Alloggi Erp, la destra in trincea: “Con nuova legge favoriti solo extracomunitari”

Alloggi Erp, la destra in trincea: “Con nuova legge favoriti solo extracomunitari”

“C’è nervosismo da parte della Lega e delle opposizioni perché da oggi smetteranno di andare in giro per la Toscana a fare propaganda con bandi a limite della legalità che sfruttavano un vuoto legislativo”. Così il presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli, a margine del dibattito sul testo unico Erp in discussione in Consiglio regionale.

“Una legge pro immigrati: così gli italiani restano fuori dalle graduatorie. Per la Lega – afferma il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Jacopo Alberti (Lega) sugli alloggi Erp – ‘prima gli italiani’ non è solo uno slogan, noi vogliamo davvero che siano i primi ad accedere ai servizi. Per questo abbiamo chiesto che fosse reintrodotto il certificato sulle proprietà immobiliari all’estero, perché la maggioranza aveva introdotto la Ivie, cioè l’Imu per le seconde case all’estero, ma per i Paesi fuori dall’Ue questo paramento è sempre bassissimo”. Per il consigliere leghista “tutto questo è fatto per dispetto ai comuni già governati dalla Lega in Toscana, che avendo invece applicato la legge, hanno davvero ribaltato le graduatorie a favore dei toscani. Sono solo ripicche politiche che non guardano al bene della Regione”.

“Sono 23 gli emendamenti presentati dalla Lega al testo. Tra questi, la richiesta di controllo dei residenti reali delle abitazioni, la revisione dell’Isee ogni 18 mesi; 10 anni di residenza in Toscana; l’eliminazione dal testo della legge della dicitura “Coppie dello stesso sesso” e “i soggetti legati da vincoli affettivi ed i soggetti legati da finalità di reciproca assistenza morale e materiale”.

“Su quest’ultimo punto – conclude Alberti – sappiamo che si solleverà un polverone. Ma i nostri principi, quelli per cui oggi la Lega è primo partito in Italia, sono sempre gli stessi, e continueremo a difenderli: prima le famiglie italiane composte da padre madre e figli”.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Andrea Quartini è intervenuto in merito alla questione sostenendo che “il Movimento 5 stelle onora il mandato conferito dagli elettori. Anche in aula, seppur nel rispetto delle decisioni prese, abbiamo ribadito l’impegno a proseguire a oltranza il dialogo sulla proposta di legge. Ma tant’è. Il presidente del Consiglio Eugenio Giani, insieme ad altre forze politiche, ha tirato dritto: chiusura dei lavori alle 13”.

“Non viene per nulla affrontato – prosegue Quartini – il tema centrale: poter contare su risorse certe per soddisfare il bisogno abitativo di circa 25mila famiglie che ne avrebbero diritto e delle altre 50mila che le abitano, spesso in condizioni di fatiscenza, ma che per governo incerto o per mancanza di finanziamenti non ricevono le necessarie attenzioni”.

Quello dedicato alle case popolari sarebbe dovuto essere un testo unico capace di: “mettere ordine su un tema sensibile e delicato come il contrasto al disagio abitativo affrontando i temi della organizzazione gestionale del patrimonio Erp (governance); dettare linee d’indirizzo e intervento sui piani per le nuove costruzioni e per il ripristino degli oltre 2mila alloggi sfitti; affrontare equamente il tema delle alienazioni, inserire percorsi per limitare le crescenti tensioni sociali legate alla guerra tra poveri che le scarse risorse investite generano”.

“Ebbene niente di tutto questo è avvenuto, tranne – sottolinea Quartini – l’approvazione degli ordini del giorno che abbiamo presentato: cosa che apprezziamo, ma che non avendo potere di legge, riteniamo comunque insufficiente”.

“Auspichiamo – evidenzia l’esponente penta stellato – si possa ancora migliorare. Ma l’opposizione ai nostri principali emendamenti sulla necessità dei bandi aperti, sul dare maggior valore ai territori, sullo stabilire in legge la necessità di risorse certe nei bilanci regionali destinati alle case popolari, non sta promettendo granché. Il rischio reale – conclude – è di aver perso una grande occasione di concertazione per riscrivere insieme a sindacati, inquilini, comuni, gestori e consiglio regionale una buona legge. Insomma, la solita operazione gattopardesca”.

“Oggi – ha aggiunto sulla legge degli Erp, il presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli (PD) – diamo una norma certa, e la Lega è nervosa perché dovrà smettere di fare propaganda. Da oggi non potranno più avere questo strumento discriminatorio sull’assegnazione delle case popolari perché gli alloggi si daranno alle persone che hanno più bisogno, che per noi sono quelle che da tanto tempo lavorano e risiedono in toscana”.

Parlando del requisito del possesso di immobili all’estero, Scaramelli ha spiegato che “con questa legge sarà determinante la dichiarazione Isee per fare le domande per gli alloggi: dentro l’Isee c’è anche la valutazione dei potenziali redditi all’estero, mentre oggi si impediva a persone di poter accedere, escludendole da un diritto che la Comunità Europea non consentiva di toccare”. No anche alla richiesta del Carroccio di aumentare a 10 anni il minimo di residenza per l’assegnazione degli alloggi.

“Continuano a propagandare una norma che non si può approvare – ha aggiunto Scaramelli -. E’ cinque anni il requisito minimo che la Comunità Europea consente per accedere a questi diritti. Noi crediamo nell’Europa e crediamo che le norme vadano rispettate. Un partito che in questo momento sta governando il Paese non può illudere i cittadini toscani con leggi che non possono essere applicate” , ha concluso il Presidente.

Nell’assegnazione degli alloggi Erp serve dare “priorità ai nuovi poveri come padri e madri separati, giovani precari, famiglie monoreddito. E privilegiare gli onesti e gli italiani”. Lo afferma  Paolo Marcheschi (Fdi).

“La proposta di legge presentata dalla giunta non fornisce una visione definita per la salvaguardia della coesione sociale e non supera l’equazione ‘case popolari uguale a ghetti’, il quadro del patrimonio abitativo sociale è desolante in Toscana, le case sono le stesse del periodo pre-crisi ma i poveri sono raddoppiati. E’ la solita legge ‘cerchiobottista’ che genera conflittualità tra poveri vecchi e nuovi: tra anziani e giovani, italiani e immigrati, persone sane e portatori di handicap. Le nuove povertà sono totalmente escluse dalla politica abitativa della Regione”.

“I condannati non sono stati esclusi dall’assegnazione delle case popolari – aggiunge -. Le persone con condanne sotto i cinque anni potranno entrare nelle graduatorie. Nardella e il Pd avevano annunciato una bomba, è invece scoppiato un ‘petardo'”.

“L’obiettivo di Fratelli d’Italia, ha concluso il consigliere, è superare la marginalità e i quartieri trasformati in ‘banlieue’; vogliamo zone di edilizia residenziale pubblica in cui si torni ad una convivenza civile e dignitosa. Scegliamo di stare con i nuovi poveri, italiani e onesti”.

“Forza Italia sta dalla parte dei toscani, il Pd sceglie gli extracomunitari: questo è ciò che dimostra la loro legge sulle case popolari. Solo sbloccandone la vendita così da incamerare risorse con cui poi costruire nuove case si ridà aria a un sistema che non funziona e si risponde al bisogno abitativo che in Toscana ormai sfiora l’emergenza”. Così il capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti e il vicepresidente dell’Assemblea toscana, Marco Stella, sulla vicenda Erp.


“Qui siamo a cavillare su chi deve venire prima e chi dopo. Su questo non ci sono a nostro avviso mediazioni: prima i toscani. E non ci piace che il Pd scelga invece gli extracomunitari”,  La Regione negli anni passati ha colpevolmente bloccato, di fatto e con la contrarietà di Forza Italia, le alienazioni del patrimonio abitativo pubblico e non prevede, oggi, di costruire nuovi alloggi. Come si pensa di rispondere alla fame di tetti che oggi divora i nostri territori?”, aggiungono i consiglieri.

Secondo Marchetti e Stella “con questa legge la sinistra mette una pietra, anziché un tetto, sopra ai tanti, troppi toscani in attesa di mura entro cui abitare. Non si aumenta l’offerta, anzi qui si vuol capitalizzare il bisogno in termini di controllo del consenso politico prevedendo il 40% di discrezionalità nell’attribuzione degli alloggi Erp, il che apre la via a una gestione clientelare del sistema casa“.

Contro questo, annunciano “daremo battaglia con ogni mezzo e, siccome in aula i numeri in questo momento non ci sono amici, terremo aperti cento occhi per controllare che le case vadano ai nostri concittadini toscani in maggior stato di bisogno”

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Firenze, Casa, Alloggi Erp: 8,3% assegnati a extracomunitari

Firenze, Casa, Alloggi Erp: 8,3% assegnati a extracomunitari

Negli 11.718 alloggi Erp gestiti da Casa Spa nell’area fiorentina, e assegnati, ci sono 992 nuclei familiari extracomunitari, pari all’8,3% a fronte di una media nazionale del 10,1%.

Il dato è stato reso noto oggi, in occasione della Giornata della trasparenza promossa dalla società Casa Spa.

Fra i dati illustrati nell’iniziativa di oggi, il totale bollettato per canoni dal 2003 al 2017 ammonta a 265 milioni di euro, e lo scoperto a oggi ammonta a 6,659 mln, con una percentuale di morosità del 2,51%. Oltre il 40% dei canoni di locazione è destinato alla manutenzione ordinaria, sostiene Casa Spa, che rivendica di aver sempre avuto bilanci in attivo dalla sua nascita (2003).

Fra gli assegnatari figurano 501 nuclei familiari in fascia ‘M’, ovvero con reddito convenzionale sopra 28mila euro; fra questi il canone più alto paga 867,60 euro al mese. “Grazie a questi pochi – ha affermato Dario Sveldezza (Casa Spa) – si crea un gettito del canone che permette di far funzionare gli uffici e la manutenzione”.

Nel 2017 sono state riconsegnate 383 unità immobiliari per morte dell’assegnatario o cambio residenza.

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Alloggi erp: consegnate 17 case popolari nel complesso delle Murate

Alloggi erp: consegnate 17 case popolari nel complesso delle Murate

Si rafforza la residenza popolare nel centro storico di Firenze grazie ai 17 alloggi erp consegnati questa mattina nel complesso delle Murate dal sindaco Dario Nardella insieme all’assessore alla Casa Sara Funaro, al presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci e al presidente di Casa spa Luca Talluri.

Gli alloggi Erp, realizzati su due distinti finanziamenti, fanno parte del complessivo recupero dell’ex carcere delle Murate, che oggi è quasi completato. Si tratta di un complesso edilizio di circa 3 ettari di aree libere ed edificate, a pochi passi da piazza Santa Croce, che dalla separazione, anche fisica, con le alte mura perimetrali della prigione, sono state restituite alla fruizione piena da parte della città.

Il progetto di recupero degli alloggi è stato interamente realizzato, appaltato e diretto dai tecnici di Casa spa, ed ha previsto il mantenimento dell’impianto planivolumetrico originario di ciascun blocco, senza discostarsi, né per i materiali né per tipologia di intervento, dai precedenti lotti residenziali già realizzati, tranne per la parte degli impianti elettrici, che prevede un impianto domotico.

Per la realizzazione degli alloggi, sono state accorpate le ex celle carcerarie, mediante l’introduzione di intelaiature in acciaio, in sostituzione dei setti murari. La superficie utile degli alloggi varia da un minimo di 34 mq ad un massimo di 94 mq.

“Oggi siamo contenti per tre buoni motivi – ha detto il sindaco Nardella -: primo perché andiamo avanti con il nostro piano per la casa di 1000 alloggi da consegnare nel mandato alle famiglie che ne hanno diritto e bisogno, e per questo ringrazio sia l’assessorato alla Casa che Casa spa perché stiamo rispettando questo obiettivo.”

“Il secondo motivo riguarda il recupero del vecchio carcere delle Murate, fino a pochi anni fa un luogo abbandonato e senz’anima e che oggi è quasi completamente ristrutturato grazie a un progetto al quale ha collaborato anche il grande architetto Renzo Piano e che rappresenta un vero e proprio quartiere, il modello della nostra città, che mette insieme generazioni diverse, anziani e giovani, funzioni diverse e valori diversi. Tutt’altro che il modello del ghetto dove le famiglie vengono lasciate sole e isolate”.

“Infine, il terzo motivo che è il nostro impegno per far fronte all’emergenza casa – ha spiegato Nardella – un tema ricorrente in tutta Italia. A Firenze abbiamo deciso di affrontarla in modo programmato con un grande investimento di risorse. Adesso stiamo attuando il nostro piano casa che prevede 56milioni di investimenti, mentre per il futuro abbiamo l’obiettivo ambizioso di risolvere il problema della casa a 8mila famiglie della nostra città attraverso varie misure: il contributo affitto, il social housing, le case popolari. Non vi è una sola soluzione, vi sono una serie di misure messe insieme in un pacchetto efficace e ordinato che non guarda all’emergenza, ma programma gli interventi da fare. Come città di Firenze abbiamo l’ambizione di essere un modello per tutta l’Italia perché la casa è uno dei diritti fondamentali”.

“La consegna delle chiavi delle case popolari è sempre un momento emozionante – ha detto l’assessore Funaro – perché quando si consegnano le chiavi di casa a una famiglia si vede la felicità negli occhi delle persone. La casa è uno dei pilastri per l’autonomia e la dignità delle persone e stiamo lavorando intensamente per questo”.

“Oggi poi è un giorno particolarmente bello – ha continuato Funaro – perché si consegnano alloggi alle Murate, che è una delle operazioni più riuscite dal punto di vista di edilizia residenziale pubblica. La nostra intenzione, oltre a questi 17 alloggi, è di proseguire con i lavori per gli ulteriori 16 per arrivare a completare il complesso dell’ex carcere delle Murate”, ha concluso.

“È bello vedere le persone che si emozionano nel ricevere le chiavi della casa dove andranno a vivere – ha detto il presidente del Quartiere 1 Sguanci -. Dare una casa non vuol dire soltanto dare una spazio abitabile, vuol dire dare sicurezza, dignità e reinserire persone in un contesto sociale, in una comunità”.

“Si tratta di un intervento molto importante – ha commentato il presidente di Casa spa Talluri – oltre a consegnare altri 17 alloggi nell’area delle Murate, arrivando quindi a 90 complessivi, si tratta di un intervento di rigenerazione urbana, perché mette in connessione gli inquilini degli alloggi, con la vita del quartiere, grazie all’utilizzo degli spazi comuni presenti nelle Murate”.

 

 

 

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Toscana: solo 11% case popolari a stranieri

Toscana: solo 11% case popolari a stranieri

Il dato è contenuto nel  settimo Rapporto sulla condizione abitativa in Toscana, redatto dall’Osservatorio Sociale Regionale (OSR) . in Toscana il 3% delle famiglie vive in Erp, ma aumentano compravendite e calano sfratti.

L’88,4% degli assegnatari degli alloggi pubblici è di cittadinanza italiana. Un quinto degli assegnatari ha in famiglia un soggetto invalido. I nuclei unipersonali sono 12.516, poco più di un quarto del totale.
Nel 2017 sono stati assegnati 1.007 alloggi, 76 in più rispetto all’anno precedente. Il tasso annuo di soddisfazione delle domande si è attestato al 4,4%.

Nelle domande ammesse i nuclei italiani risultano i principali (58,3%), crescono nel primo 20% delle graduatorie (66,3%) e in corrispondenza delle assegnazioni (77,4%).
I nuclei di cittadinanza straniera sono invece mediamente in graduatoria più bassa rispetto ai nuclei italiani. Nel primo 20% delle graduatorie sono il 33,7%; nelle assegnazioni effettive il 22,6%.

Quest’anno il Rapporto presenta un focus sulle domande e le assegnazioni di case Erp. Nel 2018 si registra un calo del 16,1% delle domande presentate rispetto al 2017 (- 18,9% per le domande ammesse). Un dato ancora più significativo se confrontato con quello del 2015 (-27,4% per le domande presentate e -32% per quelle ammesse). 

Sfratti in calo, mercato immobiliare in ripresa per il quarto anno consecutivo, segnali di ripartenza anche nel settore costruzioni. Confermato il dato sui toscani residenti nelle case del patrimonio erp, pari al 3% delle famiglie. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal settimo Rapporto sulla condizione abitativa in Toscana, redatto dall’Osservatorio Sociale Regionale (OSR) in collaborazione con il Settore politiche abitative della Regione.

L’analisi del calo delle domande, che peraltro interessa in misura omogenea sia famiglie italiane che famiglie di origine straniera, non può essere ricondotto ad un solo fattore. E’ verosimile che vi incidano in parte i requisiti per l’accesso introdotti dalla LR n. 41/2015, ed in parte altri elementi come il nuovo Isee (introdotto nel 2015), che ha comportato la valorizzazione di altre voci prima non considerate ed il rafforzamento dei controlli: ad esempio, nel 2015, si è osservato un abbattimento dell’80%, rispetto al 2014, di Dichiarazioni Sostitutive Uniche con patrimonio nullo dal 66,8% al 14,1%, che nel 2016 si è ridotta addirittura ad un quota inferiore al 6%.

La Toscana che emerge dal rapporto è una regione con buoni livelli di benessere (nel 2015 reddito medio lordo era di 33.323 euro per famiglia a fronte di una media nazionale di 29.288), ma un’età media più elevata rispetto al dato medio nazionale (46,8 anni vs. 45,2). Questo implica un indice di dipendenza (la misura del rapporto tra popolazione attiva e popolazione troppo giovane o troppo anziana per partecipare al mercato) sbilanciato verso la quota di popolazione inattiva.

Nel 2017 in Toscana è leggermente aumentato il tasso di occupazione (passato dal 65,3% al 66%), sono aumentate le donne che lavorano (+ 2,7%), è diminuita la disoccupazione (dal 9,5% all’8,6%). Tuttavia ci sono circa 53mila famiglie toscane (corrispondenti a circa 119mila gli individui) che vivono in condizione di povertà assoluta , mentre l’incidenza della povertà relativa è del 5% con riferimento alle famiglie. Infine l’incidenza delle spese per la casa è diminuita rispetto al reddito delle famiglie. Tuttavia questo non è avvenuto per le famiglie in condizioni di maggiore fragilità economica: riprova che le spese per la casa rappresentino un utile indicatore relativo alle povertà.

In calo gli sfratti, diminuiti nel 2017 sia nelle richieste (10.614; -12,3%), che nei provvedimenti (4.276; -7,3%) e nelle esecuzioni (3.194; -6,9%). Pistoia si conferma la provincia con minore incidenza di sfratti (uno ogni 1.265 famiglie), mentre Arezzo, Prato e Pisa sono quelle con situazioni di maggiore difficoltà.

Nel 2017 realizzati o acquisiti 266 nuovi alloggi (+21 rispetto all’anno precedente). Attualmente ci sono 523 nuovi alloggi in costruzione, di cui 273 con consegna prevista nel 2018. Ad oggi ci sono 241 alloggi sfitti con lavori di manutenzione in corso, 535 appartamenti in attesa di manutenzione (lavori già finanziati) e 736 in attesa di manutenzione e dei relativi finanziamenti.
Il 93,1% degli alloggi è assegnato con regolare contratto di locazione, ma esiste anche un 1,6% occupato senza titolo o abusivamente.

 

Il rapporto 2018 sulla condizione abitativa dele case in Toscana registra una leggera ripresa del settore delle costruzioni (+9,4% di nuove abitazioni nel 2016 rispetto al 2015), sebbene i dati siano ancora molto lontani dai livelli pre-crisi.

 

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Firenze, case popolari: approvato protocollo per promuovere legalità e rispetto regole

Firenze, case popolari: approvato protocollo per promuovere legalità e rispetto regole

Il protocollo, che sarà firmato nei prossimi giorni dall’assessore Funaro, dal presidente di Casa spa Luca Talluri e dai sindacati degli inquilini Sunia, Unione inquilini, Conia e Sicet, è frutto della stretta collaborazione tra Comune, Casa spa e sindacati degli inquilini per promuovere regole più stringenti per il rispetto della civile convivenza nelle case popolari.

Il protocollo prevede diverse misure per potenziare le regole e le sanzioni per promuovere il rispetto della legalità negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, come ad esempio, il fatto che vengano elevate multe di importo progressivamente crescente in caso di maggior gravità o reiterazione di comportamenti illeciti da parte degli assegnatari.
Nella revisione del regolamento di utenza, sarà posta maggiore e più puntuale attenzione per quei comportamenti che denotano volontario disprezzo delle regole, rifiuto di integrazione e solidarietà o addirittura volontà di prevaricazione nei confronti dei coinquilini.
“Il nuovo regolamento d’utenza è un’ulteriore misura per fare in modo che negli alloggi erp ci sia, come abbiamo detto più volte, una convivenza pacifica e civile tra gli assegnatari – ha spiegato l’assessore alla Casa Funaro – regolata da norme che permettano il quieto vivere. Diritti e doveri sono uguali per tutti perché quando una persona usufruisce di un bene pubblico, come lo è una casa popolare, deve rispettare il bene e le persone con cui lo condivide”.
“Come amministrazione comunale – ha spiegato l’assessore – faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità perché le regole di convivenza civile siano definite in maniera chiara e vengano rispettate da tutti. E il protocollo, che si aggiunge alla recente attivazione di un apposito ufficio sociale presso Casa spa, va proprio in questa direzione”.
“Vorrei ringraziare Casa spa per la collaborazione e anche i sindacati degli inquilini – ha concluso Funaro -, che ci hanno sostenuto e supportato per la stesura del protocollo e delle varie iniziative per aiutare le autogestioni, che fanno quotidianamente un grande lavoro, per garantire il rispetto delle regole nelle case popolari”.
“Il rispetto delle regole è un principio necessario e imprescindibile – ha dichiarato Laura Grandi a nome dei sindacati degli inquilini Sunia, Unione inquilini, Conia e Sicet -, che deve essere perseguito e affermato ovunque e a maggior ragione nelle case popolari e nei blocchi di autogestione, per non incrinare quel tessuto sociale sano, che è presente nei blocchi di edilizia pubblica del nostro territorio. Quindi ben venga questo protocollo, importante e utile a ribadire la coesione sociale sia la necessità che la legalità e il rispetto degli altri e del bene pubblico siano affermati”.
“Questo protocollo è un altro segnale importante per la convivenza delle famiglie nelle case popolari – ha detto il presidente di Casa spa Luca Talluri -, che si aggiunge e si integra con l’ufficio mediazione sociale recentemente integrato”.
Inoltre, il protocollo prevede la possibilità di realizzare iniziative di informazione e formazione degli assegnatari, specie nell’ambito dell’autogestione, sulle norme di comportamento nell’erp, mettendone in luce i vari aspetti e segnalando le migliori modalità per contrastare le diverse violazioni.

 

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