Toscana, edilizia pubblica: da oggi in vigore nuova legge Erp

Toscana, edilizia pubblica: da oggi in vigore nuova legge Erp

Entra in vigore oggi la nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica in Toscana che ha “l’obiettivo di garantire più equità, una maggiore efficienza del sistema di governance dell’edilizia pubblica e maggiore autonomia per i Comuni, evitando l’aumento dei canoni di locazione”.

Ad affermarlo l’assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli. La nuova legge, spiega una nota, prevede, tra l’altro, “un unico contratto di servizio, uguale per tutta la Toscana, che non solo rappresenterà un elemento di equità, ma fisserà per tutti una percentuale degli introiti che sarà destinata alla ristrutturazione degli alloggi”.

Inoltre, “i Comuni avranno più autonomia. Avranno a disposizione il 40% degli alloggi da assegnare sulla base di graduatorie speciali gestite da loro stessi e potranno anche stabilire una soglia Isee per la decadenza dell’alloggio popolare specifica per il loro territorio”. Per quanto riguarda la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio popolare aggiunge l’assessore, “viene introdotta una valutazione patrimoniale dei beni mobili, e resta confermata tra le cause di decadenza l’accertamento della proprietà immobiliari, anche in altre regioni o in altri Stati”.

Altra novità, la creazione di un sistema di punteggi legato alla residenza dei richiedenti o alla prestazione di attività lavorativa continuativa di almeno un componente del nucleo familiare nell’ambito territoriale di riferimento del bando. Per Ceccarelli, “la Giunta regionale ha messo le politiche abitative tra le proprie priorità. Ci eravamo impegnati a destinare all’edilizia popolare 100 milioni in 3 anni e con il 2018 siamo arrivati a 61 milioni. A queste risorse vanno aggiunti i fondi per la ristrutturazione degli alloggi di risulta e per le politiche della casa. Sarebbe importante che il diritto alla casa fosse considerato una priorità anche dal Governo”.

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Entra in vigore oggi la nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica in Toscana che ha “l’obiettivo di garantire più equità, una maggiore efficienza del sistema di governance dell’edilizia pubblica e maggiore autonomia per i Comuni, evitando l’aumento dei canoni di locazione”.

Ad affermarlo l’assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli. La nuova legge, spiega una nota, prevede, tra l’altro, “un unico contratto di servizio, uguale per tutta la Toscana, che non solo rappresenterà un elemento di equità, ma fisserà per tutti una percentuale degli introiti che sarà destinata alla ristrutturazione degli alloggi”.

Inoltre, “i Comuni avranno più autonomia. Avranno a disposizione il 40% degli alloggi da assegnare sulla base di graduatorie speciali gestite da loro stessi e potranno anche stabilire una soglia Isee per la decadenza dell’alloggio popolare specifica per il loro territorio”. Per quanto riguarda la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio popolare aggiunge l’assessore, “viene introdotta una valutazione patrimoniale dei beni mobili, e resta confermata tra le cause di decadenza l’accertamento della proprietà immobiliari, anche in altre regioni o in altri Stati”.

Altra novità, la creazione di un sistema di punteggi legato alla residenza dei richiedenti o alla prestazione di attività lavorativa continuativa di almeno un componente del nucleo familiare nell’ambito territoriale di riferimento del bando. Per Ceccarelli, “la Giunta regionale ha messo le politiche abitative tra le proprie priorità. Ci eravamo impegnati a destinare all’edilizia popolare 100 milioni in 3 anni e con il 2018 siamo arrivati a 61 milioni. A queste risorse vanno aggiunti i fondi per la ristrutturazione degli alloggi di risulta e per le politiche della casa. Sarebbe importante che il diritto alla casa fosse considerato una priorità anche dal Governo”.

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Livorno, a fuoco l’albero di Natale. Quattro intossicati all’ospedale

Livorno, a fuoco l’albero di Natale. Quattro intossicati all’ospedale

Quattro persone, mamma, figlia e altri due condomini di un palazzo Erp di via Ademollo a Livorno, sono rimaste lievemente intossicati dai fumi di un incendio scoppiato nell’appartamento delle due donne per il probabile surriscaldamento della presa delle luci di un albero di Natale che a sua volta ha preso fuoco.

Le quattro persone erano già in strada quando sono state soccorse la notte fra mercoledì e giovedì, intorno alle due dal 118 e trasferite a scopo precauzionale in pronto soccorso per accertamenti.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme residue e effettuato una prima bonifica dell’abitazione che è risultata inagibile. L’incendio, come appurato dai vigili del fuoco, si sarebbe sprigionato dal surriscaldamento di una presa delle luci dell’albero, in materiale sintetico, che ha preso fuoco, sprigionando un denso fumo acre che ha invaso l’abitazione e parte dei vicini appartamenti. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e effettuato una prima bonifica dell’abitazione che è risultata inagibile.

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Livorno, a fuoco l’albero di Natale. Quattro intossicati all’ospedale

Livorno, a fuoco l’albero di Natale. Quattro intossicati all’ospedale

Quattro persone, mamma, figlia e altri due condomini di un palazzo Erp di via Ademollo a Livorno, sono rimaste lievemente intossicati dai fumi di un incendio scoppiato nell’appartamento delle due donne per il probabile surriscaldamento della presa delle luci di un albero di Natale che a sua volta ha preso fuoco.

Le quattro persone erano già in strada quando sono state soccorse la notte fra mercoledì e giovedì, intorno alle due dal 118 e trasferite a scopo precauzionale in pronto soccorso per accertamenti.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme residue e effettuato una prima bonifica dell’abitazione che è risultata inagibile. L’incendio, come appurato dai vigili del fuoco, si sarebbe sprigionato dal surriscaldamento di una presa delle luci dell’albero, in materiale sintetico, che ha preso fuoco, sprigionando un denso fumo acre che ha invaso l’abitazione e parte dei vicini appartamenti. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e effettuato una prima bonifica dell’abitazione che è risultata inagibile.

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Alloggi Erp, la destra in trincea: “Con nuova legge favoriti solo extracomunitari”

Alloggi Erp, la destra in trincea: “Con nuova legge favoriti solo extracomunitari”

“C’è nervosismo da parte della Lega e delle opposizioni perché da oggi smetteranno di andare in giro per la Toscana a fare propaganda con bandi a limite della legalità che sfruttavano un vuoto legislativo”. Così il presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli, a margine del dibattito sul testo unico Erp in discussione in Consiglio regionale.

“Una legge pro immigrati: così gli italiani restano fuori dalle graduatorie. Per la Lega – afferma il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Jacopo Alberti (Lega) sugli alloggi Erp – ‘prima gli italiani’ non è solo uno slogan, noi vogliamo davvero che siano i primi ad accedere ai servizi. Per questo abbiamo chiesto che fosse reintrodotto il certificato sulle proprietà immobiliari all’estero, perché la maggioranza aveva introdotto la Ivie, cioè l’Imu per le seconde case all’estero, ma per i Paesi fuori dall’Ue questo paramento è sempre bassissimo”. Per il consigliere leghista “tutto questo è fatto per dispetto ai comuni già governati dalla Lega in Toscana, che avendo invece applicato la legge, hanno davvero ribaltato le graduatorie a favore dei toscani. Sono solo ripicche politiche che non guardano al bene della Regione”.

“Sono 23 gli emendamenti presentati dalla Lega al testo. Tra questi, la richiesta di controllo dei residenti reali delle abitazioni, la revisione dell’Isee ogni 18 mesi; 10 anni di residenza in Toscana; l’eliminazione dal testo della legge della dicitura “Coppie dello stesso sesso” e “i soggetti legati da vincoli affettivi ed i soggetti legati da finalità di reciproca assistenza morale e materiale”.

“Su quest’ultimo punto – conclude Alberti – sappiamo che si solleverà un polverone. Ma i nostri principi, quelli per cui oggi la Lega è primo partito in Italia, sono sempre gli stessi, e continueremo a difenderli: prima le famiglie italiane composte da padre madre e figli”.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Andrea Quartini è intervenuto in merito alla questione sostenendo che “il Movimento 5 stelle onora il mandato conferito dagli elettori. Anche in aula, seppur nel rispetto delle decisioni prese, abbiamo ribadito l’impegno a proseguire a oltranza il dialogo sulla proposta di legge. Ma tant’è. Il presidente del Consiglio Eugenio Giani, insieme ad altre forze politiche, ha tirato dritto: chiusura dei lavori alle 13”.

“Non viene per nulla affrontato – prosegue Quartini – il tema centrale: poter contare su risorse certe per soddisfare il bisogno abitativo di circa 25mila famiglie che ne avrebbero diritto e delle altre 50mila che le abitano, spesso in condizioni di fatiscenza, ma che per governo incerto o per mancanza di finanziamenti non ricevono le necessarie attenzioni”.

Quello dedicato alle case popolari sarebbe dovuto essere un testo unico capace di: “mettere ordine su un tema sensibile e delicato come il contrasto al disagio abitativo affrontando i temi della organizzazione gestionale del patrimonio Erp (governance); dettare linee d’indirizzo e intervento sui piani per le nuove costruzioni e per il ripristino degli oltre 2mila alloggi sfitti; affrontare equamente il tema delle alienazioni, inserire percorsi per limitare le crescenti tensioni sociali legate alla guerra tra poveri che le scarse risorse investite generano”.

“Ebbene niente di tutto questo è avvenuto, tranne – sottolinea Quartini – l’approvazione degli ordini del giorno che abbiamo presentato: cosa che apprezziamo, ma che non avendo potere di legge, riteniamo comunque insufficiente”.

“Auspichiamo – evidenzia l’esponente penta stellato – si possa ancora migliorare. Ma l’opposizione ai nostri principali emendamenti sulla necessità dei bandi aperti, sul dare maggior valore ai territori, sullo stabilire in legge la necessità di risorse certe nei bilanci regionali destinati alle case popolari, non sta promettendo granché. Il rischio reale – conclude – è di aver perso una grande occasione di concertazione per riscrivere insieme a sindacati, inquilini, comuni, gestori e consiglio regionale una buona legge. Insomma, la solita operazione gattopardesca”.

“Oggi – ha aggiunto sulla legge degli Erp, il presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli (PD) – diamo una norma certa, e la Lega è nervosa perché dovrà smettere di fare propaganda. Da oggi non potranno più avere questo strumento discriminatorio sull’assegnazione delle case popolari perché gli alloggi si daranno alle persone che hanno più bisogno, che per noi sono quelle che da tanto tempo lavorano e risiedono in toscana”.

Parlando del requisito del possesso di immobili all’estero, Scaramelli ha spiegato che “con questa legge sarà determinante la dichiarazione Isee per fare le domande per gli alloggi: dentro l’Isee c’è anche la valutazione dei potenziali redditi all’estero, mentre oggi si impediva a persone di poter accedere, escludendole da un diritto che la Comunità Europea non consentiva di toccare”. No anche alla richiesta del Carroccio di aumentare a 10 anni il minimo di residenza per l’assegnazione degli alloggi.

“Continuano a propagandare una norma che non si può approvare – ha aggiunto Scaramelli -. E’ cinque anni il requisito minimo che la Comunità Europea consente per accedere a questi diritti. Noi crediamo nell’Europa e crediamo che le norme vadano rispettate. Un partito che in questo momento sta governando il Paese non può illudere i cittadini toscani con leggi che non possono essere applicate” , ha concluso il Presidente.

Nell’assegnazione degli alloggi Erp serve dare “priorità ai nuovi poveri come padri e madri separati, giovani precari, famiglie monoreddito. E privilegiare gli onesti e gli italiani”. Lo afferma  Paolo Marcheschi (Fdi).

“La proposta di legge presentata dalla giunta non fornisce una visione definita per la salvaguardia della coesione sociale e non supera l’equazione ‘case popolari uguale a ghetti’, il quadro del patrimonio abitativo sociale è desolante in Toscana, le case sono le stesse del periodo pre-crisi ma i poveri sono raddoppiati. E’ la solita legge ‘cerchiobottista’ che genera conflittualità tra poveri vecchi e nuovi: tra anziani e giovani, italiani e immigrati, persone sane e portatori di handicap. Le nuove povertà sono totalmente escluse dalla politica abitativa della Regione”.

“I condannati non sono stati esclusi dall’assegnazione delle case popolari – aggiunge -. Le persone con condanne sotto i cinque anni potranno entrare nelle graduatorie. Nardella e il Pd avevano annunciato una bomba, è invece scoppiato un ‘petardo'”.

“L’obiettivo di Fratelli d’Italia, ha concluso il consigliere, è superare la marginalità e i quartieri trasformati in ‘banlieue’; vogliamo zone di edilizia residenziale pubblica in cui si torni ad una convivenza civile e dignitosa. Scegliamo di stare con i nuovi poveri, italiani e onesti”.

“Forza Italia sta dalla parte dei toscani, il Pd sceglie gli extracomunitari: questo è ciò che dimostra la loro legge sulle case popolari. Solo sbloccandone la vendita così da incamerare risorse con cui poi costruire nuove case si ridà aria a un sistema che non funziona e si risponde al bisogno abitativo che in Toscana ormai sfiora l’emergenza”. Così il capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti e il vicepresidente dell’Assemblea toscana, Marco Stella, sulla vicenda Erp.


“Qui siamo a cavillare su chi deve venire prima e chi dopo. Su questo non ci sono a nostro avviso mediazioni: prima i toscani. E non ci piace che il Pd scelga invece gli extracomunitari”,  La Regione negli anni passati ha colpevolmente bloccato, di fatto e con la contrarietà di Forza Italia, le alienazioni del patrimonio abitativo pubblico e non prevede, oggi, di costruire nuovi alloggi. Come si pensa di rispondere alla fame di tetti che oggi divora i nostri territori?”, aggiungono i consiglieri.

Secondo Marchetti e Stella “con questa legge la sinistra mette una pietra, anziché un tetto, sopra ai tanti, troppi toscani in attesa di mura entro cui abitare. Non si aumenta l’offerta, anzi qui si vuol capitalizzare il bisogno in termini di controllo del consenso politico prevedendo il 40% di discrezionalità nell’attribuzione degli alloggi Erp, il che apre la via a una gestione clientelare del sistema casa“.

Contro questo, annunciano “daremo battaglia con ogni mezzo e, siccome in aula i numeri in questo momento non ci sono amici, terremo aperti cento occhi per controllare che le case vadano ai nostri concittadini toscani in maggior stato di bisogno”

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