fagocitare da Salvini

Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, parlando a proposito della posizione del ministro delle Infrastrutture sui ‘porti chiusi’ in merito al caso Sea Watch.

“Questo ‘genio’ di Toninelli è fantastico, il carattere servile mi sembra ogni giorno confermato: hanno deciso di farsi fagocitare da Salvini, ne prendo atto e riconfermo quello che pensavo, che coi 5 stelle è meglio non andarci a prendere neanche un caffè”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, parlando a proposito della posizione del ministro delle Infrastrutture sui ‘porti chiusi’ in merito al caso Sea Watch. “Trovo inconcepibile – ha aggiunto, in un briefing con la stampa – l’atteggiamento di Salvini, mai l’ombra dell’infamia si è prolungata in modo così pesante su governo, e il coro dei cosiddetti moderati del governo mi suscita riprovazione ancora maggiore. Apprezzo il gesto fatto con coraggio e lucidità da questa giovane donna – ha concluso Rossi, riferendosi a Carola Rackete – e apprezzo moltissimo cosa è stato fatto da Delrio, Faraone, Fratoianni e Magi”.

“La legge deve controllarla chi ha il compito di controllarla, non deve essere appellata da chi ha il potere esecutivo”, come fanno il ministro degli Interni e quello dei Trasporti “incitando a intervenire un corpo autonomo e indipendente come la magistratura”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a proposito del caso Sea Watch. Salvini e Toninelli, ha aggiunto Rossi in un briefing con la stampa, “hanno già un grande potere, il potere esecutivo: fanno le leggi, non hanno bisogno di incitare contro una signora perché venga sequestrata una nave, non tocca a loro dire se hanno commesso dei reati, tocca alla magistratura fare le opportune verifiche. Quando il potere esecutivo invade anche un terreno che è di competenza di un potere autonomo, anche questo insomma è un aspetto non proprio lineare della cosa”.

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Sea Watch, Salvetti: “Porto Livorno aperto”. Salvini: “E’ nave pirata”

Sea Watch, Salvetti: “Porto Livorno aperto”. Salvini: “E’ nave pirata”

“La città di Livorno, con il suo porto, è aperta, la Sea Watch può approdare qua! Livorno è la città delle Nazioni, democratica e tollerante, per definizione e per nascita. Il mare non è un confine, ma apertura e accoglienza. #restiamoumani”.

Lo scrive su facebook il sindaco di Livorno, Luca Salvetti. Gli replica secco il ministro dell’Interno Matteo Salvini, sempre su facebook: “priorità per il neo-eletto sindaco di Livorno del Pd: aprire il porto alle navi pirata delle ong…”.

La Sea Watch è entrata in acque italiane alle due meno dieci e, non rispettando l’alt della finanza, si è diretta verso le coste di Lampedusa. A tre miglia dal porto le autorità italiane sono salite a bordo, hanno controllato la nave ed i passaporti dell’equipaggio e hanno impedito l’attracco. Carola Rackete, la capitana della nave, oltre alla multa fino a 50mila euro, rischierebbe come ipotesi di reato le accuse di rifiuto di obbedienza a nave da guerra, per il quale la pena massima è di due anni, e resistenza o violenza contro nave da guerra per il quale il codice  della navigazione prevede fino a 10 anni. Le potrebbe venir contestato anche il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per il cui sono previsti dai 5 ai 15 anni.

Anche Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, durante l’intervistra telefonica rilasciata stamani a Controradio si è espresso in merito al caso Sea Watch affermando: “Salvini ha questa capacità di spostare l’attenzione”, e di “nascondere i problemi del Paese. La disoccupazione aumenta, il ministero dello Sviluppo economico non riunisce i tavoli, e bisognerà che questo governo prepari una manovra da 40 miliardi”.

Secondo Rossi “mai come ora l’ombra dell’infamia si è allungata sul governo nazionale come sta avvenendo con Salvini nella falsità, nella consapevolezza della strumentalizzazione della vicenda”, mentre è necessario che il ministro dell’Interno “vada a Dublino quando si fanno le riunioni, vada a discutere degli accordi di Dublino”, perché “quaranta persone non cambiano i problemi dell’accoglienza”. “Sento ancora le reazioni di alcuni che dicono ‘prendeteli a casa vostra’, e uno se avesse posto potrebbe anche pensarci”, come si potrebbe anche ospitarli “nella villa dell’amico di Salvini, questo Luca Lucci…” ha aggiunto.

Il presidente della Regione Toscana ha ricordato la proposta di legge sui ‘diritti samaritani’ che sarà all’esame del Consiglio regionale della Toscana, e ha spiegato che in giunta sono già state definite le linee d’indirizzo dei bandi da 4 milioni di euro per progetti d’accoglienza che discenderanno da tale legge una volta approvati. “Possiamo fare qualcosa con quei tanti che non accettano questo bluff, questa truffa”, ha affermato il governatore toscano, secondo cui “bisogna far sapere ai cittadini che l’unico effetto prodotto dal decreto Salvini nella nostra regione è avere tremila persone che prima sapevamo dov’erano, e potevamo formare per integrarsi, che sono state buttate in mezzo alla strada”.

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