La serie tv ‘The Rings of Power’, ispirata a ‘Il signore degli anelli’, vista da più di 25 milioni di spettatori globali nel suo primo giorno

La serie tv ‘The Rings of Power’, ispirata a ‘Il signore degli anelli’, vista da più di 25 milioni di spettatori globali nel suo primo giorno

Culver City, California, Amazon ha annunciato che la serie televisiva “The Lord of the Rings: The Rings of Power” ha attirato più di 25 milioni di spettatori globali nel suo primo giorno, battendo tutti i record precedenti, segnando la più grande premiere nella storia di Prime Video.

La serie è stata lanciata esclusivamente su Prime Video in più di 240 paesi e territori in tutto il mondo. Jennifer Salke, responsabile degli Amazon Studios, ha dichiarato: “È in qualche modo appropriato che le storie di Tolkien, tra le più popolari di tutti i tempi e quella che molti considerano la vera origine del genere fantasy, ci abbiano portato a questo momento di orgoglio. Sono così grato alla Tolkien Estate, e ai nostri showrunner J.D. Payne e Patrick McKay, al produttore esecutivo Lindsey Weber, al cast e alla troupe, per i loro instancabili sforzi di collaborazione e la loro sconfinata energia creativa. E le decine di milioni di fan che guardano, chiaramente appassionati della Terra di Mezzo quanto noi, sono la vera misura del nostro successo”.

La serie porta sugli schermi per la prima volta in assoluto le leggende eroiche della leggendaria ‘Seconda Era’ della storia della Terra di Mezzo. Questo dramma epico è infatti ambientato migliaia di anni prima degli eventi di Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli di Tolkien, e riporterà gli spettatori ad un’era in cui furono forgiati grandi poteri, regni salirono alla gloria e caddero in rovina.

Iniziata in un periodo di relativa pace, la serie segue un cast corale di personaggi, sia familiari che nuovi, mentre affrontano il tanto temuto riemergere del male nella Terra di Mezzo. Dalle profondità più oscure delle Montagne Nebbiose, alle maestose foreste della capitale degli elfi Lindon, al regno insulare mozzafiato di Númenor, fino ai confini più remoti della mappa.

La serie è guidata dagli showrunner e dai produttori esecutivi JD Payne e Patrick McKay. A loro si uniscono i produttori esecutivi Lindsey Weber, Callum Greene, J.A. Bayona, Belén Atienza, Justin Doble, Jason Cahill, Gennifer Hutchison, Bruce Richmond e Sharon Tal Yguado, e i produttori Ron Ames e Christopher Newman. Wayne Che Yip è co-produttore esecutivo e dirige insieme a J.A. Bayona e Charlotte Brändström.

La serie è quindi un prequel del ‘Il Signore degli Anelli’ di Tolkien, un’opera letteraria di fama mondiale, vincitore dell’International Fantasy Award e del Prometheus Hall of Fame Award. I libri de ‘Il Signore degli Anelli’ sono stati tradotti in oltre 38 lingue ed hanno venduto più di 150 milioni di copie.

L'articolo La serie tv ‘The Rings of Power’, ispirata a ‘Il signore degli anelli’, vista da più di 25 milioni di spettatori globali nel suo primo giorno da www.controradio.it.

La serie tv ‘The Rings of Power’, ispirata a ‘Il signore degli anelli’, vista da più di 25 milioni di spettatori globali nel suo primo giorno

La serie tv ‘The Rings of Power’, ispirata a ‘Il signore degli anelli’, vista da più di 25 milioni di spettatori globali nel suo primo giorno

Culver City, California, Amazon ha annunciato che la serie televisiva “The Lord of the Rings: The Rings of Power” ha attirato più di 25 milioni di spettatori globali nel suo primo giorno, battendo tutti i record precedenti, segnando la più grande premiere nella storia di Prime Video.

La serie è stata lanciata esclusivamente su Prime Video in più di 240 paesi e territori in tutto il mondo. Jennifer Salke, responsabile degli Amazon Studios, ha dichiarato: “È in qualche modo appropriato che le storie di Tolkien, tra le più popolari di tutti i tempi e quella che molti considerano la vera origine del genere fantasy, ci abbiano portato a questo momento di orgoglio. Sono così grato alla Tolkien Estate, e ai nostri showrunner J.D. Payne e Patrick McKay, al produttore esecutivo Lindsey Weber, al cast e alla troupe, per i loro instancabili sforzi di collaborazione e la loro sconfinata energia creativa. E le decine di milioni di fan che guardano, chiaramente appassionati della Terra di Mezzo quanto noi, sono la vera misura del nostro successo”.

La serie porta sugli schermi per la prima volta in assoluto le leggende eroiche della leggendaria ‘Seconda Era’ della storia della Terra di Mezzo. Questo dramma epico è infatti ambientato migliaia di anni prima degli eventi di Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli di Tolkien, e riporterà gli spettatori ad un’era in cui furono forgiati grandi poteri, regni salirono alla gloria e caddero in rovina.

Iniziata in un periodo di relativa pace, la serie segue un cast corale di personaggi, sia familiari che nuovi, mentre affrontano il tanto temuto riemergere del male nella Terra di Mezzo. Dalle profondità più oscure delle Montagne Nebbiose, alle maestose foreste della capitale degli elfi Lindon, al regno insulare mozzafiato di Númenor, fino ai confini più remoti della mappa.

La serie è guidata dagli showrunner e dai produttori esecutivi JD Payne e Patrick McKay. A loro si uniscono i produttori esecutivi Lindsey Weber, Callum Greene, J.A. Bayona, Belén Atienza, Justin Doble, Jason Cahill, Gennifer Hutchison, Bruce Richmond e Sharon Tal Yguado, e i produttori Ron Ames e Christopher Newman. Wayne Che Yip è co-produttore esecutivo e dirige insieme a J.A. Bayona e Charlotte Brändström.

La serie è quindi un prequel del ‘Il Signore degli Anelli’ di Tolkien, un’opera letteraria di fama mondiale, vincitore dell’International Fantasy Award e del Prometheus Hall of Fame Award. I libri de ‘Il Signore degli Anelli’ sono stati tradotti in oltre 38 lingue ed hanno venduto più di 150 milioni di copie.

L'articolo La serie tv ‘The Rings of Power’, ispirata a ‘Il signore degli anelli’, vista da più di 25 milioni di spettatori globali nel suo primo giorno da www.controradio.it.

TikTok delle Gallerie degli Uffizi, oltre un milione di like

TikTok delle Gallerie degli Uffizi, oltre un milione di like

Firenze, superato un milione di like per le Gallerie degli Uffizi su TikTok. Il museo fiorentino ha oltrepassato il traguardo con il video dedicato alla visita di Dua Lipa (in appena tre giorni, oltre 268mila visualizzazioni) ed è stata pubblicata una clip speciale per festeggiare l’evento.

Su TikTok, con oltre 116,7mila follower, si spiega dalle Gallerie, gli Uffizi “sono di gran lunga il più seguito museo italiano (secondo, a grande distanza, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli con 19,2mila seguaci); a livello planetario, le Gallerie si posizionano sul terzo gradino del podio, dietro al Prado di Madrid (395,5k follower, 3,2 milioni di like), alla National Gallery di Londra (203,9k follower, 1,1 milione di like), ma davanti al Rijksmuseum di Amsterdam (111,2k follower, 564,4k like) e al Metropolitan Museum di New York (50,8k follower, 238,5k like)”.

“I numeri dei giovani che vediamo sui social si traducono in visite reali al museo: in questo sta il vero successo degli Uffizi su TikTok. I ragazzi e le ragazze scoprono le nostre opere sui social e poi vengono a conoscerle dal vero in galleria. Questo è confermato dall’aumento della loro presenza in Galleria e da una partecipazione sempre più forte alle nostre iniziative didattiche”, commenta il direttore Eike Schmidt.

L'articolo TikTok delle Gallerie degli Uffizi, oltre un milione di like da www.controradio.it.

Sex Pistols vogliono dare un tocco punk al giubileo della regina Elisabetta

Sex Pistols vogliono dare un tocco punk al giubileo della regina Elisabetta

La regina Elisabetta II e i Sex Pistols sono stati collegati da quando i pionieri del punk hanno pubblicato la canzone “God Save the Queen” durante il Giubileo d’argento del 1977 che celebrava i 25 anni della monarca sul trono.

L’inno punk dei Sex Pistols, che ha lo stesso titolo dell’inno nazionale britannico, è stato ripubblicato in occasione del ‘Platinum Jubilee di Elizabeth’, e cioè per i 70 anni da regina di Elisabetta II.

Il cantante dei Sex Pistols John Lydon, precedentemente noto come Johnny Rotten, ha recentemente dichiarato all’emittente ‘Talk TV’ di essere “davvero, davvero orgoglioso della regina per essere sopravvissuta e per aver fatto così bene”.

I tempi sono molto cambiati dal 1977, quando “God Save the Queen” fu lanciata nel fine settimana del giubileo con un concerto dei Sex Pistols su un battello fluviale, la ‘Queen Elizabeth’, concerto che fu interrotto dalla polizia di Londra.

La canzone suscitò allora l’indignazione dei benpensanti inglesi, i membri della band furono attaccati per strada ed il brano fu bandito dalle maggiori trasmissioni radiofoniche e televisive. Nonostante ciò “God Save the Queen” raggiunse il numero 2 nelle classifiche, seconda solo a “I Don’t Want to Talk About It” di Rod Stewart, anche se ancora persistono voci secondo cui la canzone dei Sex Pistols avrebbe in realtà venduto più copie di quella di Rod Stewart.

La casa discografica della band spera che la riedizione di “God Save the Queen” possa questa volta raggiungere il numero 1, anche se non riuscì a scalare le classifiche quando venne ripubblicata per il Giubileo d’oro della regina nel 2002 e per il Giubileo di diamante nel 2012.

Anche la musica pop sta giocando un ruolo importante nei festeggiamenti per il giubileo di questa settimana. Un concerto fuori Buckingham Palace sabato vedrà la partecipazione di artisti tra cui Elton John, Alicia Keys, Duran Duran e Diana Ross, mentre Ed Sheeran si esibirà al concorso principale del giubileo di domenica.

L'articolo Sex Pistols vogliono dare un tocco punk al giubileo della regina Elisabetta da www.controradio.it.

🎧 Filippo Ferretti, fiorentino, insignito dell’Emmy Award per giornalismo

🎧 Filippo Ferretti, fiorentino, insignito dell’Emmy Award per giornalismo

New York, il prestigioso Emmy Award assegnato negli Stati Uniti dall’Academy of Television Arts & Sciences, equivalente ad un premio Oscar del giornalismo televisivo, è stato dato a Filippo Ferretti, anchor man di Univisiòn, che attualmente vive e lavora a New York ma che è di Firenze.

Filippo Ferretti è stato insignito dell’Emmy Award per aver condotto un’inchiesta giornalistica che ha smascherato una truffa ai danni di migranti e perpetrata da un pastore religioso che si faceva pagare per documenti falsi dopo essersi guadagnato la fiducia delle persone utilizzando la fede.

In podcast l’intervista a Filippo Ferretti a cura di Gimmy Tranquillo.

Grazie alla sua inchiesta, durata oltre 2 anni, gli investigatori americani sono riusciti a mettere insieme i tasselli del puzzle della truffa ed il pastore religioso nell’aprile del 2021 è stato condannato a 22 anni di carcere.

“Ad ottobre mi è arrivata una mail con su scritto ‘complimenti sei stato nominato’ – racconta ancora Ferretti -, l’ho riletta più volte prima di crederci e mi è arrivata la sera in cui mi sono trasferito dalla Florida a New York. Ho pensato al destino e al fatto che mi avesse regalato il miglior modo per iniziare la nuova esperienza lavorativa nella Grande Mela. Poi sono passati tre mesi e, per via del covid, la cerimonia non si è potuta tenere in presenza, ho dovuto seguirla da casa su YouTube e quando hanno detto il mio nome è stata un’emozione indescrivibile. Questo premio l’ho vinto da fiorentino, sono fiorentini il cuore e la determinazione che si celano dietro al lavoro che mi ha permesso di essere premiato. Anche se la vita ti porta lontano, si resta sempre fiorentini; vivo in America, sono diventato cittadino americano ma in realtà sono e sarò sempre di Firenze”.

“A Firenze e in Toscana avevo tante collaborazioni giornalistiche ma nessuno stipendio -racconta in breve la sua incredibile storia Ferretti – per poter coltivare la mia passione ho fatto il portiere d’albergo e poi venduto scarpe in un negozio del centro. A 33 anni ho scelto di cambiare e trasferirmi negli Stati Uniti, dopo neanche 9 anni quel sogno americano che avevo visto solo in televisione si è realizzato; qui ho avuto l’opportunità di trasformare la mia passione in un mestiere, l’opportunità che il mio Paese non mi ha mai dato”.

L'articolo 🎧 Filippo Ferretti, fiorentino, insignito dell’Emmy Award per giornalismo da www.controradio.it.